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Rimini, assemblea e corteo per il 25 aprile
Mercoledì 8 aprile numerose realtà sociali e sindacali della città si sono ritrovate in assemblea per confrontarsi dopo la vittoria del NO al referendum e la manifestazione No Kings di Roma. Eventi distinti che però ci hanno dato la misura di come il governo Meloni, allineato alla linea trumpiane, sia in difficoltà tra scandali personali, mancanza di politiche sociali e provvedimenti esplicitamente patriarcali come il DDL Bongiorno. Allo stesso tempo, si intravede la possibilità di ricostruire spazi e pratiche condivise di organizzazione attorno a temi quali le forme della democrazia, il rifiuto del razzismo e del regime dei confini, il contrasto dell’economia di guerra e della militarizzazione della società. Il genocidio di Gaza ha messo a nudo tanto l’allineamento dei governi, soprattutto occidentali, con le politiche coloniali sioniste, quanto gli impatti globali di questi processi.  Tra questi, l’estensione della violenza militare su scala regionale, il collasso delle istituzioni internazionali e del diritto umanitario, e il rischio di una recessione economica planetaria. Mentre da Beirut a Gaza, da Teheran a Kiev, la popolazione civile diventa il bersaglio primario della macchina bellica, l’industria militare, le Big Tech dell’intelligenza artificiale e i fondi speculativi fanno affari. Contrastare l’economia di guerra vuol dire allora praticare nuove forme di resistenza, reclamare welfare invece che armi, praticare solidarietà invece che costruire confini, ripensare la società a partire da chi sta ai margini invece che a favore di chi sta in alto. Per questo come assemblea abbiamo deciso di promuovere un corteo per il 25 aprile, partendo dalla consapevolezza che la Resistenza e l’antifascismo non sono un fatto storico concluso, ma una pratica viva che attraversa il presente. In questo senso immaginiamo il corteo come uno spazio di cura per chi quotidianamente resiste ai poteri e alle loro guerre, un luogo di incontro, riconoscimento e sostegno reciproco, in cui costruire forza collettiva. Fiori che rompono l’asfalto. Uno spazio in cui far emergere alcuni nodi fondanti del territorio, su cui mobilitarci: il diritto alla casa per tuttə, il potenziamento delle politiche transfemministe, welfare, lavoro dignitoso e la rottura dei rapporti istituzionali e commerciali con Israele, i cui governi sono responsabili del genocidio del popolo Palestinese. Il corteo partirà sabato 25 aprile alle ore 11:00 dalla Stazione Fs di Rimini e si concluderà alle ore  12:30 al parco XXV aprile. Alle 13:30 è previsto un pranzo a Casa Madiba, Via Dario Campana 59F. L’appello alla cittadinanza è anche quello a partecipare alle iniziative promosse e patrocinate dal Comune di Rimini, a partire dalle celebrazioni istituzionali del pomeriggio. Promotori ADL Cobas Rimini ANPI Provinciale Rimini ANPI Sezione Rimini Amnesty International Rimini-Cesena Casa Don Andrea Gallo Rimini Casa Madiba Network CGIL Rimini Mediterranea Saving Humans Rimini Non Una Di Meno Rimini Rimini con Gaza Adesioni Possibile Rimini Libera Rimini Sinistra Italiana Rimini Unione Giovani di Sinistra Rimini Europa Verde Rimini EcoMapuche BDS Rimini Casa del popolo Macondo Giovani democratici Rifondazione comunista Rimini EcoSocialista Rimini in Comune – Diritti a Sinistra Sinistra Anticapitalista Rimini   Redazione Italia
April 23, 2026
Pressenza
Bergamo, lunedì 13 aprile: assemblea aperta contro la repressione nelle università
LUNEDÌ 13 APRILE ALLE ORE 14.30 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO – AULA 10, VIA DEI CANIANA Dura legge quella che risponde ai dettami repressivi, secondo il precetto focaultiano del sorvegliare e punire. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università sostiene le istanze di quel variegato mondo della conoscenza (studenti, ricercatori, docenti) che ha scelto di esprimere la propria solidarietà al popolo palestinese in occasione della presenza nell’Ateneo di Bergamo di un esponente della cosiddetta sinistra per Israele. Negli ultimi mesi l’università italiana ha svolto un ruolo importante, è tornata al centro di un discorso politico e giuridico che la riguarda non più nella veste di luogo ove si pratica la libertà della ricerca e dell’insegnamento ma come zona potenziale di rischio per l’ordine pubblico. E il nuovo decreto sicurezza (decreto 11 aprile 2025, n. 48), poi convertito in Legge (L. 80 del 9 giugno 2025) contiene disposizioni di carattere repressivo e di prevenzione verso tutti i luoghi di aggregazione sociale e culturale, quindi il mondo delle università è direttamente coinvolto da una mutazione genetica che la trasforma in laboratorio securitario. Negli ultimi