Tag - Sicilia

Murale antifascista ANPI a Palermo non piace al Governo: chiesto intervento di Valditara
Nei giorni scorsi è stato inaugurato un murale realizzato sul muro perimetrale della scuola “Alberico Gentili” di Palermo su iniziativa dell‘ANPI e raffigurante una donna e un uomo, opera del noto artista palermitano Igor Scalisi Palminteri. Si tratta di Olema Righi, staffetta partigiana con nome di battaglia Wanda, e di Pompeo Colaianni, uno dei comandanti delle Brigate Garibaldi, le formazioni partigiane organizzate dal Partito Comunista Italiano durante la Resistenza, con il nome di battaglia Nicolò Barbato, in omaggio ad una delle figure più significative dei Fasci siciliani. Entrambe figure significative della lotta antifascista che ci ha condotto alla Repubblica democratica di oggi basata sulla Costituzione. Forma di Stato a cui dev’essere allergica l’onorevole M. Carolina Varchi, presidente del Comitato per le Pari Opportunità della Camera dei deputati che, accecata dalla bandiera rossa dipinta alle spalle del comandante Barbato e fumante d’ira, ha denunciato al ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara l’onta subita da una scuola, luogo di formazione della gioventù, in quanto deturpata da un simbolo sfacciatamente comunista ad opera di una associazione “politicamente schierata” come l’ANPI! L’onorevole non ha apprezzato la scelta – pur se coerente con la sua mission parlamentare – di valorizzare la parità di genere raffigurando, accanto ad un uomo valente che ha fatto la nostra storia, una donna meno nota, ma altrettanto valente. Ringraziamo l’onorevole Varchi per aver così pubblicizzato e reso visibile anche a livello nazionale l’opera e auspichiamo una miriade di simili iniziative sulle pareti degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Sperando che, allontanando gli attuali venti di guerra, non ci sia più bisogno di esaltare figure in armi per richiamare la Storia del nostro Paese… Uno dei numerosi articoli sull’argomento: https://www.balarm.it/MHYx. Fausta Ferruzza, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Palermo  -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Due secoli di migrazioni italiane: un immenso …
…. un immenso fatto politico totale. di Salvatore Pallida (*) La recente pubblicazione curata da Lorenzo Prencipe e Matteo Sanfilippo Breve storia statistica dell’emigrazione italiana [1] è un prezioso ricchissimo strumento non solo per chiunque si appassioni a tale argomento; dovrebbe essere studiato anche nelle scuole e da tutti gli italiani perché è una parte fondamentale della storia d’Italia. Oltre
Guerra alle donne e prezzo del riarmo. Assemblea al Tribunale di Catania
Martedì 3 marzo: verso lo Sciopero Generale contro la violenza di genere L’economia di guerra non è più una minaccia astratta, ma una realtà tangibile che impatta direttamente sul salario diretto e indiretto e sulle condizioni materiali dentro e fuori dai luoghi di lavoro. È di questi giorni l’escalation militare in […] L'articolo Guerra alle donne e prezzo del riarmo. Assemblea al Tribunale di Catania su Contropiano.
March 2, 2026
Contropiano
Attacco Usa-Israele all’Iran, la Sicilia “in prima linea”
Nel contesto dell’area del Medio Oriente in fiamme in seguito all’aggressione Usa-Israele contro l’Iran  la Sicilia è in prima linea con le attivita’ della base militare Usa e Nato di Sigonella e con il Muos di Niscemi. “Sigonella – denuncia il professore e attivista antimilitarista Antonio Mazzeo (Antonio lo scorso […] L'articolo Attacco Usa-Israele all’Iran, la Sicilia “in prima linea” su Contropiano.
March 2, 2026
Contropiano
A Bagheria USMIA Esercito Sicilia svolge convegni su cittadinanza e legalità nelle scuole
Il comune di Bagheria, in provincia di Palermo, nella persona del vicesindaco Daniele Vella e l’Unione Sindacale Militare Interforze Associati (USMIA) Esercito Sicilia hanno tenuto un incontro pubblico, il 17 febbraio scorso, con la finalità di annunciare la loro collaborazione sul territorio (clicca qui per la notizia). In modo particolare, le parti prevedono di intercettare l’attenzione delle giovani generazioni tenendo convegni nelle scuole, dove l’USMIA dovrebbe sensibilizzare gli studenti e le studentesse ai temi della cittadinanza e della legalità. Questi convegni si iscrivono nella tendenza che da tre anni noi denunciamo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e cioè l’inaccettabile sconfinamento delle istituzioni militari nel campo della vita civile, addirittura colpendo il ruolo della scuola, strumentalizzandola. Si lascia infatti che degli ufficiali militari facciano lezione al posto dei/delle docenti, e questa sostituzione ci sembra possa avallare l’idea surrettizia di una loro superiorità rispetto ai professionisti e alle professioniste della scuola. Solitamente negli incontri con le classi si parla anche dei concorsi per accedere ai corpi amati dello Stato e questa pratica, ci accorgiamo, sta subendo un’accelerazione negli ultimi mesi, soprattutto nelle regioni del sud e nelle zone che si configurano come maggiormente a rischio di disagio sociale, sacche che probabilmente rappresentano il bacino privilegiato del reclutamento. Come Osservatorio osteggiamo questa degenerazione culturale e la consideriamo una questione politica con profonde implicazioni strutturali e a lungo termine, per cui invitiamo tutti i cittadini e tutte le cittadine a prendere consapevolezza di questo disegno, che noi definiamo il “paradigma della militarizzazione”, che lambisce tutti i territori e i luoghi della formazione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
#Trapani Birgi base strategica degli aerei radar #AWACS e dei #droni AGS della #NATO di Antonio Mazzeo La #Sicilia in guerra raddoppia: dopo #Sigonella anche lo scalo aereo di Trapani Birgi assume il ruolo di avamposto strategico per le operazioni militari delle forze armate NATO nello scacchiere russo-ucraino. https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2026/02/trapani-birgi-base-strategica-degli.html
February 21, 2026
Antonio Mazzeo
Studenti cacciano i fascisti dal Vittorio Emanuele di Palermo, e rilanciano la lotta contro il governo
Sono stati giorni concitati al Vittorio Emanuele di Palermo, storico liceo antifascista bersagliato dai fascisti palermitani in evidente cerca di attenzione, ma la risposta che hanno ricevuto è una testimonianza di antifascismo militante che fa ben sperare e vogliamo raccontare. Gli studenti, organizzati con OSA, dopo aver respinto in massa […] L'articolo Studenti cacciano i fascisti dal Vittorio Emanuele di Palermo, e rilanciano la lotta contro il governo su Contropiano.
February 19, 2026
Contropiano
L’omessa informativa sull’asilo viola e interrompe la procedura accelerata, anche in frontiera
La decisione della Corte d’Appello di Palermo, in accoglimento del reclamo cautelare ex art. 35 ter d.lgs 25/2008, dispone il ripristino della procedura d’asilo ordinaria quando la procedura accelerata sia stata eseguita in violazione del pieno rispetto dei diritti dello straniero nel corso dell’iter amministrativo.  Il ricorrente è un richiedente asilo proveniente dal Pakistan a cui, una volta sbarcato a Lampedusa, era stata applicata la procedura accelerata di frontiera a Porto Empedocle ex art. 28 bis co. 2 bis d.lgs 25/2008. Il Prefetto, inoltre, aveva disposto nei suoi confronti un obbligo di dimora nel centro Villa Sikania, nella provincia di Agrigento, per il tempo necessario ad espletare la procedura accelerata di frontiera. Al momento della formalizzazione della domanda di protezione, il richiedente aveva ricevuto una informativa sulla procedura d’asilo svolta solo in lingua italiana, alla presenza di un mediatore di nazionalità bengalese. La Commissione Territoriale di Agrigento rispettava i termini di procedura accelerata e dichiarava la domanda manifestamente infondata per avere il richiedente sollevato questioni non attinenti alle ipotesi di protezione. Il richiedente presentava ricorso ex art. 35 ter d.lgs 25/2008 con istanza di sospensiva, lamentando, tra i diversi motivi, la violazione degli obblighi informativi di cui all’art. 10 ter d.lgs 286/98. Sulla base del principio emesso dalle SS.UU. n. 11399/2024, la difesa chiedeva di dichiarare automaticamente sospeso il provvedimento impugnato, per violazione delle garanzie procedurali della domanda accelerata, nello specifico appunto, il diritto all’informativa. Il Tribunale di Palermo rigettava la domanda cautelare limitandosi a ritenere rispettati i termini di cui all’art. 28 bis d.lgs 25/2008 per lo svolgimento della procedura accelerata. Pertanto, la Questura operava il trattenimento del richiedente ai sensi dell’art. 14 d.lgs 286/98 presso il CPR di Caltanissetta, successivamente convalidato dal Giudice di Pace. La difesa proponeva reclamo cautelare in Corte d’Appello ex art. 35 ter d.lgs 25/2008 avverso il rigetto del Tribunale di Palermo, reiterando dinanzi alla Corte le medesime tesi difensive.  La Corte d’Appello, in accoglimento del reclamo e in applicazione del principio espresso dalla Sezioni Unite, ha motivato nel senso che “Occorre, pertanto, valutare la regolarità della procedura accelerata da vagliare tenendo conto di ogni passaggio amministrativo e del pieno rispetto dei diritti dello straniero in ogni momento del relativo iter, il quale deve essere informato, deve poter narrare la propria storia e il proprio vissuto, debitamente assistito da un interprete e/o mediatore che, nella lingua al medesimo comprensibile, veicoli ogni notizie utile all’esercizio delle prerogative del diritto di asilo, senza che, la ristrettezza e la celerità dei tempi amministrativi possa giammai comprimerli o ancor più violarli“. Il principio enunciato dalla Corte pone un argine importante allo svuotamento di garanzie nel corso delle procedure accelerate. La portata della decisione, come si evince, non è limitata solo all’ipotesi di violazione degli obblighi informativi ma è molto più ampia e spiega effetti in tutte le ipotesi di compressione delle garanzie del richiedente asilo sottoposto a procedura accelerata e di frontiera. Nel caso di specie, l’obbligo di dimora imposto al richiedente era legato alla procedura di frontiera e adottato “per il tempo strettamente necessario all’esame della domanda in procedura di frontiera“. Il ripristino della procedura ordinaria, pertanto, ha reso inoperante l’obbligo di dimora originario. Tuttavia, continua ad essere importante monitorare l’applicazione dell’obbligo di dimora sul territorio nazionale. Ciò soprattutto agli arbori dell’introduzione del nuovo Patto Europeo sull’Asilo e Immigrazione, con il quale è prevedibile che il ricorso all’obbligo di dimora avrà applicazione massiccia, funzionale all’espletamento delle procedure accelerate e di frontiera. Corte d’Appello di Palermo, ordinanza del 13 febbraio 2026 Si ringrazia l’Avv. Martina Stefanile per la segnalazione e il commento. Il caso è seguito con il fondamentale supporto del team InLimine di ASGI.
Palermo, Vasto e Afragola: schemi simili di militarizzazione delle scuole
Le segnalazioni che arrivano all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sulle iniziative delle scuole, sull’orientamento verso percorsi post-scolastici o di formazione/informazione svolti in collaborazione con le Forze Armate o con la polizia urbana, finiscono per assomigliarsi fra loro in modo quasi ossessivo. Allora, vorremmo scartare un po’ di lato, una mossa del cavallo per capire la fisionomia degli istituti in cui si svolgono queste attività, come le loro caratteristiche formative hanno a che fare con il tessuto socioculturale, umano in cui sono ubicati. Raggruppiamo tre progetti di altrettanti Istituti Superiori e ne apriamo le pagine dei siti istituzionali. Le prime immagini sono in tutti e tre un circo mediatico, una girandola di loghi senza i quali sembra che le scuole non possano più svolgere i compiti a cui sarebbero preposte: google classroom, moodle, zoom, cisco, ecc, dispensatori di servizi, partner/padroni. L’altro aspetto che li accumuna è la complicata mappa dei percorsi didattici offerti. Grazie a circa 40 anni di micro/pseudo riforme, di accorpamenti incoerenti, dettati solo dalla logica del risparmio, è difficile dividere la scuola secondaria in licei e istituti tecnici, professionali. Tutti fanno tutto, si direbbe, tutti sull’onda della polarità tecnica, informatica, tutti molto STEM, come ormai d’obbligo, per sopravvivere. Proviamo ad andare ancora di lato, vediamo se le intitolazioni ci possono suggerire qualcosa sulle fisionomie. Ne dubitiamo, dato appunto il conformismo che le connota. L’IIS di Palermo è dedicato a Ernesto Ascione, poeta, fotografo, napoletano. I versi hanno struttura ritmica, una tecnica di versificazione è importante anche per un poeta dialettale e per il verso libero; le attrezzature per fotografare sono dispositivi sofisticati; insomma, tecniche antiche e tecnologia attuale. In questa zona popolare di Palermo, chissà se le famiglie e  gli studenti vedono il nesso fra percorsi di ottica, odontoiatria, informatica, e perché no, pratica e diritto dello sport, con il “poeta della fotografia”. Del resto, con buona pace della coerenza, qui al Sud, nel tentativo di operare contro il cronico fenomeno dei NEET (Not Education Employment Training), di contrastare la crisi del lavoro che morde forte, i percorsi di orientamento non si fanno dal dentista o dall’ottico, ma con le Forze Armate (clicca qui per il link). L’IIS di Vasto (provincia di Chieti) è intitolato a Enrico Mattei, troppo noto perché qui si ricordi il suo tragico percorso? Forse no. Mattei fu un imprenditore di stato, a lui sono legati le vicende dell’ENI,  il miracolo economico del dopoguerra con al volano la Democrazia Cristiana, la volontà della classe operaia italiana di migliorare le sue sorti, la decadenza del settore industriale pubblico. Come sia finita, lo sappiamo. Palizzi, il plesso accorpato al Mattei, non ha niente a che vedere con la cittadina di pietra e di mare calabrese, anche se forse è il toponimo della via in cui è ubicata la struttura. Qui l’orientamento prevede una felice gita a Roma, al Palazzo dell’Aeronautica, perché il governo “multi-dominio” dell’aerospazio, nella “mutevole geopolitica del mondo”, è la nuova frontiera, sotto l’ala – ancora! – del gruppo Leonardo. La scuola Palizzi, forse prima di essere inghiottita dal Mattei, ha partecipato e vinto un concorso, “Legalità e Merito”, promosso dall’Università Luiss. Alla locuzione a cui fa capo la gara, guardiamo con il nostro solito occhio critico: legalità confusa con legittimità e con la meritevole buona condotta del cittadino? Sì, è probabile, anche se il progetto presentato ha una sua nobiltà. Infatti, è basato sul diritto all’oblio della colpa, del reato commesso e pagato, come narra l docufilm “Dimenticatemi”, basato su tre storie di carcere e riabilitazione. Effettivamente – come scrive la giurista tedesca Katharina Pistor – oggi, proprio la tecnologia è implacabile, la sua memoria è eterna, i rei sono tracciati, mai davvero liberi, sempre in sospetto di altri eventuali reati. Questo lo avranno spiegato ai ragazzi? (clicca qui per il link). ITC di Afragola, città metropolitana di Napoli, è intitolato al Generale di Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, del cui operato non so cosa ancora arriva agli studenti. Anni Settanta, Torino, le Brigate Rosse; anni Ottanta, Palermo, prefettura antimafia, assassinato nell’’82. Storia italiana che ritorna, se si ha buona memoria, nella politica decretizia attuale: la legge si fa rispettare con la repressione, le organizzazioni mafiose non hanno più bisogno di uccidere, sono ben infiltrate nei potentati economici del Nord, sono parte attiva negli appalti pubblici. Mentre la Legge 109 del 1996 sulla confisca dei beni (lo scopo era impoverire le organizzazioni criminali), si imbroglia nei nodi della burocrazia. E dunque Afragola? Ex ager campano di insediamento coloniale dei legionari reduci, oggi con i suoi  61.000 abitanti, è uno dei 90 comuni della Terra dei Fuochi, come si legge sul sito dell’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Campania). Si segnala sui giornali locali per alcune sparatorie in strada con i kalashnikov, per una azienda di mangimi contaminati da escrementi e altra cronaca nera. E così l’orientamento per gli alunni di quarto e quinto anno è verso le carriere nelle Forze Armate e nella Polizia, con visite e incontri a cui sono accompagnati dagli insegnanti in orario di lezione curriculare. Del resto, come promuovere carriere di studio e ricerca sulla protezione dei suoli, sulla produzione che non violenti il territorio, sul danno da consumo del suolo? Sembra quasi di proporre una favola, un racconto distopico. Al Sud si muore sparati o inquinati, la questione meridionale resta inalterata.    Cosa accomuna questi tre istituti, cosa rende simile la loro immagine pubblica e la progettualità attraverso cui la manifestano? Il pragmatismo spregiudicato, senza giudizio, con cui sposano tre aspetti della sottocultura scolastica di questo periodo storico. Il tempo: schiacciato su un presente accettato nella sua naturalità inamovibile, non c’è storia nella granulare nozione di attimo, di cui le macchine tecno sono il simbolo. Il lavoro: fondamento esistenziale, una tensione che non porta ad alcuna speranza di riscatto sociale, azione senza riflessione nell’ansia di obbedienza al comando, nella catena del valore del capitale umano. Lo specialismo: scombinato in prassi disorganica, nel sottrarsi definitivo della tecnologia dallo sguardo umanistico. Nessuna utopia concreta per i nostri giovani. Nelle carriere prospettate c’è l’obbedienza, e quella piccola dose di potere promessa a chi veste una divisa. In fondo, c’è sempre un subalterno a cui indirizzare la propria frustrazione.    Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente