Tag - Ambiente

L’1% più ricco del pianeta ha già esaurito le proprie emissioni annuali, ora userà le nostre
Il 2026 si è aperto sotto la coltre delle emissioni dell’1% più riccco del pianeta, in un’evidente distribuzione delle responsabilità della crisi climatica che è profondamente legata alle disuguaglianze sociali. Secondo gli ultimi dati diffusi da Oxfam, nei primi 10 giorni di gennaio questa ristretta élite mondiale ha già emesso […] L'articolo L’1% più ricco del pianeta ha già esaurito le proprie emissioni annuali, ora userà le nostre su Contropiano.
La voragine delle Olimpiadi 2026
Fra poco meno di un mese verranno inaugurati i giochi olimpici Milano-Cortina 2026, il buco economico e il disastro ambientale sono immediatamente evidenti. Un’altra questione innerva il contesto delle Olimpiadi, ossia la presenza di Israele. In questi ultimi tempi è interessante notare come lo sport abbia saputo mettere al centro la Palestina e come su questo terreno siano state aperte differenti possibilità di lotta e contrapposizione al genocidio. Ne abbiamo parlato con Elio di Off Topic che fa parte del coordinamento cittadino CIO Comitato Insostenibili Olimpiadi che, come viene raccontato nel loro sito, raccoglie “realtà dello sport popolare, collettività politiche di spazi occupati, collettività che si occupano delle trasformazioni della città, soggetti e gruppi che frequentano la montagna da una certa prospettiva, reti e organizzazioni di intervento politico, sociale ed ecologico”. La rete ha in programma diversi appuntamenti e, a seguito delle iniziative per il passaggio della fiaccola olimpica in diverse città d’Italia, si giungerà alle Utopiadi da venerdì 6 a domenica 8 febbraio, tre giorni di lotta, convergenza, mobilitazione e sport popolare.
Avvelenarci non è un problema se serve alla guerra
Un recente articolo sul Fatto Quotidiano (link più in basso) riporta i risultati di uno studio commissionato dal Parlamento Europeo secondo cui “i PFAS sono insostituibili per l’industria delle armi e dei microprocessori“. In estrema sintesi, i PFAS sono una famiglia di composti inquinanti noti da anni per la loro […] L'articolo Avvelenarci non è un problema se serve alla guerra su Contropiano.
Rapporto Legambiente: 15 miliardi al Ponte sullo Stretto, briciole ai pendolari
15 miliardi di euro per poco più di 3 km, contro 5,4 miliardi investiti nella realizzazione di 250 km di nuove linee tranviarie in 11 città italiane. Basta poco a riassumere le evidenze raccolte nella 20esima edizione del Rapporto Pendolaria di Legambiente: un pozzo senza fondo di soldi pubblici per […] L'articolo Rapporto Legambiente: 15 miliardi al Ponte sullo Stretto, briciole ai pendolari su Contropiano.
DESENZANO (BS): BLITZ CONTRO GRANA PADANO, GLI AMBIENTALISTI DI “NO FOOD NO SCIENCE” INTERROMPONO IL CONCERTO DI NATALE
La musica natalizia organizzata per la sera del 23 dicembre al Duomo di Desenzano del Garda, è stata interrotta “per qualche minuto” da attiviste e attivisti di “No Food No Science”, prontamente bloccati dalla polizia. In seguito i cinque ambientalisti sono stati trattenuti in Questura per quattro ore e ora arriva la denuncia. Durante i pochissimi minuti della pacifica protesta, i giovani ambientalisti hanno esposto uno striscione con la scritta “Grana Padano – Non c’è Natale negli allevamenti”. 500 gli spettatori presenti in Duomo: nessuno ha solidarizzato con i giovani che denunciavano la sponsorizzazione del concerto da parte del consorzio Grana Padano, che ha la sede proprio a Desenzano. Da tempo “No Food No Science” segnalano lo sfruttamento estremo all’interno degli allevamenti intensivi nella pianura Padana, del cui latte si riforniscono abbondantemente i caseifici produttori di Grana Padano. Il Consorzio è inoltre sempre più presente nell’organizzazione di grandi e piccoli eventi, per esempio anche delle Olimpiadi Milano-Cortina. Il direttore generale del Consorzio “Stefano Berni”, che ha immediatamente annunciato azioni legali contro “No Food No Science”, sostiene che attiviste e attivisti siano “prezzolati delle multinazionali dei cibi sintetici”, “servi sciocchi” che non sarebbero a conoscenza del riconoscimento ottenuto da diversi caseifici che certificano le loro produzione “Made green in Italy” dal Ministero dell’Ambiente. In realtà, come riportato nell’intervista di Radio Onda d’Urto, “No Food No Science” non ha nemmeno una posizione chiara per quanto riguarda la carne sintetica. Ai nostri microfoni per raccontare quanto accaduto, nonché per rivendicare le ragioni della protesta, Eleonora, Aldo ed Edoardo di “No Food No Science”, tra i cinque che hanno organizzato la protesta sulle rive del Benaco. Ascolta o scarica
