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I portuali non lavorano per la guerra. A Genova assemblea con delegazioni da Grecia, Paesi Baschi, Marocco, Turchia e USA
“I portuali non lavorano per la guerra” è il titolo dell’assemblea nazionale indetta da USB venerdì 23 gennaio in preparazione della giornata internazionale di sciopero dei porti del 6 febbraio: i lavoratori portuali chiamano alla lotta contro guerre e riarmo, verso lo sciopero internazionale dei porti del 6 febbraio. Sarà un momento di confronto e di dibattito: aperto al contributo non solo di tutte quelle forze e di quei movimenti con i quali abbiamo costruito le grandi giornate di sciopero generale del 22 settembre, del 3 ottobre e del 28 novembre, ma anche a tutti coloro che vedono in questo appuntamento il possibile rilancio del percorso di solidarietà nazionale e internazionale contro le guerre, il genocidio, il nuovo imperialismo, lo sfruttamento del lavoro e la battaglia contro i migranti. All’assemblea parteciperanno con loro interventi e contributi alcune delegazioni sindacali dei lavoratori e lavoratrici portuali che hanno convocato la giornata del 6 febbraio, oltre a USB Grecia, Paesi Baschi, Marocco e Turchia, oltre al sindacalista Amazon Chris Small dagli USA.. Al momento, inoltre, hanno dato conferma a contribuire all’assemblea Emiliano Brancaccio, economista, Angelo D’Orsi, storico della filosofia italiana, e Alessandro Volpi, storico e studioso delle dinamiche economiche. Mai come in questo momento, dove i governi sono guidati dalla dottrina di aggressione, sfruttamento e rapina del lavoro, dell’ambiente e delle risorse naturali, i lavoratori si pongono con forza come elemento che rifiuta la guerra come unica prospettiva: lo fanno dentro la costruzione di una rete di solidarietà internazionale sempre più ampia e coraggiosa. Il 6 febbraio non sarà il punto di arrivo, ma un altro passaggio di una lotta sempre più estesa e collegata tra i lavoratori e le lavoratrici di tutto il mondo, per fermare le guerre e dare un futuro a tutti noi. Venerdì 23 gennaio 2026 alle 18.30 al Cap (Circolo autorità portuali), Via Albertazzi 3, Genova L’iniziativa sarà trasmessa in streaming sul nostro canale YouTube a questo link https://www.youtube.com/watch?v=yEboxhdOd7g Unione Sindacale di Base
[2026-01-24] Assemblea Transfemminista: Ogni Genere di Sport @ LOA Acrobax
ASSEMBLEA TRANSFEMMINISTA: OGNI GENERE DI SPORT LOA Acrobax - Via della Vasca Navale 6, Rome, Metro B San Paolo (sabato, 24 gennaio 10:00) 🏳️‍🌈 Assemblea Transfemminista: Ogni Genere di Sport 🗓️ *sabato 24 gennaio 2026* 🕐 ore 10:00 📌 La Popolare Palestra Indipendente - Acrobax - Via della Vasca Navale, 6 Dopo i due partecipatissimi incontri del - *12 aprile* scorso, alla Casa delle Donne @luchaysiesta, durante la prima edizione di 𝗦𝘁𝗮𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗲 – 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 𝗜𝘁𝗶𝗻𝗲𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗟𝗶𝗯𝗿𝗼 𝗜𝗻𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲, e del - *28 giugno* all'@atletico.sanlorenzo nella Casa della Socialità in Via dei Volsci 86, all'interno del 𝗙𝗶𝗻𝗰𝗵𝗲́ 𝗩𝗶𝘁𝗮 𝗡𝗼𝗻 𝗖𝗶 𝗦𝗲𝗽𝗮𝗿𝗶, il torneo contro la violenza di genere, La Popolare è lietissima di ospitare il *terzo incontro*, aperto a tutte le soggettività, per continuare a parlare, discutere, condividere esperienze e riflessioni sulle tematiche di genere all'interno dello sport, con l'obiettivo di tenere viva la *rete* che si è creata, affinchè possa individuare valori condivisi attraverso autoformazione e discorso comune, per immaginare una raccolta di pratiche contenente linguaggi, azioni e comportamenti rispettosi e includenti. 🍝 Se hai piacere a pranzare con noi, porta qualcosa anche tu per imbandire la tavola! 🖌️Grafica di @furetticattivi .
[2026-01-22] Assemblea equipaggi di terra @ ESC Atelier Autogestito
ASSEMBLEA EQUIPAGGI DI TERRA ESC Atelier Autogestito - Via dei Volsci, 159 (giovedì, 22 gennaio 18:00) 🏴‍☠️ La resistenza pirata si organizza! Dopo la partecipata assemblea di giovedì 15, torniamo a vederci giovedì 22 gennaio alle ore 18 da escatelierautogestito per fare un passo avanti e attivarci insieme. Ci organizzeremo in gruppi di lavoro per difendere gli spazi autogestiti e approfondire strumenti di resistenza e boicottaggio contro fascismo e sionismo, sempre in modo aperto, orizzontale e collettivo. 📢 Gruppo comunicazione 🔥 Gruppo mobilitazioni 📚 Gruppo seminari di approfondimento I gruppi sono aperti a tuttə, anche a chi non c’era il 15 ma sente il richiamo e vuole salire a bordo. 🌊 Vi aspettiamo.
Democrazia partecipativa o democrazia diretta?
