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Lombardia: la protesta contro i data center costringe Fontana a modificare la legge
Sono bastati poco più di 4 mesi per rendere evidente che la legge delle Lombardia sui data center, la prima in Italia, avesse bisogno di modifiche. L'annuncio arriva direttamente dal presidente della Regione, Attilio Fontana, che a margine dell’assemblea di Assolombarda a Milano ha confermato che la Giunta sta rimettendo mano al testo approvato a fine maggio. «Stiamo preparando una modifica della legge regionale», ha detto, invitando però a non farsi prendere dal panico. Due giorni prima, in piazza della Scala, circa mille persone e almeno trenta comitati della Rete Stop Data Center, arrivati ... Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati. Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo. Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra.   ABBONATI / SOSTIENI   L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni. Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso. Username Password Ricordami     Password dimenticata The post Lombardia: la protesta contro i data center costringe Fontana a modificare la legge appeared first on L'Indipendente.
October 14, 2026
L'INDIPENDENTE
Io obbietto la guerra
È iniziata la raccolta firme per portare in Parlamento la legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra” promossa da EMERGENCY per la campagna R1PUD1A. Nello scorso fine settimana sono state raccolte 9000 delle 50mila firme necessarie per presentare la proposta in Parlamento. La legge chiede di riconoscere a tutti i cittadini il diritto all’obiezione di coscienza alla guerra, quindi di poter esercitare il proprio rifiuto di mettere a disposizione della guerra il proprio corpo, il proprio lavoro e il proprio consenso, senza incorrere in sanzioni o punizioni. La proposta nasce dalla volontà di rendere effettivo un diritto che EMERGENCY considera fondamentale: la possibilità per ogni persona di scegliere di non partecipare alla guerra. L’obiezione riguarderebbe, infatti, non solo l’eventuale servizio militare, ma anche le attività lavorative collegate alla progettazione, produzione, commercio e movimentazione di armi e strumenti destinati alla guerra. Un diritto ormai imprescindibile, tanto più considerando che da oltre quattro anni la guerra è tornata sul suolo europeo e progressivamente la violenza armata è ridiventata il principale strumento della politica internazionale. Anche in quei Paesi che, dopo le immani tragedie del XX secolo, l’avevano di fatto messa al bando. La proposta di legge prevede l’istituzione in ogni Municipio di un Registro dell’obiezione alla guerra: ciascun cittadino potrebbe dichiararsi presso il proprio Comune di residenza “obiettore di coscienza alla guerra”, rifiutando l’uso delle armi, della violenza e il coinvolgimento in attività funzionali o connesse alla guerra. Per gli uomini tra i 17 e i 45 anni, la dichiarazione varrebbe anche come obiezione di coscienza al servizio militare. La dichiarazione sarebbe protetta dalla privacy e potrebbe essere revocata in qualsiasi momento. «Con la proposta di legge di iniziativa popolare, EMERGENCY chiede al Parlamento di riconoscere, per tutte le cittadine e tutti i cittadini, il diritto di dichiararsi obiettrici e obiettori di coscienza alla guerra – dichiara EMERGENCY –. Per non dover partecipare con il proprio lavoro alla progettazione, produzione, commercio e movimentazione di armi e strumenti destinati alle guerre in corso e a quelle future. La legge prevede inoltre la possibilità di dichiararsi obiettori verso il servizio militare nel caso venisse ripristinato, come accade in altri Paesi europei. L’obiezione di coscienza è un diritto umano fondamentale riconosciuto dalla Carta dei diritti umani e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea». La proposta di legge di iniziativa popolare si compone di una relazione introduttiva e otto articoli ed è stata redatta con la collaborazione di Domenico Gallo, magistrato ed ex presidente di sezione della Corte di Cassazione, Alessandra Algostino, costituzionalista, e Veronica Dini, avvocata. “In attuazione degli