Tag - lotta

“Un invito a camminare insieme per realizzare un sogno comune”
Riprendiamo dal sito Infoaut il resoconto della due giorni di discussione “Per realizzare un sogno comune” del 21 e 22 febbraio a Livorno, a cui abbiamo partecipato. Ore dense di […] The post “Un invito a camminare insieme per realizzare un sogno comune” first appeared on notav.info.
March 5, 2026
notav.info
La Torino-Lione slitta al 2034: l’opera imposta che continua a fallire
Ancora uno slittamento. La Torino-Lione entrerà in funzione, secondo TELT, non prima del 2034. Fine lavori nel 2033, apertura al traffico l’anno successivo. Non è un aggiornamento tecnico: è l’ennesima […] The post La Torino-Lione slitta al 2034: l’opera imposta che continua a fallire first appeared on notav.info.
February 28, 2026
notav.info
Rizomatica 26-02-2026
Questa uscita di Rizomatica è dedicata al tema della guerra. Questa forma di relazione è antica e probabilmente nasce con la civiltà umana. Identificare un nemico e combatterlo è un modo per costruire una soggettività collettiva, non l'unico ma certamente uno dei più sperimentati. L'invito è di rivolgere il conflitto e la violenza, ineliminabili dalla natura umana, verso i ricchi e i potenti da cui siamo dominati, e non verso degli stranieri presentati come nemici. Continua a leggere→
February 26, 2026
Rizomatica
Bari, 8 febbraio, Tavolo tematico: ruolo dei lavoratori nella lotta contro la guerra
DOMENICA 8 FEBBRAIO 2026, 10.00 – 13.00 BARI, SEDE MARXVENTUNO – STRADA PRIVATA BORRELLI 32, BARI (CITOFONO 51) Viviamo una fase segnata da un salto di qualità della terza guerra mondiale in corso e da un allineamento sempre più aggressivo del nostro Paese alle strategie NATO, USA e UE. L’economia di guerra non è uno slogan: è fatta di aumento delle spese militari, riconversioni produttive, precarizzazione, compressione dei salari, smantellamento dei servizi pubblici e crescente repressione di chi lotta. È fatta di territori militarizzati, di scuole trasformate in luoghi di propaganda bellica, di fabbriche e porti integrati nelle filiere della guerra. In questo contesto, l’autunno scorso ha rappresentato un momento molto importante. Le mobilitazioni di settembre e ottobre contro il genocidio del popolo palestinese e gli scioperi che hanno colpito nodi strategici della produzione e della logistica hanno mostrato che quando i lavoratori entrano in campo mettendosi alla testa delle masse popolari, il conflitto cambia natura. “Bloccare tutto” non è stata solo una parola d’ordine, ma una pratica che ha rimesso al centro il ruolo della classe operaia e del resto dei lavoratori come soggetto capace di incidere sui rapporti di forza. Oggi, mentre la guerra si estende – dal Medio Oriente all’Europa orientale, passando per le pressioni sui paesi BRICS e i tentativi di destabilizzazione globale – assistiamo anche a una stretta repressiva interna: arresti, denunce, multe, intimidazioni nei luoghi di lavoro e nelle scuole. È il segnale che chi governa teme l’organizzazione autonoma e la convergenza tra lotte sociali, sindacali e politiche. Il tavolo tematico dell’8 febbraio nasce da qui, dalla necessità di fare un bilancio politico collettivo, di mettere in rete esperienze di resistenza e organizzazione che partono dai luoghi di lavoro e attraversano altri settori della società, di affrontare limiti e contraddizioni e di ragionare su come rilanciare una mobilitazione all’altezza della fase. Con l’obiettivo di costruire coordinamento, forza e prospettiva contro la guerra, l’economia di guerra e il governo che la sostiene. Per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università interverrà Michele Lucivero per presentare le ultime iniziative e il volume Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra. Domenica 8 febbraio 10.00 – 13.00 MarxVentuno – Strada Privata Borrelli 32, Bari (citofono 51) Promotori: – Partito dei CARC – Risorgimento Socialista – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Lavoratori Leonardo di Grottaglie Partecipanti: – Partito Comunista Italiano – Digiuno G@z@ – Marx21 – Articolo 11 – Casa del Popolo Modugno Liste promotori e partecipanti in aggiornamento. Per adesioni e informazioni: partitodeicarcbari@gmail.com | 328 9256419 -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Lotta e resistenze all’ICE a Chicago
Ad Harraga in onda su Radio Blackout, grazie al collegamento da Chicago con una compagna che vive lì, raccontiamo le recenti risposte e mobilitazioni cittadine contro le deportazioni, sempre più…
December 23, 2025
No CPR torino
Fanon può entrare ma i palestinesi d’Italia no, perché? Perché il palestinese buono è quello morto o rassegnato. Appunti sull’inadeguatezza della sinistra italiana – di Laila Hassan
“La guerra di liberazione non è un'istanza di riforme, ma lo sforzo grandioso di un popolo, che era stato mummificato, per ritrovare il suo genio, riprendere in mano la sua storia e ricostituirsi sovrano” [1]   A 100 anni dalla nascita di Fanon alcune brevi, forse inutili, considerazioni. Se c’è un atteggiamento che in [...]
