Tag - antimilitarismo

[2026-04-19] EVENTO ORGANIZZATO CON E A SOSTEGNO DELL3 COMPAGN3 IRANIAN3 @ CSOAT Auro e Marco
EVENTO ORGANIZZATO CON E A SOSTEGNO DELL3 COMPAGN3 IRANIAN3 CSOAT Auro e Marco - Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, 270 (domenica, 19 aprile 16:00) 📣 il 19 Aprile tutt3 all’Auro e Marco per e con l3 compagn3 Iranian3! Un pomeriggio-sera dedicato interamente ai racconti sull’Iran, attraverso l’arte e la cultura. Pomeriggio: •💃 16:00 workshop di danza iraniana con Faezeh •🎬 17:00 proiezione cortometraggio "L'Isola Errante" (Video-Danza) di Agnese, Giovanna e Sadra •🎭 17:30 performance teatrale "Le finestre cantanti" di Zara •💬 18:00 TALK - momento di incontro e confronto con l3 compagn3 iranian3 Dalle 20:00 CENA VEGAN TRADIZIONALE IRANIANA 🍲🌱 ✨A SEGUIRE MUSICHETTE ✨
April 14, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-25] 25 Aprile - Pigneto in Festa @ Piazza Nuccitelli-Persiani
25 APRILE - PIGNETO IN FESTA Piazza Nuccitelli-Persiani - Piazza Nuccitelli, 00176 Roma RM, Italia (sabato, 25 aprile 09:00) Sabato 25 Aprile Piazza Nuccitelli Persiani ★ “LA PICCOLA LIBERAZIONE” - laboratori creativi, storie, racconti e musica per bambine e bambini ★ “PIAZZA DEL PENSIERO CRITICO” - Una piazza della cultura indipendente e delle autoproduzioni con libra, editor, artigian*, collettivi. ★ Stand Disegnamo il Parco naturalistico archeologico del Lago Bullicante ★ “ONDA ROSSA PIAZZA” Programma: 09:00 colazione 09:30 partenza per raggiungere Piazza delle Camelie per il corteo di Roma Est 15:00 (H)asta la victoria! - Un’asta resistente contro la logica del mercato dei padroni. Il ricavato verrà devoluto per l’acquisto dei farmaci per Cuba. 16:00 Tavola rotonda “Liberiamoci dalla guerra: ora e sempre resistenza” 19-20 Hurla Hoop e Le Radiose 21-23 concerto 🏆 TORNEI COPPA “25 APRILE” 🏅 Tornei popolari nel Centro e in piazza ★ CALCIO A 5 ★ PING PONG ★ BILIARDINO ★ SCACCHI LIBERI
April 8, 2026
Gancio de Roma
L’insensatezza dell’istituzione degli eserciti
L’addestramento militare prepara a vedere l’altro come una minaccia da eliminare. Come si può pensare che la pace possa nascere dagli stessi strumenti che rendono possibile la guerra?  Nel corso della storia umana, l’istituzione degli eserciti è stata considerata una necessità inevitabile, quasi un elemento naturale dell’organizzazione degli Stati. Eppure, se osservata con lucidità, essa appare come una delle più profonde contraddizioni della civiltà: strutture create e mantenute con l’obiettivo dichiarato di garantire sicurezza, ma fondate su strumenti di distruzione, paura e odio. Gli eserciti nascono e si legittimano attraverso la costruzione del nemico. Senza una minaccia, reale o percepita, la loro esistenza perderebbe significato. Questo meccanismo alimenta un circolo vizioso: per giustificare la propria presenza, ogni apparato militare ha bisogno di tensioni, conflitti e rivalità. Così, invece di prevenire la guerra, spesso contribuisce a renderla possibile, se non inevitabile. Come sottolinea l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, la logica militare non è difensiva ma strutturalmente offensiva: ogni esercito si prepara al peggio, accumula armi, perfeziona strategie di annientamento. Anche quando si parla di “difesa”, il linguaggio resta quello della distruzione. La sicurezza diventa quindi un paradosso: si cerca pace attraverso la preparazione alla guerra, denuncia Michele Lucivero, docente di Filosofia e Storia, noto per il suo impegno come responsabile dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’Università, la cui attività si concentra sulla critica alla crescente presenza di militari, armi e propaganda bellica all’interno delle istituzioni scolastiche italiane A questa critica si affianca quella di Antonio