Tag - tecnologia

Voi fate la guerra, noi la rivoluzione – di Rosella Simone
La chiamavano “diplomazia coercitiva”, i saltimbanchi della parola. Adesso iniziano capire che è guerra e si arrampicano sui vetri. La realtà si corrompe sotto le interpretazioni fantasiose dei commentatori affaticati a blandire chi vorrebbe proclamarsi il padrone del mondo: gli Stati uniti e i suoi soci feroci, Israele che vuole conquistare un suo piccolo [...]
March 6, 2026
Effimera
[2026-03-12] Quando la Bolla Scoppia @ Zazie nel metrò
QUANDO LA BOLLA SCOPPIA Zazie nel metrò - Via Ettore Giovenale 16, Roma (giovedì, 12 marzo 19:00) QUANDO LA BOLLA SCOPPIA CASSETTA DEGLI ATTREZZI PER CAPIRE FINANZA, BOLLE SPECULATIVE E “INTELLIGENZA” ARTIFICIALE. Ne parliamo con Marco Bersani, attivista e coordinatore nazionale di ATTAC Italia, impegnato nella critica al neoliberismo e alla finanziarizzazione dell’economia e nella difesa dei beni comuni. Negli ultimi quarant’anni il capitalismo ha cambiato natura. Il suo centro non è più l’economia reale — la produzione di beni, lavoro, servizi e infrastrutture — ma la finanza. Sempre più ricchezza nasce non più dal produrre qualcosa di utile alla società, ma dallo scambio di titoli, dalla speculazione e da scommesse sul futuro. Oggi il mercato dei prodotti finanziari vale circa sei volte il PIL globale, una montagna di capitale che supera di gran lunga la ricchezza realmente prodotta nel mondo. Questo sistema non vive di stabilità, ma di bolle. Il capitale globale è costantemente alla ricerca di nuovi terreni su cui moltiplicarsi e speculare rapidamente. Così è stato con la Dot-com degli anni Novanta e con la Crisi finanziaria globale del 2008, nata dalla speculazione sui mutui. Il copione è sempre lo stesso: enormi quantità di denaro si riversano su un settore presentato come la “nuova frontiera”, i valori finanziari si gonfiano ben oltre l’economia reale e, quando la distanza tra promesse e realtà diventa insostenibile, la bolla scoppia con conseguenze disastrose sull’intera società. Oggi l’intelligenza artificiale è diventata l’ennesimo terreno di questa corsa speculativa dove poche grandi piattaforme tecnologiche concentrano capitali, infrastrutture e dati su scala planetaria. Aziende come Nvidia, Microsoft, Google o OpenAI vengono presentate come protagoniste di una rivoluzione inevitabile, capace di ridefinire ogni settore della vita economica. Ma dietro questa narrazione si muove una dinamica profondamente politica: la costruzione di una nuova frontiera di accumulazione per il capitale. L’intelligenza artificiale diventa così un gigantesco dispositivo di attrazione di investimenti, capace di gonfiare valutazioni di mercato, concentrare potere nelle mani di poche multinazionali e aprire nuovi spazi di estrazione di ricchezza. Il rischio non è solo una bolla finanziaria. La direzione intrapresa è che una tecnologia presentata come neutrale e inevitabile venga usata per rafforzare ulteriormente un modello economico già profondamente diseguale: più concentrazione di ricchezza, più potere alle piattaforme globali, più precarizzazione del lavoro, più controllo. In altre parole, l’IA è diventata non tanto una promessa di emancipazione collettiva, ma l’ennesimo capitolo della finanziarizzazione dell’economia: una nuova grande promessa di futuro costruita per alimentare la crescita del capitale. Anche le politiche di riarmo (e le conseguenti guerre) rispondono ai medesimi interessi finanziari. E se la storia delle bolle speculative insegna qualcosa, è che quando queste promesse si scontrano con la realtà, il conto — ancora una volta — viene presentato alla società.
