Cuba, 200 auto elettriche per garantire il trasporto dei pazienti in emodialisi
Auto elettriche per il trasporto pazienti
Nei limiti imposti dall’aggressione imperialista USA, con il conseguente blocco
energetico voluti da Trump e Rubio, il governo di Cuba ha avviato la messa in
funzione di una flotta di 200 auto completamente elettriche specificamente
destinate al trasporto giornaliero dei pazienti sottoposti a emodialisi e ad
altri servizi medici essenziali.
Il ministro dei Trasporti cubano, Eduardo Rodríguez Dávila, ha recentemente
annunciato in una conferenza stampa che il suo ministero sta accelerando la
distribuzione di 200 auto elettriche per il trasporto di pazienti sottoposti a
emodialisi e per altri servizi sanitari. I veicoli, attraverso il Ministero dei
Trasporti, sono destinati a tutte le province del Paese, concentrando i lotti
maggiori nelle aree con la più alta densità di pazienti in terapia.
Le auto servono a fronteggiare la crisi energetica bypassando la grave carenza
di carburante a causa dell’illegale blocco imposto da Trump (benzina e diesel).
Servono a garantire le cure mediche: la priorità assoluta viene data a circa 400
pazienti oncologici e nefrologici che necessitano di trattamenti salvavita
continui come la dialisi.
Questo venerdì, il Ministero dei Trasporti cubano ha annunciato una nuova serie
di misure, approvate dal Consiglio dei Ministri, per affrontare la grave carenza
di carburante nel Paese caraibico.
Il funzionario ha osservato che il dipartimento sta promuovendo azioni per
contrastare le conseguenze del blocco genocida imposto dal governo degli Stati
Uniti, attualmente intensificato da un embargo energetico criminale che sta
colpendo duramente l’isola.
Nell’ambito di un altro importante intervento del governo dell’isola, la città
orientale di Holguín ha ricevuto sei ambulanze dotate di attrezzature avanzate
per il supporto vitale, con l’obiettivo di rafforzare il sistema di emergenza
medica.
Rodríguez Dávila ha affermato che dall’inizio dell’anno i principali operatori
dei trasporti sono stati costretti ad apportare modifiche ai servizi pubblici,
già compromessi dalla mancanza di carburante e lubrificanti, con conseguenti
ripercussioni sulla vita della popolazione cubana.
> “L’obiettivo è garantire la continuità dei servizi essenziali e riorganizzare
> le attività del settore in base alle priorità economiche e sociali, alla luce
> del complesso scenario energetico che incide sulla mobilità di passeggeri e
> merci.”
I piani di lavoro mirano a consolidare l’indipendenza finanziaria, a trasformare
la matrice energetica dei trasporti attraverso l’uso della scienza e
dell’innovazione come strumenti, unitamente a un dialogo costante con la
popolazione, al fine di concentrare le limitate risorse disponibili su ciò che è
più urgente e prioritario.
Tra le misure generali annunciate dal Ministro Rodríguez Dávila vi è la priorità
da dare al trasporto di merci essenziali per la vita della nazione, tra cui
carburanti, alimenti, medicinali, prodotti per l’esportazione, diverse materie
prime e altro ancora.
Analogamente, è necessario affrontare in modo differenziato le esigenze di
trasporto passeggeri legate, tra l’altro, alla sanità pubblica e all’istruzione,
apportando nuove modifiche al trasporto pubblico in generale.
L’aiuto internazionalista della Cina
I veicoli elettrici provengono dalla Cina e il finanziamento per l’acquisto di
questi mezzi proviene dal Fondo per lo Sviluppo dei Trasporti, alimentato dalle
recenti riforme e tasse doganali sulla commercializzazione e importazione di
veicoli nell’isola.
Il piano prevede l’installazione di stazioni di ricarica scollegate dalla
fragile rete elettrica nazionale cubana (soggetta a continui blackout), puntando
su fonti rinnovabili autonome (pannelli solari, etc.)
La cooperazione energetica tra Cina e Cuba sta accelerando la trasformazione
della rete elettrica dell’isola, con nuovi parchi solari, impianti eolici e
sistemi di accumulo che rafforzano la sovranità energetica cubana di fronte al
blocco e all’assedio petrolifero statunitense.
La Cina ha messo in atto la transizione energetica più rapida del mondo, sul
territorio cubano. In soli 12 mesi i cinesi hanno costruito a loro spese 75 dei
90 parchi solari previsti per l’isola, aggiungendo oltre 1.000 megawatt di
capacità alla rete elettrica cubana.
Addirittura, alcuni impianti sono entrati in funzione in soli 35 giorni
dall’arrivo delle apparecchiature; entro il 2028 saranno costruiti 92 parchi,
con una capacità di generazione di 2.000 megawatt, equivalente all’intera
capacità di generazione di energia da combustibili fossili dell’isola.
Oltre ai parchi solari, la Cina ha donato a Cuba 70 tonnellate di componenti per
generatori elettrici, e prevede di installare 10 mila impianti fotovoltaici in
case isolate e strutture sanitarie rurali.
Ulteriori 5 mila kit solari, ognuno composto da pannelli, inverter e batterie di
accumulo, sono stati installati nei centri sanitari di 168 comuni.
Anche l’energia eolica contribuirà in misura crescente. Sempre grazie al
supporto cinese, sono attualmente in costruzione 19 parchi eolici, per un totale
di 415 MW di potenza installata.
Stanno arrivando anche gli indispensabili sistemi di accumulo, per avere la
corrente anche di notte.
Fonti:
> Cuba: la Cina ha messo in atto la transizione energetica più rapida del mondo
> Cuba e la crisi energetica come leva per una transizione accelerata
http://www.cubadebate.cu/noticias/2026/05/18/mas-de-200-autos-electricos-trasladaran-a-pacientes-de-hemodialisis-en-cuba/
> Pinar del Río: hospital Abel Santamaría mantiene servicio de hemodiálisis (+
> Fotos)
Lorenzo Poli