Tag - antisemitismo

“Il mio partito Laburista non era antisemita” Corbyn dà il benservito a Starmer
L’ex leader laburista Jeremy Corbyn ha condannato il suo successore, il primo ministro dimissionario Keir Starmer, di aver ancora una volta dichiarato falsamente che il partito laburista fosse “istituzionalmente antisemita” sotto la leadership di Corbyn. In una intervista Starmer ha ricordato il suo periodo alla Camera dei Comuni come leader […] L'articolo “Il mio partito Laburista non era antisemita” Corbyn dà il benservito a Starmer su Contropiano.
July 18, 2026
Contropiano
Francia. Rinviato a ottobre il processo contro l’europarlamentare Rima Hassan
E’ stato rinviato al 19 e 20 ottobre il processo contro la europarlamentare di France Insoumise Rima Hassan accusata di apologia di terrorismo. Rima Hassan è stata fermata il 2 aprile 2026 e tenuta in custodia per alcune ore, con l’accusa di “apologia di terrorismo” per aver citato in suo post su […] L'articolo Francia. Rinviato a ottobre il processo contro l’europarlamentare Rima Hassan su Contropiano.
July 14, 2026
Contropiano
Il British Museum cancella la Palestina su pressione sionista
Il British Museum ha mentito pubblicamente per coprire un’operazione di revisionismo storico, risultato di una forte pressione sionista. È questa la pesante conclusione a cui giunge un’inchiesta della testata giornalistica Middle East Eye, basata su documenti interni ed email ottenute tramite una una semplice richiesta di accesso agli atti. Insomma, […] L'articolo Il British Museum cancella la Palestina su pressione sionista su Contropiano.
July 3, 2026
Contropiano
Legge Romeo e confusione tra antisemitismo e antisionismo: opuscolo chiarificatore
Pubblichiamo un interessante opuscolo, intitolato “Antisionismo non è antisemitismo”, stampato nel marzo 2026 in cui si critica duramente i disegni di legge (DDL) italiani volti a contrastare l’antisemitismo, ribattezzati nel testo come norme “salva-sionismo”. Oggetto della critica è la definizione di antisemitismo, infatti il testo contesta l’adozione ufficiale della definizione di dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) da parte delle istituzioni italiane. La definizione confonde intenzionalmente la legittima critica politica allo Stato di Israele o al sionismo con l’antisemitismo. In particolare, vengono presi in esame diversi DDL presentati in modo trasversale da esponenti di vari schieramenti politici (tra cui Gasparri, Delrio, Scalfarotto e Romeo) e poi alla fine si descrive il voto del 4 marzo 2026, in cui il Senato ha approvato il DDL Romeo con 105 voti favorevoli. Il testo sottolinea la convergenza sul tema tra le forze di maggioranza e parte dell’opposizione (come Italia Viva, Azione e alcuni esponenti del PD). L’opuscolo denuncia quello che viene definito un “approccio sistemico” e securitario dello Stato, che si articolerebbe attraverso: * Scuola e Università: Obblighi di formazione per i docenti basati sui dettami IHRA, monitoraggio delle opinioni degli studenti e revisione dei libri di testo;. * Forze dell’ordine e Magistratura: Corsi specifici per identificare i reati con matrice antisemita; * Web e Sport: Inserimento di clausole contro l’antisemitismo nei codici etici delle piattaforme social, del CONI e della FIGC; * Dossieraggio: Monitoraggio e catalogazione degli “hate incidents” (episodi d’odio), anche quando non superano la soglia del reato penale. Alla fine, emerge che le modifiche apportate al testo in Commissione (come l’eliminazione dei divieti preventivi di manifestazione e di alcune sanzioni penali immediate) siano solo di facciata, pensate per evitare rilievi di incostituzionalità, ma le nuove norme servirebbero in realtà a tutelare gli interessi geopolitici occidentali, reprimere il dissenso delle classi subalterne e criminalizzare il movimento di solidarietà con la Palestina. Sulla questione della confusione pregiudiziale tra antisemitismo e antisionismo segnaliamo anche l’ottimo articolo scritto da Terry Silvestrini a questo link. L’opuscolo si chiude con un appello alla mobilitazione e alla lotta nelle piazze contro questo impianto normativo. Opuscolo antisionismoDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Tribunale federale respinge le accuse contro attivisti filopalestinesi: l’antisionismo non è antisemitismo
In un’importante vittoria per la libertà di espressione, un tribunale federale ha respinto definitivamente tutte le accuse di cospirazione contro i diritti civili mosse contro The People’s Forum e altri imputati a seguito dell’occupazione, nell’aprile 2024, della Hamilton Hall — Hind’s Hall — alla Columbia University. La sentenza è una rivendicazione del diritto del People’s Forum (TPF) e di altri di condannare i crimini di guerra e il genocidio compiuti da Israele e sostenuti dagli Stati Uniti e di appoggiare gli studenti che chiedono il disinvestimento. Il Partnership for Civil Justice Fund (PCJF) ha rappresentato il People’s Forum nel contenzioso. In una sentenza emessa il 1° giugno 2026, la giudice Colleen McMahon della Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York ha respinto tutte le richieste federali ai sensi degli articoli 42 U.S.C. §1985(3) e §1986. La causa, ora respinta, era stata intentata dal Louis D. Brandeis Center for Human Rights Under Law e dallo studio legale Torridon per conto di due dipendenti della Columbia University. Il Brandeis Center ha sostenuto che il fatto che il TPF esercitasse la libertà di parola per sostenere gli studenti accampati, invocare il disinvestimento da Israele e condannare la violenza israeliana costituisse un atto di