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Sostegno a scuola, il CNDDU chiede una svolta: “Basta precarietà, serve una programmazione stabile”
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) interviene nel dibattito sull’inclusione scolastica e l’aumento degli alunni con disabilità, chiedendo di superare definitivamente la logica emergenziale che caratterizza il settore. Nella nota firmata dal presidente Romano Pesavento, il Coordinamento denuncia in particolare il continuo turnover degli insegnanti di sostegno, indicato come una delle principali criticità per la continuità didattica e relazionale degli studenti, e sollecita una programmazione stabile unita a investimenti strutturali. Di seguito si pubblica il testo integrale del comunicato stampa. --------------------------------------------------------------------------------   Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani segue con particolare attenzione il crescente dibattito relativo all’aumento degli alunni con disabilità nelle scuole italiane e alle criticità che interessano il sistema del sostegno. Le recenti analisi statistiche e le numerose testimonianze provenienti dalle istituzioni scolastiche restituiscono l’immagine di una realtà complessa, che merita di essere affrontata con rigore, responsabilità e lungimiranza, evitando semplificazioni che rischiano di distorcere la comprensione del fenomeno. L’incremento delle certificazioni e la crescente richiesta di interventi di supporto educativo non possono essere interpretati esclusivamente come indicatori di un’emergenza organizzativa. Essi rappresentano, in parte, il risultato di una maggiore capacità della società e delle istituzioni di riconoscere bisogni che in passato rimanevano sommersi, non adeguatamente individuati o addirittura ignorati. Parallelamente, le profonde trasformazioni sociali, culturali e relazionali che caratterizzano l’età contemporanea stanno modificando significativamente le modalità attraverso cui bambini e adolescenti affrontano i processi di crescita, apprendimento e costruzione dell’identità. La scuola si trova oggi ad accogliere una popolazione studentesca sempre più eterogenea, portatrice di fragilità differenti, spesso non riconducibili esclusivamente alla dimensione clinica o sanitaria. Accanto alle disabilità certificate emergono con crescente evidenza situazioni di vulnerabilità emotiva, difficoltà relazionali, disturbi del neurosviluppo, condizioni di disagio familiare e forme di isolamento sociale che richiedono risposte educative articolate e competenze professionali sempre più avanzate. In tale contesto, il dibattito pubblico rischia talvolta di concentrarsi prevalentemente sulla quantità delle risorse impiegate — numero di docenti di sostegno, assistenti all’autonomia, ore assegnate — trascurando una questione ben più rilevante: la qualità dell’esperienza scolastica vissuta dagli studenti e la capacità dell’intero sistema educativo di promuovere partecipazione, autonomia e appartenenza. Particolarmente significativa appare, in questo senso, la persistenza di differenze territoriali che evidenziano come il diritto all’inclusione non sia ancora garantito in maniera uniforme sull’intero territorio nazionale. Il fatto che in alcune aree del Paese gli alunni con disabilità trascorrano una parte consistente del tempo scolastico al di fuori del gruppo classe costituisce un elemento che merita una riflessione approfondita. La partecipazione alla vita della comunità scolastica non rappresenta infatti un aspetto accessorio dell’apprendimento, bensì una condizione essenziale per lo sviluppo delle competenze sociali, dell’autostima e del senso di cittadinanza. Occorre inoltre interrogarsi sul significato educativo di una crescente presenza di figure adulte nelle classi. Se da un lato essa testimonia l’attenzione che il sistema dedica ai bisogni degli studenti più fragili, dall’altro impone una riflessione sulla necessità di evitare forme involontarie di dipendenza assistenziale. L’obiettivo dell’inclusione non può limitarsi alla protezione della persona, ma deve tendere progressivamente alla costruzione della sua autonomia, valorizzandone le potenzialità e promuovendo il protagonismo individuale all’interno del gruppo dei pari. Il Coordinamento ritiene altresì che il continuo turnover degli insegnanti di sostegno rappresenti