Argentina, a Córdoba università occupate
Nel quadro della lotta per l’effettiva applicazione della Legge sul
finanziamento universitario, la settimana scorsa nella città di Córdoba si è
svolta una mobilitazione in vista della 5ª Marcia Federale Universitaria.
Il movimento studentesco ha espresso il proprio sostegno alle rivendicazioni
salariali del corpo docente e del personale non docente e ha chiarito il ruolo
di primo piano dei giovani studenti come attori sociali nella protesta contro il
presidente Javier Milei e il suo governo. La realtà che ci colpisce è dura e,
dopo tre anni di mandato, non sembra cedere di fronte alla violazione dei
diritti della società civile.
Nella società argentina la presenza di proteste e mobilitazioni di piazza è
ormai all’ordine del giorno. Nel 2024 è stata bocciata la Legge sul Bilancio
Universitario che prevedeva le risorse necessarie per il funzionamento di base
delle unità accademiche di livello universitario in tutto il Paese. Ora il
malcontento ha raggiunto il suo apice e le misure si sono radicalizzate con
l’occupazione in 66 università in tutta l’Argentina.
A Córdoba, seconda città più grande del Paese e culla dell’Università Nazionale
di Córdoba (UNC), la più antica dell’Argentina con i suoi 413 anni dalla
fondazione, si sono verificati occupazioni in 7 facoltà, compresa la Facoltà di
Giurisprudenza che aderisce all’iniziativa per la prima volta dalla sua
fondazione nel 1791. La lotta si inserisce nel contesto della linea politica
liberista e di estrema destra del partito di Milei «La Libertad Avanza», che
punta al taglio dei finanziamenti alle università e alle scienze in vista della
loro successiva privatizzazione.
Martedì 13 ottobre, davanti al Pabellón Argentina, l’edificio centrale del
campus dell’UNC, si è tenuta un’assemblea interfacoltà con oltre 400 studenti
appartenenti a diverse unità accademiche, con diverse posizioni e organizzazioni
politiche. Lì, dopo quattro ore di dibattito e discussioni, è stato deciso come
misura radicale di proporre nelle assemblee di base di ciascuna facoltà
l’occupazione totale o notturna. Mercoledì 14 ottobre, in modo democratico, in
ciascuna assemblea studentesca autoconvocata è stato deciso di ricorrere
all’occupazione come strumento politico e pacifico della Facoltà di Scienze
Sociali e della Facoltà di Filosofia e Lettere, oltre a decretare un’occupazione
notturna presso la Facoltà di Comunicazione e presso il liceo pre-universitario
Manuel Belgrano. Le misure sono state attuate fino a giovedì 15 ottobre alle 14,
per poi unirsi al raduno di massa della 5ª Marcia Federale in Difesa
dell’Università Pubblica.
Questa marcia, che ha riunito oltre 100.000 cittadini, è il punto di partenza
della nostra lotta, non la sua conclusione.
Da oltre un anno il governo, nel pieno di un processo democratico, non rispetta
la già approvata Legge sul finanziamento universitario (Legge 27.795), il che
non solo comporta la perdita del potere d’acquisto degli stipendi del personale
docente e non docente o la mancanza di fondi per la manutenzione delle
infrastrutture, ma impedisce anche l’attuazione di programmi per gli studenti,
borse di studio e altre misure volte a sostenere l’attività accademica e il
percorso di studi degli studenti e dei futuri professionisti.
adiuc-unc
Noi studenti comprendiamo che in questo momento la rivendicazione non riguarda
solo il riconoscimento di quanto dovuto dall’insediamento del governo nel 2023,
ma anche le preoccupazioni e le incertezze sul futuro funzionamento delle
strutture universitarie e sui percorsi accademici.
Per quanto riguarda il bilancio del prossimo anno, il Consiglio
Interuniversitario Nazionale (CIN) ha espresso la necessità di 11.000 miliardi
di pesos argentini per il funzionamento delle università pubbliche, mentre il
bilancio deliberato e approvato dal governo nazionale assegna circa 7.500
miliardi, ovvero il 25% in meno del bilancio minimo. Il finanziamento
universitario rappresenterà circa lo 0,5% del PIL nel 2027, un livello simile a
quello del 2003 e inferiore alla media storica recente. Un Paese che non investe
nelle proprie università è un Paese che non investe nel proprio futuro. Un Paese
che non dà priorità allo sviluppo dei propri atenei e delle scienze è un Paese
che segue la logica della colonizzazione.
LaTinta Cba
Noi studenti continueremo a organizzarci finché i nostri diritti all’istruzione
non saranno garantiti e finché il governo non darà risposte e non applicherà la
Legge sul Finanziamento Universitario. Continueremo a lottare finché i nostri
percorsi accademici, il nostro futuro come professionisti e la qualità delle
conoscenze che riceviamo non saranno più a rischio. Crediamo nella lotta
unitaria, siamo a favore delle misure del personale docente e non docente quali
scioperi e abbandono delle mansioni. Di fronte al nemico dell’istruzione
pubblica dobbiamo essere uniti e diventare una moltitudine: la situazione ci
riguarda tutti e la lotta è di tutti.
Traduzione dallo spagnolo di Anna Polo
Redacción Argentina