Tag - precariato

Puntata del 13/01/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
Puntata del 13/01/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
Puntata del 13/01/2026@3
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
Puntata del 13/01/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
Vertenza sindacale, precarie e precari stabilizzati al Teatro di Roma!
Anche quando sembra impossibile, solo la lotta paga! Dopo anni di battaglia, finalmente per le precarie e i precari del Teatro di Roma è in arrivo la giusta stabilizzazione. La lotta non si ferma qui, ancora c’è tanto da fare, nel frattempo ci godiamo questo splendido regalo di Natale. Di seguito il comunicato completo_ Alcuni anni fa abbiamo iniziato una battaglia dentro il Teatro di Roma, una battaglia che rivendicava un principio tanto semplice quanto incredibilmente mai sollevato: il diritto di lavoratrici e lavoratori ad avere un impiego stabile. Contratti precari reiterati per decenni con la scusa della “stagionalità” tipica del lavoro culturale, salari da fame, nessun diritto e massima ricattabilità: questo era il Teatro di Roma. A questa visione abbiamo opposto un’idea diversa: il lavoro culturale non può essere un’equazione a somma zero, nella quale il sacrificio e la passione debbano dare come risultato sfruttamento e salari indegni, soprattutto nell’impresa a sovvenzione pubblica. Il lavoro culturale non è un corollario sacrificabile sull’altare delle scintillanti “vetrine” usa e getta, la qualità degli spettacoli e di quanto viene prodotto non può che andare a braccetto con la qualità dei diritti, dei salari e con la stabilità occupazionale. Abbiamo immaginato un teatro che tutelasse la comunità di lavoratrici e lavoratori, consapevole della funzione fondamentale che deve svolgere per la sua città e per i suoi abitanti. Un teatro che non affami chi soddisfa la voglia di cultura e desiderio che e attraversa la nostra metropoli. Troppi “NO” abbiamo ascoltato in questi anni, da chi sostiene che la precarietà sia elemento strutturale del lavoro culturale: sindacati e direttori, commissari e assessori. NO utili a mantenere vivo il ricatto della precarietà, dello sfruttamento, dell’utilizzo del lavoro come motore del potere personalistico e di categoria, no pronunciati anche da chi, nei prossimi giorni, fingerà di festeggiare le stabilizzazioni e cercherà di prendersene il merito. A tutti loro diciamo che quello che conta è quell’idea di teatro pubblico sulla quale continueremo a sfidarli, senza sosta, e che le risposte ironiche e sprezzanti che hanno dato negli anni alle nostre rivendicazioni hanno sempre nascosto una gigantesca paura: la paura che il castello fatto di sfruttamento e precarietà su cui si reggeva l’istituzione culturale di questa città crollasse, insieme ai loro privilegi. Testardi abbiamo continuato a ribadire i nostri SI: si al lavoro stabile, si ad un salario dignitoso, si ai diritti a prescindere dalla tessera sindacale. Attorno a questi si abbiamo incontrato compagni di viaggio preziosi, che hanno creato le condizioni perché tutto questo fosse possibile, che a più riprese abbiamo ringraziato e ringraziamo ancora: l’assemblea “Vogliamo tutt’altro”, le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo che dal primo giorno sono stati protagonisti insieme a noi di questa battaglia, l’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e i consiglieri regionali e comunali che ci hanno affiancato e hanno saputo scegliere da che parte stare, senza dubbi o tentennamenti. Abbiamo pagato un prezzo fatto di riduzioni dell’orario di