Mazzeo, insegnante, giornalista e attivista che evidenzia come l’apparato militare non sia solo uno strumento di difesa, ma anche un enorme sistema economico e politico. L’industria bellica, le alleanze strategiche, le spese militari crescenti: tutto ciò crea interessi concreti che rendono difficile, se non impossibile, mettere in discussione l’esistenza stessa degli eserciti. Non si tratta più solo di sicurezza, ma di potere e profitto. Inoltre, gli eserciti operano attraverso una disciplina che spesso annulla l’individuo. Il soldato viene addestrato a obbedire, a sospendere il giudizio morale, a eseguire ordini anche quando implicano violenza estrema. Questo processo solleva interrogativi etici profondi: è possibile conciliare la dignità umana con un sistema che richiede, in ultima istanza, la capacità di uccidere? Nel mondo contemporaneo, segnato da armi sempre più sofisticate e distruttive, la questione diventa ancora più urgente. Le tecnologie militari hanno raggiunto un livello tale da rendere qualsiasi conflitto potenzialmente catastrofico su scala globale. In questo contesto, continuare a investire in eserciti appare non solo anacronistico, ma pericoloso. L’idea di abolire gli eserciti può sembrare utopica, ma ogni grande cambiamento nella storia è stato preceduto da una visione considerata irrealistica. Abolire gli eserciti non significa ignorare i conflitti, ma affrontarli con strumenti diversi: diplomazia, cooperazione internazionale, giustizia globale. Significa spostare risorse e intelligenze dalla distruzione alla costruzione. In definitiva, l’istituzione degli eserciti si rivela insensata proprio perché pretende di garantire la pace attraverso la preparazione alla guerra. Finché questa logica non verrà superata, l’umanità resterà intrappolata in un sistema che perpetua ciò che afferma di voler evitare. Superare gli eserciti non è solo una scelta politica: è una necessità etica. Gli uomini in armi non possono costruire la pace L’idea che uomini armati possano costruire la pace è una delle più diffuse e, al tempo stesso, più contraddittorie della modernità. Si afferma spesso che la presenza militare sia necessaria per stabilizzare territori, prevenire conflitti e garantire sicurezza. Tuttavia, questa convinzione poggia su una premessa fragile: che la pace possa nascere dagli stessi strumenti che rendono possibile la guerra. L’uomo in armi è, per definizione, inserito in una logica di conflitto. Il suo ruolo è prepararsi allo scontro, individuare un nemico, neutralizzarlo. Anche quando opera sotto il nome di “missione di pace”, resta vincolato a una struttura mentale e operativa fondata sulla minaccia e sull’uso della forza. In questo contesto, la pace rischia di diventare una semplice pausa tra due tensioni, non un processo autentico di riconciliazione. Come osserva Lucivero, la pace non può essere imposta: richiede relazioni, fiducia, ascolto. Tutti elementi incompatibili con una presenza armata, che inevitabilmente genera paura e diffidenza. Un soldato, anche quando non spara, rappresenta comunque la possibilità della violenza. E dove esiste questa possibilità, la pace non può radicarsi davvero. Anche Mazzeo sottolinea come le operazioni militari, spesso presentate come interventi umanitari, finiscano per rafforzare dinamiche di dominio e controllo. Le popolazioni coinvolte non percepiscono gli uomini in armi come portatori di pace, ma come attori esterni che impongono ordine con la forza. Questo non costruisce stabilità, ma semina risentimento, creando le condizioni per nuovi conflitti. La pace, al contrario, è un processo lento e fragile. Nasce dal dialogo, dalla giustizia sociale, dalla riduzione delle disuguaglianze. Richiede istituzioni civili forti, partecipazione, rispetto reciproco. Nessuno di