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Data, Wittgenstein e il nostro piccolo ego al…
… al centro dell’universo. Ma non dire gatto (o polipo o leone o IA o androide) se quello ti può prendere per un ratto. di Fabrizio Melodia, “Astrofilosofo” per laurea e hobby L’umanità non ha il monopolio dell’intelligenza. E forse nemmeno dell’humanitas. Eppure la maggior parte degli esseri umani continua a sentirsi al/il centro dell’universo. Lo facciamo da millenni. Prima abbiamo
October 16, 2026
La Bottega del Barbieri
“Propal”: la parola indegna
Vorrei spiegare cosa implica e addensa la paola “Propal” e perché non fa onore a chi la usa per il significato sotterraneo che nasconde. Per illustrare questa tesi propongo un esperimento mentale ricorrendo alla Shoah, l’evento genocidario che costò la vita a milioni di ebrei. Poniamo allora che si fosse diffusa in quel tempo, la dizione “Proebreo” in analogia con “Propal”, per indicare coloro che volevano difendere gli ebrei e si opponevano al loro sterminio. Non so se questo termine sia circolato davvero negli ambienti nazisti per indicare gli “insopportabili” difensori degli ebrei ma il termine non fu mai adottato in alcun paese. Questo perché la stragrande maggioranza della popolazione mondiale ( salvo gli antisemiti conclamati) ha riconosciuto e solidarizzato con le vittime del genocidio e quella solidarietà non poteva indicare una piccola parte ma l’intera popolazione e nessuno poteva additare i pro-ebrei con sufficienza, come si fa oggi con i “Propal”, perchè chi avesse usato quel termine sarebbe un accecato razzista. Il termine “ Propal” simmetricamente analogo al termine “Proebreo” si è diffuso ma a guardare bene cosa rappresenta si scopre che si può usare solo se viene negato non solo il genocidio dei Palestinesi ma anche i due crimini minori, quello contro l’umanità e il semplice crimine di guerra. Infatti qualunque popolo che subisse crimini da parte di un altro popolo e specialmente da uno stato con un esercito potentissimo meriterebbe solidarietà mentre il termine “propal” indica quella parte di popolo a favore dei Palestinesi ben distinta da chi usa quel termine con l’evidente intento di ghettizzare e separare quelle posizioni da chi Propal non è perché – questo è il ragionamento sotterraneo – non ci sarebbe ragione di difendere i Palestinesi. Ma come si può sostenere che in quella zona non ci sia una condotta criminale? Basterebbe guardare google maps . Si può discutere e perfino negare il genocidio ma non si possono negare la crudeltà, la distruzione e la violenza brutale nei confronti della popolazione perché questo implicherebbe una colossale rimozione e distorsione che è appunto il processo in atto presso le masse occidentali. Quando gli esponenti più alti dello stato di Israele dicono che tutta la nazione palestinese è colpevole e quindi sarebbe giusta la loro micidiale reazione, anche colui che approva moralmente o politicamente dovrebbe provare qualcosa per le vittime ma si non prova nulla e la parola “Propal” serve proprio a evitare di provare qualcosa stabilendo una distanza sociale. Ecco perché il termine è disonorevole per chi lo usa che lo può sostenere solo sul negazionismo e sulla rimozione conditi col realismo geopolitico:”la vita è così!”. I propal dunque sarebbero una minoranza che nell’immaginario dominante dell’uomo medio occidentale, sarebbero estremisti di sinistra o filoislamici amici dei terroristi. Il termine è disonorevole perché implicitamente afferma che non c’è da solidarizzare col popolo che ha il massimo mondiale dei bambini amputati e il massimo mondiale dei minori in carcere tra altri record raccapriccianti. Chi usa questo termine prendendo le debite distanze ( loro, i “Propal”…) afferma che è possibile non essere “Propal”, è possibile restare neutri e quindi appoggiare la reazione spropositata e criminale dell’ esercito israeliano. Le parole fanno cultura e, come sanno bene gli strutturalisti, costruiscono la realtà: ogni parola, attraverso accezioni e nuances, veicola realtà sotterranee che il linguaggio occulta perché inconfessabili. La parola “Propal” mostra prima di tutto la rozzezza morale di chi la usa per il negazionismo sotterraneo che implica. E’ una parola che sintetizza il peggio dell’occidente, il noi implicito di bianchi occidentali che non abbiamo nulla a che vedere con i Palestinesi, di cui non vediamo la tragedia che riproduce, nel XXI secolo, le nefandezze coloniali che ritornano dal passato dal quale si sperava di averle relegate, quelle contro gli Herero, contro gli Armeni fino all’olocausto. No quelle nefandezze sono attuali, rappresentate dalle bombe di 900 chili sganciate sui civili che uccidono o feriscono in un raggio di 350 metri; rappresentate dagli algoritmi che uccidono intere famiglie: chi subisce un simile trattamento non merita nemmeno pietà, che è roba da “Propal”. Comprendiamo allora come questa parola riveli quella muffa della nostra anima che si ispessisce senza essere vista e che combatte subdolamente proprio i valori scaturiti dall’occidente stesso: i diritti umani, la pace, la nonviolenza, il diritto umanitario. di Giuseppe Polistena Redazione Milano
October 12, 2026
Pressenza
L’istruzione dell’immaginazione
Il linguaggio è una tecnologia sociale nata per superare il divario tra le esperienze private degli individui. A differenza degli altri sistemi di… L'articolo L’istruzione dell’immaginazione sembra essere il primo su L'INDISCRETO.
