Visita scolastica del Liceo “Galilei” di Civitavecchia alla Caserma dell’Esercito. Quale scopo didattico?
Con il solito orgoglio che caratterizza le Forze armate ogni qual volta riescono
a mettere mani sulle scuole, la pagina ARES – OSSERVATORIO DIFESA riporta la
notizia della conclusione del ciclo di visite di alcune classi del Liceo
Scientifico “Galileo Galilei” di Civitavecchia, presso il polo culturale sito
nella Caserma MOVM “Capitano Luigi Giorgi”, sede del Comando Valutazione e
Innovazione dell’Esercito (COMVIE).
Il COMVIE ha recentemente (giugno 2025) ereditato le competenze del Centro
Simulazione e Valutazione dell’Esercito e come chiarisce il Generale di Corpo
d’Armata Francesco Olla è il «principale riferimento per l’applicazione della
simulazione asservita all’addestramento per la preparazione dei Comandi e delle
unità», sia per le operazioni nazionali che internazionali.
Il COMVIE valuta «il raggiungimento del necessario livello di prontezza» sia in
termini di deterrenza, sia in termini di prontezza «(essere pronti) alle
chiamate, sempre più frequenti, del Paese e dei suoi cittadini» (il corsivo dal
discorso del gen. Olla).
Prontezza è purtroppo, una parola entrata nel vocabolario comune grazie ai piani
di Riarmo Europeo dello scorso anno Readiness-2030, e il COMVIE è l’organismo
istituito a valutare l’adeguatezza del nostro esercito a questo obiettivo.
Le classi dell’istituto Galileo Galilei, accolte dal generale, sono entrate a
visitare proprio questo luogo istituito «all’organizzazione di esercitazioni
volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative “fondamentali”»,
che utilizza «sistemi di simulazione tecnologicamente avanzati», con replica di
«ambienti operativi realistici nell’ambito dei quali valutare le performance»
dei mezzi, degli uomini, dei procedimenti tecnico-tattici «al moderno campo di
battaglia».
Con la solita tattica mistificatrice che caratterizza il processo di
militarizzazione delle scuole, alle studentesse e agli studenti viene mostrato
il finto “volto buono” (Polo culturale lo chiamano!) delle strutture militari
con il fine di dare continuità ai percorsi scolastici e queste assurde visite di
(non)istruzione.
Ed ecco le scolaresche visitare la Biblioteca e il Museo Storico, scoprire il
patrimonio librario di oltre sessantaduemila volumi, le collezioni di riviste
militari (italiane e straniere), le quasi diecimila carte geografiche e
topografiche, i testi seicenteschi e settecenteschi donati da Casa Savoia (come
non riabilitare la monarchia invischiata con il fascismo?), l’archivio della
“Scuola Superiore di Guerra”che nata nel 1867, chiusa nel 2003 si è trasformata
in COSIVA (Centro Simulazione e Valutazione dell’Esercito) e oggi in COMVIE
(cambiano i nomi, ma la sostanza è sempre la stessa!).
Il giorno dell’inaugurazione del COMVIE, il gen. Olla ha ricordato «il legame
indissolubile che esiste da anni tra quella che un tempo era chiamata “Scuola di
Guerra” e la città di Civitavecchia», ricordando, con il solito uso strumentale
(e retorico!) della storia e dei personaggi storici, «il premio Nobel per la
fisica Guglielmo Marconi che, proprio sulla nave “Elettra”, ormeggiata nel porto
storico della città, portava avanti i suoi esperimenti».
In tempi di riarmo, di corsa agli armamenti, di diffusione della cultura della
difesa, di leva “volontaria, di tentativi del ministro della difesa Guido
Crosetto (e degli omonimi europei) di fondere militare e civile, queste
incursioni nel mondo militare (impossibile chiamarle visite di istruzione o gite
scolastiche) mostrano il loro vero volto: quello della normalizzazione della
guerra che attraverso la campagna di costruzione di un’immagine “positiva ”
delle forze armate conduce all’avvicinamento delle nostre e dei nostri giovani
al mondo militare.
Da docenti, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università, non possiamo fare a meno di porci le solite domande:
Quale futuro stanno sognando queste e questi docenti del Galilei per le proprie
studentesse e i propri studenti?
Un futuro di indissolubile legame con le forze armate?
Quale presente stanno mostrando loro se, già da oggi, il legame lo istituiscono
con la scuola?
Ci auguriamo che, se non proprio dalla dirigenza della scuola, quantomeno i
colleghi e le colleghe ci arrivino delle risposte in termini pedagogici sulla
necessità e la profondità didattica di queste iniziative che vanno nella
direzione della militarizzazione della scuola in accordo a programmi e progetti
che prendono corpo al di fuori delle istituzioni della formazione. In assenza di
risposte, continueremo a ritenere valido il “paradigma della militarizzazione”,
che vede la normalizzazione delle guerra connessa alla necessità di reclutare
quante più possibili unità (esseri umani) per operazioni belliche.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
--------------------------------------------------------------------------------
Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo
donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui:
FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM
Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo!
Fai una donazione
--------------------------------------------------------------------------------
FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona mensilmente
--------------------------------------------------------------------------------
FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona annualmente