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La Rete #NoBavaglio contro l’attacco di USA e Israele all’Iran
La Rete #NoBavaglio rilancia e condivide la posizione del movimento No Kings, che ha definito l’attacco all’Iran “una minaccia per l’umanità” e un passo verso una possibile catastrofe mondiale. “Questa furia predatoria, assassina e repressiva deve essere fermata, o ci travolgerà tutti.” Di fronte al rischio concreto di un conflitto che possa incendiare l’intera regione mediorientale, con un effetto domino planetario, crediamo sia urgente e necessario un atto politico chiaro: chiediamo che l’Italia condanni senza ambiguità l’aggressione contro l’Iran. Il nostro Paese non può restare complice silenzioso di azioni che violano il diritto internazionale e spingono il mondo verso una nuova devastante guerra globale. La Rete #NoBavaglio esprime la più ferma e totale condanna per l’attacco lanciato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un atto gravissimo che rappresenta una nuova, devastante escalation e apre la strada a uno scenario di guerra globale. Siamo di fronte all’ennesima violazione del diritto internazionale, calpestato dalla prepotenza delle potenze militari e dei loro oligarchi. La logica della forza, delle “guerre preventive” e delle decisioni unilaterali sta cancellando ogni residuo spazio di diplomazia e di convivenza tra i popoli. Una guerra così non porta sicurezza né stabilità: porta soltanto morte, distruzione e nuove sofferenze per le popolazioni civili. Chiediamo una risposta dei popoli del mondo. La distruzione che incombe può essere fermata solo da una mobilitazione dal basso, democratica, corale: dalle piazze, dalle associazioni, dai movimenti sociali, dal lavoro libero e indipendente dell’informazione, oggi più che mai sotto attacco. Invitiamo tutte e tutti a scendere in piazza, a organizzare presidi e iniziative in ogni città, a sostenere il popolo iraniano che da anni lotta contro ogni dittatura — monarchica o teocratica — e che ora rischia di pagare il prezzo più alto di decisioni prese altrove. La guerra non è mai una soluzione. Blocchiamo insieme la deriva verso la distruzione globale. Un altro mondo è possibile solo se lo difendiamo insieme. Rete #NOBAVAGLIO
February 28, 2026
Pressenza
Comunicato Osservatorio sui neofascismi di Puglia sulla condanna delle aggressioni a Bari di CasaPound
COME GRUPPO PUGLIESE DELL‘OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ GUARDIAMO CON MOLTA ATTENZIONE E INTERESSE AL LAVORO DELL‘OSSERVATORIO SUI NEOFASCISMI PUGLIA, CON IL QUALE ABBIAMO SVOLTO ANCHE IN CONVEGNO CESP A BISCEGLIE NEL 2024. IN VIRTÙ DI QUESTA PROFICUA COLLABORAZIONE, CONDIVIDIAMO VOLENTIERI IL COMUNICATO STAMPA FIRMATO DALLA COORDINATRICE, DOTT.SSA ANTONELLA MORGA, RELATIVO ALLA CONDANNA DELL’ORGANIZZAZIONE NEOFASCISTA CASAPOUND DA PARTE DEL TRIBUNALE DI BARI PER I METODI SQUADRISTI UTILIZZATI NELL’AGGRESSIONE DEL 2018 AI DANNI ANCHE DI ELEONORA FORENZA, ALLORA EURODEPUTATA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA, SPERANDO CHE LA SENTENZA POSSA ESSERE USATA COME MODELLO PER LE NUMEROSE AGGRESSIONI PASSATE TROPPO SPESSO SOTTO SILENZIO. Oggi [12 febbraio 2026, ndr] è stata una giornata importante per la città di Bari, antifascista e democratica e per tutta la Puglia. La Regione Puglia, costituitasi parte civile assieme ad Anpi, Comune di Bari e a chi nel 2018 fu vittima della violenta aggressione, oggi vede affermare la giustizia nella pronuncia della sentenza emessa. La sentenza che ha condannato gli aggressori fascisti di CasaPound, dopo sette anni di processi e rinvii, segna uno spartiacque importante e, come recita il comunicato dell’Anpi nazionale, è una condanna per la violazione della legge Scelba-Mancino. É una sentenza che farà storia, sarà riferimento e rafforza le richieste, ormai larghe e condivise in tutto il paese, sullo scioglimento di questa formazione neofascista e squadrista! In qualità di Coordinatrice dell’Osservatorio sui neofascismi della Puglia esprimo a nome di tutte/i le/i componenti dell’organismo regionale soddisfazione per la pronuncia emessa dai giudici di Bari. Il nostro organismo istituzionale da tempo ha denunciato e sostenuto quanto CasaPound inquini con la sua presenza e le sue manifestazioni gli spazi, le comunità e le istituzioni democratiche della nostra regione e dell’intero paese. Lo abbiamo abbiamo reso pubblico nel nostro Report sui neofascismi “Essi vivono” già nel gennaio del 2024 e lo riconfermeremo anche nel supplemento del Report che a giorni presenteremo pubblicamente alla stampa. Dott.ssa Antonella Morga Coordinatrice regionale Osservatorio sui Neofascismi Puglia Lungomare Nazario Sauro, 33 – 70121- Bari -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Roma alza la voce per Maja T., attivista tedesca condannata in Ungheria