lavoro, clima ostile, ostracismo nei confronti della nostra O.S. da parte di piccoli e grandi potentati, equilibrismi impossibili, ma alla fine abbiamo vinto, a testa alta senza dover rendere conto a re e regine. Dal 30 Dicembre decine di lavoratori e lavoratrici precarie del Teatro di Roma vedranno trasformati i propri contratti a tempo indeterminato. Avevamo ragione noi! Ora, ottenuta la più importante stabilizzazione nel teatro pubblico italiano, continueremo a lavorare per la democrazia sindacale, la fine delle assunzioni tramite chiamate diretta, il rinnovo del CCNL con adeguamenti al costo della vita, giusto salario e riconoscimento professionale per lavoratrici e lavoratori dei teatri pubblici di periferia, la crescita professionale delle lavoratrici e dei lavoratori del Teatro e soprattutto per la fine delle rendite di posizione e potere che hanno fatto credere negli anni che il Teatro fosse proprietà di qualcuno. Ora siamo più liberi, consapevoli di aver portato a conclusione una battaglia importante senza compromessi sulla dignità di lavoratori e lavoratrici. Ma la vera partita inizia adesso, e la possiamo giocare solo insieme. Con coraggio, a testa alta e senza dover ringraziare nessuno. > PERCHÉ UN TORTO FATTO A UN* È UN TORTO FATTO A TUTT*. > > > PERCHÉ SE TI INSEGNANO A NON SPLENDERE TU, INVECE, SPLENDI   Redazione Italia
Il piano di reclutamento straordinario per gli RTDA: il testo dell’emendamento di maggioranza
Pubblichiamo il testo dell’emendamento di maggioranza alla legge di bilancio 2026, che disegna il “Piano di reclutamento straordinario del personale ricercatore assunto dalle Università statali e non statali legalmente riconosciute e del personale assunto dagli Enti di ricerca nell’ambito di progetti PNRR”. Per le università statali l’emendamento dispone un piano straordinario di reclutamento per selezionare ricercatori in tenure track (RTT). I concorsi saranno riservati al personale RTDA, e, in particolare, agli RTDA assunti nell’ambito di progetti PNRR, con contratti in scadenza nel 2025 e nel 2026. Per i ricercatori RTDA-PNRR è prevista una riserva non superiore al cinquanta per cento dei posti.  Le risorse messe a disposizione (50 milioni di euro) possono “consentire l’avvio di procedure concorsuali per 1.618 ricercatori RTDA” a fronte di 4.502 contratti in scadenza nei due anni. La norma prevede che il costo della posizione di RTT sia coperta per il 50% dal cofinanziamento statale (50 milioni in due anni); gli atenei dovranno usare risorse proprie (30.900€ per ciascun ricercatore). Il successivo passaggio a professore associato dovrà essere finanziato con 24.500€ (0,2 punti organico)  su fondi di ateneo. Ci sarà perciò da capire quali atenei vorranno procedere effettivamente con le assunzioni e quante risorse dello stanziamento vorranno usare: le risorse del piano straordinario non sono vincolate e la norma prevede che quelle non utilizzate restino comunque nel FFO degli atenei. Il provvedimento prevede un meccanismo simile per le università non statali, con oneri a carico dello stato per il reclutamento (2 milioni di euro). E un provvedimento anche per gli Enti di ricerca (8,8 milioni, pari a 240 posti). [Qui si può leggere l’ottima sintesi di Virginia della Sala sul Fatto Quotidiano, che dà conto anche della “delusione e sconforto” contenuti nel documento di FLC-CGIL. EMENDAMENTO 1_piano straordinario ricercatori
I precari INGV sulla legge di bilancio
Segnaliamo ai lettori la lettera aperta inviata dai precari INGV al ministro Bernini. Segue il testo. lettera precari INGV Qui il link all’elenco dei firmatari.
