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Per la libertà di insegnamento, per Gaza, contro tutte le guerre. Iniziative LAS “Selvatico” Padova
IN SOLIDARIETÀ CON LE ATTIVITÀ PROPOSTE  DAL LAS MARCO POLO DI VENEZIA E MESSE SOTTO ACCUSA DA RAFFAELE SPERANZON CAPO GRUPPO DI FDL, RILANCIAMO QUANTO FATTO E SOTTOSCRITTO NEL LICEO ARTISTICO SELVATICO (PD), CONTANDO CHE TANTE, TANTE, TANTE INIZIATIVE DI APPROFONDIMENTO E DISCUSSIONE SI SIANO, SI STIANO SVOLGENDO NELLE SCUOLE DI QUESTO BISTRATTATO PAESE. 1. Iniziative di Istituto – Vicenza, Istituto Rossi, 19 maggio 2025: partecipazione di alcune classi all’incontro con Paola Caridi su “Guerra e Pace. Proteggere i diritti e costruire la democrazia”; – Padova, 27 maggio 2025: tutte le classi quarte dell’istituto assistono alla proiezione del docufilm premio Oscar No Other Land, a seguire le classi hanno partecipato al dibattito nato spontaneamente dopo la visione; – Padova, Cortili dell’istituto, 24 maggio 2025: flashmob a scuola (adesione all’iniziativa di Ultimo giorno per Gaza, 50.000 sudari per Gaza); – Padova, Cortile dell’istituto, 26 maggio 2025: incontro delle classi del triennio con due artisti palestinesi, Ola Al Sharif e Hamada M Elkept, a Padova per la Biennale di Gaza; gli artisti erano fuggiti da Gaza e rifugiati in Europa; – Padova,14 giugno 2025: approvazione a larghissima maggioranza di una mozione dedicata alla situazione di Gaza in Collegio Docenti Mozione del Collegio Docenti per Gaza | L.A. Pietro Selvatico; – Padova, 6-18 ottobre 2025: la nostra scuola, grazie alla collaborazione con l’associazione Rete per la Pace della Riviera del Brenta, ha ospitato per circa 2 settimane lo studente palestinese di Betlemme Rophael Majdi,18 anni; – Padova, Biblioteca di Istituto, 6 novembre 2025: incontro dedicato alla questione palestinese nell’ambito del progetto Libri Galeotti; questi i libri presentati: Joe Sacco, Palestina, una nazione occupata; Susan Abulhawa, Ogni mattina a Jenin; Ilan Pappè, La pulizia etnica in Palestina; – Padova,10 dicembre 2025: collegamento su Zoom di alcune classi all’incontro con le scuole di Francesca Albanese, Quando il mondo dorme; il webinar è stato organizzato e promosso da Docenti per Gaza Webinar con Francesca Albanese – Docenti per Gaza. 2. Corso di Formazione dedicato ai Docenti Su sollecitazione del Collegio Docenti, il nostro istituto ha realizzato il seguente corso di formazione aperto anche a colleghi di altri istituti. Il percorso è stato seguito da una trentina di docenti. La questione israelo-palestinese Primo Incontro on line, martedì 4 novembre 17.00-19.00 Prof. Arturo Marzano, Storia contemporanea, Università di Roma Tre Il conflitto israelo-palestinese. Il caso di Gaza Secondo incontro in presenza, lunedì 10 novembre 15.00-17.00 Prof. Emanuele Zinato, Letteratura italiana contemporanea, Università di Padova La letteratura italiana e la Palestina: Franco Fortini e Primo Levi Terzo incontro in presenza, mercoledì 12 novembre 14.45- 16.45 Incontro di autoformazione tra i partecipanti: costruzione di una bibliografia condivisa; scambio/riflessione su materiali per la didattica 3. Aggiornamento del Curricolo di Istituto per l’insegnamento dell’Educazione civica La Commissione che lavora alla definizione del Curricolo di Istituto per l’insegnamento di Educazione civica ha lavorato, su sollecitazione del Collegio Docenti, ad un aggiornamento del Curricolo che tenesse conto delle contraddizioni e delle sfide che il nostro tempo impone di affrontare e approfondire. A seguire alcuni passaggi dal Curricolo rinnovato e approvato dal Collegio Docenti. Teniamo a sottolineare che il rinnovamento del curriolo è stato realizzato coerentemente ai traguardi del D.M. 35/2020 (allegato C, Secondo ciclo di istruzione), nello specifico considerando e valorizzando i seguenti traguardi: 1. Partecipare al dibattito culturale. 3. Conoscere i valori che ispirano gli ordinamenti comunitari e internazionali, nonché i loro compiti e funzioni essenziali. 6. Cogliere la complessità dei problemi esistenziali, morali, politici, sociali, economici e scientifici e formulare risposte personali argomentate. 