Tag - welfare

«L’industria della salute»
Sergio Sinigaglia su un libro importante (anzi: indispensabile) di Vittorio Agnoletto. La nascita, nel 1978, del Servizio Sanitario Nazionale con la legge 833, nell’interrompere il criticabile e selettivo sistema delle mutue, sancì che il diritto alla salute per tutti e tutte era un diritto basilare. Fu il frutto della nascita dei movimenti di allora, nel ciclo di lotte iniziato alla
October 22, 2026
La Bottega del Barbieri
La Ue in guerra contro la pace: profitti per i signori delle armi, sacrifici per i popoli
Il riarmo diventa il nuovo orizzonte economico e politico di Bruxelles. Miliardi alle industrie militari, risorse pubbliche riconvertite alla produzione bellica, diritti sociali sotto pressione. Ma la responsabilità non è soltanto delle istituzioni: è anche nella sconfitta culturale di un movimento contro la guerra che ha smesso di occupare le […] L'articolo La Ue in guerra contro la pace: profitti per i signori delle armi, sacrifici per i popoli su Contropiano.
October 15, 2026
Contropiano
Che cosa teme davvero il capitale dalle mobilitazioni dei giovani in Francia?
Che cosa teme davvero il capitale dalle mobilitazioni dei giovani in Francia? Non semplicemente la caduta di un governo. Non soltanto l’indebolimento di Emmanuel Macron. E nemmeno, in senso stretto, qualche punto in più di deficit o qualche miliardo aggiuntivo di spesa pubblica. Ciò che è in gioco è molto […] L'articolo Che cosa teme davvero il capitale dalle mobilitazioni dei giovani in Francia? su Contropiano.
October 11, 2026
Contropiano
La democrazia punitiva
di Elia Libertini Stato penale, crisi del welfare e governo del conflitto: il libro di Italo Di Sabato indaga come sicurezza, controllo e punizione siano diventati strumenti sempre più centrali …
September 27, 2026
Osservatorio Repressione
Il cortocircuito della politica di destra (fatta anche nel nome della “sinistra”)
Da oltre un decennio la propaganda politica più viscerale è legata ai nodi strutturali che bloccano la crescita economica del Paese.  Il racconto distorto dell’immigrazione come un costo passivo è una mistificazione che ha sistematicamente scambiato cause ed effetti, trasformando una risorsa demografica e previdenziale in una minaccia ai ceti più deboli. Ad esempio, circola sui social network una bufala secondo cui un cittadino straniero potrebbe licenziarsi volontariamente e ottenere centinaia di euro al mese dallo Stato per frequentare corsi di formazione. No, la legge esclude tassativamente dai sussidi (come il Supporto Formazione e Lavoro) chi si dimette e, tra i requisiti,  impone agli stranieri almeno cinque anni di residenza in Italia. La genesi del meccanismo di queste dolose mistificazioni risale più o meno al 2010, quando Matteo Salvini e Giorgia Meloni edificarono le proprie fortune elettorali sul dogma dei “35 euro al giorno ai clandestini”. Quella cifra, in realtà copriva i costi di gestione di vitto e alloggio dei centri di accoglienza, rimaneva nelle mani dei migranti solo per pochi spiccioli di pocket money (2,5 euro al giorno) fu artatamente presentata come denaro contante erogato a chi “non faceva nulla”. Il sistematico ribaltamento della realtà ha inoculato nell’opinione pubblica un vero e proprio virus che produce una patologia politicamente pagante: la convinzione che lo Stato favorisca gli stranieri a discapito degli italiani. I dati ufficiali dell’INPS raccontano però che i lavoratori stranieri regolari in Italia sono una colonna portante della tenuta sociale del Paese: producono 177 miliardi di euro di valore aggiunto (il 9% del PIL nazionale), versano ogni anno tra gli 11 e i 15 miliardi di contributi previdenziali e circa 7 miliardi di IRPEF. Inoltre, essendo una popolazione anagraficamente giovane, gravano pochissimo su pensioni e sanità. Anzi, pagano le pensioni correnti degli italiani e regalano alle casse dello Stato miliardi di euro, i cd “contributi silenti”, ovvero versamenti pensionistici effettuati regolarmente da lavoratori stranieri che, a causa del mancato rinnovo del permesso di soggiorno o della scelta di rientrare nel Paese d’origine prima di aver raggiunto i requisiti minimi di anzianità contributiva, non riscatteranno mai la propria pensione. Questi contributi rimangono così nelle casse dell’INPS, traducendosi in un altro beneficio, un indebito tuttavia, a favore dei pensionati italiani. Il vero danno economico all’Italia non deriva quindi dalla generosità del welfare, ma dalle scelte propagandistiche e dalle mistificazioni della politica più becera. Le strette burocratiche e legislative contro cui chi scrive si oppose invano, ma in tutti i modi,  iniziate con i decreti sicurezza del primo governo Conte (volute da Salvini e dalla Lega) e proseguite dall’attuale esecutivo con le restrizioni sulla protezione speciale, hanno prodotto un cortocircuito macroeconomico. Negare o revocare il permesso di soggiorno a chi è già inserito ed a chi potrebbe inserirsi nel tessuto produttivo non fa sparire le persone: le spinge forzatamente allo sfruttamento e verso il lavoro nero. Questo slittamento nell’irregolarità ha un costo enorme che alimenta direttamente l’economia sommersa ed arricchisce gli sfruttatori/ evasori. Secondo i monitoraggi più recenti dell’ISTAT, l’economia non osservata in Italia vale oltre 192 miliardi di euro, incidendo per circa il 10,5% del PIL nominale. Espandere questa sacca di illegalità significa privare lo Stato delle risorse fiscali necessarie per gli investimenti e costringere i governi a manovre restrittive per contenere il deficit. Inoltre, nel sommerso la produttività crolla: senza contratti né formazione aziendale, i salari rimangono da fame e gli investimenti si azzerano. Le stime macroeconomiche per l’Italia fotografano una crescita del PIL reale asfittica e contenuta sotto l’1%. La crescita subisce la zavorra del calo demografico e della carenza di manodopera qualificata. La retorica del “prima gli italiani”, trasformata in leggi che precludono la regolarizzazione, ci impoverisce anche individualmente. Alimentando lo spauracchio del migrante privilegiato, la politica ha nascosto la realtà: per difendere il welfare e far crescere il PIL regolare, l’Italia ha disperatamente bisogno di legalizzare quei lavoratori che le sue stesse leggi  rendono invisibili. Gregorio De Falco
September 23, 2026
Pressenza
Non autosufficienza, riarmo e “no alla patrimoniale”
Ma davvero possiamo “permetterci” il riarmo e di non tassare gli extraprofitti e le grandi ricchezze in un paese dove esiste un enorme questione rappresentata dalle difficoltà infinite delle famiglie con anziani non autosufficienti? Le stime disponibili collocano nell’ordine dei 25 miliardi di euro la spesa pubblica annua per l’assistenza […] L'articolo Non autosufficienza, riarmo e “no alla patrimoniale” su Contropiano.
September 18, 2026
Contropiano
Corpi in movimento. «Zapruder» 70 in tour! http://storieinmovimento.org/2026/09/12/corpi-in-movimento-zapruder-70-in-tour/?pk_campaign=feed&pk_kwd=corpi-in-movimento-zapruder-70-in-tour #autodeterminazione #transfemminismo #Iniziative #femminismi #medicina #Zapruder #scienza #welfare #aborto