questi elementi può essere imposto con le armi. Anzi, la presenza militare tende spesso a soffocarli, sostituendo la complessità delle relazioni umane con una logica di controllo. Sussiste poi una questione etica e morale fondamentale. Costruire la pace significa riconoscere l’umanità dell’altro, anche quando è diverso o ostile. L’addestramento militare, invece, prepara a vedere l’altro come una minaccia da eliminare. Questa trasformazione dello sguardo è incompatibile con qualsiasi autentico progetto di convivenza pacifica. Sostenere che gli uomini in armi possano costruire la pace significa, in fondo, accettare una contraddizione insanabile. È come pretendere di spegnere un incendio alimentandolo. Finché la sicurezza sarà affidata alla forza, la pace resterà precaria, sempre esposta al rischio di essere infranta. Riconoscere che la pace non può nascere dalle armi è il primo passo per immaginare alternative reali. Non si tratta di ingenuità, ma di coerenza: se il fine è la pace, anche i mezzi devono esserlo. Solo disarmando le relazioni – prima ancora degli eserciti – si può aprire uno spazio autentico per una convivenza più giusta e duratura. Laura Tussi
April 4, 2026
Pressenza
[2026-04-08] VENTICINQUE ANNI DI “RIFORME”: QUALE #SCUOLA CI RESTA? @ Teatro Della Scala - Bracciano
VENTICINQUE ANNI DI “RIFORME”: QUALE #SCUOLA CI RESTA? Teatro Della Scala - Bracciano - via delle Ferriere, Bracciano (mercoledì, 8 aprile 09:00) Mercoledì 8 aprile dalle ore 9,00 alle 13,00 al Teatro Della Scala (Teatro del lago, ex Auditorium )- Bracciano - via delle Ferriere - CONVEGNO E PROIEZIONE DEL FILM D'ISTRUZIONE PUBBLICA [ORE 8. 45- REGISTRAZIONE PARTECIPANTI introduce e coordina Maria Strati si H Docente e presidente ass. ACACIA SCUOLA Ore 9,00 proiezione di D'ISTRUZIONE PUBBLICA] Di Federico Greco_e Mirko Melchiorre La scuola del punteruolo rosso: etologia, pedagagia e politica Anna Angelucci - Docente, presidente dell'ss. nazionale Perla Scuola ell Repubbiica IP Resistenze contro la scuola neoliberista Franco Coppoli - Docente, Cobas scuola È Contraddizioni e deficit democratico nel sistema scolastico Italiano: quattro filoni di riflessione ” Ronata Puleo ex dligente scolastica, dell'ass. nazionale per la scuola della Repubblica - ODV La miltarizzazione dell'istruzione Antonio Mazzeo prep Docente, giornalista, Osservatorio conto la militarizzazione delle scuole e delle università Dibattito con interventi dal pubblico
April 3, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-11] EVENTO ORGANIZZATO CON E A SOSTEGNO DELL3 COMPAGN3 IRANIAN3 @ CSOAT Auro e Marco
EVENTO ORGANIZZATO CON E A SOSTEGNO DELL3 COMPAGN3 IRANIAN3 CSOAT Auro e Marco - Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, 270 (sabato, 11 aprile 17:00) 📣 l’11 Aprile tuttu all’Auro e Marco per e con  l3 compagn3 Iranian3! Un pomeriggio-sera dedicato interamente ai racconti sull’Iran, attraverso l’arte e la cultura. Pomeriggio: • 17:00 workshop di danza iraniana con Faezeh • 18:00 proiezione cortometraggio "L'Isola Errante" (Video-Danza) di Sadra • 18:30 performance teatrale  " Tra le trame dei tessuti" • 19:00 TALK - momento di incontro e confronto con l3 compagn3 iranian3 Dalle 20:30 CENA VEGAN TRADIZIONALE IRANIANA ✨A SEGUIRE MUSICHETTE ✨
April 2, 2026
Gancio de Roma
ROMA: FUORI ALFREDO DAL 41 BIS [18 APRILE]
Diffondiamo: Quelle carceri sono delle prigioni di guerra. Fuori Alfredo dal 41bis! La vita di Alfredo Cospito passa di nuovo per le mani del Ministro della Giustizia, quindi del governo, poiché nei primi giorni di maggio scadono i primi 4 anni in regime di 41bis. Da quel momento in poi, il termine vedrà la sua … Leggi tutto "ROMA: FUORI ALFREDO DAL 41 BIS [18 APRILE]"
March 30, 2026
Brughiere
Napoli ‘abbracciata’ dall’Aeronautica Militare? No, grazie!
