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Lettere all’Osservatorio: Militarizzazione o educazione? La posta in gioco nelle scuole calabresi
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI UNA RIFLESSIONE GIUNTA DA UN/UNA DOCENTE CALABRESE CHE TROVA NELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE UN UTILE ARGINE DALLA LOGICA MILITARISTA CHE STA INVADENDO LA SCUOLA NEGLI ULTIMI ANNI. COME DIMOSTRA LA CALOROSA ACCOGLIENZA DELL’APPELLO PER LA LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO CHE ABBIAMO LANCIATO, SEMPRE PIÙ COLLEGHI E COLLEGHE RIESCONO A METTERE INSIEME I TASSELLI DI UN PROCESSO CHE STA CERCANDO IN TUTTI I MODI DI NORMALIZZARE LA GUERRA ATTRAVERSO UN UNIVERSO SIMBOLICO BELLICISTA COSTRUITO SIN DALLE SCUOLE. NOI NON SAREMO COMPLICI! Negli ultimi anni assistiamo a un fenomeno sempre più evidente anche in Calabria: l’ingresso strutturato delle forze armate nelle scuole attraverso orientamento professionale, progetti formativi, convenzioni e percorsi PCTO. La domanda non è ideologica. È educativa e politica nel senso più alto del termine: quale idea di società stiamo trasmettendo alle nuove generazioni? La scuola come campo di tensione. Non esiste una scuola neutra. Esiste un progetto politico che punta a trasformarla in uno spazio di disciplinamento, gerarchia e funzionalità al mercato e alla logica della sicurezza armata. È la scuola che l’attuale indirizzo ministeriale promuove: centralità dell’ordine, enfasi sulla verticalità dell’autorità, valorizzazione simbolica e concreta delle carriere militari. Ma esiste anche un’altra scuola. Una scuola viva, fatta di docenti, studenti e comunità educanti che praticano pensiero critico, inclusione, educazione alla pace, giustizia sociale. Quando denunciamo la militarizzazione, non attacchiamo la scuola in sé. Denunciamo un tentativo di impoverimento culturale e democratico. Emergenza etica prima che tecnica. Viviamo una doppia crisi: crisi ecologica e crisi sociale. In questo contesto, la priorità non dovrebbe essere preparare tecnici competitivi, ma formare persone capaci di responsabilità e relazione. L’educazione non è addestramento. Non è orientamento esclusivamente funzionale al mercato del lavoro. Non è selezione dei più adatti. Educare significa costruire coscienza civile. Don Milani lo sintetizzava con un’espressione netta: “I care”. Mi importa. Mi riguarda. L’alternativa culturale è il “me ne frego”: l’indifferenza istituzionalizzata, oggi spesso tradotta in meritocrazia selettiva e competizione permanente. Stato di natura o civiltà? La retorica dominante ripropone una visione implicita: il mondo è competizione, sopravvive il più forte, chi è debole resta indietro. Ma la civiltà non nasce dalla sopraffazione. Nasce dalla cura. Le scienze antropologiche mostrano che i primi segni di civiltà coincidono con la protezione dei fragili, non con l’eliminazione dei deboli. Se la scuola normalizza il linguaggio della forza come unica soluzione ai conflitti, rischia di legittimare una regressione culturale. Il bambino come patrimonio, non come capitale. Nel libro Il bambino, primo patrimonio dell’umanità, Gino Soldera propone un cambio di paradigma: il bambino non è capitale umano da valorizzare economicamente, ma patrimonio collettivo da custodire. Questo implica una responsabilità intergenerazionale. Ogni scelta educativa è una scelta sul futuro. Se il bambino è patrimonio, allora la scuola deve essere spazio di sviluppo umano integrale, non corridoio di reclutamento. Cura, relazione, interdipendenza. Anche riflessioni provenienti da ambiti diversi — come quelle presentate da Citro in Frequenze che curano — convergono su un punto fondamentale: la salute è relazione, risonanza, equilibrio tra sistemi. Lo