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REGGIO EMILIA: CONAD IMPUGNA L’ARCHIVIAZIONE DELLE QUERELE DEL 2025. ASSEMBLEA BOSCO OSPIZIO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Non è ancora conclusa la vicenda giudiziaria dei nove cittadini che il 25 febbraio del 2025 avevano protestato sedendosi davanti ai trattori per impedire gli sfalci preliminari alla realizzazione del nuovo supermercato di Conad nell’area del Bosco Ospizio di Reggio Emilia. Il giudice per le indagini preliminari, infatti, lo scorso giugno aveva archiviato le querele di Conad Centro Nord nei confronti dei nove attivisti, come richiesto dallo stesso pubblico ministero, ma Conad ha deciso di impugnare il decreto di archiviazione. Il Tribunale di Reggio ha fissato l’udienza al prossimo 11 dicembre: solo quel giorno, dunque, si saprà se l’archiviazione sarà confermata o invece revocata. “Due volte l’accusa è stata ritenuta infondata da chi è chiamato per legge a valutarla. Due volte Conad ha insistito. A questo punto non ci sembra più la ricerca di giustizia per un torto subito, ma una prova di forza contro le persone che si sono sedute per terra davanti a dei trattori”, commenta l’Assemblea Bosco Ospizio: “Mentre tiene in piedi quel procedimento, Conad continua a raccogliere elementi a sostegno della querela contro ignoti depositata il 3 agosto, il primo giorno del presidio permanente”. Per l’Assemblea Bosco Ospizio “non si tratta di casi isolati, ma di un metodo di chi ha dalla sua una serie di strumenti che i cittadini comuni non hanno. La stessa logica con cui, dieci giorni fa, la nostra proposta progettuale è stata respinta in cinque giorni senza alcuna valutazione reale. Chi manda avanti i legali su tre fronti contemporaneamente non sta dialogando con la città: sta aspettando che si stanchi”. La mobilitazione in nome del Bosco Ospizio di Reggio Emilia nasce per salvaguardare un’area verde di oltre 4 ettari occupata da un bosco urbano in gran parte consolidato e in piccola parte in forte espansione in uno spazio un tempo occupato da un ricovero, demolito nel 2005. In questo momento l’area è minacciata dalla costruzione di un nuovo superstore Conad. L’area verde verrebbe trasformata in cemento e asfalto, con l’abbattimento di circa 100 alberi adulti e un consumo di suolo di 30000 m² di cui 13.000 m² previsti per edifici e relative pertinenze. Per opporsi al progetto è nata circa due anni e mezzo fa un’assemblea permanente di cittadini, e dal 3 agosto 2026 è in corso un presidio permanente per impedire l’inizio dei lavori. Il presidio inizia la mattina alle 7.00 con la colazione e termina alle 19.00 con l’assemblea aperta al pubblico. Una delegazione dell’assemblea, composta da attivisti, tecnici, e cittadini ha partecipato mercoledi 9 settembre a una conferenza stampa alla Camera dei Deputati (Sala stampa, Via della Missione 4, Roma) a seguito dell’interrogazione parlamentare presentata da Stefania Ascari e Antonio Ferrara (Movimento 5 Stelle) sul Bosco Ospizio di Reggio Emilia per esporre la vicenda. A margine della conferenza stampa il nostro collaboratore Stefano Bertoldi ha realizzato le interviste con Alice Vecchi ARPAE Emilia Romagna, Giuseppe Bonazzi biologo Assemblea Bosco Ospizio e Stefania Ascari parlamentare del M5S Ascolta o scarica 
September 14, 2026
Radio Onda d`Urto
Reggio Emilia: Conad vuole distruggere il bosco con…
… con l’avallo del Comune. Boicottiamola! di Vito Totire (*). A seguire una modesta proposta della “bottega”. LA CONAD VUOLE DISTRUGGERE BOSCO OSPIZIO CON L’AVALLO DEL COMUNE DI REGGIO EMILIA BOICOTTIAMO CONAD IN TUTTA ITALIA, EVITANDO ACQUISTI NEI SUOI NEGOZI E SUPERMERCATI In ricordo del partigiano e militante ecologista Paride Allegri (2020-2012) Nel boicottaggio Paride Allegri e “Chico” Mendes sarebbero
September 12, 2026
La Bottega del Barbieri