mesi, con l’approvazione del decreto, abbiamo assistito a un salto di qualità nella strategia di controllo sociale e politico, gli spazi universitari da sedi di mobilitazione contro il genocidio sono divenuti luoghi attenzionati dalle forze dell’ordine e si prestano all’applicazione delle norme repressive che vanno a colpire le realtà studentesche oggi, un domani tutte le altre. Per la prima volta, un testo normativo inserisce tra le misure di ordine pubblico disposizioni che rinviano all’università che da realtà di critica e di libero pensiero diventa invece il brodo di cultura dell’estremismo politico e di ogni forma di devianza. Siamo davanti a processi involutivi della democrazia di inaudita gravità e per questo l’utilizzo sistematico dei codici di comportamento nei luoghi di lavoro e di tutto il sistema delle norme comportamentali dentro le università è oggetto di riscrittura in un’ottica repressiva. Per questo le realtà studentesche, al pari della libera ricerca, del dissenso, e delle forme di mobilitazione sono trattati alla stregua di un danno di immagine recato all’Ateneo, alle autorità universitarie, fino a divenire un problema di sicurezza nazionale. La logica emergenziale, la governance della sicurezza hanno partorito mostri nella storia italiana e continuano a mietere vittime, prima tra tutte la democrazia, la libertà del sapere e il diritto al dissenso ridotto a mera minaccia all’ordine pubblico. Nel momento in cui la Costituzione viene considerata un bene comune da preservare, l’Osservatorio invita a considerare anche l’università e il mondo della conoscenza allo stesso modo sottraendolo a logiche securitarie. Di seguito il comunicato di ADI Bergamo, CUB Bergamo e FLC CGIL Bergamo con cui si convoca un’assemblea aperta. UNIVERSITÀ BENE COMUNE Il 13 aprile si riunirà il Senato Accademico dell’Università degli studi di Bergamo: all’ordine del giorno sono stati inseriti provvedimenti disciplinari da votare per due studenti, che hanno partecipato a una contestazione avvenuta il 23 gennaio presso l’aula Magna dell’Università durante un convegno in cui era presente l’on. Giorgio Gori, ex sindaco di Bergamo, oggi europarlamentare. La presa di posizione degli studenti rispetto a recenti posizioni dell’on. Gori, posizioni ritenute eccessivamente filo-israeliane, ha portato a una escalation verbale dalla quale nasce, oggi, la richiesta di provvedimenti disciplinari. Prendiamo atto, inoltre, che in questa occasione si è potuta constatare la reiterata presenza, all’interno degli spazi universitari, di agenti della Digos, mai deliberata né concordata in nessuna sede istituzionale. Proprio per favorire un clima di discussione ed evitare il ripetersi di episodi di violenza (anche se solo verbale), riteniamo fondamentale instaurare un confronto costruttivo e non una repressione intimidatoria. Per questa ragione, alcuni tra docenti, dottorandi, studenti, personale tecnico dell’Università hanno deciso di prendere la parola inviando al Rettore e al Senato Accademico una lettera in cui si chiede il ritiro dei provvedimenti. Pensiamo che l’Università sia un luogo di confronto e anche di accesa dialettica, non un luogo di catechesi del pensiero ortodosso. Non riteniamo l’utilizzo dei provvedimenti disciplinari uno strumento per affermare le proprie idee e per confutare le tesi degli altri. Quanto sta accadendo in questi mesi porta a chiedersi, allora, se l’Università sia ancora uno spazio pubblico. Mentre alcuni Paesi in Europa decidono di investire su programmi pluriennali di ricerca e di reclutamento professionale per affrontare al meglio le crisi esistenti e quelle future, in Italia rimaniamo legati alle zavorre di mancanza di visione e di incapacità di agire su antichi problemi. Ogni comparto sopravvive in una situazione di difficoltà professionale e salariale e questo inasprisce il conflitto ed esaspera la tensione. A ciò si aggiunge una costante torsione antidemocratica da parte dell’attuale Governo, che cerca di controllare sempre più ogni spazio pubblico di dialogo e democrazia. Spiace notare, anche a partire dalla situazione sopra accennata, che rispetto a questi punti, il nostro Ateneo, purtroppo, non sembra muoversi in direzione differenti. Di fronte a questa situazione, ancora una volta ci sentiamo, tutte e tutti, chiamati a rispondere con forza, a organizzarci, a rivendicare un’università più giusta – in termini salariali – e migliore in termini di agibilità democratica degli spazi. Invitiamo la cittadinanza, gli organi di stampa e tutti coloro che sono interessati a un’assemblea aperta che si terrà il 13 aprile alle 14.30 presso l’aula 10 in via dei Caniana, in contemporanea con la votazione dei provvedimenti che chiediamo alle rappresentanze in Senato di tutte le componenti accademiche di non avallare. La comunità universitaria ha bisogno di maggiori spazi di incontro, confronto e discussione e non di provvedimenti e sanzioni disciplinari, peraltro gestiti in modo verticistico e senza alcun confronto preliminare con le componenti tutte che costituiscono lo spazio vivo del nostro Ateneo. ADI Bergamo, CUB Bergamo, FLC CGIL Bergamo -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
