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Puntata del 14/07/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo Antonini, ex Ferroviere e licenziato per aver fatto il RLS bene in FS, sulla recente condanna a cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti per la strage di Viareggio. Per la prima volta, un dirigente d’azienda paga con il carcere le sue colpe, dopo anni di impunità. La reazione della difesa e dei media rivela un profondo disprezzo per le vittime e una gerarchia di classe nel sistema giudiziario. Il nostro ospite ha sottolineato che questo processo, avviato il 13 novembre 2013 per una immane tragedia con 32 morti e centinaia di feriti, ha assicurato a tutti gli imputati il massimo livello di garanzia previsto dal nostro ordinamento in materia di processo penale e quello che a emerge, grazie innanzitutto al lavoro incessante dei familiari delle 32 vittime, la giustizia deve essere “uguale per tutti”. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Daniele Mallamaci, Sicobas Torino, in merito alle condizioni di lavoro all’interno dello stabilimeto della Fiorentini di Trofarello (TO). Il nostro ospite ci ha presentato l’incontro che si terrà sabato 18 luglio a Trofarello: “La nostra organizzazione sindacale vi invita a partecipare all’incontro pubblico: “Fiorentini: confronto aperto e testimonianze sulle reali condizioni di lavoro nel nostro territorio” Sabato 18 luglio 2026 ore 10 conferenza pubblica presso il centro socioculturale Marzanati biblioteca civica Lelio Basso di Trofarello (TO) in via Cesare Battisti 25. Sono invitati lavoratori e lavoratrici, sindacati, istituzioni, giornalisti, giuristi e cittadini La conferenza nasce dalla situazione vissuta dalle operaie e dagli operai Elpe della fabbrica Fiorentini, che stanno portando all’attenzione pubblica la realtà delle loro condizioni di vita caratterizzate da salari insufficienti e temperature insostenibili. Riteniamo importante la presenza delle realtà rappresentanti della comunità e di tutte le persone interessate: per contribuire ad aprire un confronto pubblico tra lavoratori, sindacati, istituzioni e cittadini con l’obiettivo di individuare percorsi concreti per soluzioni condivise nell’interesse sia delle lavoratrici e dei lavoratori che della comunità territoriale.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo agomento della puntata è stato quello del lavoro stagionale bracciantile agricolo nel distretto di Saluzzo. Abbiamo ospitato in studio il ricercatore universitario Dario Fontana, che assieme a due colleghi hanno voluto presentare pubblicamente i dati delle loro ricerche al convegno dal titolo “Migrazione bracciantile: salute occupazionale e accesso ai servizi” tenutosi il 25 giugno a Saluzzo. Ad ascoltare i risultati delle ricerche e a prendere parte al dibattito che ne è seguito erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali, dell’associazinismo, di chi si occupa dell’accoglienza dei lavoratori migranti e cittadinanza in generale. Dagli studio di Dario Fontana è uscita fuori una situazione preoccupante con percentuali di gravi conseguenze sulla salute con rischio di cronicizzazione, aggiunto ad una precaria salute psicologica dei lavoratori migranti impiegati nella raccolta stagionale di frutta, studiando un campione di circa 155 lavoratori. Dopo avere illustrato nello specifico tutte le cause di questi disagi, riscontrate dalle interviste effettuate dal ricercatore, quest’ultimo chiede giustamente, alla platea del dibattito, cosa si può fare per cambiare questa tendenza. In tutta risposta i rappresentanti istituzionali di Saluzzo, si sono offesi perchè il buon nome del “protocollo Saluzzo per l’accoglienza dei lavoratori stagionali” è stato infangato e di fatto se la sono presa con chi ha semplicemente presentato dei dati, che forse sono stati mal digeriti, anche dagli imprenditori agricoli e dalla stessa Coldiretti. Questo sdegno è avvenuto a mezzo stampa, tramite la pubblicazione di un articolo su “il corriere di Saluzzo” con dichiarazioni della vicesindaca di Saluzzo e del rappresentante locale della Coldiretti. Dario Fontana ha poi inviato una lettera ufficiale di risposta alla testata giornalistica, ma abbiamo voluto dargli anche l’opportunità di estendere i suoi ragionamenti a riguardo in questa intervista. Buon ascolto
Puntata del 14/07/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo Antonini, ex Ferroviere e licenziato per aver fatto il RLS bene in FS, sulla recente condanna a cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti per la strage di Viareggio. Per la prima volta, un dirigente d’azienda paga con il carcere le sue colpe, dopo anni di impunità. La reazione della difesa e dei media rivela un profondo disprezzo per le vittime e una gerarchia di classe nel sistema giudiziario. Il nostro ospite ha sottolineato che questo processo, avviato il 13 novembre 2013 per una immane tragedia con 32 morti e centinaia di feriti, ha assicurato a tutti gli imputati il massimo livello di garanzia previsto dal nostro ordinamento in materia di processo penale e quello che a emerge, grazie innanzitutto al lavoro incessante dei familiari delle 32 vittime, la giustizia deve essere “uguale per tutti”. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Daniele Mallamaci, Sicobas Torino, in merito alle condizioni di lavoro all’interno dello stabilimeto della Fiorentini di Trofarello (TO). Il nostro ospite ci ha presentato l’incontro che si terrà sabato 18 luglio a Trofarello: “La nostra organizzazione sindacale vi invita a partecipare all’incontro pubblico: “Fiorentini: confronto aperto e testimonianze sulle reali condizioni di lavoro nel nostro territorio” Sabato 18 luglio 2026 ore 10 conferenza pubblica presso il centro socioculturale Marzanati biblioteca civica Lelio Basso di Trofarello (TO) in via Cesare Battisti 25. Sono invitati lavoratori e lavoratrici, sindacati, istituzioni, giornalisti, giuristi e cittadini La conferenza nasce dalla situazione vissuta dalle operaie e dagli operai Elpe della fabbrica Fiorentini, che stanno portando all’attenzione pubblica la realtà delle loro condizioni di vita caratterizzate da salari insufficienti e temperature insostenibili. Riteniamo importante la presenza delle realtà rappresentanti della comunità e di tutte le persone interessate: per contribuire ad aprire un confronto pubblico tra lavoratori, sindacati, istituzioni e cittadini con l’obiettivo di individuare percorsi concreti per soluzioni condivise nell’interesse sia delle lavoratrici e dei lavoratori che della comunità territoriale.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo agomento della puntata è stato quello del lavoro stagionale bracciantile agricolo nel distretto di Saluzzo. Abbiamo ospitato in studio il ricercatore universitario Dario Fontana, che assieme a due colleghi hanno voluto presentare pubblicamente i dati delle loro ricerche al convegno dal titolo “Migrazione bracciantile: salute occupazionale e accesso ai servizi” tenutosi il 25 giugno a Saluzzo. Ad ascoltare i risultati delle ricerche e a prendere parte al dibattito che ne è seguito erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali, dell’associazinismo, di chi si occupa dell’accoglienza dei lavoratori migranti e cittadinanza in generale. Dagli studio di Dario Fontana è uscita fuori una situazione preoccupante con percentuali di gravi conseguenze sulla salute con rischio di cronicizzazione, aggiunto ad una precaria salute psicologica dei lavoratori migranti impiegati nella raccolta stagionale di frutta, studiando un campione di circa 155 lavoratori. Dopo avere illustrato nello specifico tutte le cause di questi disagi, riscontrate dalle interviste effettuate dal ricercatore, quest’ultimo chiede giustamente, alla platea del dibattito, cosa si può fare per cambiare questa tendenza. In tutta risposta i rappresentanti istituzionali di Saluzzo, si sono offesi perchè il buon nome del “protocollo Saluzzo per l’accoglienza dei lavoratori stagionali” è stato infangato e di fatto se la sono presa con chi ha semplicemente presentato dei dati, che forse sono stati mal digeriti, anche dagli imprenditori agricoli e dalla stessa Coldiretti. Questo sdegno è avvenuto a mezzo stampa, tramite la pubblicazione di un articolo su “il corriere di Saluzzo” con dichiarazioni della vicesindaca di Saluzzo e del rappresentante locale della Coldiretti. Dario Fontana ha poi inviato una lettera ufficiale di risposta alla testata giornalistica, ma abbiamo voluto dargli anche l’opportunità di estendere i suoi ragionamenti a riguardo in questa intervista. Buon ascolto
Puntata del 14/07/2026@2
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo Antonini, ex Ferroviere e licenziato per aver fatto il RLS bene in FS, sulla recente condanna a cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti per la strage di Viareggio. Per la prima volta, un dirigente d’azienda paga con il carcere le sue colpe, dopo anni di impunità. La reazione della difesa e dei media rivela un profondo disprezzo per le vittime e una gerarchia di classe nel sistema giudiziario. Il nostro ospite ha sottolineato che questo processo, avviato il 13 novembre 2013 per una immane tragedia con 32 morti e centinaia di feriti, ha assicurato a tutti gli imputati il massimo livello di garanzia previsto dal nostro ordinamento in materia di processo penale e quello che a emerge, grazie innanzitutto al lavoro incessante dei familiari delle 32 vittime, la giustizia deve essere “uguale per tutti”. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Daniele Mallamaci, Sicobas Torino, in merito alle condizioni di lavoro all’interno dello stabilimeto della Fiorentini di Trofarello (TO). Il nostro ospite ci ha presentato l’incontro che si terrà sabato 18 luglio a Trofarello: “La nostra organizzazione sindacale vi invita a partecipare all’incontro pubblico: “Fiorentini: confronto aperto e testimonianze sulle reali condizioni di lavoro nel nostro territorio” Sabato 18 luglio 2026 ore 10 conferenza pubblica presso il centro socioculturale Marzanati biblioteca civica Lelio Basso di Trofarello (TO) in via Cesare Battisti 25. Sono invitati lavoratori e lavoratrici, sindacati, istituzioni, giornalisti, giuristi e cittadini La conferenza nasce dalla situazione vissuta dalle operaie e dagli operai Elpe della fabbrica Fiorentini, che stanno portando all’attenzione pubblica la realtà delle loro condizioni di vita caratterizzate da salari insufficienti e temperature insostenibili. Riteniamo importante la presenza delle realtà rappresentanti della comunità e di tutte le persone interessate: per contribuire ad aprire un confronto pubblico tra lavoratori, sindacati, istituzioni e cittadini con l’obiettivo di individuare percorsi concreti per soluzioni condivise nell’interesse sia delle lavoratrici e dei lavoratori che della comunità territoriale.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo agomento della puntata è stato quello del lavoro stagionale bracciantile agricolo nel distretto di Saluzzo. Abbiamo ospitato in studio il ricercatore universitario Dario Fontana, che assieme a due colleghi hanno voluto presentare pubblicamente i dati delle loro ricerche al convegno dal titolo “Migrazione bracciantile: salute occupazionale e accesso ai servizi” tenutosi il 25 giugno a Saluzzo. Ad ascoltare i risultati delle ricerche e a prendere parte al dibattito che ne è seguito erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali, dell’associazinismo, di chi si occupa dell’accoglienza