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[Le Dita nella Presa] Gira tutto intorno all'IA? (1/5: Puntata completa)
Le richieste assurde di Musk ad OpenAI ci mostrano che il business dell'IA potrebbe essere più fragile di quanto sembra; una puntata in cui tutto sembra girare intorno ai voleri delle grandi aziende statunitensi, dagli emendamenti europei al GDPR a... la violazione del copyright? Elon Musk cerca di destabilizzare OpenAI - rivale della sua xAI - tramite una richiesta di fondi smisurata. Non è detto che ci riuscirà, ma è un altro dato che ci conferma che le dinamiche azionarie prevalgono sulla reale capacità di queste aziende di fare profitti tramite la cosiddetta Intelligenza Artificiale. Anna's Archive incassa alcuni provvedimenti contrari: viene tolto il suo dominio dal DNS, e viene ordinata la cancellazione dei dati provenienti da WorldCat. Cogliamo l'occasione per fare qualche riflessione sull'uso di Anna's Archive da parte delle Big Tech nel contesto della configurazione degli LLM. Nell'Unione Europea, il Digital Omnibus si dimostra sempre più un provvedimento a misura di grandi aziende, con molti provvedimenti frutto del lavoro di lobbying. In contemporanea, la Francia spinge la commissione europea a ricercare soluzioni open source per sviluppare soluzioni tecnologiche che non dipendano dagli Stati Uniti. Notiziole: * In California una nuova legge sulla privacy rende più facile cancellare i dati presenti e futuri. * I tagli di Trump portano la CBS (corporation finanziata dal pubblico che raccoglieva le emittenti radio e tv pubbliche) all'autoscioglimento. * Il Vietnam vieta gli spot non-skippabili più lunghi di 5 secondi * Nell'Idaho, USA, una legge per cercare nuove materie prime nel sottosuolo include una lunga lista di minerali, tra cui alcuni inesistenti * Nel North Dakota, USA, il servizio meteorologico sperimenta l'uso di Intelligenza Artificiale, e si ritrova con le previsioni per città che non esistono * Roblox prova ad usare un sistema automatico per verificare l'età dell* utenti, ma il sistema fallisce in un gran numero di modi  
Venezuela. La reazione cinese
Molti “tastieristi inquieti” hanno lamentato nei giorni scorsi che Cina e Russia non abbiano reagito con la forza militare all’attacco statunitense contro il Venezuela. Molti opinionisti mainstream hanno fatto la stessa operazione, ovviamente in chiave opposta, magnificando lo strapotere Usa e irridendo l’impotenza di Pechino. Un analista tedesco con intensi […] L'articolo Venezuela. La reazione cinese su Contropiano.
[entropia massima] Collettiva
Puntata 11 di EM, collettiva, presentiamo i filoni di approfondimento dei quattro cicli e parliamo di come negli Stati Uniti l'agenzia ICE, Immigration and Customs Enforcement, utilizzi i dati sanitari di milioni di persone come strumento di contrasto all’immigrazione. AntropoLogica quest'anno sarà interdisciplinare. Interverranno non solo antropologhe e antropologi, ma anche chi con loro lavora e si meticcia professionalmente, per analizzare i processi che studia attraverso varie lenti disciplinari. Per il ciclo Estrattivismo dei Dati, proponiamo una riflessione sulla trasformazione dei dati sanitari in strumenti di controllo e deportazione negli Stati Uniti. Un racconto sulla brutalità dell’ICE, sull’uso dei dati della sanità pubblica per colpire i più vulnerabili e sulla deriva punitiva dello Stato sociale. Cosa succede quando curarsi diventa pericoloso? Nelle prossime puntate di LSLS sarà ospite Marco Cuffaro ricercatore geofisico del CNR che ha partecipato all'ultima campagna oceonografica con un team norvegese nel Mar Artico. Oltre ad aver studiato una zona della dorsale atlantica tra le isole Svalbard e la Groenlandia, il team ha scoperto un giacimento di metano abiotico. In Emergenza0 continueremo ad affrontare tematiche relative all’interazione uomo-ambiente, con un’attenzione particolare ai processi geologici. Riparleremo della recente attività dell’Etna e del petrolio nel mondo.