“ATLAS OF THE NEW WORLD”, UN PROGETTO FOTOGRAFICO PER COMPRENDERE I CAMBIAMENTI CLIMATICI
Atlas of the New World è un libro dei fotografi Giulia Piermartiri ed Edoardo Delille, edito da L’Artiere nel 2025. Le fotografie contenute nell’Atlante sono state realizzate a partire dal 2019 alle Maldive, in California, sul Monte Bianco, in Mozambico, in Cina e nella Russia artica. “Un progetto fotografico visionario che immagina come potrebbe apparire il pianeta terra” in un futuro rivoluzionato dal cambiamento climatico. L’atlante mostra un mondo trasformato sotto la pressione congiunta di tecnologia, geopolitica, economia, infrastrutture e nuovi modelli di potere. L’Atlas of the New World, usa la fotografia come strumento per “rendere visibile l’invisibile: non il presente, ma il futuro prossimo del mondo naturale e umano”. Il progetto ha ricevuto riconoscimenti importanti, come il Premio Amilcare Ponchielli per il suo contributo fotografico e concettuale nel raccontare temi di grande impatto globale. Ne parliamo con il fotografo Edoardo Delille, uno dei due autori dell’opera e con Elena Giacomelli, ricercatrice all’Università di Bologna e alla Columbia University di New York, esperta di migrazioni climatiche. Ascolta o scarica
UNIMONDO – ATLANTE DELLE GUERRE SI RINNOVA: NASCE IL NUOVO SITO
Lanciato ufficialmente il nuovo sito di Unimondo – Atlante delle guerre, nato dalla fusione delle due redazioni che lavorano da decenni sui temi della pace, dello sviluppo umano sostenibile, dei diritti umani e dell’ambiente. Unimondo.org è una testata giornalistica online che offre un’informazione qualificata e diffonde un’informazione plurale e quotidiana dando voce alle molteplici realtà della società civile italiana e internazionale. “Un sito che non rincorre l’urgenza, ma pratica l’importanza”, come ha raccontato ai nostri microfoni il giornalista e direttore responsabile di Unimondo – Atlante delle guerre, Raffaele Crocco. Ascolta o scarica
La Cop30 si chiude senza una tabella di marcia precisa per superare i fossili
La Cop30 di Belém, in Brasile, la prima a svolgersi dopo che il pianeta ha registrato una temperatura media globale più alta di 1,5 gradi rispetto all’epoca pre-industriale (nel 2024), la Cop che è stata definita da più parti come il momento della verità, si è infine conclusa ieri, 22 […] L'articolo La Cop30 si chiude senza una tabella di marcia precisa per superare i fossili su Contropiano.
Impatto ambientale e militarizzazione: proposta di legge FdI esautora enti locali
Nel maggio del 2024 la deputata di Fratelli d’Italia Maria Paola Chiesa deposita una proposta di legge che è sfuggita all’attenzione di tanti, troppi, pacifisti e pacifiste. L’iniziativa legislativa si può leggere direttamente cliccando qui: DI0146. Tuttavia, in particolare, segnaliamo per la gravità delle conseguenze, la premessa in cui si afferma che: «Il progetto di legge in esame si pone l’obiettivo di ribadire esplicitamente e rafforzare il carattere esclusivo della competenza dello Stato nella gestione di tutto ciò che afferisce alla difesa e alla sicurezza nazionale facendo, in particolare, riferimento alle attività di: predisposizione; organizzazione; preparazione; addestramento; dislocazione. Il progetto di legge in esame punta dunque a rafforzare il principio della centralizzazione statale in materia di difesa e sicurezza nazionale. Nel dettaglio, l’articolo 1, comma 1, lettera a) modifica l’articolo 15 del Codice dell’ordinamento militare (D.lgs. 66/2010 – COM) introducendo un nuovo comma, dopo il comma 2-bis. Il nuovo comma 2-ter ribadisce e precisa che tutte le attività connesse alla difesa e alla sicurezza nazionale rientrano nella competenza esclusiva dello Stato. Il legislatore ha così voluto chiarire che non solo le funzioni e i compiti già previsti nei primi due commi dell’articolo 15 del COM (spettanti allo Stato e attribuite al Ministero della Difesa), ma anche la predisposizione, l’organizzazione, la preparazione e l’addestramento delle unità degli enti, nonché la dislocazione delle unità militari sul territorio nazionale e l’individuazione delle aree addestrative, devono essere gestiti direttamente ed esclusivamente dallo Stato. Si ricorda che l’articolo 117, secondo comma, lettera d), della Costituzione attribuisce allo Stato la competenza legislativa esclusiva in materia di difesa e Forze armate, sicurezza dello Stato, armi, munizioni ed esplosivi. La disposizione in