articoli 2, 3, 11, 19 e 21 della Costituzione” il testo prevede e garantisce “il diritto all’obiezione di coscienza rispetto ad attività connesse e/o funzionali alla guerra” e specifica che l’esercizio di tale diritto “non può comportare alcun pregiudizio, patrimoniale e/o non patrimoniale, per chi lo esercita” e costituisce “causa di esclusione delle punibilità” ai sensi dell’art. 51 codice di procedura penale. La legge prevede poi che in ogni Comune sia “istituito un registro delle obiezioni di coscienza alla guerra, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati e del principio di non discriminazione, al quale ciascuna cittadina e ciascun cittadino può iscriversi, in coerenza con il principio pacifista, la libertà di coscienza e la costituzione della difesa civile, non armata e nonviolenta”. Con analoghe modalità e garanzie il testo riconosce e garantisce il diritto “all’obiezione di coscienza al servizio militare e al connesso uso delle armi”. Va ricordato, infatti, che nonostante la leva obbligatoria sia stata sospesa nel 2005, il Codice dell’ordinamento militare del 2010 permette di ripristinarla con un decreto del Presidente della Repubblica, su delibera del Consiglio dei Ministri, in caso di dichiarazione di guerra o grave crisi internazionale. Essendo però state abrogate nel 2010 le norme relative all’esercizio del diritto all’obiezione di coscienza di cui alla legge n. 230 del 1998, qualora la leva venisse ripristinata si determinerebbe un vuoto normativo e i cittadini non potrebbero esprime la loro obiezione al servizio militare. Anche per questo la legge popolare promossa da EMERGENCY sull’obiezione di coscienza è necessaria. In coerenza con quanto enunciato e nell’ipotesi di un ripristino della leva, la proposta di legge prevede che “non possono essere arruolati nelle Forze armate i cittadini che, esercitando il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare […] si oppongono alla violenza delle armi, avendone fatta specifica dichiarazione”. Altro articolo qualificante del testo promosso da EMERGENCY è quello secondo il quale “Non è punibile chi, in ragione della sua coscienza ed esercitando il diritto alla libertà di manifestazione del pensiero, in coerenza con il ripudio della guerra […] si opponga, con metodi nonviolenti, al trasferimento di armi o altri strumenti letali verso zone di guerra”. La raccolta firme rappresenta un ulteriore passo di un percorso avviato da EMERGENCY con la campagna R1PUD1A, lanciata nel 2024 per ribadire il rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione e contrastare la normalizzazione della guerra nel dibattito pubblico. La campagna ha coinvolto finora oltre 700 Comuni, 1.500 scuole e oltre 300 cinema, teatri e festival. Il testo della proposta è aperto alle sottoscrizioni e tutti possono firmarlo online, avvalendosi dello SPID e degli altri strumenti di identità digitale, al seguente link: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7700001 Per ricevere informazioni sulla legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra”: www.ripudia.it Per contattare i referenti della campagna: ripudia@emergency.it Emergency
October 7, 2026
Pressenza
E quindi saremmo tutti antisemiti tranne i fascisti?
Il mondo capovolto e gli scenari futuri per chi criticherà Israele Alla fine, pare che gli unici capaci di rifarsi una reputazione sull’antisemitismo siano i fascisti diventando proprio quelli che lo definiscono assieme alla “Sinistra per… Israele”. Buffo, no? Nel 2024 Fanpage ha filmato saluti romani e «Sieg Heil» tra […] L'articolo E quindi saremmo tutti antisemiti tranne i fascisti? su Contropiano.
October 2, 2026
Contropiano
Ancona. Alla Fincantieri un lavoratore morto e un altro in gravissime condizioni
USB Lavoro Privato Ancona esprime il più profondo cordoglio e la propria piena solidarietà alla famiglia e alle persone care del lavoratore che ha perso la vita nel gravissimo incidente avvenuto alla Fincantieri di Ancona. Alla famiglia del lavoratore ferito, che sta combattendo in condizioni gravissime, va tutta la nostra […] L'articolo Ancona. Alla Fincantieri un lavoratore morto e un altro in gravissime condizioni su Contropiano.
October 1, 2026
Contropiano
“DA ITALIANI ED EBREI DICIAMO NO A DDL 1004” E DEFINIZIONE IHRA: “STRUMENTALIZZANO L’ANTISEMITISMO PER FINI POLITICI”
“Da italiani e da ebrei diciamo no al Ddl antisemitismo” è il titolo di un appello pubblicato sul quotidiano Il Manifesto, da un gruppo di associazioni e personalità ebraiche italiane in vista del voto alla Camera, fissato per venerdì, del Ddl 1004. Il cosiddetto Ddl antisemitismo equipara a quest’odiosa accusa razzista ogni critica a Israele e al sionismo e si “presta alla strumentazione per fini politici”. Il Pd, dopo un lungo dibattito, si schiera per il no, mentre la destra invoca le parole della senatrice Segre, tra i principali sponsor del provvedimento, a cui si oppone un folto gruppo di associazioni e singoli cittadini italiani di origini ebraiche, attraverso la lettera aperta “Da italiani e da ebrei diciamo no al Ddl antisemitismo”. Abbiamo intervistato David, del Laboratorio Ebraico Antirazzista – LƏA – prima organizzazione firmataria dell’appello pubblicato da Il Manifesto. Ascolta o scarica
September 28, 2026
Radio Onda d`Urto
Approvato al Senato la Legge Delega sul “nucleare sostenibile”, un assist alla guerra
Nonostante l’impegno su altri fronti, come una legge elettorale che restringe ancora di più gli spazi di democrazia, il Governo continua a puntare su questo progetto, e spinge sull’acceleratore. I prossimi passi prevedono l’implementazione di decreti attuativi sulle varie materie oggetto della legge. Lo aveva ricordato già la Meloni due […] L'articolo Approvato al Senato la Legge Delega sul “nucleare sostenibile”, un assist alla guerra su Contropiano.
September 25, 2026
Contropiano
Il Fatto Quotidiano: “La conoscenza non marcia”: la battaglia per separare l’istruzione dall’industria bellica
DI VIRGINIA DELLA SALA SU IL FATTO QUOTIDIANO DEL 4 SETTEMBRE 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto dalla Virginia Della Sala, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 4 settembre 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione alla presentazione della petizione La conoscenza non marcia. «Vietare le collaborazioni tra scuole, università e industria militare, creare organismi indipendenti che controllino accordi e partnership e garantire a studenti, docenti e ricercatori il diritto all’obiezione di coscienza. Sono i tre punti centrali della petizione popolare lanciata dalla campagna “La Conoscenza Non Marcia”, che punta a portare alla Camera una proposta di intervento legislativo per separare il sistema dell’istruzione e della ricerca dalla crescente integrazione con il settore della Difesa. A chiederlo, nel corso di una manifestazione davanti a Montecitorio a Roma, sono stati Usb, Cambiare Rotta, Osa e l’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell’università…continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il Fatto Quotidiano: “Una legge per dividere istruzione e difesa”
DI REDAZIONE SU IL FATTO QUOTIDIANO DEL 29 AGOSTO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto dalla Redazione, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 29 agosto 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione alla presentazione della petizione La conoscenza non marcia. «La richiesta di una legge nazionale e una petizione per vietare ogni collaborazione tra scuola, università, ricerca e filiera militare, pubblica e privata: l’iniziativa “La conoscenza non marcia” è promossa dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, insieme a sindacati, collettivi e associazioni. La raccolta firme sarà presentata il 1° settembre alle 15:30 …continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il ricordificio sui morti di lavoro
Ci deve essere un ufficio apposito, da qualche parte, che si occupa di ricordare alle nostre “autorità” le date, gli anniversari che devono essere assolutamente ricordati. Tra queste spiccano le stragi di lavoratori, oggi Brandizzo, ieri Firenze, l’altro ieri Luana e via andando. Brevi spezzoni televisivi ricordano quelle giornate, chi […] L'articolo Il ricordificio sui morti di lavoro su Contropiano.
August 31, 2026
Contropiano
L’Argentina scende in piazza contro Milei e la svendita del Paese agli Usa
L’Argentina è tornata a riempire le strade per protestare contro il governo di Javier Milei. Migliaia di persone hanno manifestato a Buenos Aires contro il progetto di legge sull’inviolabilità della proprietà privata, denunciato da sindacati, organizzazioni sociali, movimenti indigeni e opposizioni come un ulteriore passo verso la privatizzazione della terra […] L'articolo L’Argentina scende in piazza contro Milei e la svendita del Paese agli Usa su Contropiano.
August 13, 2026
Contropiano