November 21, 2025
Effimera
CPR TORINO: TRA VIOLENZE, ISOLAMENTO PUNITIVO E PROTESTE CON IL CORPO SI LOTTA PER LA LIBERTÀ
  Nel CPR di Corso Brunelleschi a Torino, la violenza quotidiana verso le persone recluse continua senza sosta. Nonostante la riapertura parziale della struttura nel marzo 2024 — dopo le rivolte che avevano portato alla sua chiusura — le condizioni all’interno restano disumane. Tre delle sei aree sono tornate operative, tra cui l’“area rossa”, usata recentemente come zona di isolamento per una sospetta epidemia di scabbia. Proprio in quell’area, a fronte di condizioni insostenibili e isolamento punitivo, alcune persone hanno messo in atto gesti estremi di protesta: due persone tra martedì 7 e mercoledì ‘8 ottobre sono salite sul tetto lanciandosi nel vuoto e riportando gravi ferite. Una terza persona ha attuato questa forma di protesta domenica 12 ottobre. Un gesto fatto con il corpo come unico strumento per reclamare libertà e denunciare l’ingiustizia di essere rinchiusi per il solo fatto di non avere documenti. L’intervista di Radio Onda d’Urto a uno dei compagni dell’assemblea No CPR di Torino. Ascolta o scarica.
October 13, 2025
Radio Onda d`Urto
San Piero a Grado (PI), domenica 7 settembre: Territori in lotta nella guerra globale
DIBATTITO CON LA GIORNALISTA FUTURA D’APRILE, MOVIMENTO NO TAV, MOVIMENTO NO PONTE E PERCORSO “GUERRA ALLA GUERRA” DOMENICA 7 SETTEMBRE ORE 09.30 AL PRESIDIO DI PACE “TRE PINI” – SAN PIERO A GRADO (PI) L’escalation bellica globale porta con sé un’economia di guerra feroce, visibile in molte forme. Riarmo europeo, riconversione industriale civile-militare, crescita della spesa militare al 5% del PIL sono le sue facce più esplicite e minacciose. La sua aggressione si esprime sui territori sottraendo risorse dai bisogni sociali reali, imponendo infrastrutture come la nuova base militare, impoverendo la popolazione di possibilità economiche, culturali, sociali, schiacciando gli spazi di decisionalità delle comunità tramite disciplinamento, ricatto, militarizzazione della cultura.  L’Italia e le isole sono costellate di grandi opere, infrastrutture militari, energetiche, logistiche per integrare aree di territorio e connettere armi, mezzi, persone, energia, denaro: centinaia di “zone di sacrificio” ci rendono una piattaforma della guerra globale sul Mediterraneo e sono l’altra faccia degli interessi militari, estrattivi e industriali che il nostro Paese interpreta nelle missioni all’estero, dall’Ucraina al Medio Oriente, nella complicità diretta con il genocidio in Palestina, nel supportare il ritorno al nucleare, nei carichi di armi che fornisce a tutto il mondo. Le “zone di sacrificio” sono anche il luogo della resistenza e del potenziale riscatto da questo avvitamento militarista, territori in cui scoprire che ostacolare la guerra dal basso e immaginare un’economia di pace è possibile. Per questo vi invitiamo al dibattito di domenica 7 settembre al Presidio di Pace “Tre Pini” nell’ambito del Campeggio No Base: dallo scenario globale, alle prospettive di lotta territoriali, vogliamo confrontarci su come mettere in discussione questo sistema di economia di guerra e individuare concretamente delle alternative, fondate sui bisogni delle comunità. Sarà uno spazio aperto per mettere in dialogo le lotte e le esperienze, immaginare e arricchire le diverse prospettive di mobilitazione contro la guerra, discutere di cosa significa la pace sui territori e come costruirla unendo le nostre idee e le nostre forze. Qui l’appello completo del campeggio No Base previsto nei giorni 5-6-7 settembre al Presidio di Pace “Tre Pini” a San Piero a Grado!  https://nobasecoltano.it/appello-per-un-campeggio-no-base-territoriale-5-6-7-settembre-al-presidio-di-pace-tre-pini-san-piero-a-grado/