stesso vale per il tessuto sociale. Una società non si regge sulla paura, ma sulla fiducia. Non sulla militarizzazione simbolica, ma sulla cooperazione.La scuola dovrebbe essere il primo laboratorio di questa interdipendenza. Professioni della pace: un’assenza significativa. Se nelle scuole entrano stabilmente le forze armate, perché non entrano con la stessa sistematicità mediatori dei conflitti, operatori di giustizia riparativa, educatori di comunità, esperti di cooperazione internazionale, professionisti della transizione ecologica, attivisti per i diritti umani. La questione non è vietare, ma riequilibrare. Garantire pluralismo. Assicurare che le scuole non diventino luoghi di promozione unidirezionale di un modello securitario. Accendere, non riempire. L’educazione autentica non riempie contenitori. Accende coscienze. In una fase storica in cui le disuguaglianze crescono e il pianeta è sotto pressione, abbiamo bisogno di giovani capaci di: leggere la complessità, cooperare, prendersi cura, trasformare i conflitti in processi democratici. Questo è l’opposto della logica militare, che per definizione si fonda su comando, obbedienza e struttura gerarchica. La responsabilità collettiva. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università nasce per monitorare, informare e stimolare un dibattito pubblico consapevole. Non si tratta di una posizione ideologica contro qualcuno. Si tratta di una domanda democratica: quale cultura vogliamo che attraversi le nostre istituzioni educative? Se crediamo che il futuro si costruisca attraverso la cura, la giustizia e la pace, allora la scuola deve restare spazio civile, plurale e critico. Il futuro non si addestra. Si educa. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole
Lettere all’Osservatorio: a Torre del Greco restrizioni alla libertà d’espressione
ATTIVA NEL COLLETTIVO «CONTRO OGNI FORMA DI AUTONOMIA DIFFERENZIATA», CREATO A ROMA (2017) E DIFFUSISSIMO IN TUTTA ITALIA GRAZIE ALL’IMPEGNO DI MARINA BOSCAINO E DI NUMEROSI GIURISTI, MARCELLA RAIOLA, DOCENTE DI LICEO DI TORRE DEL GRECO, HA ORGANIZZATO NUMEROSE INIZIATIVE CONTRO LA REGIONALIZZAZIONE FISCALE, NELLE PIAZZE DI NAPOLI E DELL’HINTERLAND PARTENOPEO. MARCELLA È ATTIVISSIMA ANCHE NEL GRUPPO PRO PALESTINA, COME CI SPIEGA NELL’ARTICOLO INVIATOCI E CHE PUBBLICHIAMO VOLENTIERI, NEL QUALE CI SEGNALA UN EPISODIO DI CENSURA LEGATO ALLA “PREPARAZIONE” DEL CLIMA CHE PORTERÀ ALL’APPROVAZIONE DEL DDL SULLA SICUREZZA, FORTEMENTE REPRESSIVO. IL 27 GENNAIO È UNA DATA IMPORTANTE, OGGI PIÙ CHE MAI, CONSIDERATO CHE È LO STATO DI ISRAELE AD AVER PERSO LA SUA MEMORIA, AFFOGATA NEL VITTIMISMO CHE GIUSTIFICA IL GENOCIDIO IN ATTO IN PALESTINA. LA MEMORIA IN OSTAGGIO “Volevamo salvare la Palestina, ma è la Palestina che sta salvando noi“: questo non è uno slogan, ma una consapevolezza che si è fatta strada nel corso delle oceaniche e reiterate manifestazioni di protesta contro il genocidio – oscenamente sostenuto a livello militare, politico, economico, culturale e mediatico dal superbo “Occidente democratico” – che Israele sta perpetrando a Gaza e in Cisgiordania, con il dichiarato scopo di portare a termine la colonizzazione della Palestina dopo averla definitivamente “ripulita” dei suoi abitanti, da 80 anni perseguitati e oppressi. Di questa diffusa consapevolezza sociale, soprattutto, il governo ha paura, per questo ricorre alla “blindatura” del discorso pubblico, alla censura, anche preventiva, al ricatto morale, alla minaccia, al silenziamento manu militari. Perfino in periferia. Perfino a Torre del Greco, dove ai membri del Coordinamento Pro Palestina è stato vietato, con prescrizione emanata e notificata dalla Questura di Napoli, di tenere un presidio (annunciato e regolarmente