March 6, 2026
Gancio de Roma
Tragico deragliamento del tram della linea 9. Milano deve rallentare, adesso
AL COBAS – SGC si unisce a tutti i tranvieri nel cordoglio per le vittime del tragico deragliamento del tram della linea 9 avvenuto venerdì 27 febbraio a Milano ed esprime la più sincera solidarietà ai feriti. Una vicenda che lascia cicatrici profonde, nella carne e nell’animo, anche in chi non era presente, ma vive ogni giorno quel lavoro, quella responsabilità, quella stessa fragilità. Possiamo solo immaginare lo strazio dei familiari delle vittime e dei feriti, davanti ai quali ci inchiniamo, ma in questi giorni abbiamo sentito sulla nostra pelle un dolore che accomuna tutti i tranvieri milanesi: un dolore collettivo che diventa un’unica voce, un unico grido. È il tempo del lutto e della riflessione, ma non del silenzio. Non possiamo tacere né limitarci ad attendere le indagini, che forse chiariranno le cause di questa tragedia. Perché questa tragedia non è una fatalità. Possibile che una tecnologia sempre più sofisticata non sia riuscita a evitare il disastro? Quanta di questa tecnologia è davvero dedicata alla salute, alla sicurezza, alla serenità, alla lucidità di chi guida mezzi pesanti ogni giorno? E quanto pesano su tutti gli incidenti che ci coinvolgono le politiche della direzione ATM e della proprietà – il Comune di Milano – orientate unicamente ad aumentare velocità e produttività? È noto che ATM è stata condannata, anche in appello, a risarcire alcuni conducenti per usura psico-fisica dovuta all’eccesso di straordinari. Meno noto è che la nostra battaglia contro il sovraccarico di lavoro e i suoi effetti sulla salute e sulla sicurezza è iniziata nel 2015, culminando in un incontro, mediato dall’allora Prefetto di Milano, Dott.ssa Lamorgese, con l’ex assessore alla mobilità Maran, che chiuse la riunione con un serafico: “Denunciateci”. Ecco il livello di ascolto che è peggiorato con la Giunta Sala, che da anni si rifiuta d’incontrarci. Meno noto è anche che oggi è in discussione un accordo di secondo livello che punta a un ulteriore aumento dell’orario di lavoro giornaliero dei tranvieri. Pochi sanno che una parte sempre più ampia del salario del tranviere è legata alla produttività: più lavori, meno penalizzazioni subisci. Un meccanismo che spinge a lavorare anche in condizioni psico-fisiche precarie. Il Premio di Risultato annuale, la premialità mensile e da ultimo quella legata alle Olimpiadi dipendono dalla massima produttività e dalla disponibilità a rinunciare alle ferie, ad ammalarsi, a infortunarsi, a usufruire dei permessi per l’assistenza ai familiari, anche disabili, previsti per legge. Occorre rallentare. È vitale fermare questo progetto di peggioramento delle condizioni di lavoro di chi guida i mezzi pubblici. Serve un’inversione di tendenza netta. È auspicabile che anche Cgil, Cisl, Uil, Faisa, Ugl e Orsa abbandonino questa deriva filo-padronale e tornino a rivendicare ciò che davvero serve: riduzione dell’orario di lavoro, umanizzazione dei turni di servizio, condizioni dignitose. È necessario che lo stipendio torni a essere sicuro, non incerto e variabile. È imprescindibile che l’anticipo pensionistico previsto per i conducenti degli autobus valga anche per i colleghi che guidano tram, metrò e treni; in questo senso, è indispensabile che la direzione ATM dia un segnale immediato e rinunci a incentivare i conducenti a posticipare il pensionamento con mille euro al mese. Milano accelera, si affida a sensori e automatismi che dovrebbero salvarci da tutto. È nella tragedia che ci ricordiamo che basta un corpo che cede, un istante di debolezza e la verità esplode: nessuna tecnologia può sostituire un cuore umano che fatica, sbaglia, soffre, vive. La città dei grattacieli non è il nostro modello. Il progresso lo costruiscono i lavoratori che ogni giorno salgono su un tram con le loro fatiche e la loro dignità. Prima dei protocolli viene la cura. La tecnologia deve sostenere, non essere l’alibi per coprire la fatica di chi fa muovere Milano. Ribadiremo tutto questo il 27 marzo con un nuovo sciopero.   Redazione Milano
March 5, 2026
Pressenza
[Le Dita nella Presa] Propaganda e Guerra dagli USA all'Iran (1/5: Puntata completa)
Apriamo la trasmissione con una "interferenza" di Andrea Borgnino, che ci racconta l'utilizzo della radio in questi giorni in Iran; allarghiamo poi la discussione ad altri contesti di guerra e in Palestina. A proposito di telecomunicazioni e Iran, in Iran c'è un nuovo blackout di Internet, e negli Emirati Arabi Uniti vediamo che alcuni data center di Amazon sono stati colpiti dagli attacchi Iraniani. Seguiamo poi la vicenda del contratto di OpenAI con il ministero della guerra statunitense, che ha scalzato Anthropic. Negli USA, Google collabora con ICE ben più di quanto la legge gli impone; viceversa, migliaia di telecamere collegate alla sorveglianza interna di ICE risultano essere state danneggiate. Nuovo affondo della Russia su Telegram, accusato di supporto al terrorismo e intelligenza col nemico.
