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2 GIUGNO: VUOTO POLITICO, ASTENSIONISMO, DIRITTI NEGATI. COME È CAMBIATA LA PARTECIPAZIONE POLITICA DELLE DONNE A A OTTANT’ANNI DAL PRIMO VOTO
Le donne in Italia votarono per la prima volta il 10 marzo 1946 in occasione delle elezioni amministrative. Pochi mesi dopo, il 2 giugno 1946, parteciparono in massa al Referendum istituzionale e alle elezioni per l’Assemblea Costituente. Fu l’inizio del suffragio universale per l’Italia. Al referendum istituzionale del 2 giugno 1946, votarono circa 12 milioni di donne. Era il primo ingresso nello spazio pubblico di un Paese che fino a pochi anni prima le voleva relegate nello spazio domestico. E alle urne ci andarono in massa, più degli uomini. Esse rappresentarono oltre il 50% del corpo elettorale, partecipando con un’affluenza straordinaria e contribuendo in modo determinante alla vittoria della Repubblica. Questo evento storico, effetto anche del ruolo di primo piano che le donne avevano assunto nelle lotte per pane e diritti, compresa la lotta di liberazione partigiana durante la seconda guerra mondiale, permise per la prima alle donne italiane di votare e di partecipare attivamente alla vita politica del Paese. Le premesse, però, non si sono realizzate. L’affluenza femminile è passata dal 94% delle politiche del 1958 al minimo storico del 62,2% alle elezioni politiche del 2022 (gli uomini sono stati il 65,7%). Il paradosso si è concretizzato nel fatto che ad eleggere la prima premier donna in Italia è stato l’elettorato maschile. Fratelli d’Italia ha registrato una percentuale di consensi più alta tra gli uomini rispetto alle donne. Le analisi di flusso hanno evidenziato che il partito ha raccolto il 28% delle preferenze maschili contro il 24% di quelle femminili. Il peso maggiore dell’astensionismo si continua a concentrare ancora oggi nel Sud, nelle province, nei piccoli comuni, tra le donne più anziane e con minore istruzione. Le mancate attenzioni delle istituzioni su lavoro, diritti, istanze sociali ha fatto sì che la partecipazione politica abbia perso di significato. E’, oggi come allora, una questione di genere e classe? Cosa è cambiato dopo 80 anni? Radio Onda d’Urto ha affrontato il tema e posto queste domande a Francesca Garisto, avvocata, penalista, particolarmente impegnata nella difesa in giudizio delle donne vittime della violenza maschile, e Vicepresidente fella casa  Delle Donne Maltrattate di Milano, il primo centro antiviolenza nato in Italia. Con Lei, Leopoldina Fortunati, teorica femminista, già militante di Lotta Femminista e del movimento per il Salario al Lavoro Domestico. Fu tra le prime studiose a occuparsi del rapporto tra donne, lavoro e tecnologie. Ha insegnato Sociologia della Comunicazione e della Cultura all’Università di Udine, ed è autrice de L’arcano della riproduzione. Casalinghe, prostitute, operai e capitale. Buon ascolto. Ascolta o scarica.
June 2, 2026
Radio Onda d`Urto
Quanta democrazia ci sarà nelle urne future?