comunicato dieci giorni prima) il giorno 27 gennaio, dedicato a una Memoria che è stata presa in ostaggio dall’entità israeliana, maestra di insopportabile vittimismo contro ogni evidenza e malgrado le reiterate condanne dei tribunali internazionali. È Israele, infatti, che ormai decide se e quando le cittadine e i cittadini italiani possono parlare nelle loro strade e scuole, e in che termini. Il provvedimento prescriveva lo spostamento coatto della data, il divieto di esibire contrassegni “territoriali” (la bandiera palestinese!) qualificati tout-court come simboli di odio razziale, e annunciava l’apertura di procedimenti penali e amministrativi a carico  dei trasgressori, in caso di violazione. Prima dell’interdizione scritta, gli ispettori avevano provato, con insistenti telefonate, a persuadere i membri del Coordinamento a spostare spontaneamente la data, adducendo il pretesto dell’ordine pubblico, assolutamente risibile in un territorio come Torre del Greco, dove non esistono comunità ebraiche, e richiamandosi paternalisticamente a offensive ragioni di “opportunità etica”. Quest’argomento della “opportunità”, squisitamente politico, è stato sentito come gravemente lesivo della dignità personale da parte dei membri del Coordinamento, e della dignità professionale da parte di quanti tra loro insegnano. Il termine, infatti, intriso di moralismo, contiene l’accusa indiretta di negazionismo e tentato vilipendio della Shoah, come se la sola scelta della data del 27 costituisse di per sé un oltraggio alla memoria dell’olocausto ebraico e alla sua pretesa “unicità”. È stato fatto, insomma, un abnorme e illegittimo processo alle intenzioni, e i numerosi condizionali presenti nel documento interdittivo lo dimostrano, così come l’uso della parola “conflitto” al posto di “genocidio” e della parola “sacralità” in relazione alla data del 27 dimostrano a chiare lettere la speciosità e faziosità dei ragionamenti che hanno indotto la Questura a calpestare e negare un diritto costituzionalmente tutelato. Del resto, siamo alla vigilia (10 febbraio) dell’approvazione di un disegno di legge aberrante, a firma dei deputati Scalfarotto e Romeo, che introduce l’equiparazione di antisemitismo e antisionismo e prevede l’odiosa delazione, specie nelle scuole e nelle università, ai danni di chi oserà criticare l’operato di Netanyahu, che equivarrà a “negare l’autodeterminazione del popolo ebraico”, secondo quanto prescritto dall’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), un organismo intergovernativo elevato a fonte di un diritto, che pretende di trasformare in tabù linguistici e concettuali pensieri e parole non allineati con il progetto genocidario del sionismo. Sorvegliare e punire: questo l’orizzonte fascista e avvilente verso cui il paese si avvia, pur di partecipare alla spartizione delle spoglie di Gaza e compiacere gli USA in declino. Il diritto, interno e internazionale, viene piegato alle pretese del crimine più grave. L’impatto storico ed emotivo della Memoria viene artatamente cristallizzato e circoscritto al passato remoto perché i sionisti al potere in Israele possano fare leva sulla pagina più atroce della storia ebraica per scriverne un’altra di pari mostruosità. Ilan Pappé ha profetizzato che l’abuso della Storia e le museruole imposte a chi denuncia la verità finiranno col ritorcersi contro il sionismo. Lo crediamo fermamente. Ma ora è tempo di resistere strenuamente ad ogni forma di repressione funzionale, perché si rischia di non avere più alcun diritto da rivendicare.  prof.ssa Marcella Raiola, membro del Coordinamento pro-Palestina di Torre del Greco -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Successo delle Lettere di pace, l’iniziativa va fino al termine dell’anno scolastico