October 5, 2026
L'INDISCRETO
Verbi e declinazioni possibili
di Mauro Armanino Le parole che usiamo raccontano il mondo che stiamo costruendo. Tra armarsi, controllare, respingere e punire, Mauro Armanino riscopre un verbo semplice e radicale: scegliere da che …
September 28, 2026
Osservatorio Repressione
Connessione e congiunzione nel pensiero di Franco Bifo Berardi – di Antonio Semproni
Le riflessioni di Franco Bifo Berardi su connessione e congiunzione risultano indispensabili per comprendere come la tecnologia (prima elettronica, poi digitale) ha ristrutturato la mente umana e le nostre facoltà di empatizzare e di trarre significato da tutto quanto esonda dal linguaggio espresso. Questa ristrutturazione è funzionale a ridurre l’essere umano a un automa [...]
September 21, 2026
Effimera
Il Comune di Rezzato (BS) parla il linguaggio della pace
Il Comune di Rezzato (BS) con il progetto “PratiCAA” (Comunicazione Aumentativa Alternativa) nelle mense, ma anche nei parchi pubblici, utilizzando simboli e immagini facili da capire per aiutare anche chi ha difficoltà di comunicazione, propone un linguaggio di pace. Si parte dunque dal presupposto che la “pace” si può insegnare: in fondo, molto semplicemente, è una modalità relazionale tra gli esseri umani che parte da una comunicazione tra di essi che evita il muro contro muro rappresentato, appunto, dalla guerra. Dal conflitto, inteso non come un’anomalia o una “malattia” della società, da evitare o reprimere, ma come una modalità relazionale accesa e vistosamente animata, o a volte comprensibilmente violenta, la cultura odierna propone, invece, il passaggio quasi ineludibile, al conflitto armato giustificandolo, spesso, con la banalizzazione del detto latino “si vis pacem para bellum“, (cioè “se vuoi la pace prepara la guerra”) ispirato da un passo dello scrittore romano Vegezio (IV-V secolo d.C.), che scriveva precisamente: “Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum“. Dopo le mense scolastiche, l’uso di questo linguaggio universale è stato esteso ai principali parchi gioco della città per rendere ogni spazio davvero accessibile (https://www.facebook.com/share/p/1Jo2JE7Qwh/). All’interno delle aree verdi (a partire dal Parco dei Giusti a Virle, per poi estendersi ai parchi Ferrari, Gennari e Donatori di Sangue) sono stati installati grandi pannelli descrittivi che utilizzano i simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) (clicca qui). Attraverso riquadri colorati, icone e disegni universali affiancati al testo, i bambini e le bambine possono indicare facilmente i giochi che desiderano fare, esprimere stati d’animo (come divertimento, noia o paura) o comprendere al volo le regole dell’area giochi. L’iniziativa non è isolata, ma è il frutto di una stretta collaborazione tra il Comune di Rezzato (https://www.comune.rezzato.bs.it/area_letturaEvento/10531/pagsistema.html), l’Istituto Comprensivo di Rezzato (capofila di una rete nazionale per la CAA) e la cooperativa La Nuvola nel Sacco. Prima di arrivare nei parchi, la CAA era già stata introdotta con successo nelle mense scolastiche e sotto forma di libri accessibili (“inbook”) nella biblioteca comunale. Grazie a questo sistema, il gioco all’aria aperta diventa un’esperienza davvero democratica: non servono le parole per capirsi, basta un dito per indicare un simbolo e iniziare a giocare insieme. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle Scuole e delle Università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Sottocosto
L’AMT di Genova oggi (venerdì 4 settembre) sciopera. L’Azienda Municipalizzata dei Trasporti assicura il servizio essenziale solo in alcune fasce orarie del mattino e della sera. In attesa di un dimenticato sciopero nazionale per il caro vita e altre faccende legate a una ‘guerra mondiale a pezzi’ che ci coinvolge. […] L'articolo Sottocosto su Contropiano.
September 14, 2026
Contropiano
Materiali seminario IA #01 | L’IA, o quando il capitalismo ha imparato a “produrre senso”. Una conversazione con Giorgio Griziotti
Contributo per il seminario Effimera, "L'IA e noi: lavoro, vita, desiderio", Milano, 7-8 novembre 2026. Versione italiana della conversazione pubblicata in versione video da Canal Red e  su "Antagón": * * * * * Premessa, settembre 2026 Questa conversazione è stata pubblicata il 3 agosto 2026. Il 26 agosto Autistici/Inventati, il collettivo italiano che [...]
September 11, 2026
Effimera
Sottocosto
di   Mauro Armanino Dai poveri e migranti al lavoro precario, dai sogni al futuro: nella società del mercato tutto può essere svalutato. Persino le parole, quando smettono di raccontare …
September 4, 2026
Osservatorio Repressione
Come nascondere i crimini di guerra: il linguaggio della negazione
Nel 1947, due anni dopo il crollo del Regime che aveva minacciato la sua vita, il filologo ebreo tedesco Victor Klemperer pubblicò un breve libro intitolato: “Il linguaggio del Terzo Reich“. Klemperer, scampato allo sterminio perché sposato con una donna non ebrea, non scrisse di Campi di Sterminio o di […] L'articolo Come nascondere i crimini di guerra: il linguaggio della negazione su Contropiano.
August 26, 2026
Contropiano