13. Rispettare e valorizzare il patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni. A seguire alcune delle integrazioni al Curricolo di Istituto: “COMPETENZE TRASVERSALI PER L’URGENZA DI QUESTI ULTIMI ANNI CHE VEDONO I DIRITTI UMANI CALPESTATI ANCHE NELLE DEMOCRAZIE 1. Conflitti e pace: Comprendere che la pace non è semplicemente assenza di conflitto, ma un impegno attivo a costruire relazioni giuste, fondate sul dialogo e sulla cooperazione. Acquisire la competenza necessaria a promuovere il dialogo, la cooperazione e la risoluzione non violenta dei conflitti nella vita scolastica e sociale. 2. Sviluppare la competenza civica di partecipare attivamente alla vita democratica, difendendo le istituzioni democratiche e riconoscendo i rischi delle derive antidemocratiche. 3. Diritti umani: Sviluppare la competenza civica del rispetto della dignità umana e della promozione delle libertà individuali e collettive.” Questa breve e semplice rassegna – sicuramente incompleta poiché non tiene conto di tutte le lezioni che i singoli docenti, nell’ambito della loro programmazione disciplinare, hanno deciso di dedicare alla tragedia del popolo palestinese nel corso di questo e del precedente anno scolastico – dimostra quanto la nostra Scuola, spontaneamente e con grande slancio, ha fatto ad oggi per cercare di capire che cosa sta succedendo nella Striscia di Gaza e per manifestare solidarietà al popolo palestinese. Vogliamo chiarire con forza la nostra totale e radicale condanna rispetto a quanto accaduto il 7 ottobre 2023 affinché nessuno possa sminuire o strumentalizzare l’impegno e la sensibilità che il nostro istituto ha dimostrato in questo terribile frangente. Il 7 ottobre è e rimarrà un terribile attacco terroristico che ha determinato la morte di 1200 persone e la cattura di oltre 250 ostaggi. Evidenziamo inoltre che da sempre la nostra scuola è impegnata in molteplici iniziative volte a combattere ogni forma di razzismo, discriminazione, discorso d’odio verso chiunque e verso ogni popolo; da sempre aderiamo e organizziamo iniziative e percorsi di approfondimento che mirano a combattere l’antisemitismo e ad onorare la Memoria della Shoah e, proprio oggi, ci sembra fondamentale continuare a farlo proprio per distinguere la ricchezza e il valore inestimabili del popolo ebraico, come di ogni popolo, dalla politica genocidiaria del governo di Israele. Dopo aver condiviso e chiarito queste fondamentali premesse, vogliamo invitare tutti a riflettere su una serie di fatti accaduti negli ultimi mesi: – intervento Usr Lazio sulla possibilità nei CD di discutere la questione palestinese, “Nei collegi docenti non si parla di attualità geopolitica”, la comunicazione dell’USR Lazio. Poi il chiarimento – Orizzonte Scuola Notizie – proposta del DDL 1627, “ddl Gasparri” in corso di discussione, DDL S. 1627 – sospensione da parte del MIM di un corso di formazione per docenti (4 novembre, La scuola non si arruola) promosso da un ente accreditato presso la piattaforma S.o.f.i.a., La scuola non si arruola: annullato dal Mim il corso di formazione del 4 novembre – Notizie Scuola – pubblicazione della nota ministeriale 2d9b891c-4f5c-093d-6f0e-d83f8581868d che disciplina l’organizzazione di eventi/manifestazioni nelle scuole – l’intervento del Ministro Valditara che ha richiesto l’ispezione in due scuole che hanno partecipato ad un webinar con Francesca Albanese, relatrice speciale Nazioni Unite (Valditara chiede ispezioni in due scuole in cui ha parlato Albanese – Notizie – Ansa.it; a seguire la risposta di Docenti per Gaza https://www.docentipergaza.it/2025/12/comunicato-di-docenti-per-gaza-sulla-partecipazione- delle-scuole-al-webinar-con-francesca-albanese/) – da ultimo: Vicenza, bufera al liceo Fogazzaro: cancellata l’assemblea sulla Palestina. La preside: «Manca pluralità» | Corriere.it Venezia: LAS Marco Polo, intimidatorio intervento pubblico di Raffaele Speranzon e preannuncio di ispezione ministeriale | lanuovavenezia.it Noi docenti del LAS P. Selvatico, alla luce delle iniziative realizzate e degli ultimi eventi – soprattutto alla luce delle ispezioni richieste per gli istituti Cattaneo Dall’Aglio di Castenovo e Mattei di San Lazzaro e di quanto accaduto al liceo Fogazzaro di Vicenza – vogliamo segnalare pubblicamente quanto