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Il Fatto Quotidiano: Lecce, studenti in gita nella caserma dell’Esercito: “È promozione della cultura scientifica”
DI ALEX CORLAZZOLI SU IL FATTO QUOTIDIANO DEL 2 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Alex Corlazzoli, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 2 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. Sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuola e delle università ci sono persino delle immagini della giornata. “Alla caserma – denuncia l’associazione pacifista – è collegato un poligono di tiro nel quale si svolgono regolarmente delle esercitazioni militari a causa delle quali la polizia locale emette degli annunci di pericolo per tutta la popolazione residente e turistica, e conseguente divieto di attraversare la zona. Una ricaduta debilitante per qualsiasi altra attività sociale ed economica presente in quel territorio, tranne che per il comparto militare...continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il cellulare era un dettaglio
-------------------------------------------------------------------------------- unsplash.com -------------------------------------------------------------------------------- Il 19 febbraio abbiamo raccontato la vicenda di John segnalata di un progetto di accoglienza diffusa in Salento. Non avendo ancora documenti per una SIM e nessun euro, John non poteva telefonare ai suoi familiari in Ghana per un cellulare (leggi Lo zainetto di John). Prima gli altri ospiti del SAI (il progetto del Sistema di Accoglienza e Integrazione) gli hanno prestato i loro telefoni poi è partito un passaparola locale e via web attraverso l’ong Gus che gestisce il SAI per cercare un telefonino da donare. «Siamo stati travolti da messaggi, parole gentili e da una vicinanza che, lo confessiamo, non ci aspettavamo così intensa... – dice Paola Medici – Ne avevamo bisogno per ricordarci che non siamo soli… La richiesta di un cellulare per John non voleva essere il focus del messaggio. Era un dettaglio, quasi marginale, dentro una storia molto più grande. E invece è successo qualcosa di bellissimo: siamo stati sommersi da telefoni, disponibilità, offerte sincere di aiuto. Un’ondata di generosità che ci ha emozionati più di quanto riusciamo a dire… Ne abbiamo accettato uno. Ce lo ha donato una cara amica. Era di sua madre che, ci ha detto, “avrebbe voluto così”…». Il Gus –  info@gus-italia.org – ha anche deciso chei numerosi telefoni proposti non andranno persi: saranno raccolti per essere donati a nelle prossime settimane chi ne avrà bisogno. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Il cellulare era un dettaglio proviene da Comune-info.
March 2, 2026
Comune-info
Abusi del clero su minori: «Da Bolzano in giù»
Ecco il nuovo report reso noto a fine febbraio. Il report che illustra l’indagine durata due anni dell’osservatorio Rete L’Abuso sugli sportelli diocesani per le vittime di abusi sessuali da parte del clero.   L’indagine ha utilizzato un ampio campione, su un totale di 130 sportelli in Italia (su 226 diocesi) ne ha potuti censire ben 32. Sono stati utilizzati
Promozione della cultura scientifica per 500 studenti e studentesse di Lecce? Visita in caserma!