Archiviate le accuse contro i nove del Bosco Ospizio querelati nel 2025: nessun reato nel blocco dei trattori
Violenza privata, danneggiamento e invasione di terreni: il fatto non sussiste! A febbraio 2025, nove membri dell’Assemblea del Bosco Ospizio si erano seduti davanti ai trattori per impedire gli sfalci preliminari nell’area. Oggi arriva la notizia di archiviazione, richiesta dal PM già a luglio 2025 e nonostante la resistenza di Conad Centro Nord. Nessun elemento di costrizione, necessario a prefigurare il reato di violenza, nessun danneggiamento a beni o strutture, e una protesta durata poche ore e senza fini di lucro. Grazie alle pratiche di disobbedienza civile non-violenta, che hanno sempre contraddistinto le modalità dell’Assemblea, non emerge, in definitiva, nessun elemento sufficiente a sostenere le accuse. Sono le stesse pratiche che stanno caratterizzando il presidio permanente sorto in Campo di Marte II e che hanno permesso a centinaia di cittadine e cittadini di avvicinarsi, attraversare e popolare quotidianamente il presidio. Oggi dimostriamo, una volta in più, come la resistenza non-violenta si confermi un’espressione di dissenso materialmente efficace, in un sistema politico e giudiziario sempre più repressivi. La notizia ci riempie di fiducia e apre nuovi spiragli davanti alle più recenti denunce contro ignoti depositate da Conad Centro Nord il 3 agosto, quando, di nuovo, abbiamo scelto di usare i nostri corpi per impedire pacificamente l’accesso alle ruspe – questa volta, con un centinaio di persone a sostegno. Oggi dunque festeggiamo: per la chiusura definitiva di un procedimento a nostro carico – e per un intero mese di presidio permanente, che continuerà a difesa di Bosco Ospizio fin quando sarà necessario. Redazione Italia
September 3, 2026
Pressenza
Da Bosco Ospizio a Reggio Emilia a Piazza della Libertà a Monterotondo, i cittadini difendono l’interesse pubblico
Il Comitato Salviamo Piazza della Libertà ha pubblicato sui propri canali social lo scorso 24 agosto questo post. La somiglianza fra Monterotondo e Reggio Emilia è palese e ancora una volta è palese il senso di responsabilità civica dei rispettivi abitanti di fronte alla quale ci sono amministrazioni che eludono consapevolmente sia il concetto di ‘responsabilità’ sia il concetto di ‘civico’. La totale assenza di statura morale e civile di chi compone queste amministrazioni causa la mancanza di rispetto assoluto per chi abita i luoghi, per coloro che li vivono realmente. Siamo pedine da spostare all’occorrenza. C’è un professore, a Parma, che ha scritto quello che noi ripetiamo da mesi senza avere una cattedra alle spalle. Marco Deriu insegna Comunicazione ambientale all’Università di Parma. Sostiene che mentre la consapevolezza scientifica e la sensibilità sociale sono cresciute, le decisioni urbanistiche continuano a seguire priorità che sacrificano l’interesse pubblico allo strapotere economico dei privati e che da lì deriva l’erosione della fiducia e della legittimità su cui si regge una comunità democratica.  Aggiunge che la capacità di decidere oggi per la vivibilità di una città resta vincolata alla miopia di scelte fatte vent’anni prima. Solo che Deriu non stava parlando di Monterotondo. Scriveva il 23 agosto sul Resto del Carlino del Bosco Ospizio, 45.000 metri quadri di alberi sulla via Emilia a Reggio Emilia, presidiati giorno e notte da cittadini che si oppongono a un supermercato previsto da un accordo firmato con il Comune nel 2015. Deriu è tra i promotori dell’appello dei docenti universitari a tutela di quell’area. Trecento chilometri di distanza, un altro fronte, un’altra società privata, ma ogni riga si legge come se fosse riferita a qui. Da noi la miopia di vent’anni prima ha una data: 2016. Il progetto per Piazza della Libertà nasce allora, esattamente un anno dopo l’accordo che oggi tiene in ostaggio il Bosco Ospizio, con la stessa testa e le