[Le Dita nella Presa] Chiudere Internet o riempirlo di propaganda? (1/4: Puntata completa)
Puntata con aggiornamenti vari su disinformazione, censure, alleanze tra BigTech e Usa che mettono in crisi le nostre posizioni. A rallegrarci ci pensa Martha Root e la sua azione contro i siti di dating dei suprematisti bianchi. La disinformazione israeliana continua a trovare un alleato in Google: questa volta la campagna riguarda le ONG sotto attacco. Prosegue il braccio di ferro tra l'Agcom e Cloudflare riguardo al Piracy Shield e alla censura sul DNS: alla multa di Agcom, la risposta potrebbe arrivare dal governo Usa, di cui Cloudflare invoca la protezione. All'ultima edizione del CCC - Chaos Communication Congress - una delle presentazioni mostrava come ci si è potute infiltrare dentro ad un sito di dating di stampo suprematista, riservato a persone bianche, con l'uso di un chatbot. Come ciliegina sulla torta, i dati sono stati pubblicati e il sito cancellato. Concludiamo con un approfondimento sul blocco di Internet in Iran. Mentre le proteste vanno avanti, la sera dell'8 Gennaio il blocco è diventato pressoché totale: dall'Iran non c'è più connettività con altri paesi.
[Le Dita nella Presa] Shopping di inizio anno: saldi sulle risorse naturali (1/3: Puntata completa)
Il 2026 inizia con l'attacco al Venezuela, chiaramente motivato dal petrolio. Cosa si può dire di Taiwan? Quanto incide la produzione di chip sull'isola sugli equilibri geopolitici? Partiamo da lì, passiamo dai costi della RAM, e proviamo a fare qualche ragionamento sul tanto temuto (o auspicato?) scoppio della bolla dell'intelligenza artificiale. Notiziole: * In Uzbekistan, un leak nel sistema di sorveglianza delle automobili ne mostra il funzionamento e la pervasività * TikTok diventerà a guida Oracle, e le personalità più in vista sono decisamente schierate con il sionismo * L'Europa si accorge di essere alla mercé delle norme statunitensi (in particolare il Cloud Act) sull'accesso ai dati. Sarà la volta buona per sviluppare soluzioni alternative a quelle fornite dalle Big Tech statunitensi? * L'antitrust italiana sanziona Apple per delle regole sull'App Store riguardanti la privacy; e ordina a Meta di ammettere anche chatbot concorrenti su WhatsApp  
Valentina Tanni / Se abbandoniamo il “libretto delle istruzioni”
Dovendo incominciare  a descrivere questo libro semplice e perfetto – che arriva anche al tempo di un dibattito sulle intelligenze artificiali che investe, buoni ultimi, i settori dell’editoria e della cultura – diciamo che le “antimacchine” del titolo sono innanzitutto macchine inutili. Orientate a un uso improprio della tecnologia, a volte “filosofico”, altre estetico, pensate per la fruizione museale o,  altrove,  emerse come  tecnologia da strada, tutte,  nella loro diversità,  espongono un tratto comune:  mettere in crisi il nostro rapporto abitudinario con la tecnologia e la sua onnipresente narrazione. Delle “antimacchine”  diciamo anche: hanno accompagnato le molteplici pratiche dell’arte, non meno delle tattiche di resistenza umana, ma si sono  in fondo sempre richiamate a un semplice programma: opporre alla rispettabilità della macchina e al primato dell’ottimizzazione, la natura caotica e incontrollabile dell’esistenza. La loro non è infatti la riproposizione del luddismo, il conflitto aperto, né il rifiuto aprioristico della tecnica, ma semmai la via che