UNIVERSITÀ E RICERCA: SINDACATI E ASSEMBLEE PRECARIE IN MOBILITAZIONE
Settimana di mobilitazioni per i precari della ricerca e dell’università. Martedì 11 novembre è stata indetta dalla FLC CGIL una mobilitazione sul tema dei precari nelle università, mercoledì 12 novembre varie iniziative in molte città italiane portate avanti dalle sezioni locali di Assemblea Precaria Universitaria sempre sullo stesso tema. Giovedì 13 novembre sarà la volta di una manifestazione nazionale a Roma dove dalle ore 15:00 al Ministero dell’Istruzione i precari della scuola scenderanno in piazza con la FLC CGIL per manifestare il loro dissenso nei confronti di un governo che secondo loro non considera i lavoratori e le lavoratrici del settore scolastico. Venerdì 14 novembre infine diversi collettivi studenteschi scenderanno in piazza in tutta Italia. Secondo FLC CGIL “Nel corso dell’ultimo anno sono scaduti i contratti di oltre 2.500 Ricercatori a tempo determinato e 4.000 Assegnisti di ricerca nelle università italiane. L’esaurimento dei fondi del PNRR porterà all’espulsione nei prossimi mesi, entro la prossima estate, di altre migliaia di precari. Gli oltre 35.000 rapporti di lavoro che sono stati avviati negli ultimi tre anni si ridurranno quindi ad un livello inferiore ai 15/20.000 che il piccolo sistema universitario italiano era abituato a sostenere, vista la contrazione di risorse avviata dal governo lo scorso anno e proseguita anche nella prossima Legge di bilancio, con un ulteriore razionalizzazione dei fondi di ricerca a diposizione (una diminuzione di circa il 10% dei fondi complessivamente confluiti nel nuovo Fondo per la Programmazione della Ricerca, previsto all’articolo 107)”. Ecco alcune voci che spiegano le motivazioni e le ragioni della mobilitazione di martedì 11 e mercoledì 12.   Ai nostri microfoni l’intervento di Stefano Bernabei di FLC CGIL sezione Ricerca Ascolta o scarica Abbiamo ascoltato anche le parole di Adriana dell’Assemblea Precaria dell’Università di Napoli Ascolta o scarica Qui di seguito l’intervista a Sergio dell’Assemblea Precaria dell’Università di Milano-Bicocca Ascolta o scarica Infine, abbiamo ascoltato Eleonora dell’Assemblea Precaria di Torino Ascolta o scarica      
[2025-09-27] La ricerca è di chi la fa - Assemblea nazionale contro guerra e precarietà @ La Sapienza Università
LA RICERCA È DI CHI LA FA - ASSEMBLEA NAZIONALE CONTRO GUERRA E PRECARIETÀ La Sapienza Università - Piazzale Aldo Moro, 5, 00185 Roma RM, Italia (sabato, 27 settembre 09:30) PROGRAMMA: __Sabato 27 Settembre__ - ore 10:00-13:30 - Contro l'università in guerra: Bilancio e Prospettive il percorso delle assemblee precarie universitarie in dialogo con le lotte per lo sciopero del lavoro culturale e intellettuale precario, i movimenti contro la guerra, in solidarietà con il popolo palestinese - ore 13:30-15:00 - Pranzo Precario - ore 15:00-17:30 - Tavoli di Lavoro: . Pratiche di sciopero . Un punto tecnico: Tagli e Riforme . Contro la guerra, precarietà in convergenza . Laboratorio studentesco - ore 18:00-19:30 - Verso l'autunno caldo restituzione dei tavoli e aggiornamento del manifesto APU per immaginare e organizzare insieme le prossime mobilitazioni - ore 19:30-20:00 - Diritto allo studio è diritto alla casa dalle borgate alle università alziamo la voce, alziamo la testa __Domenica 28 Settembre__ - ore 9:30-13:00 - Quale sciopero per l'università? confronto in plenaria in vista di sciopero e mobilitazioni in autunno in dialogo con le sigle sindacali che hanno seguito il percorso delle assemblee precarie universitarie - ore 13:00-14:30 - Pranzo Precario - ore 14:30-16:30 - La ricerca è di chi la fa! sintesi e restituzione finale per le prossime lotte contro tagli, guerra e precarietà L'ASSEMBLEA E' PUBBLICA per facilitare l'organizzazione compilare il form al link COMUNICATO «Un paese che crede nel futuro investe nell’Università e nella ricerca». Con queste parole la ministra Bernini va fregiandosi in giro per l’Italia di aver «invertito la tendenza» e aumentato i fondi di finanziamento ordinario su cui fanno perno i bilanci di tutte le Università pubbliche. Tecnicamente, la ministra ha ragione: l’FFO per il 2025 è aumentato di 366 milioni di euro rispetto al 2024. Si tratta però di un aumento solo nominale, che avviene all’interno di una più generale politica di tagli che ha già prodotto un abbassamento dei fondi effettivi destinati al comparto Università e ricerca di 551 milioni. In ogni caso, è una misura del tutto insufficiente: queste risorse infatti non sono destinate a stabilizzazioni o nuove assunzioni, ma servono solo a tamponare i bilanci in rosso degli atenei, ancora schiacciati dal vincolo del pareggio di bilancio che rende impossibile investire sul personale non stabilizzato. La ministra, dunque, “dà i numeri”: mistifica la realtà per non assumersi la responsabilità politica delle sue scelte, nonostante le rivendicazioni di precarie e precari in mobilitazione tutto l’anno. Il definanziamento dell’Università italiana è strutturale, e non dipende da piccole variazioni annuali; la modifica del pre-ruolo fatta passare quest’estate, dopo che un anno di mobilitazioni aveva contribuito a bloccare la proposta di riforma della ministra Bernini, consegna a chi fa lavoro di ricerca un labirinto normativo le cui uniche certezze sono la precarietà e la povertà. Decine di migliaia di precari e precarie in questo momento lavorano con borse di studio e contratti che la normativa italiana non prevede più: assegni di ricerca, posizioni di ricercatore o ricercatrice di tipo A - molti dei quali finanziati con i fondi PNRR ormai esauriti - posizioni senza previsione né di stabilizzazione, né di proroga, né di accesso a nuovi contratti. Le nuove figure, inoltre, dagli incarichi di ricerca a quelli post-doc, ancora non possono essere attivate, perché mancano i decreti attuativi necessari. Le riforme avanzate da Bernini, dalla riconfigurazione del pre-ruolo all'abolizione del sistema di Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), minano alla base la prospettiva di una progressiva stabilizzazione delle nostre posizioni dopo il conseguimento del dottorato. Il messaggio è piuttosto chiaro: dal lavoro accademico non bisogna aspettarsi altro che precarietà e impoverimento. Le Assemblee precarie universitarie sono nate per respingere questa logica: una logica che precarizza il lavoro di ricerca, definanzia l’università pubblica e la ricerca scientifica, e allo stesso tempo destina miliardi alla spesa militare e alla guerra. Denunciamo quindi con forza questo intreccio e chiediamo il raddoppio delle risorse destinate all’FFO per raggiungere la media europea. Vogliamo inoltre che queste siano indirizzate in modo chiaro alla stabilizzazione del personale precario e alla creazione di percorsi di reclutamento certi, non a coprire i buchi di bilancio degli atenei e a sostenere l’economia di guerra. Per questo continuiamo ad organizzarci, ritrovandoci a Roma il 27 e 28 settembre in una grande assemblea nazionale, che sarà occasione di incontro e confronto anche per le studentesse e gli studenti in mobilitazione: la precarietà non può essere il nostro destino! Contro chi trincera i nostri atenei e imbavaglia le nostre voci critiche, contro chi ci silenzia, privandoci delle nostre libertà d'azione, continueremo a lottare. Mai più sotto il ricatto della precarietà: la ricerca è di chi la fa!
Poste Italiane e il regalo del Governo: prescrizione anticipata, diritti negati
Proprio mentre Poste Italiane potrebbe trovarsi ad affrontare una valanga di ricorsi per ore di lavoro non pagate, il Governo italiano cerca di introdurre una modifica legislativa che, se approvata, complicherebbe notevolmente la vita dei lavoratori che intendono reclamare i … Leggi tutto L'articolo Poste Italiane e il regalo del Governo: prescrizione anticipata, diritti negati sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.