March 1, 2026
Radio Onda Rossa
Philip Dick e il gioco del labirinto mortale
Un romanzo mai scritto di Philip Dick che si sarebbe dovuto chiamare: "Il nome del gioco è morte". La sua trama costituisce una metafora del conflitto che a breve potrebbe caratterizzare le nostre società. Il romanzo, avrebbe dovuto narrare la contrapposizione tra due filosofie dell'uomo, della "natura umana". La prima è quella che vede l'uomo come un individuo isolato, proteso in una permanente lotta contro i suoi simili per affermarsi e prevalere, l'altra è quella che vede il genere umano come una sorta di unico organismo "poliencefalico" la cui caratteristica principale consiste nel condividere esperienze e conoscenze. Sembra soltanto una versione aggiornata dell'ormai frusta diatriba tra individualismo e collettivismo. La mia opinione è che la posizione di Dick non dovrebbe essere letta in termini così manichei... Continua a leggere→
February 26, 2026
Rizomatica
[Le Dita nella Presa] I social media danno dipendenza, volume 2 (1/3: Puntata completa)
Commentiamo la testimonianza di Zuckerberg al processo in California che vede Meta accusata di aver creato delle interfacce che provocano dipendenza alle persone minori, tali da infliggere loro danni psicologici. Sempre su Meta, arrivano le prime notizie anche da un altro processo, questa volta nel New Mexico, dove l'accusa è invece di non aver protetto adeguatamente le persone minori dall'abuso sessuale. A seguire, lunga carrellata di notiziole: * L'unione europea impedisce i tool basati su AI sui device del suo personale * I tech corps, ovvero un altro passaggio del colonialismo * Un altro studio mostra che l'AI non ci farà lavorare meno * L'India stringe le regole sui social media e sugli usi dell'AI * ChatGPT si prepara a lanciare un social media * Alcuni importanti siti di notizie chiedono ad Internet Archive di copiare le versioni archiviate dei loro siti allo scopo di evitare che gli scraper che accumulano dati per usarli negli LLM possano accedervi * Openstreetmap riceve un livello di scraping che rende difficile mantenerlo in attività Concludiamo con due perle: * Meta risolve il problema delle persone che smettono improvvisamente di postare * Come controllare 10mila aspirapolvere robot per sbaglio
February 22, 2026
Radio Onda Rossa
[entropia massima] Estrattivismo dei dati
Puntata 16 di EM, terza del ciclo Estrattivismo dei dati. PRIMA PARTE Dario Guarascio presenta il suo nuovo libro Imperialismo digitale (Laterza), un’analisi lucida del potere delle Big Tech e del nuovo intreccio tra finanza, tecnologia e guerra. Un viaggio dentro il "complesso militare-digitale" che sta ridefinendo gli equilibri globali tra Stati Uniti e Cina. SECONDA PARTE (29:20) Intervista a Maurizio Borghi, codirettore del "Centro Nexa su Internet e Società", sul Digital Omnibus e sui rischi di una nuova "austerity dei diritti digitali" in Europa. Un confronto critico sulle modifiche al GDPR, tra competitività, IA e tutela dei diritti fondamentali. TERZA PARTE (53:19) Intervista ad un attivista del collettivo Bida, realtà che da oltre dieci anni costruisce infrastrutture digitali autonome come alternativa concreta alle piattaforme delle Big Tech. Parleremo di autogestione tecnologica, mutualismo e pratiche di liberazione digitale, tra server cifrati, Mastodon, Matrix e PeerTube.  
February 16, 2026
Radio Onda Rossa
Sei morto?