due articoli di Franco Astengo e di Mario Sommella La democrazia piegata a colpi di maggioranza La nuova legge elettorale della destra e il grande inganno contro i cittadini di Mario Sommella Ogni volta la stessa scena. Cambiano i governi, cambiano i partiti, cambiano gli slogan, ma il vizio resta identico: riscrivere la legge elettorale sulla base della convenienza del
La Repubblica italiana è donna
Una riflessione sul 25 aprile “I capi mancavano in Israele; mancavano, finché non venni io, Debora, finché non venni io, come una madre in Israele. Si sceglievano nuovi dèi e la guerra era alle porte“. Giudici 5,7-8 Le parole di una donna giudice, consigliera militare, profetessa e poetessa. Una donna che guiderà alla vittoria il suo popolo sul re cananeo Sisara che, fuggiasco, sarà poi ucciso da un’altra donna, Giaele. Una storia della Bibbia poco nota. Ma che pone in risalto il ruolo delle donne nella liberazione del popolo. Un monito a riconoscere questo ruolo anche per noi, che viviamo in una società garantita da una Costituzione che il popolo italiano ha recentemente rifiutato di modificare a colpi di maggioranza. Un richiamo a non dimenticare che – dobbiamo sempre ricordarlo – la Repubblica italiana è donna. Esattamente ottant’anni fa si era in campagna elettorale per il referendum istituzionale, chiamato a scegliere tra monarchia o repubblica, e per eleggere i membri dell’Assemblea costituente. Per la prima volta votavano le donne. Mai successo prima in Italia. Ottant’anni fa le nostre nonne erano in assoluto le prime italiane a votare. Dopo vent’anni di fascismo, che aveva relegato la donna italiana in una posizione sempre più subalterna, la guerra partigiana la vide protagonista a pieno titolo e rese inevitabile il riconoscimento di un ruolo paritario. Io ho ancora conosciuto cape partigiane, che hanno avuto la responsabilità militare di centinaia di uomini. E se fai la guerra come un uomo, allora perché non potresti votare come un uomo? Il diritto di voto alle donne non era scontato, nemmeno nel campo “progressista”: perché la donna, meno razionale e più umorale – dicevano – avrebbe potuto nutrire affetto e attaccamento alla monarchia. Ma non andò così. Il voto femminile fu massicciamente repubblicano. Grazie a madri, mogli, figlie e sorelle che in mezzo secolo avevano visto partire i loro uomini per la Libia, per il confine alpino, per l’Etiopia, per la Spagna, per la Jugoslavia, per la Grecia, per la Russia (mezzo secolo di guerre di aggressione prima monarchiche e poi monarchico-fasciste); uomini che non sono tornati, o che sono tornati mutilati, malati, psichicamente disturbati. Grazie alla storia e al voto di queste donne la nostra Costituzione repubblicana dice: “L’Italia ripudia la guerra”. La loro autorità nasce dall’esperienza delle donne della Resistenza, che seppero assumerla quando i capi si dileguavano, l’autorità mancava, il re fuggiva, c’era il disordine, l’arbitrio, le truppe tedesche e i fiancheggiatori fascisti. Ecco allora le Debore d’Italia che, con forza e democraticamente, ripristinano l’autorità, ci donano una Costituzione senza falsi dèi, senza teste coronate e senza capi supremi, e una Costituzione contro la guerra. Una Costituzione che può sempre essere migliorata e che nasce come l’abbraccio di una donna, un abbraccio che vuole essere ampio, accogliente, vasto.   Emanuele Fiume Qui l’articolo originale Redazione Italia
April 24, 2026
Pressenza
Referendum: la vittoria dei senza partito
Riprendiamo stralci di un dossier curato da Pietro Spotorno per «Genova che osa» dove OSA sta per «organizzazione studio agitazione» Analisi del referendum costituzionale 2026: una vittoria dell’elettorato apartitico Studio sui dati ufficiali e sondaggio della nostra comunità una iniziativa di «Genova che osa a.p.s.» A cura: Pietro Spotorno. Supporto alla ricerca e redazionale: Stefano Gaggero. Marzo 2026. Organizzazione, Studio,
Dal Parlamento Europeo via libera a detenzioni ed espulsioni punitive
Commentando il voto del Parlamento Europeo sul Regolamento sulla procedura di rimpatrio alla frontiera (Regolamento rimpatri), Eve Geddie, direttrice dell’ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee, ha diffuso questa dichiarazione: “Oggi il Parlamento europeo ha votato per ampliare i propositi punitivi dell’Unione Europea basati su arresti ed espulsioni. Il voto, risultato di un accordo tra il Partito Popolare europeo e gruppi politici contrari all’immigrazione, è arrivato al termine di negoziati frettolosi e privi di adeguati controlli e di effettive valutazioni sui diritti umani. Questo voto è il segnale della crescente tendenza verso politiche dannose, escludenti e spietate in materia d’immigrazione, con preoccupanti ripercussioni per il giusto processo e per le procedure decisionali che devono essere basate sulle prove. Altro che ridurre le situazioni irregolari: queste proposte rischiano d’intrappolare un numero maggiore di persone in situazioni pericolose. Oggi il Parlamento Europeo ha dato via libera all’aumento di requisiti sproporzionati, sanzioni e limitazioni nell’ambito delle decisioni sui ritorni delle persone e all’espansione del ricorso alla detenzione, per periodi ancora più lunghi e in contrasto con gli standard internazionali sui diritti umani. Persone rischieranno di finire nei ‘centri per i rimpatri’, veri e propri luoghi di detenzione oltremare situati in Stati dove non hanno mai messo piede in vita loro. Vogliamo essere chiari: questi ‘centri per i rimpatri’ comportano gravi rischi di violazioni dei diritti umani, non possono operare in alcun modo che rispetti i diritti e dovrebbero essere completamente bocciati“. Ulteriori informazioni Nel marzo 2025 la Commissione Europea aveva presentato la proposta di un Regolamento per sostituire la Direttiva rimpatri allora vigente. A dicembre Amnesty International aveva ammonito che la posizione del Consiglio Europeo nell’ambito dei negoziati sulla proposta comprendeva “un livello senza precedenti di detenzioni, sanzioni e privazione dei diritti umani basati sullo status migratorio”. Il 9 marzo 2026 la Commissione libertà, giustizia e affari interni del Parlamento europeo ha adottato la sua posizione sul Regolamento, al termine di frettolosi negoziati e votazioni su due differenti testi, uno dei quali frutto di un compromesso proposto dal Partito Popolare europeo col sostegno dei Conservatori e Riformisti europei, di Europa delle nazioni sovrane e di Patrioti per l’Europa. Alla fine, è stato questo testo a ricevere il sostegno finale della Commissione libertà, giustizia e affari interni e a essere approvato oggi dal Parlamento come sua posizione negoziale sulla riforma in discussione. Il voto odierno apre la strada ai negoziati a tre che precederanno l’approvazione ufficiale del Regolamento, che si ritiene arriverà presto. Maggiori dettagli al link di seguito: https://www.amnesty.it/ue-ecco-perche-il-regolamento-sui-rimpatri-va-respinto/   Amnesty International
March 26, 2026
Pressenza
Dare il voto alle auto?
Riprendiamo un intervento di Guido Viale su Pressenza Dare il voto alle auto? “La tua auto voterebbe per noi”. Così, alla vigilia delle elezioni in Baden Wurttemberg, il partito nazista Afd (perché poi “neo”?) della Repubblica Federale Tedesca ha trasformato le automobili in elettori e i cittadini in delegati dei rispettivi veicoli (in Italia dobbiamo quindi aspettarci che le nostre
Niente voto fuori sede al referendum sulla giustizia
Il referendum sulla giustizia del 22-23 marzo non prevederà il voto fuori sede, cioè la possibilità, per chi risiede fuori dal proprio comune di residenza per motivi di lavoro, studio o salute, di votare in un differente seggio elettorale.… Leggi tutto L'articolo Niente voto fuori sede al referendum sulla giustizia sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
La legge elettorale toscana va cambiata. Il ricorso di Toscana Rossa riapre la discussione
La legge elettorale toscana (l.r. 51/2014) ha vari problemi: soglie di sbarramento molto alte per le liste singole, complessità legate al voto disgiunto, un impianto poco comprensibile per l’elettore… È forse ora di cambiare la legge per favorire una più … Leggi tutto L'articolo La legge elettorale toscana va cambiata. Il ricorso di Toscana Rossa riapre la discussione sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Se prepari la guerra, la guerra arriva
Due pessimi voti del Parlamento Europeo. Quello su Edip, il programma di acquisto comune di armi, che spacciato come europeista è in realtà bellicista e funzionale agli interessi dei venditori di armi. Approvato, non a caso, col voto della maggior parte dei componenti del gruppo di destra ECR, quello di Fratelli d’Italia. Contro The Left, tranne pochi “nordici” astenuti. Prima di comprare armi in comune bisognerebbe sancire che tutti ripudiano costituzionalmente la guerra. Per l’Italia dovrebbe essere un dovere. Si comprano armi e si distrugge il welfare, come si vede dalle scelte economiche del governo Meloni. La risoluzione sulla guerra ucraina non aiuta una pace giusta, ma la continuazione di una guerra devastante che rischia ormai di trascinarci nel baratro. Rifondazione Comunista è nettamente contraria a entrambe le scelte fatte. Siamo colpiti e preoccupati dal voto di forze che vorremmo impegnate per il disarmo e la pace. Continueremo ancora con più impegno per “vincere” contro la guerra e il riarmo.   Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
November 29, 2025
Pressenza
Il Parlamento Europeo per un solo voto non si piega alla vergogna. Ilaria Salis è salva
Poche ore fa, l’aula di Strasburgo ha garantito per un solo voto l’immunità alla compagna Ilaria Salis, peraltro disposta a essere processata in Italia per le accuse, totalmente lacunose, per cui è stata detenuta in condizioni oscene per 15 mesi in Ungheria. Non tornerà in carcere sotto il regime di Orban perché considerata colpevole di antifascismo. Rifondazione Comunista saluta con enorme piacere Ilaria e il risultato ottenuto, combattere il fascismo non è reato. Maurizio Acerbo, Segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
October 7, 2025
Pressenza