Si rafforza a Roma il fronte civile che chiede la liberazione e la revisione del processo nei confronti di Maja T., la giovane attivista condannata dai tribunali ungheresi al termine di un procedimento giudiziario ritenuto da molti osservatori opaco, sbilanciato e privo di elementi probatori solidi. La capitale ospiterà un’iniziativa pubblica dal titolo “Il caso Maja T.: la persecuzione degli oppositori e l’autocrazia di Orbán in Ungheria”, in programma il 20 febbraio 2026 alle ore 14 presso la sede Arci di via dei Monti di Pietralata. L’appuntamento riunirà una rete ampia e trasversale composta da rappresentanti delle istituzioni, del mondo giuridico e del settore dei diritti umani. Tra i partecipanti figurano i genitori dell’attivista, i deputati Arturo Scotto (Partito Democratico) e Filiberto Zaratti (AVS), insieme a Luigi Manconi, fondatore di A Buon Diritto, Luca Blasi della rete A Pieno Regime e Paola Bevere dei Giuristi Democratici. La moderazione sarà affidata a Gianluca Peciola, responsabile nazionale per i diritti umani di Sinistra Italiana. Il caso giudiziario ha acceso un dibattito internazionale, poiché Maja T. è stata ritenuta colpevole di aver preso parte, tre anni fa, a presunte aggressioni ai danni di alcuni neonazisti presenti alla cosiddetta “Giornata dell’onore”, raduno annuale di gruppi di estrema destra a Budapest. Tuttavia, secondo i familiari e i legali, le accuse non sono supportate da alcuna evidenza concreta: non risultano filmati, testimonianze dirette né elementi oggettivi che colleghino l’attivista agli scontri. “Non esiste una sola prova della sua presenza sul luogo”, ha ribadito il padre, richiamando anche le conclusioni degli investigatori tedeschi, che non avevano individuato indizi a suo carico. A rendere il quadro ancora più controverso c’è la gestione dell’estradizione. Alla fine del 2024, un tribunale della Turingia consegnò frettolosamente Maja T. alle autorità ungheresi, ma poche ore più tardi la Corte Costituzionale tedesca di Karlsruhe dichiarò quella decisione incostituzionale. La Corte rimproverò la magistratura locale per non aver considerato le condizioni detentive estremamente dure che attendono in Ungheria una persona non binaria, come si è poi puntualmente verificato nei mesi successivi. Il processo ungherese è stato seguito con attenzione anche dal mondo della cultura e dell’editoria italiana. Il fumettista Zerocalcare ha dedicato a Maja una parte significativa del suo più recente libro, “Nel nido dei serpenti”, mentre l’editore Mattia Tombolini ha denunciato pubblicamente un iter giudiziario “già orientato nel suo esito”, evidenziando come al dibattimento non sia mai stato portato un elemento concreto che giustificasse accuse tanto gravi, nonostante la pesantezza delle pene inflitte: 8 anni a Maja, 7 a Gabriele e 2 ad Anna. L’iniziativa romana vuole essere dunque non solo un momento di solidarietà, ma anche un’azione politica e civile volta a denunciare il deterioramento dello stato di diritto in Ungheria, Paese guidato dal premier Viktor Orbán, più volte accusato a livello europeo di compressione delle libertà civili, ingerenze sul potere giudiziario e repressione sistematica del dissenso.   Rete #NOBAVAGLIO
February 19, 2026
Pressenza
Piccoli Epstein proliferano… in Israele
Riferisce la testata Jerusalem Post, che di certo non può essere classificata come media dell’opposizione “radicale”, che tale Itai Levy è stato condannato per “ attività sessuali non consensuali con minori”. Se a qualcuno viene da sorridere pensando alla formula “attività sessuali non consensuali” in rapporto con la minorità è […] L'articolo Piccoli Epstein proliferano… in Israele su Contropiano.