-------------------------------------------------------------------------------- Pixabay.com -------------------------------------------------------------------------------- Non temiamo la Morte. Ciò che ci terrorizza è che nessuno si accorga che è successo. “Are You Dead?” Non inquieta perché controlla se sei vivo: inquieta, e mai, perché la vita è ridotta a un promemoria. “Are You Dead?” è il nome di un’app che in poche settimane è diventata la più scaricata tra quelle a pagamento in Cina. Il meccanismo è semplice: devi confermare periodicamente di essere vivo premendo un pulsante. Se non lo fai entro il tempo stabilito, l’app avvisa i contatti di emergenza o le autorità. Non è un social, non è un gioco, non è una provocazione adolescenziale. È una risposta tecnologica a una realtà brutale: la paura di morire da soli e nessuno se ne accorge per giorni. Può ricordare il Telesalvalavita Beghelli. Ma qui cambia completamente il contesto: non anziani fragili, bensì giovani lavoratori single, studenti lontani da casa, persone che vivono sole per scelta o necessità e vogliono un “compagno di sicurezza”. Esiste una serie, Pluribus: un virus trasforma quasi tutta l’umanità in una mente collettiva pacifica. Solo pochi restano immuni. La protagonista, Carol, è biologicamente viva ma simbolicamente morta. È una metafora fin troppo evidente della società iperconnessa, formalmente libera. Vivi da solo. Lavori da remoto. Ordini tutto online. Sei “autonomo”. Ma questa autonomia ha un prezzo: il terrore che nessuno sappia se più esisti. Diversamente dagli hikikomori, che si ritirano dal mondo, qui non si fugge. Si resta perfettamente funzionali. Connessi. Efficienti. Eppure soli. E le gambe iniziano a tremare. Allora arriva l’app: non ti dà comunità, non ti dà relazioni. Ti assegna una funzione: premi un bottone, sei vivo; non lo premi, forse sei morto. La soggettività diventa un aggiornamento di stato. L’iper-capitalismo non elimina il soggetto con la forza. Lo lascia solo. Poi gli vende un’interfaccia per gestire la sua solitudine. L’Altro è un algoritmo a pagamento. Non è tua madre, non è un amico, non è il vicino. È una notifica. Il riconoscimento diventa procedura. In Pluribus il rischio è la fusione totale. Qui il rischio è l’opposto: un isolamento così perfetto che l’unico legame rimasto sia un sistema di allerta. Il soggetto non è più conflitto, desiderio, politica: è un nodo nella rete. E così Are You Dead? ci mette nudi davanti allo specchio. Noi non temiamo la morte: temiamo che non venga notificata. Meno Male. Questo il Manifesto tangping (tratto dal substack): Gloria al tangping, gloria all’inazione. Perché gridare gloria al tangping? Perché abbiamo diritto alla contemplazione. Cosa ci ha dato la civilizzazione? La produzione di massa, La possibilità di farla finita (fino a un certo punto) con la fame. È possibile lavorare venti ore alla settimana? Sì. Abbiamo diritto alla pigrizia e alla felicità Perché grido gloria al tangping? Perché nella primavera della pigrizia fiorisce la creatività Tangping è immergere il muso in profondità nella foresta che è la vita finché non trovi i tartufi della bellezza. dodici ore di lavoro al giorno non porteranno ricchezza ma una landa desolata di morte e di noia Perché gridiamo gloria al tangping? perché non lavoreremo più per loro. Insisti a lavorare giorno e notte Perché hai dei sogni di grandezza? O per la liberazione dell’umanità? A chi appartiene il frutto del vostro lavoro? Forse appartiene a voi? Forse al vostro futuro? E’ passato il tempo in cui tagliavamo le vene della nostra giovinezza Per far scorrere il sangue Così che ne uscissero gloriose torri al neon, viali verdi E grandi ingorghi a sei corsie. E’ passato quel tempo. Di tutto questo nulla ci appartiene. Per questo ci dedichiamo al tangping. Tangping non è depressione Ma rispetto della vita Non è irresponsabile gesto verso il mondo Ma voce che grida: abbasso il lavoro. Da dove nasce questo manifesto? Dai social media cinesi, ovviamente. Questo non è affatto il manifesto ufficiale di Tangping. Pochi utenti cinesi usano i loro veri nomi online, il che significa che gran parte dei contenuti relativi al movimento (disapprovato dal Partito Comunista Cinese) è apparso in forma anonima. Poesie, manifesti e, soprattutto, meme. Esistono innumerevoli manifesti di Tangping: nessuno di loro è l’originale. Tangping è, per sua stessa natura, caos e proliferazione. Se vogliamo, è un rizoma. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Sei morto? proviene da Comune-info.
February 15, 2026
Comune-info
[Le Dita nella Presa] I social media commerciali danno dipendenza, smetti subito! (1/4: Puntata completa)
Con Kenobit per imparare come e perché sperimentare il fediverso; nuove evidenze della tossicità dei social media commerciali; il ransomware alla Sapienza e il blocco dei siti delle olimpiadi sono davvero entrambi frutto di un attacco russo? Iniziamo la puntata con l'intervista a Kenobit che non siamo riusciti a fare la settimana scorsa: parliamo del suo libro Assalto alle piattaforme e facciamo una panoramica del fediverso. I social media danno dipendenza "by design": è quello che mostrano sia dei documenti pubblicati da Tech Oversight , basati su inchieste giudiziarie negli Usa; sia il recente pronunciamento della commissione europea su Tiktok, che viene considerato non conforme al Digital Service Act perché i meccanismi che sono alla base (e che stanno alla base di tutti i social) creano dipendenza. Gli hackers filorussi sono intorno a noi? Commentiamo le recenti notizie del ransomware che ha bloccato i servizi dell'Università Sapienza di Roma, insieme a quelle degli altri attacchi che riguardano siti internet connessi alle olimpiadi invernali, cercando di confrontare gli articoli usciti sui giornali con le evidenze a nostra disposizione.
February 8, 2026
Radio Onda Rossa
[2026-02-12] Hackerare i dispositivi digitali per restituirli all’uso @ Vivero
HACKERARE I DISPOSITIVI DIGITALI PER RESTITUIRLI ALL’USO Vivero - via Antonio Raimondi 37 (giovedì, 12 febbraio 19:00) Giovedì 12 febbraio alle 19 - Dal Laboratorio Palestina alle strategie di sabotaggio e consapevolezza digitale Giovedì 12 febbraio, dalle 19:00 alle 21:30, nell’ambito dell’iniziativa 100x100gaza , per rispondere collettivamente alla catastrofe provocata dal genocidio, Rotta Genuina e Vivèro ospitano una serata di approfondimento su cybersicurezza, controllo digitale e tecnologie conviviali. Le tecnologie digitali non sono mai neutre: tracciano, profilano, monitorano e spesso replicano disuguaglianze che esistono offline. Sono strumenti di dominio con impatti sociali e politici molto concreti. Partendo dal “Laboratorio Palestina”, dove le tecnologie digitali vengono sperimentate come strumenti di controllo, sorveglianza e guerra, allargheremo lo sguardo alla dimensione geopolitica globale, fino ad arrivare all’Italia, per capire come le tecnologie controllano e attraversano i nostri territori. Proveremo a immaginare modelli tecnologici e pratiche alternative a quelli grandi piattaforme, costruendo insieme una nuova “cassetta degli strumenti”. Ne parleremo insieme a * Dario Guarascio - docente di economia a La Sapienza, autore del libro Imperialismo Digitale, Laterza * Graffio - del gruppo di ricerca C.I.R.C.E. * GazaWeb – Gli alberi della rete 📌 Di cosa discuteremo: 🔹 come i dispositivi digitali possono essere usati per controllare, sorvegliare e normalizzare forme di violenza 🔹 il “Laboratorio Palestina”: sperimentazione di strumenti digitali di controllo 🔹 il ruolo delle Big Tech e dei finanziamenti europei nel mantenimento di questi sistemi 🔹 pratiche di boicottaggio e alternative tecnologiche conviviali 🔹 strumenti concreti di consapevolezza digitale 🔹 come sostenere progetti di tecnologie solidali e di lotta 🍷Aperitivo, banchetti di GazaWeb e Women for Gaza + raccolta fondi per la settimana 100x100 Gaza. 📍 Vivero –via Antonio Raimondi 37 | 12 febbraio | 19:00–21:30 A seguire concerto benefit da zazienelmetro_bar
February 3, 2026
Gancio de Roma