una delle principali criticità del sistema. Ogni cambiamento frequente interrompe percorsi educativi costruiti nel tempo, indebolisce la relazione di fiducia con lo studente e rende più difficile la progettazione di interventi realmente efficaci. La continuità educativa non costituisce un semplice fattore organizzativo, ma una condizione indispensabile per garantire stabilità, sicurezza e coerenza nei processi di crescita. Preoccupa inoltre la tendenza a considerare il docente di sostegno come il principale, se non esclusivo, responsabile dell’inclusione. Una scuola realmente inclusiva non delega, ma condivide. La presenza di studenti con bisogni specifici deve essere assunta come responsabilità collettiva dell’intera comunità professionale, coinvolgendo docenti curricolari, dirigenti scolastici, personale educativo, famiglie e servizi territoriali in un progetto comune. L’esperienza maturata negli ultimi decenni dimostra che l’inclusione più efficace non nasce dalla semplice moltiplicazione delle figure di supporto, ma dalla costruzione di ambienti educativi capaci di valorizzare le differenze come risorsa. Le classi diventano realmente inclusive quando ciascun alunno può sentirsi riconosciuto, ascoltato e coinvolto, indipendentemente dalle proprie condizioni personali. In questo senso, la presenza di studenti con disabilità rappresenta una straordinaria occasione formativa per l’intera comunità scolastica, poiché educa alla solidarietà, alla cooperazione, al rispetto reciproco e alla consapevolezza della comune dignità umana. Appare pertanto necessario superare definitivamente la logica emergenziale che da anni accompagna il tema del sostegno. La crescita delle certificazioni e l’evoluzione dei bisogni educativi richiedono una programmazione stabile, investimenti strutturali e una visione culturale capace di guardare oltre la contingenza. Occorre promuovere una formazione continua che coinvolga tutti i docenti, rafforzare la collaborazione tra scuola e territorio, garantire maggiore continuità professionale e sviluppare modelli organizzativi più flessibili e inclusivi. Come Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadiamo che la qualità di un sistema educativo non si misura esclusivamente attraverso i risultati scolastici o l’efficienza amministrativa, ma soprattutto dalla sua capacità di accogliere la complessità delle persone e di trasformarla in opportunità di crescita collettiva. La scuola italiana è chiamata oggi a una sfida che riguarda il futuro stesso della democrazia: costruire contesti nei quali ogni studente possa esercitare pienamente il proprio diritto all’istruzione, alla partecipazione e all’autodeterminazione. L’inclusione non rappresenta un capitolo separato delle politiche scolastiche, ma il criterio attraverso cui si misura la maturità civile di una comunità nazionale. prof. Romano Pesavento presidente CNDDU Redazione Italia
June 7, 2026
Pressenza
I motivi per fare sciopero in questo momento storico non mancano - Puntata del 26/05/2026@0
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Elisabetta Petragallo della CUB sullo sciopero generale di venerdì 29/05/26. I motivi per fare sciopero in questo momento storico non mancano ma con la nostra ospite abbiamo analizzato quelli che hanno spinto Confederazione Unitaria di Base, ADL Varese, Sindacato Generale di Base, SI Cobas, USI – CIT ad indirlo per venerdì: 1)CONTRO la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari – PER la Pace. a partire dal Medioriente e dall’Europa e gli investimenti su Sanità, Scuola, Trasporti, Welfare il cui peggioramento approfondisce le disuguaglianze e la povertà esistente; 2)CONTRO lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà ed il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato. PER forti aumenti dei salari e delle pensioni. PER l’approvazione di una misura di salario minimo non inferiore a 12 Euro l’ora e PER la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita; 3)CONTRO il Genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e l’assenza di un intervento concreto per dissociarsi dagli orribili crimini perpetrati dal Governo di Israele in Palestina e Libano, nonché da quelli perpetrati dagli USA in Venezuela e a Cuba – PER il sostegno incondizionato alla missione della nuova Flotilla e la tutela dei volontari impegnati a portare aiuti