27 aprile: assemblea socie e soci di Storie in Movimento http://storieinmovimento.org/2026/04/09/27-aprile-assemblea-socie-e-soci-di-storie-in-movimento/?pk_campaign=feed&pk_kwd=27-aprile-assemblea-socie-e-soci-di-storie-in-movimento #assembleadiStorieinMovimento #assembleeonline #SIMassemblee #assemblea #SIM
[2026-04-09] Grandi eventi o grandi speculazioni @ Zazie nel metrò
GRANDI EVENTI O GRANDI SPECULAZIONI Zazie nel metrò - Via Ettore Giovenale 16, Roma (giovedì, 9 aprile 19:00) GRANDI EVENTI O GRANDI SPECULAZIONI Sport e profitto sono ormai un binomio inscindibile: dietro la retorica dello spettacolo e dell’orgoglio nazionale si nasconde una scia di ecomostri incompiuti, colate di cemento e montagne di denaro pubblico drenato a favore di speculatori e grandi interessi immobiliari, veri registi dello sviluppo urbano. Attraverso leggi speciali, commissariamenti e deroghe, vengono aggirati diritti e tutele fondamentali, sacrificando ambiente, salute e territori sull’altare dell’emergenza e della velocità. Lo abbiamo visto con le Olimpiadi di Milano-Cortina, raccontate come “a costo zero” mentre il conto reale si misura in consumo di suolo, emissioni di CO₂, disboscamenti e perdita di biodiversità. Lo vediamo oggi a Bagnoli, a Napoli, dove l’area dell’ex Italsider — in attesa di una bonifica da oltre trent’anni — rischia di essere nuovamente piegata agli interessi dell’America’s Cup, rinviando ancora una volta giustizia ambientale e diritto alla salute. In territori segnati dall’abbandono e dall’incuria istituzionale, il copione si ripete. Tutto questo in nome di eventi che promettono sviluppo, prestigio e benessere diffuso, ma che producono privatizzazione degli spazi, cementificazione e disuguaglianze, lasciando profitti a pochi e macerie a molti. Perché questo meccanismo continua a riprodursi indisturbato a ogni grande evento? Cosa resta davvero, una volta spenti i riflettori? E soprattutto: quali strumenti abbiamo per opporci a questo modello di sviluppo e costruire alternative? Ne parliamo con Duccio Facchinetti direttore di Altreconomia, Antonella Mautone giornalista freelance, la fotografa Flavia Bravetti e alcun@ rappresentati dei Comitati che si oppongono a questi scempi.
April 3, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-08] Che succede in Libano? @ Vivero
CHE SUCCEDE IN LIBANO? Vivero - via Antonio Raimondi 37 (mercoledì, 8 aprile 19:00) CHE SUCCEDE IN LIBANO? Un approfondimento delle origini e delle conseguenze delle violenze della guerra sionista/USA In Libano è in corso un’ulteriore escalation della guerra di occupazione israeliana, fatta di bombardamenti sistematici, distruzione di infrastrutture e sfollamento forzato della popolazione civile. Oltre un milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case: un’intera parte del Paese viene svuotata, mentre la violenza diventa condizione quotidiana imposta con la forza. Di fronte a questa realtà, la disinformazione e il racconto dominante servono a coprire, giustificare e normalizzare ciò che accade. Per questo è importante costruire spazi di discussione e contro-narrazione: parlare oggi del Libano significa provare a comprendere il contesto di guerra che stiamo vivendo, dentro e oltre i suoi confini. NE PARLIAMO CON ROSSANA TUFARO, COMPAGNA E STUDIOSA DI STORIA POLITICA E SOCIALE DEL LIBANO CONTEMPORANEO. PER MOLTI ANNI HA VISSUTO A BEIRUT. + Ci sarà aperitivo a sostegno
April 3, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-11] EVENTO ORGANIZZATO CON E A SOSTEGNO DELL3 COMPAGN3 IRANIAN3 @ CSOAT Auro e Marco
EVENTO ORGANIZZATO CON E A SOSTEGNO DELL3 COMPAGN3 IRANIAN3 CSOAT Auro e Marco - Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, 270 (sabato, 11 aprile 17:00) 📣 l’11 Aprile tuttu all’Auro e Marco per e con  l3 compagn3 Iranian3! Un pomeriggio-sera dedicato interamente ai racconti sull’Iran, attraverso l’arte e la cultura. Pomeriggio: • 17:00 workshop di danza iraniana con Faezeh • 18:00 proiezione cortometraggio "L'Isola Errante" (Video-Danza) di Sadra • 18:30 performance teatrale  " Tra le trame dei tessuti" • 19:00 TALK - momento di incontro e confronto con l3 compagn3 iranian3 Dalle 20:30 CENA VEGAN TRADIZIONALE IRANIANA ✨A SEGUIRE MUSICHETTE ✨
April 2, 2026
Gancio de Roma
Giovedì, 26 marzo: Assemblea online “Scuole e università non sono luoghi di guerra!”