È ormai da diversi anni che, nell’ambito della sinistra, si fa un gran parlare della cosiddetta “democrazia partecipativa”, mentre è calato il silenzio sulla democrazia diretta, un tempo auspicata (e spesso praticata) dal movimento operaio e contadino, oggi ormai confinata all’interno delle organizzazioni libertarie. Così è, e non va affatto bene. Con il termine “democrazia partecipativa” si intende infatti, in generale, un insieme di organismi consultivi che vengono affiancati agli organismi tipici delle democrazie borghesi: questi ultimi decidono, mentre i primi si limitano a discutere. Di norma gli organismi consultivi della “democrazia partecipativa” sono costituiti da cittadini scelti dalla pubblica amministrazione attraverso il sorteggio (non sempre: talvolta sono gli amministratori stessi a scegliere tra sedicenti “portatori di interesse”). La democrazia diretta invece, per chi non lo sapesse, attribuisce ogni potere decisionale alle assemblee. Qualora la decisione riguardi un numero di persone tale da non poter essere riunito in un’unica assemblea, si organizzano più assemblee e queste, dopo aver discusso e deliberato circa il problema da risolvere, nominano dei delegati con vincolo di mandato, revocabili in qualsiasi momento, che si accordano fra loro, salvo ratifica da parte delle assemblee che li hanno nominati. Alla democrazia diretta appartengono (ma non tutti sono d’accordo su questa affermazione) anche i referendum, attraverso i quali, effettivamente, i cittadini decidono direttamente, senza la mediazione di rappresentanti (e nemmeno di delegati), sui problemi che li riguardano. La vera differenza dunque tra “democrazia partecipativa” e democrazia diretta è nel potere decisionale: nella cosiddetta “democrazia partecipativa” si partecipa alle decisioni, in quella diretta si decide effettivamente. Quanto al metodo del sorteggio, spesso utilizzato nella “democrazia partecipativa”, personalmente, non amo questo tipo di selezione, ma non si può negare che si tratti di un metodo ugualitario. Del resto è stato spesso usato, fin dall’antichità, da molte democrazie. Nulla vieta dunque di utilizzarlo. La cosa fondamentale però è che chi viene sorteggiato abbia effettivamente il potere di decidere (e di decidere su questioni importanti!) senza essere indirizzato da manipolatori di professione (funzionari, “facilitatori” ed “esperti” vari) nominati dalle amministrazioni: se l’assemblea costituita dai sorteggiati ritiene opportuno ascoltare il parere di esperti deve essere quest’ultima a sceglierli e convocarli! Qualcuno obietterà che ciò a cui mi sto riferendo non è la “democrazia partecipativa” ma una distorsione di essa. Può darsi, ma allora perché non chiamarla democrazia diretta? Inoltre, in quasi tutti casi in cui l’ho vista in azione erano presenti manipolatori di professione e, comunque, anche in loro assenza, l’assemblea non aveva alcun reale potere decisionale. Ed è questo, a mio parere, l’aspetto più grave, perché quando i cittadini che vi partecipano, passato un primo periodo di infatuazione, si accorgono che le decisioni vengono prese altrove e che stanno sostanzialmente perdendo del tempo, si disamorano della democrazia. E spesso si convincono che forse è meglio lasciare alle autorità costituite l’onere di decidere al loro posto. In conclusione: stiamo attenti a non aprire la strada alla “servitù volontaria”! Luciano Nicolini (da Cenerentola n. 277, novembre 2024, pagina 5) Redazione Italia
Torino. L’assemblea nazionale convocata da Askatasuna rilancia la mobilitazione. Appuntamento il 31 gennaio
Più di cinque ore di discussione e interventi. L’assemblea promossa dal centro sociale Askatasuna sgomberato a dicembre si è tenuta all’università in vista del corteo del 31 gennaio. Nell’aula piena, si sono susseguiti interventi da varie realtà e associazioni provenienti da molte città italiane. E’ stato analizzato e denunciato il […] L'articolo Torino. L’assemblea nazionale convocata da Askatasuna rilancia la mobilitazione. Appuntamento il 31 gennaio su Contropiano.
MILANO: ASSEMBLEA PUBBLICA SU SPAZI, CONFLITTI E MOVIMENTI, “CONTRO I PADRONI DELLA CITTÀ, IL GENOCIDIO E IL SUO MONDO”
È iniziata alle 11 a Milano nella ex scuola occupata di via Vallarsa 19 (metro gialla Lodi), l’Assemblea pubblica metropolitana su spazi, conflitti e movimenti. “Contro i padroni della città, il genocidio e il suo mondo. Blocchiamo tutto, liberiamo tutto” le parole d’ordine. L’azione, che sarà temporanea e durerà fino a questa sera, era stata annunciata già ieri. Dopo pranzo ci saranno altri tavoli di confronto e poi alle ore 15 si svolgerà un’assemblea plenaria finale. L’intento degli organizzatori è quello di aprire un confronto allargato con tutte le persone che si sono mobilitate lo scorso autunno e che hanno scosso la vita della città: dal corteo del 6 settembre in seguito allo sgombero del Leoncavallo, agli scioperi generali del 22 settembre e del 3 ottobre contro il genocidio in corso in Palestina. Una serie di mobilitazioni in “contrapposizione tra una marea popolare solidale e i padroni della città, responsabili dell’attacco economico, sociale e politico ai danni del territorio urbano, di chi lo abita, lo vive e lo attraversa”. L’assemblea di oggi intende fare in modo che non si chiuda la “passata finestra autunnale di conflitto” e capire assieme come continuare a partecipare. Tra le realtà promotrici, la Rete per l’autogestione, il CSA Lambretta, il Laboratorio Occupato Kasciavit e il Collettivo ZAM.  Il collegamento delle ore 11.55 con Francesco della nostra redazione che sta seguendo i lavori. Ascolta o scarica
Puntata del 13/01/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
Puntata del 13/01/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
Puntata del 13/01/2026@3
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto