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In 5 mesi il “piano casa” del governo non ha prodotto neanche un alloggio
Sono passati cinque mesi dal lancio del Piano Casa del governo Meloni. L’obiettivo dichiarato è mobilitare circa 10 miliardi di euro in dieci anni per mettere a disposizione 100mila abitazioni tra case popolari e alloggi a prezzi calmierati. «È un piano che si attendeva da 50 anni», ha affermato con orgoglio il ministro Matteo Salvini, in videocollegamento all’inaugurazione del Saie, la fiera internazionale dell’edilizia apertasi il 7 ottobre a Bologna. Al di là dei proclami, però, l’attuazione del piano è ancora ferma alla linea di partenza. Il governo non ha ancora completato il quadro dei decreti attuativi necessari alla sua realizzazione, mentre i 970 milioni di euro stanziati per il recupero dell’edilizia residenziale pubblica restano ben al di sotto degli 1,7 miliardi annunciati lo scorso maggio. Il piano, inoltre, affida un ruolo centrale ai capitali privati, i cui interventi dovrebbero essere facilitati da una semplificazione delle procedure affidata all’ennesimo commissario straordinario. Il Piano Casa del governo Meloni si articola in tre misure, definite «pilastri». Il primo prevede un programma di interventi per il recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (ERP), con la ristrutturazione di 60mila case popolari. Per questi interventi sono previsti 1,7 miliardi di euro, con l’obiettivo di concludere i lavori entro un anno dall’approvazione del decreto-legge, ossia entro il prossimo maggio. Nell’ambito dello stesso pilastro è previsto anche un programma di riscatto degli immobili ERP da parte degli assegnatari, che consentirebbe a chi vive in una casa popolare di acquistarla. Il secondo e il terzo pilastro puntano invece a coinvolgere i privati. Il governo prevede di destinare 3,6 miliardi di euro alla creazione di alloggi sociali, ossia abitazioni a prezzi calmierati distinte dalle case popolari tradizionali. Per agevolarne la realizzazione è prevista la nomina di un commissario straordinario, che potrà rilasciare autorizzazioni uniche per gli interventi privati. In cambio di queste semplificazioni, i privati dovranno garantire che, ogni 100 alloggi realizzati, almeno 70 siano destinati all’edilizia convenzionata, da vendere o affittare a un prezzo almeno del 33% inferiore a quello di mercato. Nel suo intervento a distanza al Saie, Salvini ha esaltato il piano dell’esecutivo. Eppure, a cinque mesi dall’approvazione del decreto-legge, l’attuazione del Piano Casa è ancora lontana dalla fase operativa, tanto che il governo non ha ancora pubblicato il decreto generale necessario a definirne le modalità di attuazione. Per quanto riguarda il primo pilastro, non sono ancora state definite le modalità di riscatto degli alloggi ERP, né il numero di immobili interessati o le risorse destinate al programma. Sul fronte del recupero delle case popolari, sempre nell’ambito del primo pilastro, il governo ha invece stipulato una convenzione con Invitalia per gestire le risorse e selezionare i progetti, ma manca ancora il bando che dovrebbe dare il via alle riqualificazioni. Inoltre, i finanziamenti attualmente previsti ammontano a 970 milioni di euro per il periodo 2026-2030, a fronte degli 1,7 miliardi inizialmente annunciati; a tal proposito, vale la pena sottolineare che, prendendo come riferimento la cifra iniziale e l’obiettivo di recuperare 60mila alloggi, l’investimento previsto equivale a soli 28mila euro per abitazione. La maggior parte dei finanziamenti, del resto, è destinata ai privati. Lo stesso Salvini in collegamento al Saie non ha perso  l’occasione per esaltare il ruolo dei fondi immobiliari, lanciando al contempo una stoccata contro il governo spagnolo, costretto alle dimissioni proprio a causa della crisi abitativa: «La crisi non si risolve alla spagnola, limitando la proprietà privata». Tuttavia, anche per secondo e terzo pilatro mancano ancora diverse misure attuative, tra cui quella necessaria a definire l’eventuale limite temporale del vincolo sugli affitti a canone calmierato. In generlae, la fase attuativa è ferma la palo: il secondo pilastro prevede un fondo da 100 milioni di euro per l’edilizia integrata, gestito da INVIMIT SGR; per questo intervento, la società ha avviato una consultazione di mercato per raccogliere proposte progettuali. Nell’ambito del terzo pilastro, invece, il governo ha individuato il commissario straordinario incaricato di accelerare le procedure; il nome scelto dall’esecutivo è quello di Felice Squitieri che lo scorso luglio ha indicato come obiettivo l’avvio dei primi cantieri tra gennaio e marzo 2027. The post In 5 mesi il “piano casa” del governo non ha prodotto neanche un alloggio appeared first on L'Indipendente.
October 9, 2026
L'INDIPENDENTE
Una legge popolare per il controllo sugli affitti. Si parte anche in Italia
E’ partita anche in Italia la campagna per una legge sul controllo degli affitti. Se ne discuterà sabato 26 settembre alle ore 14.00 a Roma in via del Porto Fluviale 12. Da New York a Berlino, il controllo degli affitti ed il contrasto ai grandi fondi immobiliari è ciò che […] L'articolo Una legge popolare per il controllo sugli affitti. Si parte anche in Italia su Contropiano.
September 23, 2026
Contropiano
[Le nuove mani sulla città] L'impianto ideologico del piano casa
Oggi abbiamo parlato del piano casa affrontando alcuni aspetti: a partire dall'impianto ideologico che c'è dietro il piano casa, abbiamo esaminato le norme che permettono facilitazioni e deroghe urbanistiche, ERP, social housing e edilizia integrata. Infine abbiamo parlato del paradosso dell'alienazione del patrimonio pubblico e dell'introduzione di funzioni non residenziali all'interno della legge. In linea con questo abbiamo concluso con aggiornamenti sulle modifiche delle NTA e sulle lotte dei territori contro speculatori le cui mani arrivano anche da Israele.
July 16, 2026
Radio Onda Rossa
Fondazione IFEL: in Italia affitti sempre più cari, dal 2018 aumentati del 22%
La questione abitativa è uno dei principali problemi nazionali. In Italia l’emergenza casa coinvolge oggi oltre 1,5 milioni di famiglie ma sono molto di più le persone che non riescono a trovare un alloggio adeguato e a costi sostenibili. L’aumento dei canoni di locazione e l’impossibilità di accedere all’acquisto gravano non più solo sulle fasce vulnerabili, bensì su una fascia crescente di lavoratori, anche quelli con redditi medi. Il Piano casa del Governo Meloni appena approvato dal Parlamento non fornisce soluzioni a lungo raggio e non risolve l’emergenza in corso, sottolinea nel nuovo dossier IFEL sul tema casa. L’indagine è stata realizzata nell’ambito del Progetto IFEL Europa, attraverso il quale la Fondazione dell’ANCI dal 2024 promuove un insieme di studi e ricerche finalizzate a indagare e discutere i contenuti del futuro Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea 2028-2034, con particolare riguardo alle politiche europee di maggiore impatto per il territorio. L’affondo sul tema dell’Affordable Housing segue la realizzazione, agli inizi del 2025, di un Working paper dedicato al dibattito europeo sulle nuove priorità della coesione (difesa comune, competitività, casa, acqua, energia) e di un successivo documento, intitolato “Bussola per la coesione territoriale – Una mappa per orientarsi sulle nuove priorità della UE” che ha offerto una lettura analitica di scenari e strumenti di intervento a disposizione dei governi locali nell’ambito del nuovo Bilancio UE post 2027. Ambedue i documenti sono disponibili sul sito della Fondazione: www.fondazioneifel.it. Nel nuovo Dossier vengono illustrati i risultati della riprogrammazione di medio termine dei programmi 20212027 della coesione, con il dettaglio regionale degli investimenti indirizzati all’Affordable housing. Si riferisce, inoltre, della riprogrammazione che ha riguardato anche il Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), la gamba nazionale di questa politica, con l’indicazione delle risorse indirizzate alla Housing nell’ambito degli Accordi già stipulati con Regioni e Province Autonome. Si dà conto poi dell’European Affordable Housing Plan, messo in campo dalla Commissione UE a dicembre 2025 ed oggi in fase di implementazione, e delle altre iniziative adottate in tempi recenti dall’UE. Chiudono il volume allegati e appendici che completano la rassegna degli strumenti a disposizione con un focus sul Fondo Housing Coesione. Infine, un’appendice è dedicata al Piano casa recentemente approvato dal Parlamento italiano. Il nuovo dossier IFEL mette in luce come a soffrire maggiormente i costi dell’abitare non siano solo il 63% degli affittuari appartenenti al primo quintile di reddito (ovvero coloro che guadagnano fino a 11.135 euro netti l’anno) ma anche il 38% del secondo quintile (ovvero di coloro con redditi netti fino a 15.981 euro) e circa il 15% del terzo quintile (coloro che percepiscono fino a 21.182 euro). Le difficoltà nel sopportare i costi del mercato della locazione sembrano oggi interessare strati di reddito più elevati rispetto al passato, e il sovraccarico arriva a toccare la popolazione italiana fino al terzo quintile di redditi. “Nello specifico, sottolineano i ricercatori dell’IFEL, quando le spese per l’abitazione superano il 40% del reddito netto familiare si parla di sovraccarico abitativo (overburden). In Italia, nel 2024, si trova in questa condizione il 5,1% della popolazione. Le situazioni più critiche riguardano le persone sole (15,6%), soprattutto under 65 (19,9%). Anche i nuclei monogenitoriali risultano esposti (7,1%). Guardando all’età del principale percettore di reddito, il sovraccarico interessa il 7,6% delle famiglie con capofamiglia under 35, mentre scende al 4,6% tra quelle con capofamiglia 65enni o più.” La Fondazione dell’ANCI evidenzia anche una crescita generalizzata dei canoni medi di affitto tra 2018 e 2024, ma con intensità molto differenziate tra i capoluoghi. Gli incrementi più elevati si concentrano in pochi casi, tra cui Gorizia, Vercelli, Firenze, Aosta e Milano, che compongono la fascia di “alta crescita”. Una parte ampia del Paese rientra invece nella crescita moderata, segnalando un aumento diffuso ma non uniforme dei canoni. Particolarmente rilevante è la presenza di numerosi capoluoghi in “crescita sostenuta” lungo l’asse adriatico, in alcune città del Nord-Est, dell’Emilia-Romagna e del Mezzogiorno. Roma si colloca nella fascia moderata, pur con un incremento vicino alla soglia superiore della classe, mentre Napoli rientra nella crescita sostenuta. Nel complesso, la geografia degli aumenti non coincide soltanto con le grandi città, ma coinvolge anche capoluoghi medi e piccoli, indicando che la pressione sugli affitti è ormai un fenomeno territorialmente esteso. L’ANCI, a proposito della legge di conversione del Dl Piano Casa (https://www.anci.it/wp-content/uploads/2026/07/D.L.-66-Piano-Casa-convertito-in-Legge-116-2026.pdf), ha messo a disposizione delle utili slides di approfondimento: https://www.anci.it/piano-casa-online-la-legge-di-conversione-e-le-slide-anci-con-novita-e-approfondimenti/. Qui il dossier 2026 sulla Casa della Fondazione IFEL: https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/6517_ebdd12ff381f1a51a02811766e7a4993. Giovanni Caprio
July 10, 2026
Pressenza
Piano Casa. Confedilizia, Ance e fondi immobiliari ringraziano il governo
Sono i 168 deputati che hanno votato la fiducia al governo Meloni e così il decreto legge 66/2026 è stato convertito dalla Camera e arriva in Senato blindato al punto giusto per arrivare in Gazzetta Ufficiale entro la data limite del 5 luglio. Un dispositivo chiamato Piano casa e propagandato […] L'articolo Piano Casa. Confedilizia, Ance e fondi immobiliari ringraziano il governo su Contropiano.
June 24, 2026
Contropiano
PRC: “Casa e diritti sotto attacco”. La situazione a Trieste e in FVG.
Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea ha aderito alla mobilitazione nazionale contro i ddl Meloni/Salvini indetta dai sindacati degli inquilini martedì 23 giugno dichiarando:   > Le misure contenute nel DDL Piano Casa e nel cosiddetto DDL Sgomberi proposti > dal Governo Meloni rappresentano il più violento attacco al diritto > all’abitare della storia recente del Paese. > Sotto la retorica della sicurezza e della rigenerazione urbana si nasconde, in > realtà, una precisa strategia di colpevolizzazione della povertà e di totale > sottomissione alle speculazioni immobiliari. Il governo continua a fare la > guerra ai poveri anziché alla povertà: mentre i salari restano fermi e gli > affitti subiscono rincari insostenibili, la risposta dell’esecutivo è > criminalizzare il disagio sociale. > Il DDL Sgomberi cancella ogni forma di mediazione sociale, trasforma un > problema sociale in una questione di ordine pubblico. Tutto questo senza > offrire alcuna alternativa abitativa a famiglie, anziani e minori vulnerabili. > Contestiamo duramente anche il “DDL Piano Casa”, perché del tutto inadeguato a > rispondere alla strutturale emergenza abitativa del nostro Paese. Non serve un > piano che favorisce i costruttori privati e il social housing a prezzi di > mercato. Serve un piano straordinario di investimenti nell’edilizia > residenziale pubblica. > Chiediamo il ripristino immediato del fondo per il sostegno agli affitti, > chiediamo lo stanziamento di risorse per la riqualificazione delle migliaia di > alloggi popolari chiusi e inutilizzati, chiediamo la moratoria immediata degli > sfratti per morosità incolpevole e il blocco dei pignoramenti delle prime > case. Chiediamo una legge urbanistica che fermi il consumo di suolo e la > svendita delle città agli immobiliaristi. > Il 23 giugno le militanti e i militanti di Rifondazione Comunista saranno > nelle piazze al fianco dei sindacati degli inquilini e dei movimenti per il > diritto all’abitare. L’obiettivo è bloccare questi provvedimenti classisti e > antipopolari e rilanciare l’edilizia pubblica come pilastro fondamentale dello > stato sociale. Diramando il comunicato del PRC nazionale, la Federazione di Trieste ha diffuso informazioni sulle problematiche nella città e nella regione: > Per sostenere la mobilitazione, la Federazione PRC di Trieste ha partecipato > alla conferenza stampa per il diritto all’abitare che Sunia/Sindacato > Inquilini Casa e territorio/Uniat/Unione inquilini hanno convocato presso la > sede Uil, in cui è stata ricordata la situazione in Regione FVG e nel > capoluogo, in cui, dinanzi a 8500 domande regolarmente presentate, solo a un > numero esiguo è stata data risposta positiva. > In Regione il patrimonio ATER conta 4600 appartamenti (2700 solo a Trieste) in > condizioni di inabitabilità, non ristrutturati, etc. > Inoltre, si contano migliaia di appartamenti sfitti, che potrebbero essere > dati in locazione prevedendo affitti calmierati, previa ristrutturazione degli > appartamenti stessi. Altre situazioni critiche sono dovute al boom turistico, > alle carenze di appartamenti per studenti, etc. > Queste sono solo alcune delle situazioni affrontate in conferenza stampa.  > Anche nella nostra Regione e nella nostra città c’è bisogno di mettere il > diritto all’abitare al centro dell’agenda politica. Redazione Italia
June 23, 2026
Pressenza
PIANO CASA: VIA LIBERA DALLA CAMERA
La Camera, con 165 sì, dà il via libera al “piano casa” del governo Meloni. In aula, durante le dichiarazioni di voto, si è consumato lo scontro tra centrosinistra e vannacciani. Il dem Fornaro denuncia che Futuro Nazionale “ha superato un limite, in particolare con Sasso, che ha richiamato a nomi di persone straniere con una generalizzazione per cui il solo fatto di avere un nome straniero basta per essere marchiato. Questo richiama al ’38, alle leggi razziali”. Fuori da Montecitorio, come a Milano, Padova e Livorno, si sono ritrovati in presidio i sindacati degli inquilini.  “Una mobilitazione nazionale non solo di protesta, ma anche di proposta per una nuova politica abitativa pubblica che abbia al suo centro il completo recupero delle case popolari non assegnate perché in degrado”, scrivono Unione Inquilini, Sunia, Sicet e Uniat, “un vero piano per l’incremento dell’ERP a canone sociale; il rifinanziamento del fondo sociale affitti e per la morosità incolpevole, che proprio questo governo ha azzerato, lasciando le famiglie senza contributi e i comuni senza risorse per dare risposte; una regolamentazione per dare ordine alla giungla degli affitti brevi”. La corrispondenza dal presidio romano con Silvia Paoluzzi, segretaria nazionale Unione Inquilini. Ascolta o scarica. Le considerazioni sul “piano casa” anche di Margherita, del Movimento per il diritto all’abitare di Roma. Ascolta o scarica.
June 23, 2026
Radio Onda d`Urto
La lotta nelle case popolari di Calvairate sull’emergenza topi ottiene risultati, e non si ferma
Nelle case popolari Aler di Calvairate, periferia sud-est di Milano, negli ultimi mesi si sta vivendo una vera e propria emergenza topi che, complice il caldo eccezionale registrato nelle ultime settimane, sta assumendo dimensioni fuori controllo. Colonie di topi invadono gli spazi comuni, giardini e le cantine abbandonate. La loro […] L'articolo La lotta nelle case popolari di Calvairate sull’emergenza topi ottiene risultati, e non si ferma su Contropiano.
June 18, 2026
Contropiano
L’11 giugno un convegno sul diritto all’abitare alla Sapienza
L’11 giugno l’università di Roma “Sapienza” (aula 11, Facoltà di Medicina e Psicologia, Via dei Marsi 78) ospiterà un convegno sul diritto all’abitare, in una idea di funzione pubblica svolta dai luoghi del sapere e della conoscenza. Il convegno cade, per pura casualità, nel momento in cui l’abitare ha una […] L'articolo L’11 giugno un convegno sul diritto all’abitare alla Sapienza su Contropiano.
June 8, 2026
Contropiano
Il solito ed inconsistente Piano casa
Puntata dedicata al piano casa del governo Meloni. Nella prima parte della puntata abbiamo provato a capire qualcosa del Piano Casa, annunciato ad inizio anno con grande entusiasmo dal governo Meloni e presentato 2 settimane fa come soluzione al “disagio abitativo”. Pochi soldi, poche soluzioni e solita retorica degli sgomberi. Nella seconda parte, un commento da un compagno di Un Altro Piano per Torino sul percorso del PRG torinese e su come si legherà con il nuovo piano casa.