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Il paradiso dell’informazione francese
Un grande grazie a France 2 e M6 per aver ignorato la nostra manifestazione di massa e le nostre proposte a Clermont-Ferrand. Vi invieremo la lista dei bidoni della spazzatura in fiamme così non perderanno nulla delle notizie. Sarà così per l’intera campagna presidenziale? L'articolo Il paradiso dell’informazione francese su Contropiano.
October 13, 2026
Contropiano
Bottega: cronache di una migrazione annunciata (2/2)
di jolek78 Mettere su un servizio è un lavoro che conosco. Spiegare a cosa serve, no. Il collettivo della Bottega mi ha chiesto, legittimamente, alcune cose semplici: la newsletter che parte; il sito che si apre; il contatore che dice quanti leggono. Io ho risposto con container, relay, DMARC, log. Sono risposte giuste che nessuno aveva chiesto, formulate in una
La storia della Palestina in qualche sala
(visti da Francesco Masala) al cinema i film di Tommaso Landucci e Annemarie Jacir, Qassam Muaddi ha visto il film palestinese a Ramallah, la censura di meta a Virginia Woolf,  un corto di Jonatan Etzler, aggiornamenti su Naza in sala, l’origine della coppa Volpi, l’opinione di Federico Greco su Odissea, e qualche numero sul colonialismo Usa nelle sale italiane I
September 28, 2026
La Bottega del Barbieri
Roma. Il canale “Rumore Popolare” denuncia un tentativo di censura
Il format “Rumore Popolare” che su vari canali social produce trasmissioni di inchiesta e controinformazione, ha denunciato il tentativo di censura delle sue attività. Il nodo del contendere riguarda l’ipotetico plagio e l’abuso di materiali protetti da copyright. I promotori dell’iniziativa di informazione indipendente, però, affermano che si tratta di […] L'articolo Roma. Il canale “Rumore Popolare” denuncia un tentativo di censura su Contropiano.
September 23, 2026
Contropiano
Attacco intimidatorio contro Sensibili alle Foglie…
… per il libro su sionismo e nazismo (da Osservatorio Repressione) La richiesta di rimuovere il libro di Francesco Lazzeri mostra il terreno su cui agisce il DDL Romeo: confondere antisionismo e antisemitismo per restringere la critica a Israele e la solidarietà con la Palestina. Non c’è un decreto di sequestro, non c’è una sentenza che abbia dichiarato illegale il
September 21, 2026
La Bottega del Barbieri
Storia dell’istituzione del 4 novembre e invito all’assemblea online di condivisione e rilancio delle iniziative autunnali
MARTEDÌ 22 SETTEMBRE, ORE 18:00 ASSEMBLEA ONLINE, CLICCA QUI PER COLLEGARTI Vi invitiamo a partecipare all’assemblea online di martedì 22 settembre per le campagne autunnali contro la militarizzazione delle scuole e delle università. In particolare, l’assemblea sarà un’occasione per iniziare a organizzare insieme la mobilitazione di quest’anno contro il 4 novembre. Altri punti che intendiamo discutere sono: il lancio nei territori della petizione de La conoscenza non marcia, una campagna social per l’obiezione di coscienza per sensibilizzare contro il ritorno della leva in qualsiasi sua forma e la possibilità per i vari territori di organizzare convegni locali di formazione e/o altre iniziative con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. I fatti del 4 novembre scorso, come pure tutte le intimidazioni che seguirono nell’anno puntando all’autocensura del corpo docente sul tema del genocidio del popolo palestinese, sono indicativi di quanto la scuola sia centrale per un apparato statale che oggi opera per il ritorno della guerra. L’atto censorio e repressivo compiuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nei confronti dell’Osservatorio, dell’ente formativo accreditato CESTES e delle e degli oltre duemila docenti iscritte al corso di formazione è emblematico. Di fatto, il Ministero annullò “dall’alto” e con pochi giorni d’anticipo il convegno di formazione “la scuola non si arruola” che già era stato ufficialmente approvato da tempo. Per parteciparvi, le e i docenti potevano richiedere permesso ai fini formativi proprio il 4 novembre e così non solo evitare di accompagnare le proprie classi all’alzabandiera di turno, ma anche formarsi e approfondire il tema della militarizzazione di scuola, università e società. Naturalmente la motivazione addotta non fu questa, ma piuttosto che (si cita testualmente il decreto): «L’iniziativa “La scuola non si arruola” non appare coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente presentando contenuti e finalità estranei agli ambiti formativi riconducibili alle competenze professionali dei docenti, così come definite nel CCNL scuola e nell’Allegato 1 della Direttiva 170/2016». Il MIM stava sostanzialmente dicendo che un corso che ha come oggetto un tema estremamente attuale come la guerra e se l’educazione debba essere educazione alla pace e al rifiuto delle armi come soluzione dei conflitti non è oggetto di dibattito pedagogico, nonostante l’articolo 11 della Costituzione, per cui l’Italia ripudia la guerra. E il 4 novembre purtroppo si inserisce bene nel momemto storico che stiamo vivendo. Venne istituito nel 1921 per celebrare una “vittoria” in una guerra mondiale al cui scoppio la governance, come diremmo oggi, dell’Italia di allora aveva contribuito attivamente. Guerra mondiale che già nel 1917 papa Benedetto XV definiva “un’inutile strage” e che portò la morte di oltre seicentomila soldati e oltre un milione di civili italiani. Questo per rimanere sul piano “patriottico” per come inteso da chi il 4 novembre insiste per addobbarlo a festa. I numeri salgono se si passa al piano dell’essere umano come essere a cui decidiamo di riconoscere il diritto alla vita: le stime delle morti causate dalla Prima Guerra Mondiale sono tra i diciassette e i sessantacinque milioni. Fu negli anni sessanta, come parte di quel movimento di massa che portò anche alla legge del 1972 per praticare l’obiezione di coscienza attraverso il servizio civile, che le celebrazioni del 4 novembre cominciarono a venire sempre più contestate. Fino a che, nel 1977, il 4 novembre smise di essere giorno festivo e le celebrazioni furono spostate alla prima domenica di novembre. Nel frattempo però i primi segnali di diffondere la “cultura della Difesa” cominciarono ad apparire nel discorso istituzionale: per esempio nel 2007 in occasione della riforma dei servizi segreti e nel 2014 con il primo protocollo d’intesa tra Ministero dell’Istruzione e Forze Armate. Così, al centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, compare sul sito del Ministero della Difesa la prima campagna per il 4 novembre e nelle sedi istituzionali cominciano le celebrazioni in pompa magna. Fino al 24 maggio 2022, quando Roberta Pinotti annuncia in Senato un disegno di legge di due soli articoli. Il primo è per sancire la reistituzione della “Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate” e il secondo per aprirle la porta delle scuole: > «Art. 2. Per celebrare la Giornata di cui all’articolo 1, le istituzioni > nazionali, regionali e locali e gli istituti scolastici di ogni ordine e grado > organizzano cerimonie, eventi e incontri su temi dell’Unità nazionale, della > difesa della Patria e del ruolo delle Forze armate nell’ordinamento della > Repubblica». Poi “cambia il governo ma non il risultato” e ciò che è diventato minoranza subito si prodiga per continuare il suo operato. Lo stesso disegno di legge resurge quindi il 7 novembre in Senato e viene approvato il 13 luglio 2023. Alla Camera invece è la maggioranza che prende il testimone, per un eccellente “lavoro di squadra” che culmina nella legge numero 27 dell’1 marzo 2024. Ne riportiamo l’Articolo 2. > «1. Per celebrare la Giornata di cui all’articolo 1, le istituzioni nazionali, > regionali e locali e gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, nel > rispetto dell’autonomia scolastica, possono promuovere e organizzare > cerimonie, eventi, incontri, conferenze storiche, mostre fotografiche e > testimonianze sui temi dell’Unita’ nazionale, della difesa della Patria, > nonche’ sul ruolo delle Forze armate nell’ordinamento della Repubblica, anche > con riferimento alle specificita’ storiche e territoriali. > 2. Al fine di sensibilizzare gli studenti sul ruolo quotidiano che le Forze > armate svolgono per la collettivita’ in favore della realizzazione della pace, > della sicurezza nazionale e internazionale e della salvaguardia delle libere > istituzioni e nei campi della pubblica utilita’ e della tutela ambientale, le > iniziative degli istituti scolastici sono volte a far conoscere le attivita’ > alle quali concorrono le Forze armate nell’ambito del servizio nazionale della > protezione civile, per fronteggiare situazioni di pubblica calamita’ e di > straordinaria necessita’ e urgenza, in ambito umanitario, in caso di conflitti > armati e nel corso delle operazioni di mantenimento e ristabilimento della > pace e della sicurezza internazionale, e negli ambiti di prevenzione e di > contrasto della criminalita’ e del terrorismo nonche’ di cura e soccorso ai > rifugiati e ai profughi». Anche alla luce di queste considerazioni, il 4 novembre scorso come Osservatorio e di concerto con le relatrici e i relatori decidemmo di mantenere il convegno (gli interventi sono disponibili qui). Questa azione di rifiuto della guerra e della penetrazione del militare nel mondo dell’educazione continuò nel pomeriggio, come avevamo organizzato con realtà e persone di vari territori nelle precedenti assemblee, grazie alle mobilitazioni che vennero organizzate in 38 piazze… Un altro lavoro di squadra. L’assemblea del prossimo 22 settembre si inserisce e porta avanti questo percorso. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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