Tag - militari

Editoriale Domani: Se i militari salgono in cattedra, a scuola l’orientamento alla guerra
DI CARLO RIDOLFI SU EDITORIALE DOMANI DEL 12 GENNAIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Carlo Ridolfi e pubblicato su Editoriale Domani il 12 gennaio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «Scorrendo poi le pagine di quel prezioso strumento che è il sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università, è possibile verificare che per la ricorrenza del 4 novembre si sono svolte in scuole di tutta Italia oltre 200 iniziative con le forze armate. E che tanto dispiegamento di energie e risorse non è rivolto solo alla scuola secondaria di secondo grado...continua a leggere su www.editorialedomani.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“Volenterosi” in Groenlandia, ma “contro russi e cinesi”
Se non ci fossero in ballo questioni molto serie ci sarebbe solo da ridere. Un continente «vecchio» ormai non solo di nome, ma tuttora intriso di colonialismo suprematista fuori tempo, prova a districarsi nella tenaglia che ha costruito con le proprie mani: guerra con la Russia, in Ucraina, crisi industriale […] L'articolo “Volenterosi” in Groenlandia, ma “contro russi e cinesi” su Contropiano.
Venezuela. Almeno 40 i morti per i raid statunitensi. Domani si riunisce il Consiglio di Sicurezza dell’Onu
Il coordinatore dei Capi di Stato Maggiore Congiunti degli Stati Uniti, il generale Dan Caine, ha fornito ulteriori dettagli sul raid contro il Venezuela durante un’apparizione a Mar Lago, affiancato da Trump. Il gen. Caine ha confermato che gli elicotteri statunitensi inviati per sequestrare Nicolás Maduro e sua moglie sono stati bersaglio […] L'articolo Venezuela. Almeno 40 i morti per i raid statunitensi. Domani si riunisce il Consiglio di Sicurezza dell’Onu su Contropiano.
Militarizzazione universitaria: Filosofia per militari da Bologna a Modena
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è già intervenuto sul diniego dell’Università di Bologna a istituire un corso di laurea specifico per i cadetti dell’Accademia. Ma davanti alle fondate osservazione dell’Ateneo bolognese, i militari non hanno saputo muovere obiezioni di sorta, si sono semplicemente spostati di pochi chilometri trovando accoglienza in altro Ateneo della Regione Emilia Romagna (clicca qui per la notizia). Non è in gioco la libertà del cadetto militare di iscriversi alle facoltà universitaria. Se questo fosse stato il problema, ci saremmo attivati per garantirne l’accesso all’Università come ogni altro studente. Il discorso è ben diverso da come è stato presentato da alcuni media interessati solo alla canea mediatica, a presentare i vertici militari vittime, a prescindere, di pericolosi e irrazionali veti di parte burocratica su pressione sindacale e studentesca. Costruire un percorso universitario ad hoc per gli ufficiali, quando mancano risorse per le attività normali universitarie, quando si chiude la porta a migliaia di ricercatori impedendone la stabilizzazione dopo anni di ricerca e pubblicazioni, questo lo trovate equo ed etico? E se il corso ad hoc per i soli cadetti viene respinto nell’Università di Bologna trasloca in altra città, presso Scienze strategiche del dipartimento di Giurisprudenza, per farlo hanno perfino modificato l’ordinamento didattico del corso per l’anno accademico 2026-2027. La domanda alla quale rispondere non è se sia corretta o scorretta questa procedura, ma se le pressioni dei settori militari, del Ministero possano avere la meglio e imporre certe volontà: due pesi e due misure inaccettabili che confermano la preferenza da accordare all’economia di guerra e a ogni richiesta delle forze armate. E dalla stampa locale apprendiamo che tra le materia ci sono anche le tecnologie duali, quelle per capirci utilizzabili in ambito civile e militari e sulle quali puntano le multinazionali del complesso industrial-militare. Non ci capacitiamo come si possa parlare, da parte del Ministero, del ripristino del sapere critico nell’università a seguito della decisione dell’ateneo di Modena che leggiamo come una sorta di capitolazione della libertà della ricerca e delle autorità universitarie ai voleri della guerra, della militarizzazione con tanto di interventi atti a modificare l’ordinamento didattico per accordare un corso di laurea ad hoc. Una decisione per noi inaccettabile specie se pensiamo alle migliaia di studenti e studentesse che nell’università chiedono maggiore frequenza delle sessioni di esame e delle lezioni e vengono sovente ignorati dalle autorità accademiche. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Dopo il riarmo l’Unione Europea vuole una “Schengen militare”
Motivandolo con la necessità di attrezzare il continente allo scopo di far fronte ad un’eventuale aggressione militare russa, dopo aver lanciato nelle scorse settimane uno storico piano di riarmo il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che chiede il via libera alla circolazione in tutto il territorio dell’Unione delle truppe […] L'articolo Dopo il riarmo l’Unione Europea vuole una “Schengen militare” su Contropiano.
