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Solo sì è sì: lo speciale sul ddl Bongiorno
A novembre, a pochi giorni dalla Giornata internazionale contro la violenza delle donne, alla Camera è stato approvato all’unanimità un progetto di legge per riformulare integralmente la formulazione dell’art. 609-bis del Codice penale sulla violenza sessuale, per legare esplicitamente il reato di violenza sessuale al concetto di consenso libero e attuale. Ma già il 25 novembre 2025, giornata simbolica e data prevista per l’approvazione in Aula del Senato, la maggioranza blocca la votazione, rinviando l’esame e «chiedendo approfondimenti» sul testo. La proposta dovrebbe intervenire sulla legge contro la violenza sessuale varata nel 1996, frutto di lunghi anni di battaglie, e che trasformò la violenza sessuale da un reato contro la morale a un reato contro la persona. L’impianto della legge del 1996 lega la violenza sessuale alla presenza della minaccia e dell’abuso, un modello coercitivo, ma ormai superato dalla giurisprudenza, che dopo l’approvazione della Convenzione di Istanbul, ha iniziato a riconoscere il modello fondato sul consenso come principio cardine per valutare se c’è stata o no violenza sessuale. Qualche settimana fa è presentato in Commissione il nuovo disegno di legge è a cura della Senatrice Giulia Bongiorno (Lega), che sostituisce il “consenso” con la «volontà contraria all’atto sessuale», introducendo il concetto di “dissenso” e riportando l’Italia indietro di cinquant’anni. Leggi il nostro speciale per approfondire. Foto di Non una di meno Roma DDL “CONSENSO”: QUANDO IL “DISSENSO” SERVE A PROTEGGERE LO STUPRATORE Di Giada Sarra Dopo l’accordo bipartisan sul reato di violenza sessuale, promosso da Meloni e Schlein, la sostituzione del “consenso” con il “dissenso” rivela una chiara scelta politica, facendo apparire la proposta originaria come l’ennesima manovra di gender washing Foto di Daniele Napolitano BE FREE: «IL DDL BONGIORNO STRAVOLGE IL SIGNIFICATO DELLA CONVENZIONE DI ISTANBUL» di redazione La norma in discussione alle camere sta suscitando proteste e mobilitazioni. Con l’approvazione, si arriverà a dare per scontata la legittimità predatoria del rapporto sessuale e l’esigibilità dei corpi femminili, causando un grave arretramento giuridico in un Paese dove la violenza di genere è un fenomeno ancora così diffuso e spesso sommerso Foto di Margherita Caprili LA CULTURA DELLO STUPRO COME TECNICA DI POTERE di Babs Mazzotti Dalla guerra alle carceri, dai centri di detenzione ai tribunali, la violenza sessuale emerge come dispositivo politico e strumento di dominio. Un’analisi che intreccia genealogia storica, conflitti contemporanei, contesto italiano e il dibattito sul consenso e sul ddl Bongiorno Immagine di copertina di Non una di meno Roma SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Solo sì è sì: lo speciale sul ddl Bongiorno proviene da DINAMOpress.
March 2, 2026
DINAMOpress
Bongiorno Epstein http://storieinmovimento.org/2026/02/26/bongiorno-epstein/?pk_campaign=feed&pk_kwd=bongiorno-epstein #CentroDonnaLisa #mobilitazioni #femminismo #consenso #stupro #Blog
Bongiorno Epstein
Nei giorni di mobilitazione contro il Ddl Bongiorno abbiamo chiesto a una attivista del Centro Donna Lisa di scriverne per noi. L'articolo Bongiorno Epstein sembra essere il primo su StorieInMovimento.org.
