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Roma, 17 giugno, seminario “La militarizzazione della scuola e dell’università”
La Commissione sulla Militarizzazione del sapere e della società della SIAA – Società Italiana di Antropologia Applicata propone il primo di diversi momenti di approfondimento sulla militarizzazione del mondo dell’istruzione e della società. Con questa espressione si intende la penetrazione del comparto militare-industriale all’interno delle istituzioni del sapere, andando a impattare sulla ricerca, sulla docenza e sui temi. Si intende altresì quel processo di normalizzazione ideologica delle guerra, attraverso la partecipazione degli studenti e delle studentesse a incontri, convegni e iniziative dove sono le forze armate a parlare, anche laddove non è pertinente il loro intervento. Da diversi mesi, a seguito delle politiche di riarmo denominate “rearm Europe plan/readiness 2030”, il processo appena descritto si è accelerato: nei documenti di attuazione viene nominato il settore istruzione come strategico per la riuscita del piano. In particolare la risoluzione del parlamento europeo del 2 aprile 2025, all’articolo 167 recita: «chiede, inoltre, di mettere a punto programmi di formazione dei formatori e di cooperazione tra le istituzioni di difesa e le università degli Stati membri dell’UE, quali corsi militari, esercitazioni e attività di formazione con giochi di ruolo per studenti civili». Successivamente è stato più volte confermato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, della necessità di strutturare un modello in cui industria, università, ricerca, difesa siano tutt’uno. I centri sperimentali di Esercito, Marina, Aeronautica devono stare insieme all’università. Gli esempi più significativi in questo senso sono le continue collaborazioni con l’industria delle armi e sicuramente l’eclatante esempio della cittadella DIANA (Defence Innovation Accelerator North Atlantic), in corso Marche a Torino: un rapporto intrecciato tra industrie belliche, NATO; università e difesa. Abbiamo invitato a parlarne: Michele Lancione, professore ordinario del politecnico di Torino, autore di “università e militarizzazione” e di una costante riflessione e denuncia sul tema; Roberta Leoni dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che da diversi anni ha anticipato l’importanza del tema e denuncia accordi, presenze militari nelle scuole (nei PCTO, nelle gite scolastiche, nei dibattiti); Leonardo Cusmai, dell’organizzazione giovanile “Cambiare Rotta”, molto impegnata sul tema da diversi anni e protagonista di un episodio a Tor Vergata arrivato alla stampa nazionale (il documento di inchiesta è visibile qui: https://cambiare-rotta.org/…/tor-vergata-gioca-alla…/). IL LINK PER SEGUIRE: HTTPS://US02WEB.ZOOM.US/J/81899838283 Seminario Roma -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Roma Si-Cura, non si svende. Manifestazione in Campidoglio
Le Realtà Indisponibili Organizzate sui Territori insieme con tantissime realtà sociali e politiche della città, sono tornate in Campidoglio per consegnare la Delibera di indirizzo popolare proposta dopo il riuscitissimo consiglio comunale capitolino popolare due settimane fa. La mobilitazione continua: continueremo ad opporci a questo modello di città interamente asservito […] L'articolo Roma Si-Cura, non si svende. Manifestazione in Campidoglio su Contropiano.
June 7, 2026
Contropiano
L’influenza militare sull’infanzia in Italia. A partire da alcune segnalazioni giunte all’Osservatorio
Come si evince dalle innumerevoli segnalazioni che ogni giorno arrivano alla mail dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università (osservatorionomili@gmail.com), la presenza delle forze armate è ormai una vera invasione di campo. Un campo che dovrebbe essere gestito dagli/dalle insegnanti, nella relazione asimmetrica per ruolo ed età, fra chi insegna e chi impara. Soprattutto i bambini e le bambine, le creature piccole e i giovani sono i più esposti alle insinuanti parole di chi veste una divisa. Ai loro occhi un corpo armato, vestito in armi, mostra vigore, determinazione nell’affrontare situazioni di rischio, capacità nell’uso di tecnologie sofisticate per affrontare il pericolo, sia esso il nemico classico o il delinquente e il marginale. Oggi a soldati e soldatesse viene lasciato un compito educativo che gli adulti di riferimento – docenti e genitori – riconoscono complementare, quando non sostitutivo, al loro. Soprattutto le armi sono oggetto della fascinazione. Dalla spada al moderno fucile d’assalto, gli oggetti della tecnica della morte sono un’espressione di aggressività precocemente appresa, che si mostra nel gioco infantile, nella predilezione per gli sport violenti, per le finzioni dei videogiochi e dei film di animazione. Qualcuno afferma che si tratti di un fascino derivante da pulsioni residuali, da istinti aggressivi di cui la cultura non ha mai davvero esonerato gli esseri umani. I bambini più piccoli imparano a coltivare quello spazio emotivo nella convinzione che discutere con l’Altro, chiunque esso sia, non vale le parole spese, ancora prima di provare a trovarle. Imparano che nell’Altro si nasconde il nemico, che la frontiera è una protezione, che la Patria è un luogo da difendere come Heimat, la casa, da chi la vuole occupare, chissà distruggere. Le segnalazioni che commento vengono da informazioni veicolate nel web e riguardano istituti scolastici della fascia del primo ciclo di istruzione (6/13 anni, dunque infanzia e preadolescenza). Tre tipi di iniziative apparentemente bonarie, la bellezza del volo, la vitalità della banda musicale, la simpatia per la mascotte, che però hanno un sottotesto, pescano nell’immaginario guerriero, tanto più invadente quanto schermato, sottile. Inizio da Viterbo, dove il 13 maggio sul sito dell’AVES (Aviazione Esercito Italiano) si commentava il successo dell’open day, percorso di orientamento e di informazione per le scuole della provincia sull’importanza del servizio prestato nelle forze armate. Motivo di orgoglio per gli organizzatori l’entusiasmo dei più piccoli per l’esibizione di armi e apparecchiature, soprattutto – si sottolinea – fra i membri del consiglio comunale dei bambini (una prova di educazione civica?). Nel sito si evidenzia anche la partecipazione di Poste Italiane che ha impresso un francobollo per commemorare i 75 anni di vita dell’AVES. Del resto, la compartecipata statale è sempre meno dedicata al servizio postale e sempre più rivolta all’attività di banca e finanziaria, presente sul mercato, dove è bene farsi una buona pubblicità. Tutti contenti, amministratori locali, aviatori, genitori e sicuramente dirigenti scolastici e insegnanti ormai, su quasi tutto il suolo patrio, fedelissimi alle divise (clicca qui per la notizia). Sempre nel Lazio, l’istituto comprensivo Santa Maria Delle Mole, nell’omonima frazione di Marino (Città Metropolitana di Roma), il 15 maggio ha partecipato con 6 classi all’evento musicale organizzato dalla banda dell’Esercito. Messa in musica la fiaba di Esopo “La cicala e la formica”, mostrati gli strumenti musicali, sponsorizzato un corso di pianoforte, anche online (?), offerte esibizioni di canti della tradizione popolare. Quale tradizione, mi chiedo. Ho diretto un anno l’istituto in questione e Santa Maria delle Mole, agro romano fortemente urbanizzato alle falde dei Castelli Romani, era allora ed è oggi un non luogo. Malgrado qualche aspirazione a diventare un comune autonomo grazie ad una vittoria referendaria che non ha avuto seguito, può vantare il ricordo di antichi insediamenti di coloni-reduci dell’esercito romano, i mulini a ridosso delle marane (torrenti) a cui deve forse il suo nome, oggi scomparsi. Sorvolano il paese (circa 13.000 abitanti) 180 voli giornalieri dal vicino aeroporto di Ciampino, un