al Popolo Palestinese. PER le sanzioni ad Israele e USA, nonché la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele e USA; 4)CONTRO l’assenza di politiche sociali a cominciare dall’emergenza abitativa e la mancanza di piani di sviluppo dell’edilizia popolare, PER una seria riforma degli ammortizzatori sociali; 5)CONTRO politiche repressive dei diversi decreti “Sicurezza” (come il D.L. 23/2026 e i precedenti del 2025) per rafforzare la repressione del dissenso, le proteste e la sicurezza urbana 6)CONTRO gli abusi della Commissione di Garanzia, le delibere che restringono il diritto di sciopero e il tentativo di imbavagliare le lotte nel settore della Logistica. PER l’abrogazione delle L.146/90 e L.83/00; 7)CONTRO l’assenza di politiche industriali capaci di affrontare le transizioni in corso e di superare la fase di forte conflittualità, innescando un processo di ulteriore deindustrializzazione e sfruttamento delle classi popolari e dei lavoratori; 8)CONTRO le morti sul lavoro – PER la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di una lavoratrice del gruppo Iveco dei sicobas sempre sullo sciopero generale di venerdì 29 maggio 2026 che si lega al primo intervento di oggi: In occasione dello sciopero generale proclamato per venerdì 29 maggio 2026, il sindacato SI Cobas ha organizzato un presidio operaio davanti allo stabilimento Fiorentini Alimentari di Trofarello (TO) in Via Marco Biagi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va ed abbiamo aggiornato sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite abbiamo fatto uno zoom sulla lotta di classe che Da oltre tre settimane la Bolivia vive. È una fase di crescente tensione sociale e politica. Blocchi stradali, mobilitazioni indigene e contadine, repressione poliziesca e scontri istituzionali stanno trasformando il paese in uno dei principali focolai di crisi del continente latinoamericano. Buon acolto
FIRENZE: CONTINUA LA MOBILITAZIONE DI PRECARI E PRECARIE DEI MUSEI. OCCUPATA LA GIUNTA REGIONALE TOSCANA
  Prosegue la lotta di precari e precarie dei musei di Firenze, che questa mattina, venerdì 3 aprile dopo più di due mesi di attesa, hanno ottenuto la convocazione di un tavolo con la Regione, dopo un blitz fin dentro il palazzo della giunta della Regione Toscana in piazza Duomo a Firenze. “Il tavolo non basta – dice Valentina di Sudd Cobas ai microfoni di Radio Onda d’Urto – perché non saranno coinvolte le aziende. Si tratta di un tavolo preliminare per iniziare a parlare di una soluzione per il rientro al lavoro delle persone rimaste a casa. Noi chiediamo il rientro al lavoro con contratti indeterminati, ma abbiamo bisogno che a questo tavolo insieme alla regione si siedano anche le aziende coinvolte”. Nel frattempo continuano le sostituzioni con nuovi contratti a chiamata. Al centro della vertenza c’è il sistema degli appalti che regge gran parte dei servizi museali: aziende private e cooperative si alternano nella gestione, con dirette conseguenze su diritti e continuità lavorativa. Il sindacato Sudd Cobas sta coordinando assemblee e mobilitazioni che si inseriscono in quadro ben più ampio: “il ricorso agli appalti nei beni culturali – spiega il sindacato conflittuale toscano – è diffuso a livello nazionale e contribuisce ad alimentare precarietà lavorativa in un settore che oltre che a rappresentare un grande vanto per la città, continua a portare turismo e ricchezza a Firenze”. Continua per tutta la settimana, quindi, la mobilitazione permanente davanti alle gallerie degli Uffizi, fino al 6 di aprile. “Per noi la soluzione è una, ed è il ritorno al lavoro con contratti a tempo indeterminato” ribadiscono precarie, precari e Sudd Cobas. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Valentina, di Sudd Cobas Ascolta o scarica
April 3, 2026
Radio Onda d`Urto
Precariato e intelligenza artificiale: il nuovo volto del giornalismo italiano
Negli ultimi anni il giornalismo italiano sta vivendo una trasformazione profonda e spesso traumatica, in cui la crisi economica dell’editoria si intreccia con l’irruzione dell’intelligenza artificiale e con un progressivo indebolimento delle tutele del lavoro. Accanto a questi fenomeni ormai noti, emerge con sempre maggiore forza un sistema parallelo, meno […] L'articolo Precariato e intelligenza artificiale: il nuovo volto del giornalismo italiano su Contropiano.
April 2, 2026
Contropiano
Puntata del 13/01/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
January 17, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 13/01/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
January 17, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 13/01/2026@3
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
January 17, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 13/01/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
January 17, 2026
Radio Blackout - Info
Vertenza sindacale, precarie e precari stabilizzati al Teatro di Roma!
Anche quando sembra impossibile, solo la lotta paga! Dopo anni di battaglia, finalmente per le precarie e i precari del Teatro di Roma è in arrivo la giusta stabilizzazione. La lotta non si ferma qui, ancora c’è tanto da fare, nel frattempo ci godiamo questo splendido regalo di Natale. Di seguito il comunicato completo_ Alcuni anni fa abbiamo iniziato una battaglia dentro il Teatro di Roma, una battaglia che rivendicava un principio tanto semplice quanto incredibilmente mai sollevato: il diritto di lavoratrici e lavoratori ad avere un impiego stabile. Contratti precari reiterati per decenni con la scusa della “stagionalità” tipica del lavoro culturale, salari da fame, nessun diritto e massima ricattabilità: questo era il Teatro di Roma. A questa visione abbiamo opposto un’idea diversa: il lavoro culturale non può essere un’equazione a somma zero, nella quale il sacrificio e la passione debbano dare come risultato sfruttamento e salari indegni, soprattutto nell’impresa a sovvenzione pubblica. Il lavoro culturale non è un corollario sacrificabile sull’altare delle scintillanti “vetrine” usa e getta, la qualità degli spettacoli e di quanto viene prodotto non può che andare a braccetto con la qualità dei diritti, dei salari e con la stabilità occupazionale. Abbiamo immaginato un teatro che tutelasse la comunità di lavoratrici e lavoratori, consapevole della funzione fondamentale che deve svolgere per la sua città e per i suoi abitanti. Un teatro che non affami chi soddisfa la voglia di cultura e desiderio che e attraversa la nostra metropoli. Troppi “NO” abbiamo ascoltato in questi anni, da chi sostiene che la precarietà sia elemento strutturale del lavoro culturale: sindacati e direttori, commissari e assessori. NO utili a mantenere vivo il ricatto della precarietà, dello sfruttamento, dell’utilizzo del lavoro come motore del potere personalistico e di categoria, no pronunciati anche da chi, nei prossimi giorni, fingerà di festeggiare le stabilizzazioni e cercherà di prendersene il merito. A tutti loro diciamo che quello che conta è quell’idea di teatro pubblico sulla quale continueremo a sfidarli, senza sosta, e che le risposte ironiche e sprezzanti che hanno dato negli anni alle nostre rivendicazioni hanno sempre nascosto una gigantesca paura: la paura che il castello fatto di sfruttamento e precarietà su cui si reggeva l’istituzione culturale di questa città crollasse, insieme ai loro privilegi. Testardi abbiamo continuato a ribadire i nostri SI: si al lavoro stabile, si ad un salario dignitoso, si ai diritti a prescindere dalla tessera sindacale. Attorno a questi si abbiamo incontrato compagni di viaggio preziosi, che hanno creato le condizioni perché tutto questo fosse possibile, che a più riprese abbiamo ringraziato e ringraziamo ancora: l’assemblea “Vogliamo tutt’altro”, le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo che dal primo giorno sono stati protagonisti insieme a noi di questa battaglia, l’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e i consiglieri regionali e comunali che ci hanno affiancato e hanno saputo scegliere da che parte stare, senza dubbi o tentennamenti. Abbiamo pagato un prezzo fatto di riduzioni dell’orario di lavoro, clima ostile, ostracismo nei confronti della nostra O.S. da parte di piccoli e grandi potentati, equilibrismi impossibili, ma alla fine abbiamo vinto, a testa alta senza dover rendere conto a re e regine. Dal 30 Dicembre decine di lavoratori e lavoratrici precarie del Teatro di Roma vedranno trasformati i propri contratti a tempo indeterminato. Avevamo ragione noi! Ora, ottenuta la più importante stabilizzazione nel teatro pubblico italiano, continueremo a lavorare per la democrazia sindacale, la fine delle assunzioni tramite chiamate diretta, il rinnovo del CCNL con adeguamenti al costo della vita, giusto salario e riconoscimento professionale per lavoratrici e lavoratori dei teatri pubblici di periferia, la crescita professionale delle lavoratrici e dei lavoratori del Teatro e soprattutto per la fine delle rendite di posizione e potere che hanno fatto credere negli anni che il Teatro fosse proprietà di qualcuno. Ora siamo più liberi, consapevoli di aver portato a conclusione una battaglia importante senza compromessi sulla dignità di lavoratori e lavoratrici. Ma la vera partita inizia adesso, e la possiamo giocare solo insieme. Con coraggio, a testa alta e senza dover ringraziare nessuno. > PERCHÉ UN TORTO FATTO A UN* È UN TORTO FATTO A TUTT*. > > > PERCHÉ SE TI INSEGNANO A NON SPLENDERE TU, INVECE, SPLENDI   Redazione Italia
December 25, 2025
Pressenza
Il piano di reclutamento straordinario per gli RTDA: il testo dell’emendamento di maggioranza
Pubblichiamo il testo dell’emendamento di maggioranza alla legge di bilancio 2026, che disegna il “Piano di reclutamento straordinario del personale ricercatore assunto dalle Università statali e non statali legalmente riconosciute e del personale assunto dagli Enti di ricerca nell’ambito di progetti PNRR”. Per le università statali l’emendamento dispone un piano straordinario di reclutamento per selezionare ricercatori in tenure track (RTT). I concorsi saranno riservati al personale RTDA, e, in particolare, agli RTDA assunti nell’ambito di progetti PNRR, con contratti in scadenza nel 2025 e nel 2026. Per i ricercatori RTDA-PNRR è prevista una riserva non superiore al cinquanta per cento dei posti.  Le risorse messe a disposizione (50 milioni di euro) possono “consentire l’avvio di procedure concorsuali per 1.618 ricercatori RTDA” a fronte di 4.502 contratti in scadenza nei due anni. La norma prevede che il costo della posizione di RTT sia coperta per il 50% dal cofinanziamento statale (50 milioni in due anni); gli atenei dovranno usare risorse proprie (30.900€ per ciascun ricercatore). Il successivo passaggio a professore associato dovrà essere finanziato con 24.500€ (0,2 punti organico)  su fondi di ateneo. Ci sarà perciò da capire quali atenei vorranno procedere effettivamente con le assunzioni e quante risorse dello stanziamento vorranno usare: le risorse del piano straordinario non sono vincolate e la norma prevede che quelle non utilizzate restino comunque nel FFO degli atenei. Il provvedimento prevede un meccanismo simile per le università non statali, con oneri a carico dello stato per il reclutamento (2 milioni di euro). E un provvedimento anche per gli Enti di ricerca (8,8 milioni, pari a 240 posti). [Qui si può leggere l’ottima sintesi di Virginia della Sala sul Fatto Quotidiano, che dà conto anche della “delusione e sconforto” contenuti nel documento di FLC-CGIL. EMENDAMENTO 1_piano straordinario ricercatori
December 15, 2025
ROARS