La Flotilla dei bambini del mondo sta navigando a gonfie vele. Ad oggi sono centinaia le Lettere di Pace inviate ai politici dalle scuole italiane e straniere. L’iniziativa è stata promossa dal  Gruppo Educazione alla pace e alla nonviolenza del Movimento di Cooperazione Educativa, con la partecipazione di oltre 40 associazioni nel mondo, aderenti alla Federazione Internazionale dei Movimenti di Scuola Moderna (Fimem) e ha già coinvolto numerosi insegnanti, dalle scuole dell’Infanzia alle scuole superiori. I docenti si sono fatti educatori per la Pace, guidando bambine e bambini, ragazze e ragazzi ad interrogarsi su guerre e conflitti armati, a pensare sul da farsi con la “messa in mare” delle Lettere di Pace. L’idea di scrivere lettere ai politici e ai potenti della terra  è stata accolta con entusiasmo dagli studenti; le scrivanie di importanti presidenti di organismi Internazionali, nazionali ed europei sono state inondate dalle lettere, con osservazioni e proposte su come si possa raggiungere la Pace nel mondo. Utilizzando la scrittura collettiva, le classi hanno scritto ai politici che amministrano il loro territorio e ad  importanti esponenti della politica nazionale e internazionale. Sono state spedite lettere anche  al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a Sua Santità Papa Leone XIV. Per questogli organizzatoripensano di chiedere loro di ricevere gli allievi.  Il Presidente della CEI, Cardinale Matteo Zuppi, ha incoraggiato i promotori a proseguire su questa strada, per  garantire il diritto di bambini e ragazzi ad esprimersi sulla Pace e la Guerra e su  tutte le questioni che li riguardano. Con questa iniziativa possono farlo! Nell’invito alle classi a partecipare si legge: “Fermare le guerre non è facile ma abbiamo la possibilità di far sentire la nostra voce; la pace si comincia a costruire a scuola imparando ad ascoltare, parlarsi e risolvere i piccoli conflitti rispettando l’altro. Se in molti spedirete le lettere, se i giornali e le TV  ne parleranno, allora i politici potranno capire che il futuro che immaginano i bambini e le bambine del mondo si chiama: Pace”. Nonostante la nascita dell’Unione Europea e dell’ONU, quali strumenti di Pace, viviamo una realtà sconvolta da guerre, che troncano la speranza di vita e i sogni di tante persone e dove parlare di disarmo sembra un’utopia. Per questo diviene centrale il compito delle scuole di Educare alla Pace, alle relazioni nonviolente,  improntate alla ricerca della giustizia. Attraverso la didattica democratica e cooperativa, nelle classi si discute, ci si confronta, si analizzano e approfondiscono  questioni di  vita vera,  a cui ciascuno può contribuire con passione ed entusiasmo. Vista la grande partecipazione delle scuole, l’iniziativa viene prorogata  sino al termine dell’anno scolastico. Le classi potranno comunicare ancora la propria adesione scrivendo a: educationpaix@mce-fimem.it , inviando poi copia delle lettere spedite. I materiali di supporto alle attività didattiche si possono reperire nell’area dedicata del sito www.mce-fimem.it. Gruppo Nazionale di Ricerca Educazione alla Pace e alla Nonviolenza del Movimento di Cooperazione Educativa – Il coordinatore  Roberto Lovattini   -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Roma. Lettere della Sapienza blocca gli accordi con Israele
LETTERE BLOCCA GLI ACCORDI CON ISRAELE: LA MOZIONE É PASSATA, ORA IN TUTTE LE FACOLTÀ! Dopo mesi di lavoro di studenti e docenti per costruire la mozione presentata dal Comitato Lettere per la Palestina ieri in Assemblea di Facoltà, finalmente Lettere e Filosofia interrompe gli accordi di collaborazione con Israele! […] L'articolo Roma. Lettere della Sapienza blocca gli accordi con Israele su Contropiano.