abbiamo realizzato e chiediamo che anche la nostra scuola sia oggetto di ispezione ministeriale. Sollecitiamo inoltre tutte le scuole italiane, di ogni ordine e grado, a fare lo stesso: condividere pubblicamente una breve rassegna di tutte le iniziative realizzate ad oggi su e per Gaza e richiedere un’ispezione ministeriale. Noi docenti siamo fieri delle iniziative che abbiamo realizzato con e per i nostri studenti e anche per noi stessi: siamo consapevoli di lavorare a Scuola in un tempo che ci mette al muro e che ci costringe a guardarlo dritto in faccia. Come potremmo, di fronte alle domande e agli sguardi smarriti degli studenti, non fare tutto quanto è in nostro potere per restare umani? Come potremmo, conoscendo quanto è accaduto nel Novecento e quanto sta accadendo sotto agli occhi del mondo intero, non reagire? ERNST BLOCH INSEGNAVA CHE UNA SOLA PATRIA ESISTE, QUELLA IN CUI “NESSUNO DI NOI È MAI STATO”; NON LA PATRIA DELLA TERRA E DEL SANGUE, DELLE RAZZE E DEL FANATISMO NAZIONALISTA, MA LA PATRIA DELL’UOMO. Dichiariamo, allora, le nostre scelte, il nostro operato, il nostro impegno; lo dichiariamo a voce alta in questi giorni di festa che si faticano a festeggiare perché sappiamo che dal primo gennaio 2026, nella Striscia di Gaza, dove ancora tutto è distrutto e tutto manca, numerose organizzazioni non governative (tra queste Medici Senza Frontiere e Save the Children) rischiano di non poter più accedere e dare il loro vitale contributo Msf, a rischio la nostra presenza a Gaza per le regole israeliane sulle ong – Notizie – Ansa.it DICHIARIAMO IL NOSTRO TENTATIVO DI RESTARE UMANI 58 Docenti del liceo artistico “P. Selvatico” Fonte: www.cesp-cobas-veneto.eu -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Progetto educazione civica: “Sbellichiamoci. Un’altra scelta è possibile”
PUBBLICHIAMO SU GENTILE CONCESSIONE DI UNA SCUOLA SUPERIORE DI PADOVA UN PROGETTO DI EDUCAZIONE CIVICA CHE POTREBBE ESSERE UTILIZZATO IN ALTRE SCUOLE PER SENSIBILIZZARE I RAGAZZI E LE RAGAZZE AI TEMI DELLA PACE. SBELLICHIAMOCI – UN’ALTRA SCELTA È POSSIBILE Percorso di Educazione Civica – classi del triennio (10 ore) Temi: Articolo 11 della Costituzione, pace, diritti umani, libertà di coscienza, informazione e propaganda 1. Introduzione al percorso (2 ore) ● Presentazione del progetto e dei suoi obiettivi educativi. ● Lettura e analisi guidata dell’Articolo 11 della Costituzione Italiana: cosa significa “ripudiare la guerra” nel linguaggio costituzionale? ● Riflessione su come l’Italia promuove la pace e la cooperazione internazionale. ● Ruolo degli organismi internazionali. Obiettivi formativi: ● Comprendere i principi costituzionali legati alla pace. 2. L’obiezione di coscienza: storia e diritto (2 ore) ● Definizione giuridica di obiezione di coscienza. ● Cenni storici: dal servizio militare obbligatorio alla legge 230/1998 e oltre. ● Visione di brevi materiali storici e testimonianze di obiettori italiani (collaborazione con il dott. Carlo Ridolfi, presidente dell’associazione “Rete di cooperazione educativa”) Obiettivi formativi: ● Conoscere le basi giuridiche e storiche dell’obiezione di coscienza in Italia. ● Riflettere su libertà, dovere e responsabilità civica. 3. Esercizi di cittadinanza attiva: dall’uso del linguaggio come strumento di propaganda bellica alle esperienze internazionali di giovani per la pace (3 ore) ● Il linguaggio della propaganda: definizione, obiettivi, tecniche retoriche, simboli, stereotipi. ● Esempi storici e contemporanei di propaganda in tempi di guerra (es. propaganda durante la prima e seconda guerra mondiale e nei conflitti moderni). ● Testimonianze di obiettori di coscienza di diversi Paesi (Israele/Palestina, Bielorussia): dialogo con gli studenti sul tema della scelta nonviolenta in contesti di conflitto. Obiettivi formativi: ● Comprendere il ruolo della propaganda nei conflitti. ● Sviluppare capacità di analisi critica relativamente ai media e ai messaggi manipolativi. ● Conoscere esperienze di cittadinanza attiva e nonviolenza in contesti diversi. ● Promuovere empatia e consapevolezza interculturale. 4. Arte e pace: linguaggi creativi nei contesti di conflitto (2 ore) ● Incontro/laboratorio con un’artista palestinese che presenterà le proprie opere in collaborazione con Biennale Gaza (rassegna di opere d’arte a cura dell’associazione Coristi per caso) Obiettivi formativi: ● Comprendere il ruolo dell’arte come linguaggio universale di pace. 5. Conclusione e restituzione finale (1 ora) I ragazzi e le ragazze partecipanti al progetto saranno sollecitati a produrre a casa un elaborato grafico/artistico/fotografico (a seconda degli indirizzi) sulle tematiche affrontate; i docenti poi ne selezioneranno tre o quattro tra i più significativi e gli autori/autrici li presenteranno ai compagni di classe. Questionario di gradimento (facoltativo) Progetto SBELLICHIAMOCIDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Padova: cerimonia al Parco della Pace per ricordare Jina Mahsa Amini
Giovedì 11 dicembre si è svolta alle ore 11.30 una breve cerimonia nel Parco della Pace a Padova per ricordare Jina Mahsa Amini. Jina è morta il 16 settembre 2022, ma non si è riusciti quest’anno, a differenza dell’anno scorso, a organizzare l’incontro nell’anniversario esatto della morte. Una quindicina di persone, esponenti di Associazioni cittadine, si è riunita presso l’albero piantato nel marzo 2024 in quello che ha preso il nome di un Parco della Pace, perché sarà punteggiato di alberi che ricordano vari eventi sul tema. Il Parco sorge in via Armistizio, che prende il nome dal fatto che nella vicina Villa Giusti fu firmato l’armistizio che pose fine alla Prima Guerra Mondiale nel 1918. Erano presenti tra gli altri l’Assessora alle Politiche Abitative, al Decentramento, ai servizi Demografici e alla Cooperazione Francesca Benciolini e Floriana Rizzetto, presidente Provinciale di ANPI Padova, nonché membro del Direttivo di UDIK, Unione Donne Italiane e Kurde. Ci sono stati brevi interventi di parecchi dei partecipanti, tra cui un membro della Comunità Iraniana. Tutti hanno ricordato la giovane Jina e la sua dolorosa storia, riflettendo in particolare sul fatto che la condizione femminile in paesi in cui non sono garantite le libertà democratiche è decisamente peggiore di quella degli uomini. Si è ricordato anche che l’anno scorso era stato appeso per un’intera giornata uno striscione all’esterno del Palazzo della Gran Guardia in Piazza dei Signori, in centro a Padova, proprio in omaggio alla giovane Jina. Infine ci si è dati appuntamento per il prossimo anno. Unione Donne Italiane e Kurde (UDIK)
RSU di Padova contestano esclusione della mozione sulla Palestina dal Collegio
Una buona (si fa per dire) notizia, una volta tanto, arriva da Padova dove la Rappresentanza Sindacale Unitaria in carica all’Istituto di Istruzione Superiore “Pietro Scalcerle” contesta l’esclusione dell’ordine del giorno dedicato “agli indirizzi e alla progettazione dell’offerta formativa sul conflitto israelo-palestinese”. La richiesta aveva avuto il sostegno di oltre un terzo del corpo docente, ma la decisione della Preside ha impedito che questo bisogno formativo venisse considerato al pari degli altri. Un diniego inspiegabile, ma da ascrivere alla trasformazione di ogni argomento sgradito in propaganda politica. Perché l’attualità ossia il genocidio del popolo palestinese non devono trovare spazio nelle scuole e interrogare la comunità educante sugli strumenti da adottare per parlare di certi fatti, è fin troppo comodo eludere la questione e chiudere le scuole dentro un ambito angusto e lontano dalla realtà che le circonda. Una decisione, quella assunta dalla Dirigente, ripetutamente contestata dai sindacati e dal corpo docente che trova risposta nello scritto della RSU alla quale l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università invia solidarietà, vicinanza e sostegno specie a coloro che sono stati minacciati di provvedimenti disciplinari .  Riportiamo un passo saliente estrapolato dalla lettera inviataci È sufficiente ricordare, in termini generali, l’Obiettivo 16 dell’Agenda 2030 – Pace, giustizia e istituzioni solide – e, in particolare, che l’Istituto “Pietro Scalcerle” comprende l’insegnamento del Diritto, disciplina che, insieme ad Economia, costituisce per giunta un insegnamento per un intero corso di studi. Quest’ultima, infatti, già da tempo invita i docenti a spiegare perché, in due anni di genocidio, la Scuola non abbia affisso alcun simbolo di solidarietà né organizzato momenti di approfondimento. Domande a cui i docenti non potrebbero rispondere se non a titolo personale, ossia in modo inadeguato rispetto a una richiesta che coinvolge l’istituzione scolastica nella sua interezza... Qui la mozione dell’Istituto “Scalecerle” di Padova. 13.10.2025 -RSU 99 firme- La scuola non può essere neutraleDownload
Presentazioni della rivista ControFuoco: “Alle frontiere della detenzione. Genealogie, politiche, lotte”
«Controfuoco è un processo aperto e collettivo che vuole coinvolgere saperi e conoscenze composite e crescere a partire dalle diverse esperienze e biografie che intreccerà». «La rivista si pone come spazio di inchiesta e confronto, un cantiere collettivo per leggere criticamente l’ordine delle cose, a partire dalle lotte e dalle contraddizioni che lo attraversano». (dall’editoriale di ControFuoco N. 2, giugno 2025) Il secondo numero della rivista ControFuoco, intitolato “Alle frontiere della detenzione. Genealogie, politiche, lotte”, uscito a fine giugno, prosegue il percorso di ricerca collettiva e militante avviato con il primo numero, dedicato alle “figure della migrazione”. Il focus è sul sistema della detenzione amministrativa e sulle nuove frontiere del confinamento: dall’accordo Italia-Albania ai CPR in Italia ed Europa, dalle pratiche di resistenza ai saperi critici che ne smontano la legittimità. Approfondimenti/Il progetto/CPR, Hotspot, CPA CONTROFUOCO. PER UNA CRITICA ALL’ORDINE DELLE COSE (N° 2, GIUGNO 2025) «Alle frontiere della detenzione. Genealogie, politiche, lotte»: il nuovo numero della rivista di Melting Pot 22 Luglio 2025 Il numero è già stato presentato in diversi territori nel corso di approfondimenti dedicati al tema e per intrecciarlo alle mobilitazioni locali. A novembre sono previsti due nuovi appuntamenti, a Padova e a Trento, città dove è in corso una mobilitazione contro la costruzione di un nuovo CPR. PADOVA. VENERDÌ 14 NOVEMBRE, ORE 18:30 Spazio Stria – Piazza Gasparotto n. 4 “I centri di trattenimento costruiti in Albania sono l’emblema di un sistema di gestione delle migrazioni fondato sulla normalizzazione dello stato di emergenza e sulla negazione dei diritti e della dignità delle persone”. A partire da questa riflessione, Open Gates, in collaborazione con Mediterranea Padova, il Master in Criminologia critica e sicurezza sociale e Melting Pot Europa, promuove un incontro pubblico per discutere di politiche di frontiera, accoglienza, protezione internazionale e criminalizzazione della solidarietà. “Aprire spazi di confronto, inchiesta e discussione sulle nuove forme di governance dei movimenti migratori è oggi un’istanza sempre più urgente”. Insieme a Francesca Esposito (Università di Bologna) e Omid Firouzi Tabar (Università di Padova), autori di un approfondimento pubblicato nella rivista, sono stati invitati al confronto Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, e Stefano Bleggi, della redazione di Melting Pot Europa e Controfuoco. Evento su FB e IG TRENTO. GIOVEDÌ 20 NOVEMBRE, ORE 17:30 Facoltà di Sociologia, Aula Kessler – via Verdi La presentazione della rivista si inserisce in un percorso di opposizione alla costruzione di un CPR a Trento, dopo il 24 ottobre la Provincia di Trento ha firmato un accordo con il ministro dell’Interno per iniziare i lavori nel 2026. Una scelta in continuità con le politiche territoriali di compressione dei diritti fondamentali e invisibilizzazione di chi è già quotidianamente marginalizzato. Attiviste dialogheranno con Omid Firouzi Tabar e Francesca Esposito. Evento su FB e IG Queste nuove presentazioni sono occasioni per mettere in relazione la ricerca con le lotte sui territori, per alimentare un sapere situato e condiviso. ControFuoco non vuole essere solo una rivista, ma uno strumento collettivo: una cassetta degli attrezzi per decostruire le narrazioni dominanti e rafforzare i movimenti che si oppongono alla violenza istituzionale delle frontiere e della detenzione. Acquista una copia cartacea nel nostro shop:
Situazione università in attesa dell’autunno caldo: quali progressi contro gli accordi con filiera bellica e partner israeliani?