Militari, militarismo e fascismo nella commedia all’italiana: l’avversione verso la “classe armata”
> Che cosa pensavano gli italiani negli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso a > proposito di Patria, di difesa, di sicurezza? Formulata così la domanda, abbiamo il sentore che questi termini, che sono i mantra della fase politica odierna, allora avessero poco senso. Gli italiani e le italiane apprezzavano la libertà e il nuovo benessere, e la Patria era finalmente antifascista, non minacciata da nessuno (nemmeno dall’impero sovietico); gli italiani e le italiane si sentivano sicure/i e protagoniste/i del loro futuro e, avendo conosciuto in prima persona i disastri della guerra scellerata, non sentivano per nulla il bisogno di militari e armamenti. Tanto più che il franchismo in Spagna era vivo e vegeto, e i militari fascisti in Argentina e in Cile, e i colonnelli in Grecia, avevano modo di dare anche negli anni ‘70 il meglio di sé. E gli USA guerre controverse le facevano (Corea, Vietnam)! In Italia, martoriata da insondabili stragi (da Portella della Ginestra in poi), emergevano notizie di piani di colpi di stato militari o di strutture Stay behind (“Gladio”). La società civile reagì e resistette, e fra le modalità di reazione ci fu la trasfigurazione di questi fatti attraverso una lente comica e grottesca: colpi di stato da operetta, progettati da mentecatti sopravvissuti a un passato allora recente. Che questo fosse il sentire comune, popolare, ed esprimesse il disgusto e l’inquietudine degli italiani e delle italiane verso il militarismo e il fascismo è evidente nella produzione cinematografica dell’epoca che trova spunto grottesco nelle questioni militari e, almeno quelli più riusciti, illustrano bene certe dinamiche cognitive sul potere, a cominciare da Il federale di Luciano Salce (1961) per passare alla commedia satirica fantapolitica Colpo di stato sempre di Salce (1968) che ipotizza il successo elettorale del PCI e lo scatenamento della reazione atlantica. Notevole è Vogliamo i colonnelli di Mario Monicelli (1973). In Il generale dorme in piedi di Francesco Massaro (1972), un film meno riuscito, è però incisiva l’idea che vede ancora Ugo Tognazzi interpretare la personalità scissa di un rigido militare che quando dorme urla il suo antimilitarismo. Film che oggi fanno riflettere, forse più di allora. Insegnano che satira e comicità servono a demolire le guerre cognitive, le quali cercano il consenso belligerante della gente. Soprattutto questi film segnalano l’avversione degli italiani verso quella che oggi viene diffusa come “cultura della difesa”, che normalizza e sviluppa sempre più la predominanza della cosiddetta “classe armata” cioè di quegli apparati e gerarchie dedicate all’uso delle armi, a cui appartiene per definizione il monopolio della violenza. Sono apparati che, come tutte le strutture, lavorano per auto-conservarsi, alimentando il caos e le guerre (la geopolitica mondiale la decide la NATO, non l’ONU!). Si tratta dunque di una sostanziale avversione degli italiani e delle italiane verso l’idea di “difesa” come apparato militare diffuso, che oggi è diventato professionale, normalizzato, integrato con la ricerca e l’industria, di deterrenza “ma anche proattivo”, e che vede anche le forze dell’ordine pubblico coordinate nel contenimento del dissenso interno. Tutto ciò è qualcosa di nuovo, che si è sviluppato dai primi decenni del nuovo secolo e che sta agendo per imporsi sempre più. Se ci riuscirà, le nostre società saranno efficacemente, modernamente e politicamente militarizzate. Si tratta di capire e di scegliere se una simile società ci piace e produce il nostro bene, oppure se si tratta di un nuovo totalitarismo che avanza. Non è vero che la “cultura della difesa” nasce dal pragmatismo, dal buon senso, o dai sani valori “tradizionali”, patriottici, occidentali ecc., come sentiamo ripetere con insistenza nel discorso pubblico, nelle scuole, sui media. Se escludiamo il fascismo, la tradizione italiana è fatta di esecrazione della violenza e di antimilitarismo. Basta rivedere i film di Tognazzi, Salce e Monicelli e riflettere sulla loro amara, libera intelligenza. Lorenzo Perrona, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Attentato contro soldati USA. La Siria di Al Jolani rimane inaffidabile
Brutto colpo per la credibilità di Al-Jolani e del suo governo qaedista. Il 13 dicembre, nei pressi di Palmira un attentatore ha aperto il fuoco contro una pattuglia americana che, in compagnia di personale siriano, stava effettuando attività di “key leader engagement”, ovvero incontri con capi tribali locali per ottenere […] L'articolo Attentato contro soldati USA. La Siria di Al Jolani rimane inaffidabile su Contropiano.
Fuori la guerra da scuola e università! “La conoscenza non marcia”
“La conoscenza non marcia” è una campagna nata dall’iniziativa di un gruppo di docenti universitari (Antropologhe per la Palestina) che ha chiamato in causa gli studenti di Cambiare Rotta e di diversi comitati mobilitati contro il genocidio, e, sin da subito, l’eterogenea realtà dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e […] L'articolo Fuori la guerra da scuola e università! “La conoscenza non marcia” su Contropiano.
Da Unibo, a Unimore fino al Mur: studenti, lavoratori e docenti rifiutano l’elmetto!
Ieri siamo stati in presidio insieme al personale TAB dell’@unionesindacaledibase e ai docenti al MUR, all’Università di Bologna e all’Università di Modena e Reggio Emilia per ribadire al Governo Meloni e alla Ministra Bernini che non c’è posto per l’accademia militare né a Bologna né altrove. La decisione, frutto delle […] L'articolo Da Unibo, a Unimore fino al Mur: studenti, lavoratori e docenti rifiutano l’elmetto! su Contropiano.
Nessun accordo UniBo–Accademia militare di Modena!
Sono di qualche giorno fa le polemiche del capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello, in occasione degli Stati Generali della Ripartenza a Bologna, sul rifiuto di attivare un corso di laurea in Filosofia, ad hoc ed esclusivo, per 10 ufficiali dell’Accademia militare di Modena, seguito dalle dichiarazioni sdegnate del […] L'articolo Nessun accordo UniBo–Accademia militare di Modena! su Contropiano.