October 24, 2025
Contropiano
Presidio permanente alla Sapienza per la Palestina
Dopo l'imponente partecipazione studentesca alla giornata di sciopero di ieri 22 settembre per la Palestina, come già vi abbiamo raccontato, è stata occupata la facoltà di Lettere alla Sapienza; una compagna del collettivo Zaum ci racconta l'assemblea di oggi che ha deciso di mantenere un presidio permanente nell'aula 6 di Lettere per organizzare la lotta per la Palestina e contro le guerre. Da' anche conto dell'ennesima votazione del senato accademico che ancora una volta ha deciso di non interrompere i rapporti di collaborazione scientifica con le università israeliane.
September 23, 2025
Radio Onda Rossa
Boicottare l’industria bellica israeliana
L’Italia sta per acquistare altra tecnologia militare da Israele con il programma Gulfstream G-550. Siamo in tempo per mobilitarci. Infatti la Commissione Difesa del Senato non ha ancora espresso il parere sullo schema di decreto del Ministro della Difesa relativo alla prosecuzione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento SMD 03/2020 e SMD 37/2021, con scadenza fissata al 26 maggio 2025. Condividi questa pagina web e scrivi queste due lettere: * una alla senatrice Stefania Pucciarelli (stefania.pucciarelli@senato.it) relatrice del programma   militare; * una alla presidente della Commissione Difesa del Senato, Stefania Craxi (stefania.craxi@senato.it) Nelle lettere occorre chiedere che la commissione voti contro il programma pluriennale di A/R n. SMD 19/2024, relativo alla prosecuzione dei già avviati ed approvati programmi di A/R n. SMD 03/2020 e SMD 37/2021, finalizzati alla progressiva implementazione di suite operative “Multi-Missione Multi-Sensore” (MMMS) su piattaforma condivisa Gulfstream G550 “Green” base JAMMS (n. 264). Proposta di email alla sottosegretaria alla Difesa Stefania Pucciarelli Indirizzo: stefania.pucciarelli@senato.it Oggetto: No all’acquisto di tecnologia militare israeliana – Appello per un voto contrario Gentile Sottosegretaria Pucciarelli, Le scrivo per esprimere la mia forte contrarietà all’acquisto da parte del Governo italiano di velivoli CAEW, prodotti da Elta Systems/Israel Aerospace Industries, destinati a potenziare le capacità di spionaggio e guerra elettronica del nostro Paese. Mi riferisco all’implementazione di suite operative “Multi-Missione Multi-Sensore” (MMMS) su piattaforma condivisa Gulfstream G550 “Green” base JAMMS, attualmente in esame al Senato nella Commissione Difesa. In qualità di relatrice di questo programma militare e membro della Commissione Difesa del Senato, ha oggi una responsabilità particolare. Questo non è un semplice programma tecnico: è una scelta politica, che rinsalda rapporti militari con un governo, quello israeliano, attualmente responsabile di orrende stragi sui civili a Gaza per cui è sotto accusa a livello internazionale. L’Italia deve rompere ogni accordo militare con Israele. Acquistare tecnologie militari da Israele significa oggi finanziare un particolare settore del complesso industriale di un governo che opera con grave disprezzo per il diritto umanitario internazionale. Le chiedo quindi per ragioni di coscienza e di coerenza con la Costituzione Italiana di opporsi a questo programma. L’Italia deve uscire da ogni rapporto di affari con l’industria militare di Israele ed essere invece promotrice di pace, dialogo e tutela dei diritti umani. In attesa di un Suo riscontro, Le porgo cordiali saluti. [Nome e Cognome] [Città / Provincia di residenza] [Eventuale organizzazione o rete] Proposta di email alla senatrice Stefania Craxi, presidente della Commissione Difesa Indirizzo: stefania.craxi@senato.it Oggetto: Voto contrario al programma militare Italia-Israele – Appello in difesa dei diritti umani Gentile Senatrice Craxi, Le scrivo in qualità di cittadino/a profondamente preoccupato/a per il programma di acquisto da parte del Governo italiano di velivoli militari CAEW (Conformal Airborne Early Warning), strumenti altamente sofisticati per la sorveglianza aerea e