Convergiamo, costruiamo “gabinetti di pace”
A Trump non basta il Venezuela. Vuole anche il Messico, la Colombia, Cuba, la
Groenlandia. Senza nessun tentativo di giustificazione, solo la rivendicazione
esplicita e dichiarata dei propri interessi economici, energetici e strategici.
Non è follia, è un disegno lucido e razionale. Si vuole distruggere ogni limite
posto nei secoli, con lotte e sacrifici e fatica, al potere assoluto dei
potenti: il diritto internazionale, lo stato di diritto, lo stato sociale.
E’ il ritorno all’arbitrio senza freni di chi detiene il potere e la forza. E’
una nuova divisione del mondo in aree di influenza dominate e assoggettate, in
cui scompaiono il diritto all’autodeterminazione, i diritti dei popoli e i
diritti universali. E’ una promessa di futuro di guerra, riarmo, sfruttamento e
sopraffazione, una nuova stagione di dominio imperiale e coloniale. Si vuole la
totale sottomissione dei popoli, delle persone, del lavoro, dell’ambiente.
E alla guerre esterne si accompagnano quelle interne, in alcune situazioni al
limite della guerra civile: negli USA l’assassinio a sangue freddo in Minnesota
di una donna da parte degli agenti dell’ICE (l’agenzia federale
anti-immigrazione), gli arresti indiscriminati e la deportazione di persone di
origine straniera; in tutto il mondo l’organizzazione delle guerre ibride, le
limitazioni all’azione delle organizzazioni sociali, il ritorno del maccartismo;
e anche da noi la repressione contro la partecipazione e gli spazi sociali
democratici, gli spari e la violenza contro le sedi democratiche e sindacali, le
campagne di aggressione sui social. Esprimiamo sostegno e solidarietà alle
manifestazioni che stanno riempiendo le strade degli Stati Uniti in seguito al
brutale assassinio a Minneapolis di Renee Nicole Good.
Dopo le mobilitazioni della generazione Z in Kenia, in Marocco, in Madagascar e
in altri paesi, in questi giorni anche in Iran migliaia di ragazzi e ragazze,
studenti e studentesse universitarie sono tornate in piazza a fianco di
lavoratrici e lavoratori organizzati che protestano contro il carovita e contro
un sistema politico che, da decenni, reprime il dissenso. È una mobilitazione
che è in continuità con le rivolte del passato ed in particolare con il
movimento Donna Vita Libertà e reclama un profondo cambiamento di giustizia e
libertà. Nel condannare ancora una volta le sanzioni economiche unilaterali
imposte da Stati Uniti e Unione Europea all’Iran e nel denunciare l’escalation
militare e i bombardamenti da parte di Israele, siamo solidali con una
popolazione sottoposta da anni a una autocrazia teocratica che concentra il
potere e reprime ogni forma di opposizione.
Alziamo la voce, mobilitiamoci, uniamoci, organizziamoci. Chiunque può, in ogni
luogo e in ogni territorio. Viviamo in una Unione Europea e di un Italia i cui
governanti, invece che battersi per un’alternativa al mondo da incubo che si
prepara, se ne fanno complici. Tocca a noi rappresentare l’Europa e l’Italia che
difende pace, giustizia, diritti e democrazia.
Invece di evocare con le politiche di riarmo la riattivazione dei Gabinetti di
guerra, rinnoviamo l’impegno a costruire a livello nazionale e locale di
“Gabinetti di Pace” dove società civile, sindacati, partiti, parlamentari,
rappresentanti delle comunità locali che condividono le nostre stesse
preoccupazioni possano concordare strategie e azioni di fronte alla emergenza
permanente in cui ci tocca vivere e lottare.
Facciamo convergere le lotte che in questi anni ci hanno visto impegnati per la
fine della guerra in Ucraina, contro il genocidio a Gaza e l’occupazione in
Palestina, contro il riarmo europeo, per una nuova stagione di sicurezza comune
e condivisa, per la solidarietà internazionale e dei popoli. Facciamo convergere
le lotte per la pace, per il disarmo, per la giustizia globale e quelle per la
democrazia, lo stato di diritto e lo stato sociale. Sono componenti diverse
della stessa resistenza dei popoli e delle comunità contro il potere del più
forte.
In questi giorni, in tante parti d’Italia, si è manifestato contro l’atto di
brigantaggio internazionale di Trump in Venezuela. Manifestazioni sono previste
nel prossimo fine settimana a Roma, a Palermo e diverse altre città. Sabato 10 a
Roma si terranno anche due altre iniziative importanti di rilevanza nazionale
per la difesa della democrazia: l’assemblea nazionale del Comitato della società
civile per il NO al referendum costituzionale sulla Giustizia, e l’assemblea a
SpintTime per difendere uno degli spazi sociali di partecipazione e mutualismo
sotto attacco in tutta Italia.
Invitiamo a partecipare e convergere in tutte le iniziative dei prossimi giorni.
E rinnoviamo l’invito a partecipare alla assemblea nazionale “Contro i Re e le
loro guerre” che si terrà a Bologna il 24 e 25 gennaio, convocata da una
convergenza di reti e organizzazioni sociali. Vogliamo costruire un movimento
globale contro i Re e le loro guerre. Che sappia superare i confini per unire
gli interessi degli oppressi, che immagini mille e uno modi per sabotare la
macchina bellica, che difenda la libertà ovunque questa venga reclamata, a casa
nostra e nel mondo.
STOP Rearm Europe
Redazione Italia