dei lavoratori migranti e cittadinanza in generale. Dagli studio di Dario Fontana è uscita fuori una situazione preoccupante con percentuali di gravi conseguenze sulla salute con rischio di cronicizzazione, aggiunto ad una precaria salute psicologica dei lavoratori migranti impiegati nella raccolta stagionale di frutta, studiando un campione di circa 155 lavoratori. Dopo avere illustrato nello specifico tutte le cause di questi disagi, riscontrate dalle interviste effettuate dal ricercatore, quest’ultimo chiede giustamente, alla platea del dibattito, cosa si può fare per cambiare questa tendenza. In tutta risposta i rappresentanti istituzionali di Saluzzo, si sono offesi perchè il buon nome del “protocollo Saluzzo per l’accoglienza dei lavoratori stagionali” è stato infangato e di fatto se la sono presa con chi ha semplicemente presentato dei dati, che forse sono stati mal digeriti, anche dagli imprenditori agricoli e dalla stessa Coldiretti. Questo sdegno è avvenuto a mezzo stampa, tramite la pubblicazione di un articolo su “il corriere di Saluzzo” con dichiarazioni della vicesindaca di Saluzzo e del rappresentante locale della Coldiretti. Dario Fontana ha poi inviato una lettera ufficiale di risposta alla testata giornalistica, ma abbiamo voluto dargli anche l’opportunità di estendere i suoi ragionamenti a riguardo in questa intervista. Buon ascolto
Puntata del 14/07/2026
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo Antonini, ex Ferroviere e licenziato per aver fatto il RLS bene in FS, sulla recente condanna a cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti per la strage di Viareggio. Per la prima volta, un dirigente d’azienda paga con il carcere le sue colpe, dopo anni di impunità. La reazione della difesa e dei media rivela un profondo disprezzo per le vittime e una gerarchia di classe nel sistema giudiziario. Il nostro ospite ha sottolineato che questo processo, avviato il 13 novembre 2013 per una immane tragedia con 32 morti e centinaia di feriti, ha assicurato a tutti gli imputati il massimo livello di garanzia previsto dal nostro ordinamento in materia di processo penale e quello che a emerge, grazie innanzitutto al lavoro incessante dei familiari delle 32 vittime, la giustizia deve essere “uguale per tutti”. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Daniele Mallamaci, Sicobas Torino, in merito alle condizioni di lavoro all’interno dello stabilimeto della Fiorentini di Trofarello (TO). Il nostro ospite ci ha presentato l’incontro che si terrà sabato 18 luglio a Trofarello: “La nostra organizzazione sindacale vi invita a partecipare all’incontro pubblico: “Fiorentini: confronto aperto e testimonianze sulle reali condizioni di lavoro nel nostro territorio” Sabato 18 luglio 2026 ore 10 conferenza pubblica presso il centro socioculturale Marzanati biblioteca civica Lelio Basso di Trofarello (TO) in via Cesare Battisti 25. Sono invitati lavoratori e lavoratrici, sindacati, istituzioni, giornalisti, giuristi e cittadini La conferenza nasce dalla situazione vissuta dalle operaie e dagli operai Elpe della fabbrica Fiorentini, che stanno portando all’attenzione pubblica la realtà delle loro condizioni di vita caratterizzate da salari insufficienti e temperature insostenibili. Riteniamo importante la presenza delle realtà rappresentanti della comunità e di tutte le persone interessate: per contribuire ad aprire un confronto pubblico tra lavoratori, sindacati, istituzioni e cittadini con l’obiettivo di individuare percorsi concreti per soluzioni condivise nell’interesse sia delle lavoratrici e dei lavoratori che della comunità territoriale.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo agomento della puntata è stato quello del lavoro stagionale bracciantile agricolo nel distretto di Saluzzo. Abbiamo ospitato in studio il ricercatore universitario Dario Fontana, che assieme a due colleghi hanno voluto presentare pubblicamente i dati delle loro ricerche al convegno dal titolo “Migrazione bracciantile: salute occupazionale e accesso ai servizi” tenutosi il 25 giugno a Saluzzo. Ad ascoltare i risultati delle ricerche e a prendere parte al dibattito che ne è seguito erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali, dell’associazinismo, di chi si occupa dell’accoglienza dei lavoratori migranti e cittadinanza in generale. Dagli studio di Dario Fontana è uscita fuori una situazione preoccupante con percentuali di gravi conseguenze sulla salute con rischio di cronicizzazione, aggiunto ad una precaria salute psicologica dei lavoratori migranti impiegati nella raccolta stagionale di frutta, studiando un campione di circa 155 lavoratori. Dopo avere illustrato nello specifico tutte le cause di questi disagi, riscontrate dalle interviste effettuate dal ricercatore, quest’ultimo chiede giustamente, alla platea del dibattito, cosa si può fare per cambiare questa tendenza. In tutta risposta i rappresentanti istituzionali di Saluzzo, si sono offesi perchè il buon nome del “protocollo Saluzzo per l’accoglienza dei lavoratori stagionali” è stato infangato e di fatto se la sono presa con chi ha semplicemente presentato dei dati, che forse sono stati mal digeriti, anche dagli imprenditori agricoli e dalla stessa Coldiretti. Questo sdegno è avvenuto a mezzo stampa, tramite la pubblicazione di un articolo su “il corriere di Saluzzo” con dichiarazioni della vicesindaca di Saluzzo e del rappresentante locale della Coldiretti. Dario Fontana ha poi inviato una lettera ufficiale di risposta alla testata giornalistica, ma abbiamo voluto dargli anche l’opportunità di estendere i suoi ragionamenti a riguardo in questa intervista. Buon ascolto
July 17, 2026
Radio Blackout
I nuovi schiavi della Repubblica
Da Amendolara ai ghetti agricoli, la strage dei quattro braccianti afghani rivela il fallimento delle politiche sul lavoro e sull’immigrazione. Dietro il caporalato c’è una filiera che unisce sfruttamento, decreti …
Un Altro Salento. Carta non solo turistica
Siamo abituati al racconto del Salento come luogo idilliaco, alla narrazione romantica fatta di scorci magnifici, sabbie dorate, erbette di campo e ricci di mare, anziani sorridenti e giovani abbronzati. Ma le cose stanno davvero, soltanto, così? C’è una nuova mappa (non solo) turistica del Salento. Non mostra gli attrattori, le cose belle, le chicche di un territorio di grande
Perché la libera circolazione dei lavoratori danneggia tutti noi
Già Aristotele, padre fondatore dell’economia, era contrario alla libera circolazione delle persone. Perché capiva davvero qualcosa di economia. Gli economisti moderni sono unanimi nel sostenere mercati del lavoro flessibili fino alla libera circolazione transfrontaliera delle persone. Essi motivano questa posizione affermando che la forza lavoro contribuisce maggiormente al Prodotto Interno Lordo (PIL) quando viene impiegata esattamente dove e quando apporta il massimo beneficio. Ad esempio, quando un’azienda non deve cercare gli specialisti di cui ha urgente bisogno solo nel proprio paese. Oppure quando un imprenditore edile della Germania meridionale può sfruttare meglio il proprio personale inviandolo in Svizzera per lavori di montaggio. Per tutti questi motivi, i mercati del lavoro dovrebbero essere flessibili dal punto di vista geografico e temporale e i disoccupati sono obbligati ad accettare lunghi tragitti per recarsi al nuovo posto di lavoro. UN AUMENTO DEL PIL NON SIGNIFICA SEMPRE MAGGIORE BENESSERE Gli economisti giustificano la loro massima sostenendo che un aumento del PIL crea maggiore benessere. Ma questo vale anche quando la crescita del PIL deve essere pagata con mercati del lavoro flessibili? I dubbi sono giustificati: è possibile che il PIL guadagnato grazie alla flessibilità venga più che consumato dai costi e dai tempi di trasporto aggiuntivi e dai relativi danni ambientali. Il PIL aumenta complessivamente, ma la parte «consumabile» che rimane dopo aver dedotto questi costi si riduce. Se si considera che in Svizzera il tragitto medio casa-lavoro è di un’ora e che i relativi costi di trasporto comportano almeno altri 20 minuti di lavoro, questa ipotesi è addirittura molto probabile. Già Aristotele sosteneva una tesi diversa. Per lui la questione fondamentale era se le «cose» aggiuntive contribuissero davvero a ciò che conta, ovvero a una «vita buona». Martha Nussbaum riassume così la sua opinione: «Troppa ricchezza può portare a un’estrema competitività o a un’estrema concentrazione su compiti tecnici e amministrativi e allontanare le persone dai contatti sociali, dall’interesse per le arti, dall’apprendimento e dalla riflessione». Aristotele ha naturalmente ragione: avere ancora più cose (oggi parliamo di PIL) ha, nella migliore delle ipotesi, una ripercussione minima sulla buona vita. È quindi ancora più importante chiedersi in che modo le misure volte ad aumentare il PIL, in particolare la flessibilizzazione dei mercati del lavoro, influiscano sugli aspetti più importanti della buona vita. LA FUNZIONE INTEGRATIVA DEL LAVORO DIVENTA PIÙ IMPORTANTE Diamo un’occhiata più da vicino. Uno dei bisogni fondamentali delle persone è l’appartenenza sociale. I luoghi in cui si sviluppa questa appartenenza sono principalmente la famiglia, il vicinato e, soprattutto per le persone in età lavorativa, il posto di lavoro. La flessibilizzazione dei mercati del lavoro ha un impatto negativo su tutti e tre questi ambiti. Pensiamo ai lunghi tragitti per recarsi al lavoro, ai frequenti cambiamenti di posto, ai turni di notte e così via. Quanto siano già distrutte le famiglie lo dimostra il fatto che dal 1970 la percentuale di famiglie monoparentali rispetto alla popolazione totale della Svizzera è aumentata di 2,5 volte, mentre la percentuale di coppie con figli è diminuita di un quarto. E sebbene dal 1970 i matrimoni ogni 1000 abitanti si siano quasi dimezzati, i divorzi sono quasi raddoppiati. Poiché le famiglie e i quartieri sono sempre più danneggiati, l’importanza del lavoro retribuito come «produttore» di comunanza e integrazione sociale è notevolmente aumentata. Secondo la ricerca sulla felicità, la disoccupazione riduce la felicità (la buona vita) in misura pari a quella di una malattia di media gravità. Secondo uno studio tedesco del 2006, sarebbe necessario un aumento di undici volte del reddito medio per compensare il danno psicologico causato dalla disoccupazione. Questo può sembrare incredibile, ma dimostra quanto sia irrilevante un reddito o un PIL ancora più elevato per una buona vita. LA CREAZIONE DI POSTI DI LAVORO COME FINE A SE STESSA Anche gli economisti e i politici hanno notato questo fenomeno, con conseguenze fatali. La «creazione» di posti di lavoro è diventata un fine a se stessa, rafforzando enormemente il potere delle aziende. Oltre ai loro prodotti, ora possono vendere anche i posti di lavoro e la conseguente integrazione sociale. Secondo il motto: sociale è ciò che crea lavoro. Noi creiamo posti di lavoro, quindi non potete pretendere anche salari dignitosi e buone condizioni di lavoro. Ciò ha fortemente compromesso anche il potere di integrazione sociale del lavoro (mal) retribuito. Torniamo brevemente ad Aristotele, l’inventore dell’economia, che all’epoca si svolgeva ancora prevalentemente nella comunità domestica, l’oikos. Ancora oggi, almeno il 60% delle attività con cui soddisfiamo i nostri bisogni e garantiamo la sopravvivenza vengono svolte nelle famiglie e nei quartieri. Tuttavia, la flessibilizzazione del lavoro retribuito e la concorrenza fiscale, nonché la migrazione interna da esse provocata, hanno ulteriormente indebolito la forza produttiva dell’oikos. Ciò anche perché, nel tentativo di creare posti di lavoro, il lavoro non retribuito è stato sostituito in modo mirato da quello retribuito. I COMPITI FAMILIARI SONO STATI PROFESSIONALIZZATI Con conseguenze costose: un tempo la cura dei bambini piccoli era compito della famiglia e del vicinato. Oggi è necessario ricorrere al lavoro retribuito degli asili nido. Solo il tempo impiegato dal personale degli asili nido, dai burocrati degli asili nido e dai genitori supera di gran lunga il tempo richiesto dalla soluzione di un tempo, basata sul vicinato. D’accordo: in cambio si svolge più lavoro retribuito e il PIL è aumentato, ma tutto sommato si tratta di un enorme spreco di tempo lavorativo. Ma questa è solo la punta dell’iceberg. L’indebolimento dell’oikos costa molto di più. Anche l’assistenza agli anziani sta diventando sempre più commercializzata e professionalizzata. In Svizzera, un’ora di assistenza costa ormai circa 80 franchi (86 Euro). Se il lavoro viene svolto dai familiari, questi ricevono al massimo 38 franchi. Il resto va alle organizzazioni Spitex che formano gli assistenti. Secondo il giornale svizzero Sonntags-Blick, i servizi di assistenza di base di queste aziende sono quintuplicati dal 2020 al 2023. E poi ci sono i bambini che necessitano di un’assistenza particolarmente intensiva nell’ambito del sostegno integrativo a scuola. A tal fine vengono impiegati assistenti di classe. Nel Cantone di Berna nel 2020 erano ancora 918; nel frattempo questo numero è salito a 2954 e anche nella città di Zurigo il numero degli assistenti è triplicato, passando da 340 a 1020. Nelle scuole elementari dell’Argovia, il numero di assistenti scolastici a tempo pieno è raddoppiato da 220 a 437, mentre il numero di alunni è aumentato solo dell’8%. È lecito supporre che la scuola debba svolgere un ulteriore lavoro di socializzazione, perché sempre più famiglie sono sopraffatte. Anche gli adulti sono sopraffatti dal nuovo disordine sociale. Molti diventano depressi, vanno dallo psichiatra o cercano orientamento altrove. Ciò è dimostrato dal fatto che solo nella regione di Zurigo nove istituti privati formano life coach. MIGRAZIONE GLOBALE DI MANODOPERA E chi fa poi il lavoro vero e proprio? Nessun problema. Importiamo le persone. Questo ci porta alla dimensione internazionale della libera circolazione delle persone. Questo aspetto è esemplificato dall’UE: le zone periferiche della Spagna, del Portogallo, dell’Italia meridionale, della Romania o della Croazia si stanno svuotando. Al contrario, la popolazione nelle aree metropolitane sta esplodendo. Prendiamo l’esempio del Portogallo: nel 2009 è stato creato lo status di «residenza non abituale» per attirare lavoratori qualificati e pensionati dall’estero. Nel 2012 sono stati introdotti i «visti d’oro», che offrono agli stranieri con un conto in banca ben fornito un accesso privilegiato alla cittadinanza. Ciò ha provocato un aumento dei prezzi degli immobili e degli affitti, con la conseguenza che i giovani portoghesi non possono più permettersi un alloggio. Oggi un terzo dei portoghesi di età compresa tra i 15 e i 39 anni vive all’estero. Per ogni portoghese in età lavorativa ci sono oggi due pensionati. Per i lavori semplici viene quindi reclutata manodopera a basso costo dal Brasile, dall’Angola, dall’India, dal Bangladesh o dal Marocco. Lo stesso fenomeno si verifica a livello globale. Sempre più paesi stanno perdendo la capacità di provvedere al proprio fabbisogno e quindi all’occupazione. Il motivo principale è sempre lo stesso: per sviluppare economicamente una regione occorrono, nel migliore dei casi, diversi anni. Ma le persone che potrebbero plasmare questo sviluppo trovano già domani un lavoro meglio retribuito all’estero, lasciandosi