stesse priorità. Da allora l’Europa ha però messo il consumo di suolo e l’adattamento climatico al centro di ogni politica urbana e il Comune di Monterotondo ha anche firmato il PAESC (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima) che dice esattamente il contrario di quello che la medesima amministrazione sta per fare. Quel che è certo è che un progetto così oggi non lo proporrebbe nessuno. Eppure va avanti e va avanti per l’ostinazione e l’arroganza di chi amministra tra slogan, rendering farlocchi, aggettivi in voga, ma ogni volta che si devono calare sugli elaborati progettuali quelle medesime formule appaiono in tutta la loro vacuità e la stessa amministrazione è costretta ad arrampicarsi sugli specchi. Perché sono proprio le carte del progetto a smentire ciò che viene dichiarato a voce e chi le ha lette lo sa. E i numeri restano: una concessione superiore ai 20 anni, un canone che parte solo dal terzo anno, una clausola di esclusività che per 1.500 metri vieta al Comune di realizzare parcheggi pubblici concorrenti, un costo passato da 5 milioni e mezzo a quasi 10 milioni. E 24 alberi maturi, 19 dei quali riconosciuti di pregio dalla perizia agronomica, sopra i quali pesa la stessa domanda che Deriu pone ai reggiani: chi ha il potere di stabilire che cosa vale e che cosa no? E perché oggi tra gli stessi amministratori nessuno si ricorda di una delibera comunale del 2019 che proponeva due di quegli alberi per il riconoscimento di monumentalità? Poi c’è il linguaggio e qui Deriu è giustamente più impietoso: “riqualificazione”, “diritti edificatori”, “piantumazioni”, “trapianti”, “rifugio fito-bioclimatico”, “scelta Green”, “città progressista”, “attenzione alla sostenibilità”… in breve quello che Deriu definisce in maniera efficace e tragica impermeabilizzazione del linguaggio che accompagna quella del suolo. Sotto la nostra piazza della Libertà il funesto e sbagliato progetto prevede una soletta di cemento. Letteralmente. Resta la cosa che fa più male e che Deriu dice con una lucidità che dovrebbe imbarazzare chi amministra. La libera protesta dei cittadini per la conservazione di beni collettivi viene ancora oggi criminalizzata: contro chi difende quel bosco sono già state depositate due querele. Qui a Monterotondo non ci siamo ancora arrivati, ma è certo che decine di iscritti al Comitato per salvare Piazza della Libertà a Monterotondo hanno dichiarato con assoluta determinazione che il giorno in cui arriveranno le ruspe loro si legheranno agli alberi e si accamperanno giorno e notte per impedirlo.  Non è una minaccia di invasati. È gente normale, con un lavoro e una famiglia, cittadini che si preparano a mettere il proprio corpo tra una motosega e un albero perché hanno capito che non esiste nessun altro modo per difendere l’ambiente ed evitare lo scempio che l’amministrazione é disposta ottusamente a compiere. Resta l’amarezza di domandarsi prima che ciò accada perché difendere l’interesse pubblico deve costare tanto, quanto dovrebbe essere il punto di partenza e non il traguardo di un’azione politica e amministrativa degna di questo nome. Perché tocca ai cittadini dimostrare, a proprie spese e con il proprio tempo, che in gioco non ci sono solo 24 alberi, ma la possibilità di decidere dello spazio pubblico nel nostro interesse, invece di restare legati per 21 anni a una concessione firmata da altri. E non tocca invece a chi quegli alberi li vuole abbattere dimostrare il contrario? Perizie, ricorsi, raccolte firme, serate passate a leggere delibere, a studiare le carte: tutto scaricato sulle spalle di chi non ci guadagna niente, mentre chi ci guadagna deve solo aspettare che ci stanchiamo? Deriu chiude il suo articolo dicendo che quell’area continuerà a vivere nella misura in cui resterà viva nella nostra coscienza democratica. Vale per il Bosco Ospizio e vale oggi per Piazza della Libertà a Monterotondo. Comitato Salviamo Piazza della Libertà     Redazione Italia