February 12, 2026
Contropiano
TURCHIA: CHIESTI DUEMILA ANNI DI CARCERE PER IL SINDACO DI ISTANBUL IMAMOGLU
Il procuratore capo di Istanbul, Akın Gürlek, ha chiesto una condanna di 2.352 di carcere per il sindaco di Istanbul e leader del Chp Ekrem Imamoglu. 142 i capi d’accusa contestati dalla Procura della città sul Bosforo a quello che in teoria dovrebbe essere il principale sfidante di Erdogan alle prossime elezioni presidenziali. Secondo le quattromila pagine prodotte dalla Procura di Istanbul, Imamoglu sarebbe “fondatore e leader” di un’organizzazione criminale che avrebbe provocato perdite per lo Stato per circa 3,8 miliardi di dollari in un decennio. Nell’inchiesta sono coinvolti 402 sospettati e 105 persone che sono già detenute. Le accuse nei loro confronti sono, tra le altre, corruzione, tangenti, frode, manipolazione di appalti pubblici, riciclaggio e direzione di organizzazione criminale. Ekrem Imamoglu è stato rieletto sindaco di Istanbul nel 2024. Esponente del chemalista Chp, è considerato il principale sfidante dell’attuale presidente turco Erdogan per le prossime elezioni presidenziali, fissate per il 2028. Akın Gürlek, il procuratore capo di Istanbul che chiede 2.352 anni di carcere per Imamoglu, è un personaggio a dir poco controverso, legato a doppio filo con il regime dell’Akp di Erdogan e dei suoi alleati dell’Mhp. Prima della nomina a Procuratore capo della megalopoli, è stato vice-ministro della Giustizia. In passato, ha firmato alcune decisioni molto discusse contro l’ex parlamentare e co-presidente dell’Hdp curdo-turco (oggi Partito Dem) Selahattin Demirtas, il giornalista in esilio Can Dündar e i membri del movimento “Accademici per la pace”. Sulla vicenda, ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto il giornalista Murat Cinar. Ascolta o scarica.
November 13, 2025
Radio Onda d`Urto
La formazione di un vero “garante”
Agostino Ghiglia, uno dei quattro componenti del Collegio del Garante per la privacy, era stato avvistato in via della Scrofa, davanti alla sede del partito di Giorgia Meloni. Dopo la pubblicazione dei video che lo ritraevano,  Italo Bocchino ha ammesso di averlo incontrato, ma giura di aver parlato con lui […] L'articolo La formazione di un vero “garante” su Contropiano.
October 29, 2025
Contropiano
Condannato Jorge Troccoli, il torturatore uruguayano rifugiatosi in Italia
Si chiude in tribunale una delle molte pagine che ha coinvolto l’Italia nel famigerato “Piano Condor”. Jorge Néstor Troccoli, ex ufficiale dell’esercito uruguaiano, è stato condannato in Italia martedì all’ergastolo per la sua responsabilità nell’omicidio e nella scomparsa di tre persone durante la dittatura militare in Uruguay nel quadro del Piano […] L'articolo Condannato Jorge Troccoli, il torturatore uruguayano rifugiatosi in Italia su Contropiano.
October 22, 2025
Contropiano
Repubblica Bolivariana del Venezuela condanna la nuova offensiva israeliana contro il Libano
La Repubblica Bolivariana del Venezuela ha condannato venerdì gli attentati compiuti dallo Stato di Israele contro la Repubblica libanese, in una dichiarazione condivisa sui social media dal ministro degli Esteri venezuelano Yván Gil. “Questi attacchi costituiscono un’aggressione illegale e ingiustificata, che viola tutte le norme di convivenza, la Carta delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e i principi fondamentali della sovranità statale. Questa è già una pratica comune da parte dell’entità sionista, che sta agendo con rabbia in un contesto di crescente perdita di credibilità”, si legge nel messaggio. Il memorandum diplomatico affermava inoltre che questa offensiva rappresenta una strategia di Tel Aviv per indebolire gli sforzi internazionali volti a stabilizzare l’Asia occidentale, nonché gli sforzi del governo libanese, guidato dal presidente Joseph Aoun, che sta lavorando per rafforzare la sovranità del Libano a beneficio del suo popolo. Di conseguenza, il governo nazionale ha ribadito la sua solidarietà e il suo sostegno al popolo libanese, alle sue istituzioni e al governo in questione, oltre a sottolineare il suo fermo impegno per la pace, la sovranità e la difesa del diritto internazionale, nell’ambito della Diplomazia di Pace Bolivariana. “La storia delle nazioni si scrive a lettere di luce in momenti cruciali come questi”, si legge nella dichiarazione. VTV Redazione Italia
October 18, 2025
Pressenza
Brasile. Condannato l’ex presidente Bolsonaro, gli USA minacciano ritorsioni
L’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro è stato condannato ieri per il tentato colpo di Stato dell’8 gennaio 2023, quando migliaia di bolsonaristi – una settimana dopo l’insediamento di Lula – presero d’assalto le sedi dei tre rami del governo. Con 4 voti contro 1, cinque giudici hanno deciso di condannare il leader dell’estrema destra brasiliana, accusato di […] L'articolo Brasile. Condannato l’ex presidente Bolsonaro, gli USA minacciano ritorsioni su Contropiano.
September 12, 2025
Contropiano