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PALESTINA: COLTIVARE FUNGHI A JENIN “COME ATTO DI RESISTENZA”. AL MICOCOSMO, L’ESPERIENZA DI MEELAD JARADAT
Coltivare funghi in Palestina. L’esperienza di Master Mushroom di Jenin è il titolo di uno degli incontri che sabato 5 settembre ha animato la terza edizione del MicoCosmo Festival, in programma dal 2 al 6 settembre presso lo Spazio Feste di Cevo (BS) Protagonista dell’incontro, Meelad Jaradat – coltivatore di funghi di Jenin – e il suo progetto agricolo intitolato Master Mushroom. Meelad ha raccontato la sua esperienza di giovane agricoltore e coltivatore di funghi in una realtà come quella della Cisgiordania Occupata di oggi, tratteggiando i contorni di un progetto agricolo che, in quel contesto, diviene un vero e proprio “atto di resistenza” all’occupazione sionista. L’incontro ha visto la partecipazione anche di Marah Khawaja di Oxfam, tra le referenti operative del programma dell’Ong volto al supporto delle cooperative locali palestinesi e di “un’economia resiliente” in grado di incentivare una maggiore giustizia sociale ed economica nell’intera regione. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, la registrazione della conferenza Ascolta o scarica
September 7, 2026
Radio Onda d`Urto
Tra gli attori del Freedom Theatre, dove la resistenza palestinese è arte popolare
Jenin è una città riconosciuta in tutta la Palestina per essere luogo di resistenza e lotta. Simbolo dell’Intifada del 2002, è sempre stata in prima linea contro l’occupazione israeliana. Dal 1967 a oggi Jenin è entrata nelle canzoni e nelle poesie palestinesi che parlano di resilienza, di sumud, di un’instancabile forza nel lottare per la liberazione palestinese.  È tornata alle cronache internazionali negli ultimi anni, quando Israele ha iniziato una violenta campagna militare contro la piccola cittadina del nord e il suo campo profughi, soprannominato la “culla” della resistenza armata pale... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra. ABBONATI / SOSTIENI L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. The post Tra gli attori del Freedom Theatre, dove la resistenza palestinese è arte popolare appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 13, 2026
L'INDIPENDENTE
Shireen Abu Akle, uccidere la verità: la guerra di Israele…
… contro chi documenta i fatti. di Bruno Lai 11 maggio 2022: c’è una giornalista palestinese da far tacere.     Siamo a metà 2022, ben prima che l’operazione “Diluvio al-Aqṣā” di Hamas, del 7 ottobre 2023, fornisse ad Israele il pretesto per compiere un’aggressione militare senza precedenti contro la Striscia di Gaza. Un’operazione di devastazione che, per il sistematico
Cisgiordania:continua la pulizia etnica in vista dell’annessione
Continua in Cisgiordania la pulizia etnica da parte dei coloni e l’esercito contro i residenti palestinesi con un crescendo che fa supporre una prossima annessione. Ad ottobre si sono registrati 264 attacchi di coloni israeliani contro palestinesi: il numero più alto da quando l’Onu ha iniziato il monitoraggio. Alberi bruciati, strade chiuse, case colpite da incursioni notturne, auto date alle fiamme. La stagione della raccolta delle olive, momento comunitario in cui si consolida il legame dei palestinesi con la terra , è stata quella più colpita. Circa 150 attacchi, 140 feriti, oltre 4.200 alberi distrutti. Per molti villaggi, quegli alberi sono il principale sostegno economico. Perderli significa perdere mesi di lavoro e parte del reddito annuale. Nelle zone rurali, come a Masafer Yatta, i contadini sono cacciati dai loro campi, pastori inseguiti da gruppi di coloni armati, tende bruciate, greggi disperse. Nei campi profughi,a Tulkarem o Jenin le incursioni militari sono quotidiane. Secondo l’Ufficio Onu per i diritti umani dal 7 ottobre 2023 mille palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania , uno su cinque era un bambino. Continuano le demolizioni di abitazioni palestinesi, migliaia di famiglie sono costrette ad andare via senza poter prendere niente vittime dell’operazione “muro di ferro” lanciata dagli israeliani il 21 gennaio scorso . Pochi giorni fa Human Rights Watch ha pubblicato il suo ultimo rapporto sulla Cisgiordania. Un documento che ricostruisce le operazioni militari dei mesi scorsi nei campi profughi di Jenin, Tulkarem e Nur Shams. Secondo l’organizzazione, circa 32.000 persone sono state costrette a lasciare le loro case tra gennaio e febbraio. Molti edifici sono stati demoliti, altri resi inabitabili. Le testimonianze parlano di evacuazioni rapide, annunciate da droni che sorvolavano i tetti ordinando di uscire. Le famiglie hanno raccontato di aver preso ciò che potevano in pochi minuti, senza alcuna certezza di poter tornare. I gruppi di resistenza a Jenin e Tulkarem sono stati duramente colpiti con uccisioni ed arresti anche ad opera dell’ANP che partecipa attivamente insieme all’IDF alla repressione della resistenza . Le restrizioni alla mobilità aumentano deviazioni obbligate e attese ai checkpoint che si moltiplicano, i tempi di percorrenza raddoppiano, talvolta triplicano. Per andare al lavoro, per raggiungere la scuola, per arrivare in ospedale: ogni percorso è un calcolo di rischio, di orario, di strade possibili. Molti lavoratori hanno perso i permessi per entrare in Israele da cui dipendeva il reddito familiare; altri li rinnovano mese dopo mese senza alcuna garanzia. Nelle aree agricole, i contadini si trovano spesso davanti a cancelli chiusi senza preavviso. Intere porzioni di terra vengono dichiarate zone militari temporanee, bloccando la raccolta dell’olio o impedendo l’accesso ai campi durante i giorni del raccolto. Ci aggiorna sulla situazione una compagna che si trova in Cisgiordania.
November 24, 2025
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