Il proclama ‘Stop the March to War’ e la petizione ‘Stop European rearmament’
All’assemblea nazionale online, convocata per il 13 marzo alle ore 17, i
coordinatori di Stop Rearm Europe – Italia forniranno dettagliate informazioni
sulle iniziative in pianificazione.
STOP THE MARCH TO WAR
APPELLO DI STOP REARM EUROPE
Fermare la marcia verso la guerra: cessate il fuoco immediato, disarmo, non
escalation in Medio Oriente e in Europa.
Il mondo è sull’orlo del baratro. Mentre assistiamo alle devastanti conseguenze
di una guerra di aggressione illegale contro l’Iran da parte degli Stati Uniti e
di Israele e alla continua destabilizzazione del Medio Oriente, il pericolo di
un conflitto più ampio e catastrofico non è mai stato così grave. Il ciclo di
violenza deve finire. Chiediamo un cessate il fuoco immediato e permanente e un
ritorno alla diplomazia.
Questa crisi mette a nudo una cruda verità: il militarismo non offre soluzioni.
Porta solo morte, distruzione e una maggiore instabilità. Eppure, di fronte a
questi orrori, la risposta di capitali come Berlino, Bruxelles, Parigi e Londra
non è quella di allentare la tensione, ma di segnalare l’intenzione di
militarizzare ulteriormente e di unirsi alla guerra. Si tratta di una strada
imprudente e pericolosa.
Proprio per questo è così urgente opporsi ai massicci piani di riarmo
dell’Europa. L’attuale febbre geopolitica viene utilizzata per giustificare un
accumulo di armi senza precedenti, ma la storia è chiara: le corse agli
armamenti non producono la pace, ma creano le condizioni per la prossima guerra.
La logica della deterrenza non ha mai impedito l’escalation, ma ha solo
aumentato la posta in gioco quando fallisce.
Ecco perché il riarmo ci rende meno sicuri, non più sicuri:
Il riarmo aumenta il rischio di conflitti, non la pace. Quando Germania, Francia
e Regno Unito segnalano di essere pronti a partecipare a una guerra e quando
l’UE pianifica di investire 800 miliardi di euro in armi, getta benzina sul
fuoco. Dice alle parti in conflitto che la risposta è più violenza, non la
diplomazia, trascinando il nostro continente direttamente nella linea di fuoco.
Aumenta il pericolo attuale. Mentre assistiamo al peggioramento della situazione
in Medio Oriente, l’idea di un’Europa riarmata, pronta a intervenire, è
terrificante. Trasforma il nostro continente da potenziale mediatore di pace a
partecipante diretto al conflitto, rendendo il mondo, e tutti noi, meno sicuri.
Si tratta di un massiccio trasferimento di ricchezza dalla vita alla morte.
Questi 800 miliardi di euro saranno sottratti al nostro futuro, sottratti alla
sanità, all’istruzione, all’azione per il clima, ai servizi sociali e alla
cooperazione internazionale. Arricchiranno i produttori di armi, generando al
contempo più debito e austerità per la gente comune. Si tratta di welfare al
contrario, non di guerra.
Il riarmo dell’Europa non viene deciso dal popolo, ma da una classe politica a
livello europeo e nazionale che è sistematicamente sovra-rappresentata dai
lobbisti dell’industria degli armamenti e profondamente irresponsabile nei
confronti dei cittadini comuni.
Ci costa le nostre libertà. Il riarmo ha anche un prezzo interno: la
criminalizzazione delle proteste, la sorveglianza degli attivisti per la pace e
la costante erosione delle libertà civili. Le culture di guerra mettono a tacere
l’opposizione, e lo stiamo già vedendo accadere.
E quando la guerra si espanderà, non saranno coloro che l’hanno ordinata a
pagare. Saranno i bambini e i giovani delle famiglie comuni gettati nel
tritacarne: il nostro sangue per i loro profitti.
I pericoli del militarismo sono evidenti a Gaza, in Libano e nella guerra contro
l’Iran. Vediamo dove porta questa logica: a più distruzione, più rifugiati e un
aggravamento della catastrofe climatica. Non abbiamo bisogno di altre armi. Non
abbiamo bisogno di prepararci ad altre guerre.
Abbiamo bisogno di un piano completamente diverso: sicurezza reale, sociale,
ecologica e comune. Abbiamo bisogno di investimenti massicci nella diplomazia,
nella costruzione della pace e in una transizione giusta. Dobbiamo reindirizzare
i fondi per salvare vite umane, non per toglierle.
Vi esortiamo: agite ora.
Firmate la petizione contro il riarmo dell’Europa.
Unitevi al crescente movimento europeo contro la corsa agli armamenti.
Condividete questo messaggio e organizzatevi nella vostra comunità: scendete in
piazza e manifestate per la pace!
Dobbiamo opporci ai tamburi di guerra. La scelta è chiara: investire in armi e
guerra o investire nelle persone e nella pace. Noi scegliamo la pace. Fermate il
riarmo dell’Europa.
PROCLAMA Stop the March to War
PETIZIONE Stop European rearmament
ASSEMBLEA : https://arci-it.zoom.us/j/88321156778
Redazione Italia