esame, perciò, si propone di rafforzare il principio per cui tutte le decisioni strategiche e operative relative alla sicurezza e alla difesa del Paese non possono essere oggetto di competenza concorrente o residuale da parte di Regioni, rientrando interamente nell’ambito delle materie assegnate alla competenza esclusiva dello Stato». In estrema sintesi, la proposta della parlamentare meloniana è quella di evitare in futuro l’azione degli Enti locali a salvaguardia dell’ambiente ogniqualvolta il governo decida di ampliare le servitù militari, di costruire una nuova base, un poligono di tiro, una infrastruttura militare. Per anni la resistenza ai processi di militarizzazione si è avvalsa anche di norme regionali e dell’intervento degli enti locali, di leggi a tutela dell’ambiente, ma un domani non sarà più possibile. Tutte le funzioni e i compiti relativi alla difesa e alla sicurezza militare saranno di competenza statale, le gare di appalto in deroga al codice degli appalti. Siamo rimasti colpiti nel leggere alcuni progetti relativi a nuove basi militari con costruzioni ultra ecologiche, senza impatto ambientale, riuso di vari materiali, energia eolica, impianti di riciclo, costruzioni all’avanguardia, tutte operazioni con un messaggio assai chiaro: le forze armate difendono l’ambiente come nessun altro sa fare. Ma se si tratta di aree adibite a poligono di tiro con decenni di esercitazioni militari all’anno, utilizzo molteplici tipologie di proiettili, chi si farà carico di valutare l’impatto ambientale? Se in alcune aree interessate i tumori risultano in grande crescita, qualcuno potrà ergersi a paladino dell’ambiente, a difesa della biodiversità e degli ecosistemi nell’interesse delle future generazioni? I siti militari e le aree addestrative permanenti sono assimilabili ai siti industriali dismessi e se le bonifiche di siti contaminati tardano ad arrivare per gli irrisori stanziamenti economici, quali strumenti avranno a loro disposizione i cittadini, le cittadine e la comunità stessa? E, intanto, diventa impresa ardua stabilire il responsabile dell’inquinamento con i valori di riferimento soggetti a normative e regole in continua trasformazione. Il rischio che corriamo è proprio quello di favorire i processi di militarizzazione senza applicare tutte quelle regole in materia di tutela ambientale e magari con qualche confusione di troppo tra siti inquinati e aree dismesse ad uso industriale. Svincolare poi le attività militari dalle norme vigenti in materia di appalto per semplificare le procedure e bandire gare in tempi rapidi era uno degli obiettivi strategici già definiti in qualche documento ufficiale da un po’ di tempo. Alla fine prevale l’idea che siano proprio le leggi regionali emanate in materia ambientale, le norme nazionali in caso di appalti a rappresentare un ostacolo, se non addirittura una minaccia, alla prontezza dello strumento militare. E visti i piani di riarmo la prontezza diviene un valore assoluto a cui piegare la democrazia stessa. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
CAMPANIA: FRATELLI D’ITALIA LISCIA IL PELO ALL’ABUSIVISMO EDILIZIO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI
Tra le migliaia di emendamenti presentati alla manovra economica, i senatori di Fratelli d’Italia, Matteo Gelmetti e Domenico Matera chiedono di riaprire il condono edilizio del lontano 2003. La proposta era stata lanciata dal parlamentare di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli, candidato presidente della Campania, regione nella quale è fuori norma circa una casa su due. La sanatoria ha l’obiettivo dichiarato di permettere ai cittadini della Campania di accedere alle norme dell’epoca di Berlusconi, dato che la regione fu esclusa per una scelta politica della giunta di allora, quella guidata da Bassolino. L’opposizione accusa il governo di utilizzare il condono edilizio a fini elettorali, parlando esplicitamente di “voto di scambio”. Nel frattempo i dati del Cresme (Centro ricerche economiche sociologiche e di mercato nell’edilizia) e il “Rapporto benessere equo e sostenibile 2024” dell’ISTAT mostrano come proprio la Campania sia la terza regione in Italia per abusi edilizi in termini percentuali: il 50,4 % delle costruzioni sono abusive. I dati sono peggiori soltanto in Calabria e in Basilicata, entrambe con il 54,1% di costruzioni non autorizzate. Abbiamo fatto il quadro sugli abusi edilizi con Maria Teresa Imparato, presidente di Legambiente Campania e membro della segreteria nazionale con delega alla giustizia climatica. Ascolta o scarica