la guerra elettronica, prodotti dalla Israel Aerospace Industries. Mi riferisco all’implementazione di suite operative “Multi-Missione Multi-Sensore” (MMMS) su piattaforma condivisa Gulfstream G550 “Green” base JAMMS, attualmente in esame al Senato nella Commissione Difesa. Questa operazione, oltre a rappresentare un’ulteriore spesa militare in un momento di grave crisi sociale ed economica, lega il nostro Paese a rapporti commerciali nel settore bellico con uno Stato – Israele – oggetto di ripetute denunce per gravi violazioni dei diritti umani a Gaza e in Cisgiordania. Mi rivolgo a Lei non solo come Presidente della Commissione Difesa del Senato, ma anche in quanto membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani. È proprio in virtù di questo doppio ruolo che Le chiedo un gesto di coerenza istituzionale e morale: votare contro questo programma militare. Promuovere i diritti umani significa anche non rafforzare economicamente e tecnologicamente governi che violano il diritto internazionale umanitario. Le chiedo di dare ascolto alla coscienza civile di tanti cittadini e cittadine che non approvano rapporti di complicità con il complesso industriale-militare israeliano. La ringrazio per l’attenzione e confido in un suo impegno coraggioso. Cordialmente, [Nome e Cognome] [Città / Provincia di residenza] [Eventuale organizzazione o rete] Scheda informativa sul programma militare da fermare Vi sono collaborazioni con Israele nel programma pluriennale in discussione presso la Commissione Difesa del Senato, finalizzato all’implementazione di modifiche strutturali e integrazione del sistema di missione CAEW/EA su velivoli G-550. Il programma, noto come ammodernamento e rinnovamento A/R n. SMD 37/2021 (seconda tranche del programma “Piattaforma Aerea Multi-Missione, Multi-Sensore”), prevede la progressiva implementazione di modifiche strutturali e l’integrazione del sistema di missione CAEW (Conformal Airborne Early Warning) sui Gulfstream G-550 acquistati in versione “green”, per raggiungere la piena capacità operativa nei segmenti di sorveglianza, comando e controllo multi-dominio, e protezione elettronica24. Questa collaborazione si inserisce in un quadro di cooperazione militare tra Italia e Israele avviato formalmente nel 2003, che ha incluso scambi di forniture militari come la cessione di velivoli addestratori Leonardo M-346 all’aeronautica israeliana in cambio di velivoli G-550 CAEW e di un satellite OPSAT 3000 per l’Italia25. I sistemi di missione CAEW installati sui G-550 sono sviluppati e integrati dalla società israeliana Elta Systems Ltd, parte della Israel Aerospace Industries (IAI)35. Nel 2022, è stato firmato un ulteriore contratto tra Italia e IAI per la fornitura di altri due velivoli CAEW e servizi di supporto, per un valore di circa 550 milioni di dollari, confermando la continuità della collaborazione tecnologica e industriale tra i due Paesi nell’ambito di questo programma5. Le modifiche e l’integrazione dei sistemi di missione CAEW, quindi, avvengono con il diretto coinvolgimento di aziende israeliane, in particolare per quanto riguarda i sistemi radar, sensori avanzati e infrastrutture di supporto 35. In sintesi, la collaborazione con Israele è parte integrante e strutturale del programma pluriennale in discussione per l’aggiornamento e l’integrazione dei sistemi CAEW/EA sui velivoli G-550 dell’Aeronautica Militare italiana. Fonti: 1. https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01321101.pdf 2. https://www.startmag.it/innovazione/f-35-leonardo-e-non-solo-tutte-le-sinergie-italia-israele/ 3. https://www.fromtheskies.it/aeronautica-militare-riceve-il-gulfstream-g550-caew/ 4. https://www.difesa.it/assets/allegati/2569/afa8e465-b3c6-46dc-8f6e-3d145a8a493a.pdf 5. https://bdsitalia.org/index.php/notizie-embargo/2740-aerei-splia-caew 6. https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01453222.pdf 7. https://www.rid.it/shownews/2119/operativo-il-secondo-caew-italiano 8. https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/349286.pdf 9. https://www.startmag.it/spazio-e-difesa/tutto-sullaereo-spia-g550-caew-comprato-dallitalia/ 10. https://www.aeronautica.difesa.it/2024/06/19/g-550-caew/ 11. https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/DF/285992.pdf 12. https://documenti.camera.it/leg18/dossier/testi/DI0421.htm?