contributo all’inquinamento di gas e rumore: «Se un essere umano è condannato a svolgere la funzione limitata della formica non soltanto cesserà di essere uomo, ma non sarà neppure una buona formica» scriveva Norbert Wiener, il padre della cibernetica (Introduzione alla cibernetica, 1966/2001). Un semplice collegamento di idee dall’edificante Esopo alla tecnologia militare…Non ultimo: ma un laboratorio musicale curato da insegnanti dentro la scuola, no? Ci vuole la più performante banda dell’esercito (https://www.instagram.com/p/DYVGByHDFqx ). Mi sposto a Sesto Campano, piccolissimo paese della seconda più piccola regione italiana, il Molise. Come ci informa un foglio locale on line, i bambini dell’IC Don Giuliano Testahanno vinto il primo premio del concorso “WOrso Wojtek“, ideato dal giornalista Lello Castaldi, un buon amico e sponsor dell’esercito, come si evince dalle sue pagine Facebook. L’orso bruno in questione venne adottato dalla 22° Compagnia dell’esercito polacco in esilio in URSS, impegnato nella liberazione dell’Italia dai nazisti e, come nella pubblicistica destrorsa, anche queste celebrazioni tendono a oscurare il ruolo delle formazioni partigiane. Pure a Sesto tutti contenti, sindaco Eustachio Macchiari in testa (lista civica Noi Ci Siamo) (Clicca qui per la segnalazione). Conclusione, molto provvisoria. Nel gioco di riflessi fra adultità e infanzia, prima che il bambino specchi sé stesso e possa riconoscersi, l’adulto riverbera il suo desiderio del bambino e del suo futuro. Un doppio genitivo per dire l’incrocio delle attese reciproche, delle domande, delle risposte, degli inganni, delle scoperte scomode, urticanti. Anche oggi – nel dibattito tutt’altro che spento sui cascami del patriarcato e lo sfumare del padre, del maschio – l’adulto fornisce protesi per crescere. Anche la complicità degli adulti, degli educatori, che annulla il differire fra le generazioni lo è, prova a esserlo: ci si diverte insieme, si imparano insieme il conformismo e l’adattamento passivo, acritico, tutti, grandi e creature piccole nello stesso gioco mediatico. Oggi, le protesi sono anche un moschetto, una divisa, un inno: passaporti per entrare presto nel mondo adulto, pragmatico, dove la violenza va gestita, accompagnata, addestrata, più che evitata. Bambini-soldato in molte regioni del mondo, bambini futuri soldati, qui, ora, da noi, Italia, Europa. P.S. È NOSTRA CURA CELARE I VOLTI DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE PERCHÉ SIAMO EDUCATORI ED EDUCATRICI SENSIBILI E CI FA ORRORE ASSOCIARLI AGLI STRUMENTI DI MORTE, COSTRUIRTI CON IL SOLO SCOPO DI UCCIDERE ALTRE PERSONE, TUTTAVIA MARCA LA DIFFERENZA PEDAGOGICA IL FATTO CHE SU QUESTO SITO NON CI SIA ALCUN RIGUARDO RISPETTO ALL’ESPOSIZIONE DI MINORENNI ACCANTO AD ELICOTTERI E VELIVOLI DA GUERRA. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Faro di Roma: 2 giugno. Come cristiani e come cittadini della Repubblica nata dalla Resistenza diciamo no al militarismo e quindi alla parata ai Fori Imperiali
DI LAURA TUSSI E SALVATORE IZZO SU FARO DI ROMA DEL 1° GIUGNO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi e Salvatore Izzo, pubblicato su Faro di Roma il 1° giugno 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «In questa prospettiva si colloca anche l’impegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, animato dal sociologo e docente Antonio Mazzeo e sostenuto da numerosi insegnanti, ricercatori e attivisti, tra cui il professor Lucivero. L’Osservatorio denuncia la crescente presenza delle forze armate negli istituti scolastici e accademici attraverso protocolli d’intesa, attività promozionali, percorsi di orientamento e collaborazioni che, secondo i promotori, rischiano di normalizzare la cultura militare all’interno di luoghi che dovrebbero invece essere dedicati alla formazione critica e alla costruzione della cittadinanza democratica…continua a leggere su www.farodiroma.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Le commissarie censurano il ”Francesco Berardi”
Lunedì 1 giugno, ad Aprilia (Lt), si è compiuto un atto gravissimo per la libertà di parola in questa città. Le Commissarie, di nomina governativa, si sono arrogate il diritto di non rispettare l’articolo 21 della nostra Costituzione, negando l’autorizzazione al Centro Studi “Francesco Berardi” di svolgere l’ iniziativa culturale: […] L'articolo Le commissarie censurano il ”Francesco Berardi” su Contropiano.
June 3, 2026
Contropiano
Radio Onda Rossa intervista Renata Puleo sull’attività dell’Osservatorio
Lo scorso 26 maggio Renata Puleo, attivista dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e già docente e dirigente scolastica, ha rilasciato la seguente intervista sulle frequenze di Radio Onda Rossa. L’intervento ha trattato le attività principali dell’Osservatorio nell’ultimo anno e le sue nuove sfide, con particolare riferimento, in chiusura d’intervista, al ritorno della leva militare. Si è anche commentato i recenti articoli di denuncia locali dell’Osservatorio: sul progetto “Pretendiamo legalità” a Spoleto, in cui studenti e studentesse di scuole di 50 province sono andate in visita all’Istituto per Sovrintendenti della Polizia di Stato, e sull’orientamento con l’Aeronautica Militare all’Istituto “Enrico Fermi” di Roma. Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell’università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Roma. L’Eni è complice del genocidio e dell’ecocidio, blitz all’Eur
Questa mattina a Roma gli attivisti di Extinction Rebellion hanno tinto di verde l’acqua del laghetto dell’Eur a Roma, di fronte alla sede di Eni, e hanno appeso al ponte sul lago un enorme striscione con il logo dell’azienda che brucia la bandiera della Palestina e la scritta ‘Stop Ecocidio […] L'articolo Roma. L’Eni è complice del genocidio e dell’ecocidio, blitz all’Eur su Contropiano.
May 30, 2026
Contropiano
School Days: a MagicLand giocando ci si arruola
Il 13 e il 14 maggio scorso nel parco divertimenti “MagicLand” di Valmontone, in provincia di Roma, si è svolta un’iniziativa dal nome evocativo “School Days”, indirizzata a tutte le scuole di ogni ordine e grado e caratterizzata da una serie di attività in collaborazione con le Forze Armate e con le Forze dell’Ordine. Se si legge la lista degli eventi programmati ci si rende conto che, dall’Esercito all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, tutti i principali enti e corpi che si occupano di difesa e sicurezza sono coinvolti. Si va dall’educazione civica e ambientale alla simulazione di scenari operativi, passando per prove pratiche su come le discipline STEM possano incidere in maniera decisiva nelle varie attività delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine. Ovviamente non poteva mancare la sezione dedicata all’orientamento professionale dove bambini e bambine, per non parlare degli adolescenti, potranno subito imparare quanto è bello indossare una divisa. Il tutto viene presentato in maniera accattivante: “dall’Infanzia alla Secondaria il parco si trasforma in una Scuola senza pareti, dove si impara con il corpo, con il cuore, con la mente” – così si legge nei primi paragrafi del catalogo della presentazione. Peccato che non ci sia alcun riferimento al fatto che giovani fin dalla più tenera età vengano indirizzati verso professioni che, essendo fortemente gerarchiche, non hanno nulla in comune con una pedagogia che debba insegnare la libertà di pensiero e lo spirito critico. Per non parlare di quale influenza negativa possano avere nello sviluppo di sincere abitudini democratiche queste esperienze dirette con pratiche militari, visto che per la loro stessa natura strumentale Forze Armate e Forze dell’Ordine sono autorizzate a sospendere la democrazia al loro interno. Ancora più preoccupante è il fatto che tutta questa serie di valori venga comunicata tramite il gioco, una maniera apparentemente innocente ma che ha un elevatissimo impatto performativo sulla mente di chi vi partecipa. D’altronde non è un caso che il gioco venga fortemente raccomandato come forma di apprendimento privilegiato dalle vecchie e nuove didattiche per competenze. Di fronte a tutto ciò l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università auspica che una scuola senza pareti possa essere una scuola che permetta ai suoi studenti e alle sue studentesse di scoprire la ricchezza e la bellezza della società civile con tutta la sua complessità e la varietà di punti di vista. Non certo un luogo dove immaginarsi con indosso una divisa e magari in una delle tante guerre che portano solo morte e distruzione. Fonte: https://magicland.it/it/landing/schoolday Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Militari e forze armate nelle scuole: la voce di famiglie e insegnanti
Le circolari che arrivano all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sono di una monotonia amministrativa tale da renderle tutte simili: incontri, eventi dedicati agli alunni e alle alunne, ai/alle docenti, spesso aperti alla partecipazione delle famiglie, con le Forze dell’Ordine, Polizia e Carabinieri soprattutto, anche se non mancano Alpini, avieri dell’aeronautica militare, marinai della marina militare. Viene veicolato con questi incontri il tema della legalità come principio, valore assoluto, da imparare fin dall’infanzia. I dirigenti – in poche parole – indicano ora, luogo, nomi degli/delle insegnanti/sorveglianti, annotano l’importanza delle iniziative inserite – per i clienti che hanno comprato il servizio scolastico all’Open Day –  nel Piano dell’Offerta Formativa,  in osservanza dei protocolli firmati di concerto fra i dicasteri dell’istruzione e della difesa con le forze armate. Ma c’è un risvolto interessante in questo stillicidio di circolari. Sono tantissime le segnalazioni che ci vengono inviate all’indirizzo osservatorionomili@gmail.com. Insegnanti scontente/i? Genitori preoccupati per i venti di guerra? Anche se è difficile risalire alle fonti, l’invio mostra la necessità di render noto al nostro sito che la presenza dei militari nella scuola non a tutti è gradita. Insomma, un modo per disobbedire. Spesso occorre risalire alle cronache dei giornali, cartacei e on line, ai blog locali, sempre prodighi di commenti entusiasti verso queste iniziative. Qualcuno, anche se non compare, disobbedisce, qualcun altro crede e obbedisce, come i redattori della stampa e dei siti diffusi sul territorio (si deve pur campare!). Siamo in Puglia, a Molfetta, in provincia di Bari. La strigata circolare interna (n. 389 del 21 aprile scorso) dell’Istituto Comprensivo Alessandro Manzoni, ci fa sapere che tutti, famiglie, personale della scuola e bimbi delle quarte classi di primaria, sono invitati ad assistere agli incontri previsti da Pista Scuola Competente- Competenze sociali e civiche – Attività 1 – “Educazione alla legalità” (PTOF, offerta per gli anni scolastici 1925/1928). Nel delirio delle competenze ordinate in numero di otto dall’Europa, anche il rispetto della legge è uno dei descrittori di quella più ampia sulla cittadinanza responsabile (clicca qui). Ci spostiamo a Brindisi dove possiamo incrociare altri Percorsi di Legalità. Le city news del sito Brindisireport, ci raccontano, con l’entusiasmo dovuto, che al teatro Giuseppe Verdi il 21 aprile si è svolto il programma della Polizia di Stato – con tutte le autorità del caso presenti – per la campagna di prevenzione della devianza, comunque intesa. La legalità nuovamente protagonista. (clicca qui). Risaliamo verso la Capitale. A Roma, nel quartiere Tor Tre Teste (zona Casilino, di antica memoria, di nuova e feroce urbanizzazione), andiamo alla primaria Sibilla Aleramo, parte dell’IC Olcese, il cui sito si apre con un messaggio di speranza, “a scuola il futuro si costruisce insieme”. Aspettando le sorti progressive, si fanno prove, simulazioni per imparare cos’è la legalità. Con chi, ce lo dice il pezzo pubblicato dal foglio laCapitale: gli istruttori in qualità di insegnanti sono i Carabinieri (clicca qui). Bimbi a bordo mentre suonano le sirene e rombano i motori dei mezzi militari, sistemi antidroga (in certi quartieri si diventa spacciatori-consumatori da piccoli…), esplosivi, caso mai nei terreni abbandonati ci sia ancora qualche resto dell’ultima guerra oppure, chissà, anche nei centri sociali, non ancora evacuati dalle forze dell’ordine, a qualche sconsiderato viene in mente di fare una bottiglia incendiaria. Si sa, noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università stiamo diventando paranoici, anche in un semplice gadget (ah, regalati ai bambini, per un ricordo imperituro della giornata) vediamo una manipolazione dell’innocenza infantile. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente