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Intervista a Serena Tusini su Radio Blackout sulla schedatura dei “docenti di sinistra”
Radio Blackout ha intervistato Serena Tusini, docente e promotrice dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, sulla schedatura dei “docenti di sinistra” ad opera di Azione studentesca, associazione giovanile di destra legata a Fratelli d’Italia, insistendo sulla valenza democratica dell’art. 33 della Costituzione e sul ruolo decisivo della militarizzazione delle scuole. Di Serena Tusini è l’articolo pubblicato sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università dal titolo La schedatura dei docenti, l’antifascismo e il tarlo della scuola del ’68. Clicca qui per ascoltare l’intervista a Serena Tusini su Radio Blackout. In basso l’audio dell’intervista. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Per il Governo Meloni, la scuola è un problema di ordine pubblico
L’Usb Scuola condanna con forza la direttiva congiunta dei ministri Valditara e Piantedosi che, dietro la retorica rassicurante e demagogica della sicurezza e del rispetto delle regole, accelera la svolta autoritaria e repressiva nella scuola pubblica statale. Questa direttiva segna un passaggio politico chiarissimo: la scuola non è più considerata […] L'articolo Per il Governo Meloni, la scuola è un problema di ordine pubblico su Contropiano.
January 30, 2026
Contropiano
Delazione in cattedra. La destra vuole schedare i professori
La destra non vuole “migliorare” la scuola: vuole domarla. Vuole trasformarla da spazio pubblico di formazione critica a dispositivo di selezione, propaganda e controllo. Quello che sta accadendo in queste settimane con la campagna di Azione Studentesca non è una provocazione isolata né una bravata studentesca: è un tassello coerente […] L'articolo Delazione in cattedra. La destra vuole schedare i professori su Contropiano.
January 26, 2026
Contropiano
La schedatura dei docenti, l’antifascismo e il tarlo della scuola del ’68
Ha fatto, e giustamente, scalpore l’iniziativa di Azione studentesca di Pordenone che ha proposto una schedatura (nelle loro intenzioni su base nazionale, cosa che pare stia avvenendo considerato il clamore generato) dei/delle docenti di sinistra; in pratica si invitano gli studenti e le studentesse a segnalare i docenti di sinistra che fanno propaganda e a indicare qualche esempio particolarmente eclatante. Siamo riusciti a visionare direttamente il questionario, accedendo dal QRcode del volantino diffuso dalla stessa organizzazione (clicca qui per il volantino e il QRcode) e, tuttavia, anche quanto apparso sui quotidiani nazionali è sufficiente per inquadrare questa iniziativa di uno dei bracci giovanili di Fratelli d’Italia, il partito che è al governo del nostro Paese. La stessa organizzazione che ritiene che durante le lezioni di educazione civica non si debba parlare di Antifascismo, come risulta dalla locandina allegata in basso. La questione dei “docenti di sinistra” da attenzionare non è cosa solo degli ultimi mesi; già Salvini alcuni anni fa aveva tuonato contro i/le docenti e i libri scolastici di sinistra e negli ultimi mesi direttamente il Ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara è intervenuto a più riprese, con atti anche molto gravi come quello delle ispezioni sul caso di Francesca Albanese. Si tratta di attacchi pesanti alla libertà di insegnamento e al pluralismo che la stessa Costituzione (memore della fascistizzazione della scuola anche attraverso il “Testo unico di Stato”) assegna alla scuola pubblica italiana. Le destre, in tutte le sue articolazioni, dal ministro giù giù fino alle sue organizzazioni giovanili, hanno dichiarato da tempo guerra a quelli che chiamano i “cattivi maestri” che avrebbero indebolito l’autorevolezza e la disciplina della scuola. Si tratta di un attacco che fa il paio con quello agli organi collegiali democratici che guidano (o dovrebbero guidare) la scuola, è lo stesso attacco che porta a fare della scuola insieme formazione del capitale umano e bacino di reclutamento anche ideologico verso la militarizzazione della società. L’intento, esplicito ed esplicitato, è farla finita con la scuola uscita dalla grande stagione del ’68, una stagione che ha democraticizzato la scuola e ha cercato di assegnarle pienamente il ruolo stabilito dalla Costituzione. Quella che è sotto attacco complessivo (e non da oggi) è la scuola come luogo di formazione del sapere critico, la scuola concepita come formazione di cittadini consapevoli perché sì, lo confessiamo, nelle scuole si continua a parlare di accoglienza e si lavora per decostruire la paura del diverso e il razzismo. Nelle scuole si parla di pace tra i popoli e non di patrie e di interessi nazionali da difendere con le armi; a scuola si parla delle guerre in corso e persino delle responsabilità delle multinazionali nel disastro climatico; nelle scuole, mentre la Lega e altre forze politiche cercano il consenso urlando contro le moschee e la loro costruzione, si continua a parlare di dialogo tra le diverse culture e le diverse religioni. E informiamo il ministro e Azione studentesca che per raggiungere il loro scopo dovrebbero modificare in profondità tutte le antologie scolastiche, che sono invece tutte impostate su un taglio di vera educazione alla cittadinanza; dovrebbero poi intervenire ancora più pesantemente di quanto fatto fino ad oggi sui libri di storia, magari edulcorando il ventennio (come già hanno pesantemente semplificato e distorto altri passaggi storici). E questo ovviamente non lo possono fare. Che fanno allora? Usano l’arma dell’intimidazione e della schedatura. Dopo le ispezioni di Valditara molti e molte più docenti italiani/e avranno timore di affrontare la questione del genocidio a Gaza e lo stesso può dirsi della schedatura di Azione studentesca, che spingerà i/le docenti più timorosi/e ad astenersi dall’affrontare temi di attualità, così necessari invece per fornire agli studenti e alle studentesse strumenti di comprensione del mondo. Siccome da neofascisti di governo non possono operare in profondità sulla censura, da fascisti intimidiscono per attivare l’autocensura, molto più sostenibile politicamente e però altrettanto pericolosa. Ma, ci dispiace per lorsignori, il ’68 ha operato in profondità e molti/e sono i/le docenti che hanno ben chiara la loro funzione educativa e sociale del loro lavoro; questi/e docenti non si faranno intimidire perché sanno, avendo studiato nella scuola democratica che il ’68 ha contribuito a realizzare, che uno dei pilastri della nostra democrazia è proprio l’art. 33 della Costituzione che ci assegna piena libertà di insegnamento e che è stato scritto proprio per proteggere i docenti italiani dai tentativi di fascistizzazione della scuola. Siamo completamente protetti, anche legalmente, dall’art. 33 e lo difenderemo, continuando serenamente a svolgere nelle classi il nostro libero lavoro nella libera scuola pubblica italiana, anche per mezzo degli Appunti Resistenti per la libertà d’insegnamento pubblicati dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Serena Tusini, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
[Ora di buco] Scuola: solo repressione (1/3: trasmissione completa)
La trasmissione affronta la morte tragica di uno studente in un istituto superiore di La Spezia: un componente del comitato antimilitarista della città  riflette intorno a questo dramma e spinge a trovare insieme le risposte più adeguate per rilanciare il ruolo democratico ed educativo delle scuole, che possa incidere realmente sulle condizioni sociali delle nuove generazioni, investire soldi per ridurre il numero di studenti per classe, sviluppare attività per rafforzare le relazioni, promuovere l'educazione all'affettività e alla sessualità. E non militarizzare, come Valditara e governo indicano (vedi metal detector). Analizziamo poi la nota indirizzata ai/alle dirigenti di Roma e provincia che deriva dalla circolare del Ministero rivolta alla rilevazione degli alunni palestinesi su scala nazionale. Spieghiamo perché non regge il confronto con l'Ucraina dichiarato dal ministro Valditara, che si sente offeso da chi denuncia questa iniziativa come una schedatura etnica della popolazione palestinese presente in Italia, che nulla ha a che vedere con presunti interventi di accoglienza. Registriamo l'ennesimo caso di censura, avvenuto al liceo Marco Polo di Venezia: la scuola organizza un progetto approvato dal Collegio docenti che consiste in una serie di appuntamenti con tema Palestina (mostra, presentazione di libri, proiezione film): un blogger lancia la notizia, un politico di destra interviene, monta la gogna mediatica e il ministero decide di inviare ispezioni. L'accusa, falsa, è sempre di antisemitismo.  Corrispondenza su Idrovolante edizioni (pantheon di estrema destra) che prova ad entrare nelle scuole, in particolare ad Alatri. Le proteste ne bloccano l'ingresso. 
January 20, 2026
Radio Onda Rossa
Scuola: polemiche sul censimento degli studenti palestinesi
L’arrivo nelle scuole di una circolare in cui si chiede di censire il numero degli studenti palestinesi scatena durissime reazioni. Le risposte tardive e le motivazioni confuse del Ministero non riescono a dissipare i dubbi. A fine novembre scorso, la … Leggi tutto L'articolo Scuola: polemiche sul censimento degli studenti palestinesi sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Schedare studenti palestinesi non è accogienza, è discriminazione. Valditara mistifica
USB Scuola respinge con forza la risposta del Ministro dell’Istruzione Valditara, che tenta di giustificare la recente richiesta di rilevazione degli studenti palestinesi equiparandola alle misure adottate in passato per gli studenti ucraini. Qui il link per vedere le circolari in modo che ciascuno possa leggere e comprendere le differenze sostanziali tra le due disposizioni. La giustificazione del Ministro si fonda su un paragone artificioso e politicamente scorretto, utile solo a coprire un atto che nulla ha a che vedere con l’inclusione e molto con una pericolosa deriva discriminatoria. La rilevazione degli studenti ucraini avvenne infatti in un contesto radicalmente diverso: un’emergenza umanitaria riconosciuta a livello internazionale, accompagnata da piani straordinari di accoglienza, risorse dedicate, strumenti didattici, supporto linguistico e misure di integrazione esplicite. In quel caso, la raccolta di informazioni serviva a garantire diritti, non a isolare soggetti. Oggi, invece, il Ministero chiede alle scuole di identificare e contare studenti palestinesi senza alcun progetto educativo dichiarato, senza risorse aggiuntive, senza un quadro normativo trasparente e senza tutele chiare. Questa non è accoglienza: è selezione su base nazionale, in un contesto politico nazionale e internazionale segnato da guerre diffuse, da un genocidio ancora in corso in Palestina, da repressione e criminalizzazione della solidarietà. Il tentativo di normalizzare questa operazione attraverso il richiamo al passato è una mistificazione grave. La scuola pubblica statale non può essere trasformata in uno strumento di schedatura indiretta, né può essere piegata a logiche di controllo che nulla hanno a che fare con la didattica, l’inclusione e la tutela dei minori. L’inclusione non passa dalla classificazione degli studenti per origine nazionale, ma dal rafforzamento dei diritti, dall’autonomia educativa delle scuole e da politiche di accoglienza universali, non selettive. Per questo chiediamo il ritiro immediato della nota ministeriale e denunciamo una gestione della scuola sempre più subordinata a logiche securitarie e politiche, lontane dai principi costituzionali di uguaglianza e libertà di insegnamento. La scuola deve restare uno spazio di emancipazione, non un luogo di etichettatura. Su questo non arretreremo e saremo in presidio insieme alle studentesse e agli studenti di OSA il 19 gennaio alle ore 17.00 a Roma presso l’USR del Lazio in via Frangipane 41. Unione Sindacale di Base
January 16, 2026
Pressenza
Tornano le leggi razziali. Schedatura degli studenti palestinesi
Torna l’orrore del 1938… In Italia il governo ha ordinato di schedare gli studenti in base all’appartenenza etnica. Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione del governo Meloni, ha fatto diramare delle circolari con l’obbligo di segnalare i PALESTINESI nelle scuole della Repubblica. È una disposizione razzista che segue e prepara altri orrori […] L'articolo Tornano le leggi razziali. Schedatura degli studenti palestinesi su Contropiano.
January 16, 2026
Contropiano
Calabria. Studenti “sotto stretto controllo”
Se la comunicazione riservata dei primi di settembre dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio ai Dirigenti scolastici, che invitava ad “assicurare la specificità dei luoghi e dei momenti della vita scolastica, quali le riunioni degli organi collegiali, che devono essere esclusivamente finalizzate alla trattazione delle tematiche relative al buon funzionamento dell’istituzione […] L'articolo Calabria. Studenti “sotto stretto controllo” su Contropiano.
September 30, 2025
Contropiano