odio antisemita. Il PCJF ha sostenuto che il Brandeis Center stava confondendo l’antisionismo, un punto di vista politico protetto, con l’antisemitismo nel tentativo di reprimere e sopprimere coloro che si oppongono al sionismo o che condannano i crimini e il genocidio israeliani. La Corte ha respinto categoricamente le argomentazioni dei ricorrenti, stabilendo che non erano riusciti a dimostrare la fondatezza di nessuna delle accuse mosse contro il TPF. La Corte ha respinto la tesi centrale dei ricorrenti secondo, cui l’opposizione al sionismo o alla politica del governo israeliano costituisce prova di un sentimento antisemita. Adottando un precedente della Corte d’Appello del Primo Circuito, il giudice McMahon ha affermato che «la scelta di criticare le azioni di Israele a Gaza non manifesta necessariamente antisemitismo», e ha osservato che le opinioni sulle politiche di Israele differiscono «anche tra ebrei e israeliani». La Corte ha giustamente osservato che persino «la stessa comunità ebraica è divisa sul fatto che l’antisionismo sia intrinsecamente antisemita». «L’equiparazione dell’antisionismo all’antisemitismo è una tattica politica volta a mettere a tacere e penalizzare coloro che, come The People’s Forum, sono solidali con la popolazione di Gaza e della Palestina. Questa sentenza chiarisce che il TPF è pienamente nel suo diritto di difendere i diritti umani e civili e di opporsi al genocidio. Si tratta di una schiacciante vittoria per la libertà di parola», ha affermato Carl Messineo, direttore legale del PCJF e consulente legale del TPF. «Il rigetto da parte della Corte di questo atto di guerra ideologica inteso a mettere a tacere i punti di vista filopalestinesi è una vittoria decisiva per la libertà di parola. Come ha riconosciuto la Corte, la critica a Israele e alla sua guerra contro Gaza è un discorso politico che ha diritto alla protezione del Primo Emendamento. Non esiste un’eccezione palestinese al Primo Emendamento», ha affermato Sarah Taitz, avvocato dello staff del PCJF e consulente legale nel contenzioso. «Questa causa fa parte di un attacco ideologico organizzato contro il movimento per la giustizia per il popolo palestinese, compresa l’opposizione al genocidio sostenuto dagli Stati Uniti. Abbiamo assistito a un flusso costante di questo tipo di cause legali motivate politicamente e prive di fondamento in tutto il Paese», ha dichiarato Mara Verheyden-Hilliard, direttrice esecutiva del PCJF e consulente legale nel contenzioso. “Siamo molto lieti di vedere che questo attacco alla libertà di parola attraverso l’abuso del sistema giudiziario sia stato alla fine respinto. Continueremo a lottare in difesa del Primo Emendamento e contro questo assalto motivato politicamente”. The People’s Forum ha dichiarato: “Accogliamo con favore la decisione del tribunale, che afferma un principio fondamentale del Primo Emendamento: le organizzazioni non possono essere penalizzate per aver intrapreso attività protette di libertà di espressione. Cause legali come questa hanno lo scopo di mettere a tacere organizzazioni come la nostra prosciugando le risorse di chi alza la voce. Speriamo che questa sentenza scoraggi altri dall’utilizzare il sistema legale per sopprimere il movimento in solidarietà con la Palestina. L’antisionismo non è antisemitismo, e nessuna causa legale può cambiare questo fatto. The People’s Forum è grato al nostro team legale e a tutti coloro che si schierano dalla parte giusta della storia.” Tutte le accuse contro The People’s Forum sono state respinte con pregiudizio, con la Corte che ha negato l’autorizzazione a modificare la denuncia definendola “inutile”. Il Partnership for Civil Justice Fund (PCJF) è un’organizzazione per la libertà di parola, i diritti costituzionali e i diritti civili che da oltre 30 anni rappresenta migliaia di individui e organizzazioni in difesa dei diritti costituzionali in tutti gli Stati Uniti. Il PCJF ha sede a Washington, D.C., con un ufficio sulla costa occidentale a Oakland, in California. Per ulteriori informazioni, visitate www.justiceonline.org o seguiteci su Bluesky, X e Instagram: @thePCJF.   Redazione Italia
June 10, 2026
Pressenza
Antisemitismo di ritorno, “grazie” a Israele
Conoscete bene quel refrain “odio dire che ve l’avevo detto, ma l’avevo detto”… Fin dall’inizio del genocidio dei palestinesi di Gaza – ben prima dei raid dei coloni in Cisgiordania (con l’appoggio esplicito dell’Idf), due anni prima della guerra all’Iran e dell’ennesima invasione del Libano, quando ancora della Sumud Flotilla […] L'articolo Antisemitismo di ritorno, “grazie” a Israele su Contropiano.
May 19, 2026
Contropiano
Paul Grüninger: il coraggio di disobbedire
  di Bruno Lai 12 maggio 1938: Paul Grüninger viene licenziato per aver fatto del bene. Paul Grüninger è una figura straordinaria, un uomo che paga un prezzo altissimo per seguire la propria coscienza anziché gli ordini burocratici. Prima di diventare un poliziotto ed un eroe, è un calciatore di ottimo livello. Grande appassionato di calcio, all’inizio del Novecento gioca
Firenze per la Palestina. Antisionisti e antifascisti sempre, antisemiti mai!
A seguito di alcuni articoli di giornale che compiono associazioni del tutto arbitrarie sul clima in città ribadiamo che Firenze per la Palestina è un movimento popolare antirazzista, antifascista quindi coerentemente antisionista, che niente ha a che spartire con qualsivoglia forma di antisemitismo che mai ha incoraggiato né sostenuto. Le […] L'articolo Firenze per la Palestina. Antisionisti e antifascisti sempre, antisemiti mai! su Contropiano.
May 6, 2026
Contropiano