_1727608346331 13. https://aresdifesa.it/il-nuovo-velivolo-israeliano-oron-di-controllo-ed-intelligence/ 14. https://www.camera.it/temiap/leg16/leg17.temi16.area-12.pdf 15. https://documenti.camera.it/leg18/dossier/Testi/DI0309.htm 16. https://www.bdsitalia.org/index.php/notizie-embargo/2740-aerei-splia-caew 17. https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/439666.pdf 18. https://www.camera.it/leg19/410?idSeduta=0318&tipo=documenti_seduta 19. https://www.difesa.it/assets/allegati/2569/c6e3980d-61df-4a64-94db-bcce426affd1.pdf 20. https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/429122.pdf Scheda tratta da Perplexity: pplx.ai/share Stato del parere della Commissione Difesa del Senato Al 30 aprile 2025, la Commissione Difesa del Senato non aveva ancora espresso il parere sullo schema di decreto del Ministro della Difesa relativo alla prosecuzione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento SMD 03/2020 e SMD 37/2021, con scadenza fissata al 26 maggio 2025 18. Quindi, il parere doveva ancora essere formulato dopo quella data. Spiegazione del testo e significato tecnico SMD 37/2021 è un programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento, che rappresenta la seconda tranche del più ampio programma SMD 03/2020, denominato “Piattaforma Aerea Multi-Missione, Multi-Sensore” (MMMS). Il programma è finalizzato alla progressiva implementazione di suite operative “Multi-Missione Multi-Sensore” (MMMS) su una piattaforma condivisa, ovvero i velivoli Gulfstream G550 “Green” base JAMMS. La versione “Green” del Gulfstream G550 indica velivoli in configurazione sostanzialmente civile, privi di modifiche militari iniziali, che vengono adattati con modifiche strutturali e integrazione di sistemi di missione avanzati, come il sistema CAEW (Conformal Airborne Early Warning), per trasformarli in piattaforme militari multi-missione. Il programma prevede quindi modifiche strutturali e integrazione di sistemi di sorveglianza, comando e controllo, e guerra elettronica, al fine di dotare l’Aeronautica Militare di capacità avanzate multi-sensore e multi-missione su una piattaforma comune. L’iter parlamentare prevede che il Governo sottoponga al Parlamento, ai sensi dell’articolo 536 del Codice dell’ordinamento militare, lo schema di decreto per l’approvazione del programma; la Commissione Difesa deve esprimere un parere entro un termine prefissato (in questo caso il 26 maggio 2025), che è consultivo ma vincolante per la prosecuzione del programma. Sintesi Il documento indica che la Commissione Difesa del Senato deve esprimere, entro il 26 maggio 2025, un parere sul decreto ministeriale che autorizza la prosecuzione del programma SMD 37/2021 (seconda tranche del programma SMD 03/2020), finalizzato a implementare su velivoli Gulfstream G550 “Green” la suite operativa multi-missione multi-sensore (MMMS), trasformandoli in piattaforme militari multiuso con capacità di sorveglianza e guerra elettronica18.Al 30 aprile 2025 il parere non era ancora stato espresso. Fonti 1. https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/docnonleg/51052.htm 2. https://www.camera.it/leg19/142 3. https://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/ProcANL/ProcANLscheda46919.htm 4. https://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?idLegislatura=19&sezione=lavori&tipoDoc=attoGoverno&tipoAtto=atto&atto=264 5. https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01321101.pdf 6. https://www.senato.it/leg/19/BGT/Testi/SommComm/01453527.akn 7. https://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/docnonleg/43665.htm 8. https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/59095.pdf     Peacelink Telematica per la Pace
May 8, 2025
Pressenza