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La deriva autoritaria contro la libertà di espressione in Italia e in Europa
In Europa, la situazione sta degenerando. Il Liberalismo appare superato nell’indifferenza dell’opinione pubblica e dei socialisti europei. L’onorevole Pina Picierno, forte della sua carica di vicepresidente del Parlamento UE, non perde occasione per lanciare strali diffamatori verso i “putiniani” d’Italia, sorretta, all’interno, dal senatore Carlo Calenda, e da qualche radicale […] L'articolo La deriva autoritaria contro la libertà di espressione in Italia e in Europa su Contropiano.
April 17, 2026
Contropiano
Meta accusata di monetizzare le piattaforme estremiste israeliane
Un nuovo rapporto del gruppo palestinese per i diritti digitali 7amleh accusa Meta di gestire un sistema a due livelli che monetizza l’incitamento alla violenza da parte dei coloni israeliani. Un sistema che esclude sistematicamente i palestinesi dagli stessi strumenti social generatrici di reddito. Il rapporto, pubblicato lunedì, rivela come Meta permetta a […] L'articolo Meta accusata di monetizzare le piattaforme estremiste israeliane su Contropiano.
April 17, 2026
Contropiano
CONTRO LA CENSURA DEL DISSENSO STAFFETTA RADIO SU ONDA ROSSA, ONDA D’URTO, BLACKOUT, CITTÀ FUJIKO E CIROMA
Le Radio indipendenti Onda Rossa, Onda d’Urto, Blackout, Ciroma e Città Fujiko hanno organizzato per domenica 18 aprile 2026 una staffetta radiofonica che verrà trasmessa contemporaneamente su tutte le nostre piattaforme di streaming e FM. Si va in onda a partire dalle ore 9 e fino alle ore 14 di domenica, con un tam-tam di voci, interviste, dirette e approfondimenti a tema censura e dissenso. La staffetta radiofonica verrà diffusa dalle sedi radio di Roma, Brescia, Cosenza, Bologna e Torino, ma attraverso lo streaming si potrà ascoltare da ogni angolo d’Italia (e fuori). Le nostre radio hanno storie decennali che spesso si sono intersecate. Rappresentano oggi una fetta dell’informazione vitale e variegata, voce di movimenti e lotte, di cultura e musica underground, di un mezzo mediatico libero, slegato dalle logiche commerciali, del profitto dei grandi padroni dell’informazione. Ognuna delle nostre emittenti ha visto negli ultimi anni acuirsi tentativi di censura e di controllo, contro le stesse radio e contro chi parlava ai nostri microfoni. Così come i movimenti sociali in Italia subiscono con sempre più ferocia una repressione del dissenso, tanto i nostri mezzi di informazione indipendente sono sotto la lente del controllo. Per questo, domenica 19 aprile 2026, abbiamo organizzato congiuntamente una staffetta radiofonica così strutturata: * dalle h 9 alle h 10 – Radio Città Fujiko (Bologna) – FM 103.1, streaming radiocittafujiko.it * dalle h 10 alle h 11 – Radio Onda Rossa (Roma) – FM 87.9, streaming ondarossa.info * dalle h 11 alle h 12 – Radio Onda d’Urto (Brescia) – FM 99.6, streaming radiondadurto.org * dalle h 12 alle h 13 – Radio Ciroma (Cosenza) – FM 105.7, streaming ciroma.org * dalle h 13 alle h 14 – Radio Blackout (Torino) – FM 105.25, streaming radioblackout.org NB. Ogni radio manderà in onda l’intera diretta. Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi. Vittorio Arrigoni (Besana in Brianza, 4 febbraio 1975 – Gaza, 15 aprile 2011)
April 15, 2026
Radio Onda d`Urto
L’Ordine dei giornalisti rifiuta la definizione di antisemitismo dell’IHRA
Il 31 marzo il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato una mozione che rappresenta una presa di posizione a favore della correttezza deontologica e della difesa della libertà di parola, contro la censura e la repressione di qualsiasi tipo di critica all’operato criminale dello Stato di Israele. A inizio […] L'articolo L’Ordine dei giornalisti rifiuta la definizione di antisemitismo dell’IHRA su Contropiano.
April 3, 2026
Contropiano
Le guerra delle parole e nelle parole
Ci sono parecchie cose a non quadrare nell’andamento della guerra in corso in Medio Oriente. Tra queste c’è la guerra delle e nelle parole utilizzate sui media mainstream per raccontare cosa sta accadendo. Cominciamo dall’informazione secondo cui gli attacchi israeliani e statunitensi sull’Iran “colpiscono gli obiettivi”, mentre i missili iraniani […] L'articolo Le guerra delle parole e nelle parole su Contropiano.
March 27, 2026
Contropiano
Perché non arrivano immagini o video dalle città israeliane bombardate?
Siamo letteralmente invasi da immagini e video palesemente fake o create con AI che giungono da Israele o dall’Iran. Mai come in questa guerra la visibilità è così scarsa. Molti condividono senza capire il danno che fanno all’informazione cadendo così nel tranello della “nebbia militare” dove, se tutto può essere […] L'articolo Perché non arrivano immagini o video dalle città israeliane bombardate? su Contropiano.
March 14, 2026
Contropiano
La Toronto Film Critics Association cade sulla censura della solidarietà con la Palestina
La Toronto Film Critics Association è finita in una crisi senza precedenti dopo che più di un terzo dei suoi membri si è dimesso per protestare contro la rimozione di un paragrafo che esprimeva solidarietà al popolo palestinese dal discorso di accettazione del premio come Miglior Attrice Non Protagonista in un film canadese per il suo ruolo in “Sweet Angel Baby” inviato dalla regista e attrice indigena canadese Ellie Maiga Taylorvers. La cerimonia di premiazione si è tenuta il 2 marzo 2026. Taylorvers aveva inviato un discorso di ringraziamento videoregistrato da mostrare durante l’evento, ma la versione presentata al pubblico era incompleta, poiché Taylorvers ha scoperto in seguito che la parte in cui esprimeva solidarietà ai palestinesi era stata tagliata. Nella trascrizione completa pubblicata da Exclaim, l’attrice afferma: “Il mio cuore è rivolto al popolo palestinese che sta attraversando questa tragedia.” L’artista ha accusato l’associazione di aver censurato direttamente i suoi testi, sostenendo che le cancellazioni sono state effettuate a sua insaputa o senza il suo consenso. In una lettera all’associazione, i cui dettagli sono stati riportati dai media canadesi, ha sottolineato – secondo il sito web Vulture – che la neutralità in tali momenti è “una forma di violenza” e che astenersi dal prendere posizione politica è di per sé una presa di posizione. Taylorvers ha annunciato la restituzione del premio, sostenendo il diritto degli artisti di esprimere le proprie opinioni, in particolare su questioni umanitarie, trasformando così la questione da una modifica alla durata di un video a una prova dell’impegno dell’organizzazione per la libertà di espressione. L’associazione ha risposto con una dichiarazione ufficiale affermando che i discorsi erano stati abbreviati per motivi organizzativi legati al controllo della durata della cerimonia. L’allora presidente dell’associazione, Joanna Schneller, ha spiegato che l’abbreviazione del discorso di Taylorvers era una decisione personale per mantenere la durata del programma. Questa giustificazione non è riuscita a convincere gran parte dei membri, poiché molti hanno trovato poco convincente la scusa dei “limiti di tempo”, soprattutto perché questa pratica non era comune in passato. Almeno 16 dei 46 membri hanno annunciato rapidamente le loro dimissioni, tra cui noti critici dell’industria cinematografica canadese. Con l’aumentare dell’ondata di proteste, la direttrice dell’associazione ha annunciato le sue dimissioni nel tentativo di contenere la crisi, ma la mossa non ha fermato l’emorragia di dimissioni, né ha ripristinato rapidamente la fiducia nell’organizzazione. La crisi è andata oltre l’associazione, trasformandosi in un dibattito più ampio sulla scena culturale canadese su come le istituzioni artistiche affrontano le posizioni politiche degli artisti, soprattutto quando si tratta della Palestina e di delicate questioni internazionali. Quanto accaduto contraddice i valori che le istituzioni culturali affermano di difendere, poiché “difendere la libertà di espressione artistica è incompatibile con la censura del discorso di un artista al momento della ricezione di un premio”. Oggi la Toronto Film Critics Association, fondata nel 1997 e i cui premi sono tra i più prestigiosi del Canada, si trova ad affrontare una vera e propria crisi di fiducia. Gli osservatori ritengono che ciò che è iniziato come la modifica di un breve paragrafo del discorso di un artista abbia rivelato una divisione più profonda all’interno dell’establishment culturale riguardo al rapporto tra arte e politica e ai limiti della responsabilità etica delle istituzioni critiche nei confronti della libertà di espressione. ANBAMED
March 9, 2026
Pressenza