August 28, 2026
Pressenza
BOSCO OSPIZIO REGGIO EMILIA: OLTRE 300 IN PRESIDIO “NESSUN MEZZO, NESSUNA ISTITUZIONE”
La chiamata al presidio per la difesa di Bosco Ospizio a Reggio Emilio la mattina di lunedi 17 agosto ha avuto una risposta politica concreta: dà finalmente slancio a quel dialogo che le istituzioni continuano a promettere a parole da una settimana, e che l’assemblea chiede a gran voce fin dal primo giorno. Le presenze sono state numerosissime, da Reggio e da molte altre città d’Italia: alle 5:00 in punto erano presenti oltre 200 “corpi” a difesa del bosco, e nel corso della mattinata il via vai ha superato le 300 persone. “I mezzi al servizio di Conad non si sono presentati, così come non si sono presentate le istituzioni. Questo non significa che sia stata una giornata sprecata, tutt’altro: è la prova che la mobilitazione popolare, quando è radicata e sentita dalla cittadinanza, produce effetti concreti” scrivono i presidianti. “Il bosco Ospizio è integro un giorno di più. C’è però una delusione che non è possibile nascondere. Dopo i proclami delle ultime settimane, l’impressione è che l’amministrazione non intenda muovere un dito, ma lasciare che il presidio si consumi da solo, aspettando che i cittadini arrivino allo sfinimento e cogliere così, solo allora, l’occasione per aprire il fantomatico dialogo. Possiamo dire fin da ora che l’Assemblea non lo permetterà. Lo spostamento del presidio richiesto da Conad e messo in atto dalla Questura ci allontana dall’ingresso del bosco, ma ci mette su un passaggio ben più frequentato e visibile: sono state decine le persone che, semplicemente passando sulla via Emilia, si sono fermate a chiedere informazioni e a unirsi alla nostra vertenza. Il presidio va avanti, da qui non ci muoviamo. Vogliamo un tavolo tecnico in cui portare le nostre proposte e vogliamo il Bosco Ospizio integro”. Audio della conferenza stampa dell’ Assemblea Bosco Ospizio Ascolta o scarica 
August 19, 2026
Radio Onda d`Urto
Reggio Emilia: Conad denuncia i cittadini che difendono Bosco Ospizio dalla speculazione
Dopo dodici giorni di presidio cittadino, gli attivisti reggiani che stanno difendendo il Bosco Ospizio dall’abbattimento sono stati denunciati. A sporgere querela è stata la stessa Conad, azienda a capo del progetto che prevede l’abbattimento del bosco per fare spazio a un supermercato. Insieme alla denuncia, Conad ha depositato in Prefettura un’istanza per chiedere lo scioglimento del presidio, che è stato autorizzato fino al 31 agosto. La Digos si è schierata dalla parte del supermercato, imponendo una limitazione alle proteste degli attivisti e consentendo loro di manifestare soltanto su un lato dell’area. Dal canto loro, gli attivisti hanno deciso di non cedere e hanno diramato una chiamata pubblica per un nuovo presidio a partire dalle ore 5 di stamattina, lunedì 17 agosto, rivendicando la natura «pacifica» della propria protesta. È attesa per oggi, infatti, la ripresa dei lavori da parte dell’azienda. A seguito dell’azione di Conad, la Digos ha imposto limiti estesi per quanto riguarda l’area intorno al bosco nella quale gli attivisti possono portare avanti il proprio presidio di protesta, rendendo di fatto inaccessibile l’intero perimetro dell’area. Dopo la denuncia di Conad è giunto anche un comunicato del sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, il quale si è detto disponibile al dialogo, sostenendo di comprendere le «ragioni ideali» dietro la protesta ma specificando che «il progetto attuale» non va letto nell’ottica di una «espansione di una città che consuma territorio», ma come un intervento volto a restituire al quartiere «servizi, funzioni pubbliche e vita collettiva». Nel suo appello pubblico, Massari ha specificato che nel progetto per il bosco vi sono anche «una nuova Casa della Comunità con servizi sociosanitari, il ritorno della biblioteca di quartiere e il Polo dei servizi territoriali comunali, con edifici destinati a essere ceduti gratuitamente al Comune», cui si aggiungono «opere pubbliche, nuovi spazi verdi, un parco pubblico di 23 mila mq e piantumazioni compensative di oltre 1500 alberi». Alle preoccupazioni rispetto la ulteriore cementificazione di suolo e il collegamento con la crisi climatica, il sindaco risponde che l’amministrazione «ha già avviato interventi» in questo senso in altre zone della città. La risposta degli attivisti non si è fatta attendere: in un comunicato, questi hanno ricordato al sindaco che il dialogo sul progetto viene richiesto da due anni e che non può prescindere dalla «sospensione immediata» dei lavori. Contestate anche le affermazioni secondo le quali il bosco sarebbe un luogo degradato: si tratta, scrivono, di un «meraviglioso spazio di natura rigogliosa» che non ha bisogno di cementificazione. Il presidio presso il Bosco Ospizio di Reggio Emilia è stato inaugurato lo scorso 3 agosto, quando decine di cittadini si sono presentati ai cancelli per impedire fisicamente l’inizio dei lavori. L’azione è di fatto riuscita e, fino ad oggi, le ruspe non sono ancora state messe in moto. Il progetto interessa i 45.000 metri quadrati di bosco urbano nella zona orientale della città ed è sostenuto dall’amministrazione comunale. Tuttavia, i comitati insistono nel dare battaglia, chiedendo che l’area sia riconosciuta come microforesta urbana. The post Reggio Emilia: Conad denuncia i cittadini che difendono Bosco Ospizio dalla speculazione appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 17, 2026
L'INDIPENDENTE
Reggio Emilia: la lotta per impedire che al posto del Bosco Ospizio sorga l’ennesimo Conad
Il presidio dei cittadini di Reggio Emilia per salvare il Bosco Ospizio è entrato oggi nella seconda settimana di vita. L’area, di proprietà di Conad Centro Nord, è destinata all’abbattimento degli alberi per la costruzione di un nuovo supermercato. Il progetto interessa i 45.000 metri quadrati di bosco urbano nella zona orientale della città ed è sostenuto dall’amministrazione comunale. La prima manifestazione contro l’abbattimento si è tenuta lunedì 3 agosto, quando decine di cittadini si sono presentati all’alba davanti ai cancelli del bosco, facendo scudo con i propri corpi per impedire l’inizio dei lavori. Nei giorni successivi hanno rinnovato i permessi, trasformando la protesta nonviolenta in un presidio permanente. La chiamata dei cittadini reggiani era fissata per le 6.30, poco prima dell’inizio dei lavori. A quell’ora, decine di residenti si sono presentati davanti ai cancelli del Bosco Ospizio, sedendosi davanti agli ingressi per impedire agli operai di accedere all’area. Questi ultimi sono arrivati pochi minuti dopo, a bordo di ruspe e mezzi pesanti. Con loro erano presenti anche membri delle Forze dell’Ordine, che hanno iniziato a identificare i manifestanti, senza tuttavia scoraggiare la loro iniziativa. Dopo alcune ore, gli operai si sono ritirati per tornare il giorno successivo. Martedì 4 agosto la situazione si è ripetuta: alle persone già presenti si sono aggiunti altri cittadini, mentre alcuni degli attivisti che la sera precedente avevano deciso di montare le tende e trascorrere la notte all’interno del bosco hanno mantenuto il presidio. I mezzi sono arrivati intorno alle 6 del mattino, accompagnati da Polizia e Digos, che hanno identificato e filmato gli attivisti. «Gli operai hanno cercato di aprire il cancello prima dall’esterno, procedendo poi a tagliare col flessibile dall’interno, dopo essere entrati dal secondo ingresso», comunica l’Assemblea Bosco Ospizio. «Flessibile in funzione a pochi cm dalle nostre teste. Nessuno di noi si è alzato, finché il pannello è stato richiuso, il chiavistello al cancello rimesso, e i mezzi sono stati finalmente allontanati». La ritirata è avvenuta intorno alle 8 del mattino, lasciando nuovamente spazio alle attività del presidio. Mercoledì 5 agosto la prima svolta: «Per la prima volta in questi giorni sono arrivati solo Polizia, Digos e Carabinieri, ma non i mezzi, che si sarebbero trovati davanti tantissime persone già da prima delle sei». Comunica il gruppo di attivisti. Giovedì il presidio ha richiesto i permessi per diventare permanente e a partire da quel giorno non è stata segnalata la presenza delle Forze dell’Ordine. La presenza cittadina continua ancora oggi. «Tre settimane fa Reggio veniva investita da una tempesta tropicale, mentre ora tocchiamo picchi quotidiani di 39 gradi», denunciano gli attivisti, contestando la cementificazione della zona davanti alla progressiva crisi climatica; i comitati chiedono che il Bosco Ospizio venga riconosciuto come microforesta urbana, poiché «ha già le caratteristiche giuste e si trova in un posto ideale», a ridosso del traffico e situato «tra due scuole dell’infanzia dove deve essere garantita la civiltà del servizio». Chiedono, infine, a Conad di fermare le ruspe e aprire la possibilità al dialogo. The post Reggio Emilia: la lotta per impedire che al posto del Bosco Ospizio sorga l’ennesimo Conad appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 10, 2026
L'INDIPENDENTE
Salviamo il Bosco Ospizio di Reggio Emilia, un polmone verde che non può essere sacrificato al profitto!
Da lunedì 3 agosto, un gruppo di cittadine e cittadini dell’Assemblea del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, insieme a realtà e persone amiche attive in altre città, sta facendo resistenza civile nonviolenta con tutte le sue forze per difendere un pezzo prezioso di natura urbana: 45.000 metri quadrati di bosco urbano nella zona est della città. Un bosco che non è solo alberi, ma ossigeno, biodiversità e un ecosistema ricco nato in venti anni riforestazione naturale, in un’area abbandonata dall’uomo dopo la demolizione della vecchia casa di riposo. L’area è di proprietà di Conad Centro Nord, che ha in progetto di distruggere questo ecosistema per costruire un supermercato – supportata dall’Amministrazione Comunale. Un’operazione che rappresenta l’ennesimo schiaffo alla sostenibilità, all’ambiente e al futuro delle nuove generazioni. Nei primi giorni di presidio, gli operai, sostenuti dalle forze dell’ordine, hanno tentato di entrare con le ruspe per abbattere gli alberi, ma la resistenza civile nonviolenta è stata forte: oltre 100 persone si sono sedute davanti ai cancelli – nonostante l’identificazione selvaggia nessuno ha ceduto. Questo è un segnale chiaro: la cittadinanza non accetta più che il profitto privato venga anteposto al diritto collettivo a vivere in un ambiente sano. Non possiamo permettere che il Bosco Ospizio venga sacrificato sull’altare del cemento e del consumo sfrenato. È tempo di dire basta a questo modello di sviluppo che distrugge la natura e ignora le esigenze reali delle persone. Il presidio adesso va avanti in maniera permanente e a oltranza: dalle 6:30 del mattino davanti all’ingresso del bosco – durante la giornata con workshop e momenti di socialità – durante la notte con una tendata preavvisata. L’assemblea del bosco, le realtà ambientaliste amiche e tutti i cittadini e le cittadine che hanno a cuore il futuro della città e la lotta al cambiamento climatico non hanno intenzione di arretrare di un passo, ma di rimanere in presidio un minuto di più di chi questo polmone verde a Reggio Emilia vuole asfaltarlo. Unitevi a noi in presidio permanente. Assemblea Bosco Ospizio Redazione Italia
August 7, 2026
Pressenza
Puntata del 04/08/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
August 6, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 04/08/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
August 6, 2026
Radio Blackout - Info