February 26, 2026
StorieInMovimento.org
DDL Bongiorno verso la manifestazione nazionale del 28 febbraio
Con l'avvocata Tatiana Montella ritorniamo ancora sul DDL Bongiorno e sul cambio giuridico che si vuole apportare alla legge contro la violenza sulle donne sostituendo la parola consenso con il dissenso. Dopo la manifestazione nel centro di roma del 15 febbraio scorso, giovedi c'è assemblea alle 17 all'Università Roma3 alla facoltà di lettere per poi arrivare al corteo nazionale del 28 febbraio. Domenica dalle 11 alle 13 ritorniamo a parlare del DDL Bongiorno a ROR aprendo i microfoni. Chiama allo 06491750  
February 18, 2026
Radio Onda Rossa
Cortei contro il ddl Buongiorno. Le foto dalla piazza romana
Contro un ddl che vuole riscrivere la legge sulla violenza sessuale e che, a a differenza della prima bozza, condivisa anche dalle opposizioni, sostituisce il “consenso” con la «volontà contraria all’atto sessuale», introducendo il concetto di “dissenso” e riportando la valutazione del reato alla discrezionalità del singolo caso, in termini di «situazione e contesto specifico in cui il fatto è commesso». Questa legge, se approvata, ci riporta indietro di 50 anni. La giurisprudenza degli ultimi anni, anche alla luce della Convezione di Istanbul del 2011, ha riconosciuto il modello fondato sul consenso come principio cardine per valutare se c’è stata o no violenza sessuale, quindi il ddl Bongiorno ritorna a una visione coercitiva dello stupro. I movimenti femministi e transfemministi promettono battaglia: prossima tappa lo sciopero dell’ 8 e 9 marzo. Foto dalla piazza di Roma, via @nonunadimeno_roma * * * * * * L'articolo Cortei contro il ddl Buongiorno. Le foto dalla piazza romana proviene da DINAMOpress.
February 17, 2026
DINAMOpress
Anche a Viareggio presidio per dire No al ddl Bongiorno sulla violenza sessuale
L’Associazione Nazionale D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza) raggruppa 88 organizzazioni che gestiscono 118 Centri antiviolenza e più di 60 Case Rifugio e ascolta ogni anno circa 24mila donne. Uno di questi centri è a Viareggio e la Casa delle Donne locale ha aderito alla mobilitazione indetta da D.i.Re, che il 28 febbraio sarà fra l’altro a Roma a livello nazionale. Ragioni della protesta: il disegno di legge proposto dalla senatrice e avvocata Bongiorno stravolge gli accordi bipartisan sul consenso libero e attuale previo all’atto sessuale e torna indietro di decenni, spostando l’onere della prova sulla vittima, che deve dimostrare di avere dissentito. Cosa non facile e umiliante, che induce molte donne a rinunciare alla denuncia. Il consenso previo è un diritto, è libertà e autodeterminazione; senza consenso un atto sessuale è stupro. Così la mattina di domenica 15 febbraio ci siamo ritrovate e ritrovati (donne e uomini: la mentalità sessista e patriarcale si cambia insieme) in più di un centinaio, oltre ai passanti che si soffermavano. Numerose le sigle che avevano dato la loro adesione: associazioni grandi e piccole e sindacati. Abbiamo distribuito volantini, c’era la simpatica Sbanda che alternava canto e recitazione (bella la scritta sulle loro magliette: la nostra patria è il mondo) e gli interventi a microfono aperto. Dopo l’introduzione della Presidente della Casa delle Donne Ersilia Raffaelli è stata sottolineata la stretta relazione fra violenza bellica e violenza maschilista. I sordidi intrecci fra potere e storie di stupro, lo stupro usato ovunque come arma di guerra,  l’esperienza del Rojava come esempio di democrazia partecipata a guida femminile sotto attacco, la capacità di resilienza delle donne con particolare riferimento alle donne palestinesi. Una mattinata che ha aggiunto un tassello alla nostra volontà di capire e crescere insieme.   Redazione Toscana
February 16, 2026
Pressenza
Epstein Files e la banalità del patriarcato
Parliamo degli Epstein Files con la giornata de Il fatto quotidiano Antonella Zangaro che ne ha scritto molto. Sta uscendo fuori un materiale immenso e siamo solo all'inizio, materiale che non ha però scaturito al momento nessun procedimento penale. E' dal 1996 che alcune ragazze hanno cominciato a parlare degli stupri che avvenivano da parte di uomini potenti amici di Epstein. Fino al libro di Virginia Giuffrè che si è poi suicidata poco dopo non potendo più a vivere con la violenza subita dal Principe Andrew Windsor. Una confraternita di maschi che suggellano la propria appartenenza patriarcale violalndo i corpi altrui. Parliamo anche con Nina Ferrante, artista terrona a partire da una sua riflessione (https://substack.com/home/post/p-187403480). Vedere nel buoi cosa vuol dire per una donna in questa momento? Che mondo è quello che non protegge le sue figlie dalle violenza della cricca di Epstein fino al genocidio in Palestina? Una cerchia è di eletti sicuramente dotata delle eccezionali capacità di decidere sui corpi, la vita e la morte di intere popolazioni, una cerchia di eletti maschi che non dovranno mai vedere nel buio e a cui basta girarsi dall'altra parte per sentirsi fuori dai cattivi.  Epstein files rilasciati soltanto a partire dal 2024 quindi dopo 40 anni dalle prime denunce delle ragazze rappresentano proprio uno spaccato radicale e inquietante del patriarcato e della sua banalità, intesa come la sistematica e normale routine con cui il potere maschile oggettivizza e sfrutta i corpi femminili.  Importante anche l'articolo di Carlotta Cossutta uscito su Il manifesto https://ilmanifesto.it/epstein-files-i-corpi-delle-donne-nella-macchina-del-capitalismo  
February 14, 2026
Radio Onda Rossa
15 febbraio in piazza per ribadire che senza consenso è stupro
Con il CAV Centro Donna Lisa continuiamo a parlare del DDL Bongiorno che vuole cambiare la legge contro la violenza sulle donne approvato dopo 20 anni di dibattito nel 1996. Allora e anche grazie alla Convenzione di Istambul la legge considerava stupro qualsiasi atto che andasse contro il consenso dell'altra persona. Oggi invece si vuole sostituire il termine consenso con il dissenso, cioè è stupro solo se dici no. Sappiamo quanto sia difficile spesso riuscire a respingere chiaramente un partner violento che ad oggi si sentirà sempre più autorizzato a praticare la sua volontà di portare a compimento un atto sessuale perchè non si sente dire no. Anziché sentire la donna che ha davanti ed entrare in relazione con essa perchè si è in due ad avere un atto sessuale, si riporta alla non corporeità delle donne che devono essere sempre disponibile.   Per questo in tutta Italia i CAV, i collettivi femministi, transfemministi le varie soggettività si stanno mobilitando per fermare in maniera determinata questo disegno di legge. Parliamo anche del 21 febbraio e del corteo per Valerio Verbano che sarà attraversato anche da interventi sul disegno di legge.  APPUNTAMENTI Il 15 febbraio in tante piazza italiane a Roma l'appuntamento è alle 16 a piazza santi apostoli 28 FEBBRAIO corteo nazionale a roma. Per info senzaconsensoèstupro.com Di seguito la seduta e le parole di Bongiorno Nella seduta del 22 gennaio 2026, la Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, ha presentato in qualità di relatrice un emendamento che riformula l’art. 609 bis c.p. rispetto alla versione approvata dalla Camera. Per il resoconto della seduta della Commissione Giustizia, clicca qui.  Rispetto al testo del disegno di legge A.S. 1715, approvato alla Camera all’unanimità il 19 novembre 2025, l’emendamento Bongiorno: a) abbandona il modello del consenso (“assenza di consenso” libero e attuale) in favore del modello del dissenso (“contro la volontà”, espressione che ricorre anche nella violazione di domicilio ex art. 614 c.p.). Il modello del dissenso è adottato ad es. nel codice penale tedesco (§ 177); b) precisa il concetto di “volontà contraria” stabilendo che essa ricorre anche quando il fatto è commesso a sorpresa (come nel caso delle condotte repentine – es., palpeggiamenti) ovvero, approfittando dell’impossibilità della persona offesa di esprimere il dissenso (ad es., perché ubriaca o sotto l’effetto di stupefacenti). Tale precisazione riprende il modello del § 177 del codice penale tedesco, pure improntato al modello del dissenso. Da notare che non si fa riferimento a un dissenso che può essere manifestato in ogni momento (anche dopo un iniziale consenso), come già riconosce peraltro la giurisprudenza; c) precisa – in linea con quanto prevede l’art. 36 della Convenzione di Istanbul per l’accertamento dell’assenza del consenso – che la volontà contraria deve essere valutata “tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso”; d) prevede non più la stessa pena per condotte dal differente disvalore (in particolare, quelle propriamente violente – per l’uso di forza fisica o minaccia –  e quelle non violente), ma - in linea con il principio costituzionale di proporzionalità della pena - modula la pena diversamente per i fatti commessi contro la volontà (reclusione da 4 a 10 anni), da un lato, e, dall’altro lato, per i fatti più gravi perché commessi con violenza o minaccia o abuso di autorità o approfittamento di condizioni di inferiorità psicofisica (reclusione da 6 a 12 anni, cioè la stessa pena comminata oggi dall’art. 609 bis c.p.). Da notare che, rispetto alla vigente cornice edittale, (una volta tanto) non viene aumentato il massimo ma diminuito il minimo per i fatti privi di particolari modalità della condotta (con effetti di retroattività della lex mitior, che sarebbe limitata ex art. 2, co. 4 c.p. ai procedimenti in corso e non anche a quelli definiti con sentenza irrevocabile) e) abbandona il (non privo di problemi) riferimento all’abuso di non meglio precisate condizioni di “particolare vulnerabilità” della persona offesa (diverse da quelle di vera e propria inferiorità psico-fisica); f) modifica l’attenuante dei casi di minore gravità facendola dipendere dalle modalità della condotta dallecircostanze del caso concreto nonché dal danno fisico o psichico arrecato alla persona offesa (che sembra invero assai difficile da dimostrare); g) non fa più riferimento ai fatti commessi traendo in inganno la persona offesa attraverso la sostituzione di persona (con effetto di abolitio criminis in rapporto a un'ipotesi non frequente ma non assente nella prassi: es., chi si finga medico o millanti di essere un agente nel settore del cinema, della moda o della musica, in grado di avviare la persona offesa a una promettente carriera).
February 14, 2026
Radio Onda Rossa
14 febbraio a Montorio (Teramo) per cacciare il vicesindaco
  Il corteo partirà alle 15 e nasce come risposta alle mancate dimissioni del vicesindaco di Montorio al Vomano, Francesco Ciarrocchi, condannato in primo grado per violenza sessuale a 5 anni, violenza consumata durante quella che doveva essere una normale visita ginecologica ad una diciannovenne.   "Quest'anno l'8 marzo arriva prima, arriva il 14 febbraio, il giorno di San Valentino, con un corteo organizzato dal basso a Montorio al Vomano.  Scendiamo in piazza perché siamo stufə del clima di silenzio e di paura che si è generato con la giunta guidata da Altitonante e i suoi compari. Lo facciamo per dare voce a chi ha subito la violenza da parte del ginecologo e vicesindaco Ciarrocchi. Una violenza di cui moltə sentono parlare solo adesso che la notizia ha straripato, ma che era già emersa 6 anni fa quando la vittima era stata costretta a subire vittimizzazione secondaria da parte della comunità".  "Noi non pensiamo che la soluzione siano nuovi pacchetti sicurezza in cui si commisurano pene sempre più inasprite o esemplari. Noi crediamo che solo una rivoluzione sociale e culturale possa essere l'antidoto a tutto questo, una rivoluzione che distrugga la cultura patriarcale e dello stupro nella quale siamo immerse. Le dimissioni di Ciarrocchi non ci bastano: ridurre tutto a una questione individuale significa rifiutare di mettere in discussione questo sistema che alimenta abusi e soffoca chi prova ad alzare la voce. Il corteo del 14 febbraio è una chiamata collettiva che parte da questa piazza ma che deve arrivare a tuttə: LA VERGOGNA DEVE CAMBIARE LATO!",  
February 14, 2026
Radio Onda Rossa