Musil indicava un secolo fa come “senso della possibilità”. La definizione di “antimacchina”, che lo storico dell’arte Pontus Hultén ha coniato per l’opera di Tinguely, ma che in fondo si potrebbe far risalire a Duchamp stesso, finisce così al centro di una riflessione più ampia che Valentina Tanni estende ora all’agibilità politica ed esistenziale nelle nostre società del capitalismo avanzato: fluide, tecnologiche e fatalmente dominate dal mito della trasformazione digitale. Se il primato della tecnica monopolizza oggi lo spazio della strategia, imponendosi al vivente dall’altro di un monopolio,  al singolo e alle comunità,  prive di un reale potere negoziale,  restano, almeno nella premessa di questo ottimo saggio, le facoltà e l’ambito della tattica. In questa dimensione spesso sfuggente e invisibile, ma culturalmente cruciale – che sperimentiamo anche semplicemente quando inganniamo l’algoritmo, nascondendo contenuti “bannabili” dentro a un innocuo TikTok di cucina – impariamo così a diffidare di qualsiasi sociologia che interpreti esclusivamente in termini di adattamento e di passività le inclinazioni di una società industriale complessa. Ad ogni nuova tecnologia di consumo, per quanto opaco e “blindato” possa figurare il design della sua interfaccia, corrisponde nella pratica degli umani il momento della sua appropriazione  e del suo sovvertimento “tattico”. Che lo si chiami “trucco”, opera d’arte, hacking o, nel lessico dei vecchi situazionisti, détournement,  si tratta pur sempre  di un travisamento delle sue features. Dalle intuizioni che Bruno Munari precorre come designer alla paradossale Leave Me Alone Box di un cibernetico come Marvin Minsky (una scatola da cui, una volta aperta, esce una mano meccanica che la richiude immediatamente), dal jamming video che Nam June Paik applica alla scatola televisiva (anni ’60) alla prima installazione interattiva su laserdisc analogico (anni ’80), Tanni ricostruisce un quadro  affascinante e conciso delle tendenze e degli innumerevoli “dirottamenti” che a ogni nuova tornata tecnologica emergono  come  le cime di un continente segreto. Nella seconda metà il libro traccia anche una breve ma indicativa  storia sociale delle “antimacchine”, dedicando  un capitolo a ciascuna delle sue principali declinazioni: fotografia, videosorveglianza, games, tecnologie domestiche, software, piattaforme, robot e intelligenza artificiale. Va detto anche che i protagonisti di questa scena, artisti,  attivisti, hacker che in un momento di vertiginosa lucidità o di innocente follia hanno (re)inventato queste “macchine”, si mostrano in genere ben consapevoli dei limiti di un approccio puramente tattico alla tecnica. Consapevoli, soprattutto, della capacità della macchina economica e culturale di recuperare qualsiasi sperimentazione dentro alla dinamica della personalizzazione e della differenziazione dell’offerta. Non di meno, l’importanza di uno sguardo laterale rivolto alla tecnologia si conferma fondamentale,  oggi più che mai, in un momento in cui, come osserva l’autrice, «ogni nuova applicazione che arriva sul mercato è avvolta da un involucro narrativo fatto di promesse, speranze e credenze: il tecno ottimismo, ben sintetizzato dal manifesto di Marc Andreessen, non è solo un sistema di valori, è un dogma».   L'articolo Valentina Tanni / Se abbandoniamo il “libretto delle istruzioni” proviene da Pulp Magazine.
Rivolte senza rivoluzione
«Grande è la ricchezza di un mondo in agonia», scriveva Ernst Bloch. Per il momento, con l’iniziativa che è ancora nelle mani di Stati e tecnocrati, questa «agonia» è ricca soprattutto di disastri, di coercizioni e di guerre, il cui tessuto di silicio copre letteralmente la vista. Se quella di uscire progressivamente da questa «infermità sovra-equipaggiata», con l’accumulazione quantitativa delle lotte e delle forze, è un’illusione fuori tempo massimo, anche l’idea che gli scossoni delle rivolte riannodino improvvisamente i fili dell’esperienza umana e del giudizio critico risulta a suo modo consolatoria. Serve più che mai la lucidità di far proprie delle verità scomode. Ad esempio, che non c’è alcun progetto rivoluzionario bell’e pronto da ereditare dal passato; e che non esistono delle capacità umane meta-storiche su cui fare affidamento. Il dominio ha scavato a fondo. Non solo per estorcere sotto tortura i segreti della vita biologica, sfruttata fin nelle sue particelle sub-atomiche; ma anche per condizionare fin nell’intimo degli individui il senso della libertà. Nondimeno, le forme autoritarie di organizzazione fanno sempre più fatica a imporsi nei movimenti, e lo spazio-tempo dentro il quale questi si sviluppano tende ad assomigliarsi sul piano internazionale. Resta probabilmente vero quello che diceva Gustav Landauer, e cioè che nelle epoche di rottura i rivoluzionari nascono per germinazione spontanea. Ma questo non è necessariamente vero per le rivoluzioni. Continua a leggere→
Il Politico nella storia dell’analisi economica. Una discussione sulla nuova edizione di “Filosofia Economica” di Adelino Zanini – di Stefano Lucarelli
In questi tempi terribili cimentarsi con un testo dedicato alla relazione fra fondamenti economici e categorie politiche può sembrare il vezzo di un Don Ferrante, l’erudito manzoniano che dinanzi alla pestilenza si rifugia nelle riflessioni filosofiche: “Non ci son che due generi di cose: sostanze e accidenti; e se io provo che il contagio [...]
[Le Dita nella Presa] Sarà cambiata la musica? (1/4: Puntata completa)
Iniziamo con la multa della commissione europea ai danni di X: leggiamo le motivazioni e cerchiamo di capire se davvero, come alcuni dicono, è cambiata la musica per le Big Tech, con una Unione Europea più interventista. In Irlanda la ICCL apre un procedimento contro Microsoft presso la commissione per la protezione dei dati dell'Unione Europea per la fornitura di servizi all'esercito israeliano, in particolare l'esteso sistema di raccolta di tutte le intercettazioni di tutte le persone a Gaza. Quando la notizia è diventata pubblica, la Microsoft ha interrotto l'accordo (pur mantenendo molti altri legami con Israele). Usare le VPN tutela la vostra privacy? Dipende dalla VPN: il caso di Urban VPN Proxy è, come per tutte le VPN gratuite, negativo. Anna's Archive annuncia un backup completo di Spotify, con 300TB di musica e metadati. Si tratterebbe del più grande archivio pubblico di musica. Notiziole: * Nuovi poteri alla polizia di Berlino, soprattutto su tematiche legate all'acquisizione di dati, alla sorveglianza tramite malware, l'uso di bodycam e addirittura la possibilità di usare i dati raccolti in fase di indagine per addestrare l'intelligenza artificiale * In India il governo lancia la app di sorveglianza obbligatoria su ogni smartphone, ma il provvedimento dura 24 ore. * Ennesimo ban in Russia, proibito Roblox; è un altro avanzamento per RuNet, con crescente malcontento * No, l'IA non vi ruberà il lavoro. L'esperimento di far gestire una macchinetta per la vendita di bibite e snack ad un'intelligenza artificiale è un fallimento (per la ditta) su tutta la linea: bibite vendute a zero euro assieme a pesci vivi e cubi di metallo, crisi di identità per l'IA e il licenziamento di un Ceo virtuale * Ennesima frontiera dell'IoT: farsi spiare da dentro la tazza del bagno  
[entropia massima] Collettiva
Puntata 9 di EM, collettiva, parliamo di tecnologia e scienza. Negli Stati Uniti la rivoluzione dell’IA incontra la resistenza dei territori: miliardi di dollari in data center bloccati tra proteste locali, ambiente, energia e un inedito fronte bipartisan contro Big Tech. Nella seconda parte parliamo di vulcani. Due vulcani, due continenti, due contesti geologici opposti – Hayli Gubbi e Semeru – ma la stessa dinamica profonda: la Terra che, sotto pressioni diverse, trova sempre il modo di ricordarci quanto sia viva, instabile e interconnessa. Nella terza parte, parliamo di un ritrovamento di ossa a metà strada tra homo sapiens e neanderthal. Un bambino di 140.000 anni fa ci costringe a riscrivere la nostra origine: non una storia di purezza, ma di incontri, mescolanze e umanità condivisa.