Cosa succede negli Atenei italiani rispetto agli accordi con la filiera bellica e con i partner israeliani?Qual è la situazione delle Università in vista di un autunno che si preannuncia più caldo che mai? Già, perché, anche se apparentemente la pausa estiva sembra aver attenuato l’eco delle proteste studentesche e i fermenti di lotta negli atenei, in realtà si colgono tanti segnali di vivacità che ci fanno affermare che nei prossimi mesi sarà proprio il mondo accademico uno degli ambiti nei quali il fronte contro la guerra ed il riarmo sarà più attivo: * il 5 settembre si inizia alla Sapienza con un appuntamento sul ruolo dei saperi nell’economia del genocidio, organizzato dal Comitato Sapienza Palestina, dal CNR contro le guerre e dall’Assemblea precaria universitaria, nel quale interverrà Francesca Albanese. Si evidenzierà come la lotta per un’università democratica, adeguatamente finanziata e con condizioni di lavoro decentisia necessariamente legata alla lotta contro la guerra e chi fa profitto su armi e tecnologia bellica (ore 10:00 aula C, Scienze Politiche, Università Sapienza Roma); * le Assemblee precarie universitarie, che si sono moltiplicate e cresciute nella prima metà dell’anno, hanno annunciato una tappa fondamentale della loro lotta contro il precariato proprio nel cuore dell’autunno e fra i punti delle loro rivendicazioni c’è il NO alla ricerca bellica ed alle politiche di riarmo; * a settembre verrà presumibilmente firmato il CCNL Istruzione e Ricerca e sarà l’ennesimo contratto in perdita: stavolta il motivo dei mancati adeguamenti salariali all’inflazione è direttamente ricondubilie alle politiche di riarmo, che sottraggono risorse ai servizi pubblici ed al rinnovo del contratti del pubblico impiego, per cui è lecito attendersi una reazione del personale scolastico e universitario e delle sigle sindacali più attive nel contrasto alla guerra ed al riarmo; * il 13 settembre è in programma il lancio della campagna “LA CONOSCENZA NON MARCIA” (sulla quale vi informeremo a breve in dettaglio), che mira a mettere insieme le tante realtà impegnate nel mondo dell’istruzione contro il processo di militarizzazione in atto nelle scuole e nelle università e solidali con la causa palestinese. Studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, insegnanti scolastici e docenti universitari, personale tecnico amministrativo e attivisti della società civile convergeranno in questo percorso iniziato ad aprile a Siena: per allertare rispetto ai rischi di una “israelizzazione” della società in quel segmento fondamentale che è appunto il settore della conoscenza, per dire NO alla guerra e per esprimere concretamente la solidarietà alla questione palestinese boicottando gli accordi con il complesso militare industriale e con le istituzioni israeliane sia nella didattica che nella ricerca; * la partenza della Global Sumud Flotilla verso Gaza sarà un’opportunità per il rilancio delle proteste studentesche e della solidarietà verso la Palestina, perché l’arrivo delle imbarcazioni al largo di Gaza è previsto intorno a metà settembre, in coincidenza con l’inizio dell’anno accademico, oltre che dell’anno scolastico. Insomma, un po’ di elementi che ci fanno pensare che combinati insieme si possano creare quelle condizioni presenti ai tempi delle acampade studentesche, per rilanciare con forza le richieste alle governance dei vari Atenei per un maggiore impegno concreto nel liberare i luoghi del sapere dalle pressioni militariste, ma anche al Governo per fare retromarcia rispetto alle relazioni pericolose sul riarmo con Leonardo, con la NATO e con il governo israeliano (ad esempio, Italia e Germania vogliono frenare la Commissione europea che intende sospendere Israele dai fondi di ricerca del Programma Horizon a causa del genocidio in corso). Il lavoro fatto fino ad ora non è poco (lo sintetizziamo di seguito), ma c’è ancora molta strada da fare soprattutto nel passare dalle enunciazioni di principi ad azioni concrete con riflessi pratici che cambino la realtà delle cose. RASSEGNA DI MOZIONI, DELIBERE E MODIFICHE NEGLI ATENEI RISPETTO AGLI ACCORDI Di seguito passiamo in rassegna i principali casi in cui le università italiane hanno formalmente adottato delibere, mozioni o modifiche strutturali vietando accordi con partner israeliani o con realtà collegate alla filiera bellica. Segnalateci altri casi significativi se dovessero mancare all’appello! 1. SAPIENZA — UNIVERSITÀ DI ROMA (DELIBERA SENATO ACCADEMICO, 13 MAGGIO 2025) * Il Senato Accademico ha approvato la Deliberazione n. 92/2025, che include un mandato per integrare lo statuto o regolamento al fine di: * interrompere ogni collaborazione con istituzioni e aziende israeliane coinvolte nell’apparato bellico, sospendere accordi con aziende legate al settore difesa, * riformare il Comitato Etico per includere controlli di tipo etico su collaborazioni potenzialmente belliche Wikipedia+15Sapienza Università di Roma+15Open+15. * ➤ Fonte ufficiale: verbale del Senato Accademico disponibile sul sito della Sapienza. 2. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO (STATALE) — SOSPENSIONE ACCORDO CON ARIEL UNIVERSITY * Nel fine 2023, formalizzata a inizio aprile 2024, la Statale di Milano ha sospeso l’accordo di collaborazione con l’Ariel University, situata nei territori occupati palestinesi. La decisione è passata attraverso un’istruttoria e voto del senato accademico DomaniDomani+2ANSA.it+2Domani+2. 3. UNIVERSITÀ DI PALERMO — SOSPENSIONE TOTALE ACCORDI CON ISRAELE (4 GIUGNO 2024) * Il Senato Accademico ha approvato all’unanimità un documento che: * sospende tutti gli accordi Erasmus con università israeliane (programmi KA171 e KA220-HED), * vieta nuovi accordi con atenei israeliani “fino al superamento della crisi”, * istituisce procedure di due diligence su accordi con potenziale dual use, * coinvolge rappresentanza studentesca nel tavolo tecnico su tali collaborazioni L’INDIPENDENTE+6L’INDIPENDENTE+6ANSA.it+6. 4. UNIVERSITÀ DI PADOVA — MOZIONE E IMPEGNO A NON AVVIARE NUOVI ACCORDI (14 MAGGIO 2024 E ULTERIORE MOZIONE 1° LUGLIO 2025) * Il Senato Accademico del 14 maggio 2024 ha approvato una Mozione per la Pace in Palestina, condannando la distruzione delle università palestinesi e richiamando principi etici secondo statuto e Codice di integrità della ricerca Reddit+15Università degli studi di Padova+15Centro di Ateneo per i Diritti Umani+15. * In una seduta successiva il 1° luglio 2025, Padova ha approvato una nuova mozione che: * condanna le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, * si impegna a non intraprendere nuovi accordi né rinnovare quelli esistenti con istituzioni israeliane ritenute coinvolte in violazioni, * mantiene solo collaborazioni a valenza puramente didattica o di ricerca non bellica L’INDIPENDENTE+4Centro di Ateneo per i Diritti Umani+4Domani+4. 5. UNIVERSITÀ DI BOLOGNA — MOZIONE DEL SENATO ACCADEMICO (2024) * Nel Senato Accademico UNIBO ha approvato una Mozione sulla guerra a Gaza, includendo impegni come: * condanna di qualsiasi aggressione a istituzioni universitarie, rafforzamento delle norme sul dual use, rifiuto di accordi con imprese e università (anche israeliane) associate a violazioni dei diritti umani o prodotti per scopi militari, * rescissione di accordi vigenti qualora i partner incorrano in tali condizioni Wikipedia+7UniboMagazine+7Open+7.       MOZIONE DEL SENATO ACCADEMICO (18 GIUGNO 2025) Il Senato Accademico ha approvato una mozione condannando “l’escalation militare israeliana a Gaza”, le violazioni del diritto internazionale e umanitario, e ha chiesto il “rafforzamento di tutte le iniziative per il cessate il fuoco” Altreconomia+6Potere al Popolo+6quinewspisa.it+6 La Nazione+15UniboMagazine+15Corriere di Bologna+15 6. UNIVERSITÀ FEDERICO II DI NAPOLI — DIMISSIONI DAL COMITATO DI FONDAZIONE BELLICA (APRILE 2024) * Il rettore della Federico II, in risposta a mobilitazioni studentesche, ha annunciato le proprie dimissioni dal comitato scientifico della fondazione Med-Or (legata a Leonardo spa), principale industria bellica italiana. Il Rettore Matteo Lorito ha annunciato le dimissioni, ma non le ha formalizzate. Open+4L’INDIPENDENTE+4Domani+4 7. UNIVERSITÀ DI BARI – MOZIONI E PROVVEDIMENTI (APRILE–GIUGNO 2025) * Aprile 2024: scelta unanime di non partecipare al bando di cooperazione Italia–Israele e dimissioni del Rettore Bronzini dal comitato scientifico della fondazione Med‑Or (legata all’industria bellica) La Nazione+2La Gazzetta del Mezzogiorno+2atlanteguerre.it+2 * 19 giugno 2025: il Dipartimento di Bari ha approvato una mozione di condanna contro Israele, prevedendo misure di accoglienza per colleghi palestinesi e richiedendo “esplicita presa di distanza dai diritti umani e diritto internazionale da parte del partner israeliano” Il Bo Live+14BariViva+14Barletta news24city -+14. * La mozione ha ricevuto pareri contrastanti, passando con un solo voto di scarto PugliaViva. 