Veniamo a conoscenza dell’ennesima circolare scolastica in provincia di Lecce che, con un automatismo deplorevole, permette, in seno a un programma di promozione della cultura scientifica, di disporre per alcune classi quinte di un istituto di istruzione secondaria superiore una visita guidata in una caserma dell’esercito italiano. Alcune classi quinte del polo tecnico professionale Moccia – Vanoni di Nardò (Lecce) sono state infatti condotte nella caserma Floriani di Torre Veneri, sede del reggimento addestrativo della scuola di cavalleria dell’esercito. Gli/le studenti sono stati/e prelevati/e da un pullman dell’esercito italiano, hanno trascorso un’intera mattinata in caserma, e poi sono stati/e ricondotti/e davanti alla scuola da loro frequentata (clicca qui per la circolare in chiaro). Come se non bastasse, alla caserma in oggetto è collegato un poligono di tiro nel quale si svolgono regolarmente delle esercitazioni militari a causa delle quali la polizia locale emette degli annunci di pericolo per tutta la popolazione residente e turistica, e conseguente divieto di attraversare la zona. Una ricaduta debilitante per qualsiasi altra attività sociale ed economica presente in quel territorio, tranne che per il comparto militare. Anche questo 18 febbraio, lo stesso giorno della visita delle classi quinte del IISS Moccia-Vanoni nella caserma Floriani, nel poligono sito nel tacco d’Italia, a soli 40 Km da Nardò, si svolgevano esercitazioni a fuoco diurne e notturne con armi di vario calibro, come recita la pagina Facebook: «ESERCITAZIONI A FUOCO – POLIGONO MILITARE DI TORRE VENERI (LECCE), Programmazione febbraio 2026. Nei giorni 2, 3, 4, 5, 6, 9, 10, 11, 12, 13, 16, 17, 18, 19, 20, 23, 24, 25, 26 e 27 febbraio 2026, nella fascia oraria 08:00 – 23:00, si svolgeranno esercitazioni a fuoco diurne e notturne con armi di vario calibro presso il Poligono Militare di Torre Veneri» (clicca qui per il link dell’informazione). Così è stato anche a novembre, a ottobre, ad aprile e a marzo 2025, come si può evincere da questi reperti: uno, due, tre e quattro. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università critichiamo aspramente le iniziative che mettono in comune scuola e comparto militare. Invece che portare i/le nostri/e studenti a sorbire la propaganda securitaria e della difesa, come docenti e responsabili del loro tempo a scuola, dovremmo sottoporre loro contenuti di qualità maggiore, mostrando per esempio le ricadute sociali e ambientali dei sistemi produttivi, comparandoli. Dovremmo, come insegnanti, soffermarci con gli/le studenti sulle contraddizioni, in questo caso della caserma Floriani di Torre Veneri che, seppure inserita in un progetto di efficientamento energetico (progetto Caserme Verdi avviato nel 2018 dal sistema Difesa) ha una finalità tra le più distruttive per l’ecosistema, quella dei conflitti armati e il suo poligono militare risulta spaventosamente attivo e inquinante per suolo, aria e mare (clicca qui per le info). Le “Giornate di promozione della cultura scientifica” così come previste dal programma della provincia di Lecce, prevedono un numero nutrito di enti (1) di supporto. Sarebbe il caso di vietare che in questi rientrino le strutture dell’Esercito, della Marina militare e dell’Aeronautica e di verificare se gli altri enti sostengono le applicazioni del dual-use. Nei giorni scorsi circa 500 studenti delle scuole superiori salentine hanno visitato caserme militari. Studenti dell’ IISS “E. Fermi” e dell’ITES “A. De Pace” di Lecce, dell’IISS “S. Trinchese” di Martano (clicca qui), dell’IISS “Moccia-Vanoni” di Nardò e dell’IISS “E. Mattei” di Maglie (clicca qui per la notizia). Qui le foto dal profilo Facebook dell’IISS “S. Trinchese” di Martano (LE). L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università continua nel suo lavoro di formazione e informazione, che sente necessario per tenere in vita il conflitto sano ed efficace della democrazia e scongiurare scenari cupi, autoritari e guerrafondai. Teniamo a precisare che questo articolo è stato scritto in seguito a una segnalazione di un/una nostro/a simpatizzante. Se anche tu vieni a conoscenza di una attività scolastica collegata alla presenza/supervisione di ufficiali militari o delle forze dell’ordine, scrivici all’indirizzo osservatorionomili@gmail.com. (1) I laboratori dei Dipartimenti dell’Università del Salento – Polo