alle spalle una patria disfunzionale. LA CREAZIONE DI VALORE GLOBALE PRODUCE PERDENTI OVUNQUE La ragione risiede nelle catene globali di creazione di valore. Un paio di scarpe On, ad esempio, viene venduto in Svizzera a 200 franchi (ca. 215 Euro) a un pubblico che guadagna 100 franchi all’ora. Il 90% del lavoro necessario per produrre queste scarpe viene svolto con una retribuzione oraria di, diciamo, 5 franchi. Ciò consente di retribuire il restante 10% del lavoro con 300 franchi. I relativi «creatori di valore» amano stabilirsi con le loro aziende in zone residenziali esclusive con aliquote fiscali basse e buoni collegamenti di trasporto. Queste catene di creazione di valore globali e i loro ricchi beneficiari presentano notevoli svantaggi: da un lato, nelle nazioni perdenti il potere d’acquisto necessario per lo sviluppo locale viene sottratto o non può nemmeno nascere. E nei paesi vincitori, come la Svizzera, i beneficiari delle «estremità grasse» con il loro potere d’acquisto provocano aumenti dei prezzi, soprattutto degli affitti e degli immobili, e quindi una massiccia ridistribuzione dai cercatori di alloggi verso i proprietari terrieri. L’elevato potere d’acquisto e il corrispondente fabbisogno di consumo provocano inoltre una migrazione di massa di manodopera a basso costo dai paesi perdenti verso quelli vincitori. Viviamo quindi in un mondo che Aristotele avrebbe considerato paradossale. Ai suoi tempi, il lavoro serviva principalmente a soddisfare le esigenze locali. Il lavoro era dove si trovavano i lavoratori. Oggi il lavoro deve rincorrere la domanda monetaria, che nell’economia di mercato globale viene distribuita in modo molto sbilanciato, ora qui ora là. Viviamo in un’economia globale ipermobile e migratoria. Ma questo mondo non è benefico. In definitiva è estremamente inefficiente. Ogni lavoratore che emigra indebolisce la forza produttiva della famiglia e del vicinato. Ma è proprio da questo che dipende la buona vita molto più che dal lavoro retribuito. Aristotele se ne sarebbe accorto. Gli economisti di oggi non se ne rendono conto. Sono ciechi. Il loro unico parametro di riferimento è il PIL o, al massimo, l’occupazione retribuita. AFFRONTARE IL PROBLEMA DELLA MIGRAZIONE ALLA RADICE E poi c’è un altro punto importante: l’uomo è un animale gregario. Fin dall’infanzia dipendiamo estremamente dall’aiuto degli altri: dalla famiglia, dagli amici, dai vicini e anche dallo Stato sociale. Per rendere sopportabile questa dipendenza e poter fidarci degli altri, creiamo una fitta rete di obblighi sociali reciproci. E creiamo istituzioni con cui organizziamo la nostra convivenza e rinnoviamo costantemente il capitale di fiducia sociale. Questo processo è già abbastanza difficile e diventa ancora più complesso con l’aumento dell’immigrazione di persone provenienti da culture straniere con regole sociali diverse. Questo metastudio dimostra che maggiore è la diversità etnica in una zona, più forte è il calo della fiducia sociale. Ciò vale in particolare per la fiducia locale nei confronti dei vicini. E i quartieri e i distretti socialmente degradati rischiano di diventare una «nazione fallita», un paese fallito. In Germania e in molte zone dell’Europa occidentale questo pericolo è reale. Sia perché l’integrazione è fallita, sia perché sono arrivati semplicemente troppi immigrati. Ma non basta semplicemente chiudere le frontiere. Dobbiamo affrontare il problema alla radice. Abbiamo bisogno di un ordine economico mondiale che consenta a tutti i paesi di svilupparsi, di organizzarsi in modo tale da poter tornare a prendersi cura del proprio oikos, invece di produrre ancora più scarpe Nike per ricchi stranieri. -------------------------------------------------------------------------------- Traduzione dal tedesco di Thomas Schmid. INFOsperber
October 8, 2025
Pressenza