8. UNIVERSITÀ DI PISA – MODIFICA STATUTO E MOZIONE PER LA PACE (GIUGNO–LUGLIO 2025) * 13 giugno 2024: Senato Accademico e CdA approvano una mozione per la pace, con “percorso di autodisciplina” sulle collaborazioni con la filiera bellica UniboMagazine+13Università di Pisa+13Cambiare Rotta+13. * Febbraio 2025: lo Statuto viene aggiornato con clausole che escludono forme di collaborazione per lo sviluppo di armi italbalkanika.al+1La Nazione+1. Nome del tuo sitoquinewspisa.it 9. UNIVERSITÀ PER STRANIERI DI SIENA – PRESE DI POSIZIONE E RICONOSCIMENTO PALESTINA (2024–2025) * 17 luglio 2024: Senato Accademico approva la mozione per il riconoscimento dello Stato della Palestina LA NOTIZIA+15Università degli Studi di Siena+15Facebook+15. * Marzo 2024: presidenza di Tomaso Montanari oggetto di pressioni per non aver aderito a posizioni di boicottaggio attivo HuffPost Italia. * Giugno 2024: UniStrasi approva (all’unanimità) una posizione di solidarietà per Gaza in Senato Accademico Gazzetta di Siena. 10. UNIVERSITÀ DI FIRENZE – BOICOTTAGGIO ACCADEMICO E MOZIONE DEL 2023 + SOSPENSIONI 2025 * 19 dicembre 2023: mozione per la pace approvata, condanna delle atrocità e appello per due Stati, ma senza misure restrittive su accordi bilaterali Università di Firenze. * 16 luglio 2025: cinque dipartimenti (Matematica/Informatica, Ingegneria, Scienze agrarie, Architettura, Scienze politiche/sociali) sospendono accordi in essere con università israeliane, tramite appello firmato da docenti, studenti, ricercatori e dottorandi Altreconomia+2Il Foglio+2La Nazione+2. ——————————————————————————————————————– NOTA SU ALTRI ATENEI * Cagliari: una mozione studentesca chiedeva la sospensione degli accordi con atenei israeliani, ma il Senato ha respinto la proposta (30 gennaio 2024) Reddit+13Domani+13Open+13. * In Torino, si è deciso di non partecipare al bando MAECI 2024 con università israeliane, ma non è stata formalizzata una definitiva rescissione di tutti gli accordi Reddit+4Domani+4Wikipedia+4. * Altri atenei (es. UniPub) hanno visto proteste o richieste, ma non hanno mai formalizzato delibere o modifiche organiche DomaniDomani. TABELLA RIEPILOGATIVA UniversitàTipo di attoDataAzione chiaveSapienza RomaDelibera Senato Accademico n. 92/202513 maggio 2025Interruzione collaborazioni con Israele/bellicoStatale MilanoSospensione accordo Arielfine 2023 / apr 2024Sospeso accordo con Ariel UniversityFederico II NapoliDimissioni promesse dal Rettore da comitato Med-Or, ma non rassegnateaprile 2024Ritiro da fondazione associata ad industria bellica (il Rettore ha annunciato le dimissioni, ma non le ha formalizzate)PalermoDelibera Senato Accademico all’unanimità4 giugno 2024Blocco accordi Erasmus, nuovi accordi vietatiPadovaMozioni Senato Accademico14 mag 2024 & 1 lug 2025Impegno a non avviare o rinnovare accordi con IsraeleBolognaMozione Senato Accademico   Mozione Senato Accademico19 marzo 2024     18 giugno 2025Rifiuto accordi dual use e rescissione ove applicabile   Condanna escalation, stop/riduzione rapporti con IsraeleBariNon partecipazione bando + dimissioniAprile 2024Ritiro del Rettore da Med-Or e bando di cooperazione Italia-Israele sospeso Mozione Dipartimento19 giugno 2025Critiche diritti umani e accoglienza colleghi palestinesiPisaMozione Senato + autodisciplina13 giugno 2024Percorso etico sulle collaborazioni belliche Statuto aggiorna (no armi)Febbraio 2025Clausole di rifiuto su attività dual useSiena (Stranieri)Mozione riconoscimento Palestina17 luglio 2024Impegno politico e morale verso Palestina Università degli Studi di Siena Pressioni su boicottaggioMarzo 2024Respinta mobilitazione politicamente orientata HuffPost Italia Mozione solidale a GazaGiugno 2024Approvata all’unanimità in Senato Accademico Gazzetta di SienaFirenzeMozione per la pace19 dicembre 2023Condanna, ma nessuna sospensione formale Stop accordi da 5 dipartimenti16 luglio 2025Sospesi accordi con università israeliane Giuseppe Curcio, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università