Ecotekne: Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali, Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, CEDAD Centro di Fisica Applicata, Datazione e Diagnostica; istituti di ricerca CNR-ISPA Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari, CNR-ISAC Istituto di Scienze per l’Atmosfera e Clima, CNR- ISPC Istituto per le Scienze del Patrimonio Culturale, CBN Centro per le Nanotecnologie Biomolecolari dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Arnesano, e Agenzia regionale di Ricerca e Protezione Ambientale (ARPA), Aziende sanitarie (ASL) Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università --------------------------------------------------------------------------------
Lo zainetto di John
John è ghanese. Arriva da un Paese definito sicuro. Abbastanza sicuro da negargli il diritto di restare, non abbastanza da impedirgli di partire. È giunto ad Andrano, in Salento, il 9 dicembre con uno zainetto arancione, numero 88, e due buste di plastica. Dentro quello zaino c’era tutto ciò che aveva, dentro i suoi occhi, molto di più. La notte lascia uscire le lacrime che non può mostrare, di giorno offre al mondo un sorriso gentile, fastidiosamente riverente. Piange perché non riesce a sentire la sua famiglia. Nessun documento per una SIM. Nessun denaro per un cellulare. Gli altri ospiti (del SAI, Sistema di Accoglienza e Integrazione) gli prestano il loro telefono, permettendogli di incontrare virtualmente i propri cari. Un gesto semplice. Umano. Immenso. In questi giorni di mare agitato, di onde che restituiscono corpi e silenzi, quello zainetto arancione è diventato, per tutti noi, qualcosa di difficile da sopportare. Non è più solo un oggetto. È un simbolo, un peso, un monito doloroso. Chiediamo a John, quasi con pudore, di toglierlo: “Indossa questo zainetto, per favore. È del G.U.S., la nostra associazione. Non come segno di proprietà, ma di appartenenza. Per noi non sei un numero. Sei John, una persona”. Perché accogliere non è solo offrire un posto. È riconoscersi, ostinatamente, come parte della stessa umanità. Ha scritto Daniele, operatore del SAI: “Non so cosa sia più devastante: ascoltare le notizie delle ultime ore e pensare che uno di loro avrebbe potuto far parte dei nostri progetti, condividere programmi, obiettivi, risate e anche incomprensioni… oppure pensare che una delle persone che abbiamo già accolto, con cui condividiamo tutto questo, avrebbe potuto essere al loro posto, se una maledetta previsione meteo fosse stata diversa mentre affrontavano lo stesso viaggio…”. E mentre leggiamo i giornali, quei volti non sono mai anonimi. Hanno lineamenti, carattere, storie che conosciamo. Li vedo lì, sulle spiagge di Tropea e della mia città, Trapani. È un colpo al cuore. E per questo sento anch’io, come Daniele, il bisogno di condividere queste parole con chi è ancora capace di comprendere. Perché, in tutto questo, peggio della morte stessa, c’è l’incapacità di troppi di capire. O, peggio ancora, di sentire. -------------------------------------------------------------------------------- Paola Medici, sociologa e coordinatrice del progetto SAI di Andrano, si occupa da tempo di discriminazioni -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Lo zainetto di John proviene da Comune-info.
February 19, 2026
Comune-info
La ribellione gentile della campagna profonda
di Gianluca Ricciato Da un po’ di anni parlare del Salento, soprattutto in certi ambienti, significa parlare di desertificazione, di turismo, di xylella, di aumento dei prezzi, di coppie di anziani ricchi che comprano masserie, e litigare su tutto questo. A volte mi faccio trascinare da questa inutile litania funebre della società del terzo millennio in terra meridiana, a volta
January 23, 2026
La Bottega del Barbieri
#stopthegenocideingaza🇵🇸 #Lecce, martedì 14 ottobre, ore 10 #Università degli Studi la #militarizzazione delle università italiane e le missioni umanitarie 🌊 Incontro di confronto con ospiti Antonio Mazzeo, Shokri Hroub e Tony La Piccirella
October 13, 2025
Antonio Mazzeo
#africa L’Italia addestrerà i piloti militari libici @aeronautica.militare #libya. Partecipazione dei militari ai corsi di addestramento presso il 70° Stormo di #Latina e il 61° di Galatina (#Lecce) e all'Aviation English di Loreto (#Ancona) https://www.academia.edu/128967726/L_Italia_addestrer%C3%A0_i_piloti_militari_libici
April 26, 2025
Antonio Mazzeo