Il MIR – Movimento Internazionale della Riconciliazione – storica organizzazione del pacifismo di matrice spirituale e nonviolenta – protesta per l’occupazione militare da parte dell’Aeronautica militare, nel periodo dal 28 marzo al 1° aprile, di due luoghi simbolo di Napoli, per statuto ‘Città di Pace’, non palcoscenico per esibizioni bellico-militari. Nella relativa nota informativa, queste c.d. ‘giornate azzurre’ sono state presentate come il modo col quale l’Aeronautica “abbraccia la città di Napoli”, con un evento “pensato per chi desidera conoscere più da vicino l’Aeronautica Militare, la sua storia, le sue tradizioni e i suoi valori, in un contesto accessibile e adatto a famiglie, appassionati e curiosi”. L’Aeronautica occuperà infatti per ben 5 giorni due luoghi della nostra città (piazza del Plebiscito ed il lungomare), per esibire la propria capacità bellico-tecnologica con un’intera area espositiva, velivoli e simulatori di strumentazione, ‘festeggiando’ il suo 103° anniversario con gli abituali riti delle cerimonie militari e con l’immancabile sorvolo delle ‘frecce tricolori’ Il MIR contesta tale retorica narrazione ed esprime netta contrarietà a quest’ennesima manifestazione di esaltazione patriottico-militarista, soprattutto in un momento drammatico ed allarmante per l’acuirsi di conflitti bellici ed aggressioni armate, con una micidiale e dispendiosa ripresa della folle corsa agli armamenti. “Come organizzazione nonviolenta, antimilitarista ed ecopacifista, manifestiamo totale dissenso nei confronti di queste sempre più frequenti esibizioni propagandistiche delle forze armate italiane, che da anni stanno subdolamente infiltrando la società ed anche le istituzioni educative, portando avanti la retorica dei militari vicini alla ‘gente’, proprio mentre la tragica cronaca delle guerre in atto ci sta mettendo sotto gli occhi quanta morte e devastazione provocano invasioni, bombardamenti e raid aerei” ha dichiarato Ermete Ferraro, presidente nazionale e referente della Sede di Napoli. Il MIR ricorda, peraltro, che a Piazza del Plebiscito era stata programmata per il 28 marzo la manifestazione “10,100, 1000 Donne per la Pace”, spostata a piazza Municipio proprio per consentire l’installazione degli stand espositivi dell’Arma Azzurra, suscitando quindi la legittima protesta delle realtà organizzatrici dell’incontro pacifista. “Continueremo a contestare anche a Napoli la retorica narrazione delle forze armate e ad opporci al montante autoritarismo, militarismo e bellicismo, opponendovi l’obiezione di coscienza, la disobbedienza civile e lanciando una proposta di legge popolare per istituire una difesa “non-armata, civile e nonviolenta” ha concluso Ferraro. Redazione Napoli
March 27, 2026
Pressenza
No ai treni di guerra!
23-29 marzo settimana contro la logistica di guerra ferroviaria A Torino Sabato 28 marzo ore 16 presidio antimilitarista a Porta Susa Le ferrovie sono uno strumento per fare la guerra. Anche nelle ferrovie, un fiume di soldi pubblici vengono destinati alla guerra, sottraendoli alla sicurezza dei trasporti ed ai servizi per studenti e lavorator pendolari. Il 19 novembre 2025 è stato pubblicato dalla Commissione Europea il pacchetto sulla mobilità militare dell’Unione, poi approvato dal Parlamento europeo a larga maggioranza il 17 dicembre successivo. Un passo ulteriore verso una “Schengen militare”. Questa misura, insieme alla tabella di marcia per la trasformazione dell’industria della difesa dell’UE sono settori prioritari nel Libro bianco e nella Defence Readiness Roadmap 2030. Il pacchetto ha come scopo la preparazione delle infrastrutture a dual use entro il 2027; per questo prevede 17,65 miliardi di euro proposti nell’ambito del prossimo bilancio dell’Europa (2028-2034) per la mobilità militare; circa 500 progetti hotspot e investimenti mirati per eliminare i punti di strozzatura lungo i corridoi prioritari e infine strumenti per identificare, potenziare e proteggere le infrastrutture strategiche. Per quanto riguarda l’Italia, i progetti sono compresi nei 1,74 miliardi (oltre il 50% destinati al trasporto via ferro) previsti dal Connecting Europe Facility nell’ambito dell’Action Plan 2.0 militare europeo. Dopo le stazioni in provincia di Pisa (Tombolo e Pontedera) e di Udine (Palmanova), gli interventi sono concentrati nelle stazioni di Genova e La Spezia. In particolare il finanziamento dell’Unione Europea prevede 28.774.201,50 € erogati a RFI per lo scalo di Genova Sampierdarena- Parco Fuori Muro e 9.274.599,00 € erogati all’Autorità del sistema portuale del Mar Ligure Orientale per lo scalo di La Spezia Marittima. È interessata anche Milano Smistamento, dove sono in corso lavori per il nuovo terminal intermodale, che potrebbe assumere importanza nei traffici militari, vista la collocazione geografica (asse Reno-Alpi, vicinanza coi valichi).La linea ad alta velocità in costruzione tra Torino e Lyon è indicata come snodo nevralgico di un corridoio militare, che dovrebbe terminare a Kiev. Dal 23 al 29 marzo l’assemblea Antimilitarista ha lanciato una settimana di informazione e lotta contro la logistica militare ferroviaria. Ne abbiamo parlato con Tiziano Antonelli del Coordinamento antimilitarista livornese, che lo scorso 12 marzo ha partecipato alle iniziative che hanno rallentato di diverse ore un treno di munizioni diretto a Palmanova Ascolta la diretta:
March 25, 2026
Radio Blackout - Info