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Libia. L’instabilità sulla porta di casa. Attacchi a impianti petroliferi e autobombe
In pochi giorni la Libia è stata travolta da episodi che ne rivelano la profonda instabilità interna. A Bengasi è stato ucciso in un attentato Fawzi al Mansouri, il capo dell’intelligence militare dell’Esercito nazionale libico (Enl) del gen. Haftar che controlla la parte orientale del paese. Ci sono poi stati degli […] L'articolo Libia. L’instabilità sulla porta di casa. Attacchi a impianti petroliferi e autobombe su Contropiano.
August 13, 2026
Contropiano
Cosa è emerso dall’ordinanza del GIP sull’attentato a Sigfrido Ranucci
Lo avrebbe fatto per «accrescere la popolarità» di Sigfrido Ranucci e favorirne «l’ascesa politica», mirando con tutta probabilità e a diventarne una sorta di “consulente ombra”. Secondo il gip di Roma Iole Moricca, sarebbe questa la motivazione della bomba fatta esplodere lo scorso 16 ottobre sotto la casa del conduttore di Report a Pomezia: lo si legge nell’ordinanza di arresto nei confronti di Valter Lavitola, da ieri ristretto nel carcere di Rebibbia. Con una sottolineatura importante: Ranucci, secondo tutti gli elementi raccolti, sarebbe stato completamente ignaro dell’azione criminale di quello che considerava un amico. Le carte, infatti, dimostrano come il giornalista «sia stato vittima della manipolazione dell’indagato», da un lato in ragione «della raffinata astuzia di quest’ultimo», dall’altro «del profondo legame» instauratosi nel tempo tra i due. Una sonora risposta alle tante illazioni che hanno campeggiato su organi di stampa e profili social di vari politici e opinionisti negli ultimi mesi, che hanno colto in questa storia un ottimo trampolino per cercare di porre un freno al successo di Report. Il gip, convinto che «Lavitola sia stato il mandante dell’azione, demandando al suo uomo di fiducia, Tavares, di trovare e istruire le persone a cui affidare il compito», opera innanzitutto una ricostruzione dei fatti. «Il 7 settembre 2025, Lavitola aveva fatto visita a Ranucci presso la sua abitazione e, una volta preso contezza dei luoghi, il 15 settembre 2025 li aveva mostrati a Clesio Tavares», il quale «il 10 ottobre 2025, a sua volta, li aveva mostrati a Antonio D’Avino, Saverio Mutone e De Filippis Marika». Il 16 ottobre 2025, giorno dell’attentato, Mutone «era tornato sui luoghi con Pellegrino Passariello e quest’ultimo aveva collocato l’esplosivo proprio tra il cancello di ingresso dell’abitazione di Ranucci e le due auto». L’esplosione aveva distrutto le auto di Ranucci e di sua figlia. Lavitola e Ranucci erano entrati in un rapporto di confidenza in seguito ad alcune inchieste di Report che avevano coinvolto l’uomo che ora si trova in carcere. Nel 2024 Lavitola iniziava a stuzzicare Ranucci per convincerlo del fatto che, data la popolarità progressivamente acquisita e i numerosi attacchi ricevuti, la discesa nell’agone politico potesse risultare una scelta vantaggiosa ed efficace. L’indagato, ricostruisce il gip, «approfittando dei momenti di difficoltà» gli suggeriva più volte di «lasciare la sua attività (‘sarebbe il momento di andarsene’ messaggio del 29 luglio 2024) e dedicarsi alla politica approfittando del fatto che gli attacchi che subisce ne aumentano la popolarità e il consenso». Il 17 ottobre 2024, Ranucci mandava a Lavitola alcune fotografie scattate in occasione della presentazione del suo libro a Foggia, commentando soddisfatto «che a tale evento avevano partecipato 600 persone e che altre 300 erano state mandate via (verosimilmente per la ridotta capienza dei locali)». Lavitola gli rispondeva che «questi incontri gli sembravano dei test di campagna elettorale, come quelli che si fanno negli Usa (Questi mesi mi sembrano tanto un test di campagna elettorale come si fanno negli Stati Uniti) ricevendo la risposta divertita del giornalista con delle emoticon». All’inizio del 2025 Lavitola diventava ancora più esplicito, avvertendo Ranucci dell’intenzione di commissionare un sondaggio riferito al grado di popolarità dei personaggi pubblici «finalizzato a verificare l’indice di gradimento del giornalista, propedeutico a una discesa in campo». Lavitola, come dimostrano le carte, si interfacciava anche con alcuni giornalisti nazionali, che nella primavera del 2026 gli fornivano via whatsapp «suggerimenti disinteressati alla preparazione dei quesiti a Lavitola». Il 9 giugno 2026 Ranucci veniva informato dei contatti intrattenuti a tal fine da Lavitola – era proprio quest’ultimo a inviargli lo screenshot della chat – con il giornalista di Repubblica Stefano Cappellini. Ranucci reagiva inviando un messaggio vocale a Lavitola: «Ma perché gli ha detto di Ranucci? Ma perché ha detto Ranucci? … Ranucci mica si candiderà mai!», evidenzia il Gip. Come ricostruito dal giudice, Lavitola ha più volte commentato la vicenda delittuosa «dicendo che se era stato lui il mandante allora voleva dire che era d’accordo anche Ranucci, quando allo stato non è emerso alcun elemento, come si evince dalle risultanze acquisite, per ritenere che il giornalista fosse d’accordo con Lavitola». Anzi, il gip sottolinea che «le risultanze acquisite inducono a ritenere che il giornalista sia stato vittima della manipolazione dell’indagato, in ragione, da un lato, della raffinata astuzia di quest’ultimo, dall’altro, in ragione del profondo legame tra i due instauratosi tanto da indurre la persona offesa ad avere quella reazione di stupore e incredulità appena appresa la notizia dell’incriminazione dell’amico». D’altra parte, si legge ancora nell’ordinanza, «è certo, perché emerso in plurime intercettazioni, che Lavitola abbia continuato a manipolare la persona offesa e ad alimentare in lui il convincimento che la tesi seguita dagli inquirenti sia assolutamente inverosimile, essendo convinto che finché avrà il sostegno della vittima del reato, la sua posizione ne risulterà avvantaggiata». Una vicenda che definire conturbante sarebbe eufemistico, la cui piena verità appare ancora tutta da scrivere. A luglio, mentre l’inchiesta sull’attentato accelerava con perquisizioni e interrogatori, la Rai sceglieva nel frattempo di sospendere «cautelativamente» le repliche estive del programma, scatenando la reazione indignata dello stesso Ranucci e della redazione, che hanno parlato di «censura senza precedenti». Arrivata il giorno stesso in cui il giornalista aveva annunciato sui social le repliche estive invitando il pubblico a segnalare nuove storie, la decisione è stata giustificata dalla Direzione Approfondimento Rai come «a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico». In una nota diffusa dall’avvocato Roberto De Vita, Ranucci ha subito dichiarato che la sospensione rappresenta invece una «delegittimazione» non solo della sua persona ma anche di tutto il lavoro dei singoli giornalisti» che «in modo autonomo e indipendente hanno curato inchieste importanti e che sono vero patrimonio per l’informazione e la democrazia». 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August 11, 2026
L'INDIPENDENTE
A Mosca c’è stato un attentato dai contorni ancora oscuri
Tre persone sono morte e altre 21 sono rimaste ferite nell’esplosione che, nella serata di ieri, ha colpito l’ingresso del ristorante italiano Balzi Rossi, situato in piazza Kudrinskaya, nel centro di Mosca. Dopo le prime incertezze sulle cause della deflagrazione – era stata inizialmente ipotizzata una fuga di gas – il Comitato nazionale antiterrorismo russo (NAC) ha parlato di un vero e proprio attentato, rendendo noto che una donna ha tentato di introdursi all’interno del locale con un ordigno esplosivo artigianale. La dinamica e il possibile obiettivo dell’attacco restano tuttavia al centro delle indagini, mentre diversi media indipendenti e blogger russi fanno riferimento alla presenza nel locale di un generale, probabilmente il nuovo capo dell’aeronautica russo, Alexander Chaiko. Secondo quanto ricostruito, mentre la donna cercava di entrare nella struttura con l’ordigno, sarebbe stata fermata da una guardia di sicurezza. Nel momento del controllo, il dispositivo è esploso. Tra le vittime figurano la presunta attentatrice, l’addetto alla sicurezza e un cliente del ristorante. I feriti, come riferito dal NAC, hanno riportato lesioni di diversa gravità e stanno ricevendo tutte le cure necessarie, come dichiarato da Alexey Kuznetsov, assistente del ministro della Salute. Le indagini sono attualmente in corso: sul luogo dell’esplosione stanno operando investigatori e criminologi del Comitato investigativo russo. La polizia e la Guardia Nazionale hanno limitato l’accesso alla zona circostante il grattacielo, mentre il traffico è stato interrotto. Il Dipartimento dei trasporti di Mosca ha inoltre rinviato la seconda edizione del Festival ciclistico notturno. Elementi ancora non confermati emergono dalle ricostruzioni dei media indipendenti. Il ristorante, secondo quanto riportato da diverse fonti, era chiuso al pubblico perché ospitava un evento privato. Il portale d’informazione Astra, citando un testimone, sostiene che nel locale si stesse festeggiando il compleanno di un generale, non rendendone nota l’identità. Il giornalista russo Oleg Kashin ha affermato che il festeggiato sarebbe il comandante in capo delle Forze Aerospaziali russe, il generale colonnello Alexander Chaiko, accusato da Kiev di aver avuto un ruolo nelle operazioni militari nell’area di Bucha e sanzionato dall’Unione Europea. Questa ipotesi non ha, nel momento in cui questo articolo viene pubblicato, ricevuto conferme ufficiali. Il canale Telegram VChK-OGPU sostiene inoltre che tra gli invitati fosse presente anche il deputato della Duma di Stato Zelimkhan Mutsoev. Il quotidiano Kommersant, citando proprie fonti, ha ricostruito una dinamica che suggerirebbe un attacco mirato: «Si ipotizzava che la bomba fosse stata fatta esplodere a distanza da qualcun altro e che la donna che la trasportava potesse non sapere che si trattava di un ordigno esplosivo». Secondo il giornale, la donna si sarebbe presentata all’ingresso con una scatola, sostenendo che contenesse un regalo destinato agli ospiti, e la guardia, insospettita, avrebbe deciso di ispezionarla. Kommersant riferisce inoltre che il dispositivo aveva una potenza equivalente a circa un chilogrammo di tritolo ed era caricato con sfere metalliche. Il quotidiano evidenzia come le rigorose misure di sicurezza predisposte per l’evento potrebbero avere evitato un bilancio molto più grave, limitando gli effetti dell’esplosione all’ingresso del ristorante. Secondo quanto riferito da Astra, nelle vicinanze del ristorante erano parcheggiate numerose auto con targhe nere, generalmente utilizzate da strutture militari e governative, circostanza che ha alimentato le speculazioni sulla presenza di alti funzionari tra gli invitati. Una residente del palazzo di piazza Kudrinskaya ha raccontato ai giornalisti di aver visto uomini e donne in abiti eleganti uscire dal locale a piedi nudi, tenendo in mano le scarpe, subito dopo l’esplosione. Le indagini proseguono. The post A Mosca c’è stato un attentato dai contorni ancora oscuri appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 2, 2026
L'INDIPENDENTE
Uno sparo che non agita le borse
Ho visto le immagini e letto i commenti sull’attentato a Trump. Si potrebbero dire molte cose. Mi limito a esprimere due considerazioni. La prima è epidermica. Trump utilizzerà questo attentato per arginare le difficoltà enormi in cui si trova per effetto della crisi strutturale dell’economia reale degli Stati Uniti non […] L'articolo Uno sparo che non agita le borse su Contropiano.
April 29, 2026
Contropiano
L’Iran fa il pieno di consensi, Washington di pressioni
La nebbia si è stesa su Washington. Il “quasi attentato” ha preso il centro della scena mediatica – del resto è avvenuto mentre erano a tavola tutti i giornalisti del mondo accreditati con la Casa Bianca – e spinto la guerra in Medio Oriente in secondo piano. Ma non serve […] L'articolo L’Iran fa il pieno di consensi, Washington di pressioni su Contropiano.
April 28, 2026
Contropiano
Per gli Usa è tempo di cominciare a ragionare
Se qualcuno prova a sparare a Trump le borse festeggiano. Con un pizzico di cinismo – che sui mercati domina – si potrebbe trarre questa conclusione dai dati di stamattina sulle piazze asiatiche. Tokyo è salita sui massimi di sempre, superando i 60mila punti, Shanghai un po’ meno ma soltanto […] L'articolo Per gli Usa è tempo di cominciare a ragionare su Contropiano.
April 27, 2026
Contropiano
L’ANPI Collinare “Aedo Violante” condanna l’attentato contro Sigfrido Ranucci: la libertà di stampa non si tocca
L’ANPI Collinare “Aedo Violante” condanna con fermezza l’attentato dinamitardo avvenuto nella notte del 17 ottobre 2025, che ha distrutto le automobili del giornalista Sigfrido Ranucci e della figlia, mettendo seriamente a rischio l’incolumità delle persone. Si tratta di un gesto che colpisce non solo simbolicamente la persona e il suo lavoro, ma che tenta di intimidire chi, attraverso il giornalismo d’inchiesta, difende la trasparenza e il diritto all’informazione. Questo episodio richiama, con preoccupante gravità, gli attacchi che la democrazia e la libertà hanno subito nel corso della storia del nostro Paese: basti pensare al periodo dello stragismo e della strategia della tensione , segnato dall’intreccio tra neofascisti , piduisti , servizi segreti deviati e mafie . Il gesto che oggi ha preso di mira un giornalista impegnato nella ricerca della verità è un’eco perversa della violenza che un tempo voleva cancellare la democrazia e il diritto alla libertà di parola, garantiti dalla nostra Costituzione nata dalla Resistenza . Come promotrici e promotori di una sezione ANPI, ma prima ancora come cittadine e cittadini, ribadiamo con forza la nostra solidarietà a Sigfrido Ranucci. Atti come questi vogliono intimidire chi denuncia, chi indaga, chi smaschera poteri occulti. Non consentiamo che il silenzio o la paura prevalgano. Sentiamo, anzi, il dovere di impegnarci ancora di più, perché siamo tra i custodi della memoria. Non possiamo dimenticare che, durante la Resistenza, molti furono vittime di attentati, persecuzioni e violenze, perché osarono resistere all’oppressione. Proprio a Napoli , le Quattro Giornate (28 settembre – 1° ottobre 1943) rappresentano un esempio straordinario di ribellione popolare contro l’occupazione nazista e lo stragismo fascista: cittadini e cittadine napoletane, con coraggio e spirito collettivo, si organizzarono per riconquistare la libertà perduta. Sappiamo che dobbiamo farci carico della memoria antifascista come impegno attivo nel presente. Le Quattro Giornate ci insegnano che la libertà va conquistata, difesa e praticata ogni giorno . Oggi come ieri, ribadiamo che l’antifascismo non è un rituale, ma un dovere civico . La Resistenza, con le sue lotte ei suoi sacrifici, è un vento che deve continuare a soffiare nelle nostre coscienze: chi tenta di spegnere una voce non potrà mai vincere su chi tiene viva la memoria e la responsabilità collettiva. Nel nostro piccolo, abbiamo organizzato un ciclo di appuntamenti denominato “Memoria Attiva” , in collaborazione con la libreria IoCiSto , durante il quale presentiamo libri che rispondono a questi obiettivi. Il prossimo incontro si terrà martedì 21 ottobre alle ore 18.00 : parleremo di Resistenza e di Antonio Amoretti , eroe delle Quattro Giornate di Napoli, insieme al figlio Francesco , ad Annamaria Carloni già senatrice della Repubblica e alla giornalista Federica Flocco . Luna Pisa Presidente della Sezione ANPI Collinare “Aedo Violante” Redazione Napoli
October 18, 2025
Pressenza
Rete No Bavaglio: “L’attentato contro il giornalista Ranucci è un attacco alla libertà di stampa e alla democrazia”
Riportiamo il comunicato della Rete No Bavaglio sul gravissimo attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, a cui esprimiamo la nostra solidarietà. La RETE #NOBAVAGLIO esprime piena solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci, vittima di un gravissimo attentato intimidatorio davanti alla sua abitazione a Campo Ascolano. L’esplosione di un ordigno piazzato sotto la sua auto non è solo un attacco alla sua persona, ma un colpo diretto alla libertà di stampa e al diritto di ogni cittadino di essere informato. L’ordigno ha distrutto due veicoli e danneggiato l’abitazione, con una potenza tale da poter uccidere chiunque fosse passato in quel momento. È un gesto vile, che mira a spegnere la voce di chi indaga, denuncia, racconta. La RETE #NOBAVAGLIO denuncia con forza questo atto criminale e rilancia l’urgenza di proteggere chi fa informazione libera. Non ci faremo intimidire. Continueremo a sostenere ogni giornalista che, come Ranucci, esercita il proprio mestiere con coraggio e rigore. Chiediamo alle istituzioni una risposta immediata, trasparente e decisa. Chiediamo alla società civile di mobilitarsi. Chiediamo a tutte e tutti di alzare la voce: perché il silenzio è complice. La RETE #NOBAVAGLIO insieme ai cittadini sarà la scorta di Sigfrido Ranucci oggi, domani, sempre. La libertà di stampa non si tocca. La RETE #NOBAVAGLIO sarà presente, ovunque serva, per difenderla.   Rete #NOBAVAGLIO
October 17, 2025
Pressenza
Roma. Nuovo attentato sionista al centro sociale “La Strada”
Un ordigno esplosivo è esploso questa mattina di fronte all’ingresso del centro sociale ‘La Strada’, del quartiere Garbatella a Roma. I primi ad arrivare hanno ritrovato tracce di polvere da sparo e resti di un ordigno probabilmente mirato ad aprire la serranda del centro sociale. Sul muro uno striscione con su scritto “Di Battista […] L'articolo Roma. Nuovo attentato sionista al centro sociale “La Strada” su Contropiano.
September 12, 2025
Contropiano
Messaggio di Combatants for Peace sull’attentato dell’8 settembre a Gerusalemme
La mattina di lunedì 8 settembre a Gerusalemme sei israeliani sono stati uccisi in un attacco violento, così come i due attentatori palestinesi. Inviamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie e condanniamo tutti gli atti di violenza. Ogni spargimento di sangue ci allontana dal futuro che tutti meritiamo. La violenza, che sia compiuta da individui, eserciti o governi, non fa che perpetuare un ciclo infinito di dolore. Come Combatants for Peace sappiamo che non c’è futuro in questa terra né per gli uni né per gli altri senza la presenza reciproca. La nostra sicurezza, libertà e dignità sono intrecciate. Rifiutiamo di lasciare che l’odio definisca il nostro cammino. Scegliamo un’altra strada: la nonviolenza, la co-resistenza all’oppressione e la costruzione di una vita fondata sulla giustizia e sull’uguaglianza per tutti coloro che chiamano “casa” questa terra. Solo insieme possiamo porre fine a questo ciclo di morte e piantare i semi di un futuro in cui ogni famiglia — israeliana e palestinese — possa vivere senza paura.   Combatants for Peace
September 10, 2025
Pressenza