COMUNICATO STAMPA Iniziativa nazionale online di confronto fra studenti e lavoratori della Scuola, giovedì 26 marzo, ore 18:00. Il nostro paese partecipa attivamente alla Terza Guerra Mondiale portata avanti dai gruppi imperialisti occidentali, aumentando le spese militari, producendo ed esportando armi, supportando politicamente le aggressioni ai popoli che resistono e mettendo a disposizione le nostre basi militari e il nostro territorio per le operazioni militari illegali di Trump e Netanyahu. L’estendersi della Terza Guerra Mondiale riguarda anche il mondo della scuola, che negli ultimi mesi ha visto un intensificarsi dei processi di militarizzazione, con progetti di alternanza scuola-lavoro svolti presso strutture militari, porte aperte nelle scuole ad agenti in divisa con i pretesti più disparati, dal contrasto alla violenza di genere alla lotta al cyberbullismo e molti altri casi puntualmente denunciati dall’Osservatorio contro la Militarizzazione di Scuole e Università. Al tempo stesso, aumentano censura e repressione verso studenti e docenti: ispezioni nelle scuole che hanno ospitato Francesca Albanese, arresti degli studenti combattivi che sono scesi in piazza negli scorsi mesi, obbligo dei “contraddittori” per dare spazio a sionisti e padroni nelle assemblee scolastiche… e poi ci sono le uscite da nostalgici del fascismo, come l’interrogazione del parlamentare di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli che chiede provvedimenti per le scuole che “non commemorano abbastanza il Giorno del Ricordo”. In Europa, la Germania e la Francia hanno ripristinato la leva militare, una leva “volontaria” ma che, se non arriverà al numero di volontari necessario, diventerà probabilmente obbligo. In Italia il Ministro Crosetto ha aperto alla possibilità di un ripristino della leva militare sul modello tedesco e francese. E’ fondamentale non aspettare la “chiamata alle armi” per mobilitarsi: il nostro paese è già nel pieno della Terza Guerra Mondiale, una guerra con caratteristiche diverse dalla prima e dalla seconda, e spetta anche ai giovani e agli studenti lottare per costruire l’alternativa ad un futuro che li vuole disoccupati o carne da macello per la guerra imperialista, lottare per fare dell’Italia un paese socialista. Lo scorso 5 marzo si sono svolti, anche nelle maggiori città d’Italia, presidi contro la leva militare a sostegno della data di sciopero chiamata dalle organizzazioni studentesche tedesche. Su questa strada dobbiamo proseguire, memori del bilancio degli scioperi del “blocchiamo tutto” dello scorso autunno, scioperi che hanno confermato l’importanza dell’alleanza fra studenti e lavoratori e hanno fatto nascere forme di organizzazione di studenti e di lavoratori della scuola in scuole e università dove non ce ne erano mai state prima. Proprio per alimentare la convergenza fra studenti e insegnanti – i protagonisti della scuola pubblica, quelli che la vivono ogni giorno e che sono in grado di indicare le misure che servono – il settore Lavoro Giovani del P.CARC organizza l’iniziativa pubblica online “Scuole e università non sono luoghi di guerra”, un confronto pubblico sulle prospettive e i metodi di lotta e di convergenza da adottare per rifondare dal basso un vero diritto allo studio. Ne parliamo con: – Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università – Cravos – Comitato Lavoratori della Scuola di Siena – Gruppo Autonomo Portuali di Livorno – Autonomia Studentesca e Culturale – Docenti per i Diritti Umani in Palestina – Unigcom – Coordinamento scuole Valsusa. … in aggiornamento. Sarà possibile seguire l’iniziativa al seguente link: https://meet.jit.si/RichSettlementsDesireImmediately e in diretta sulla pagina TikTok del Partito dei CARC (@partitodeicarc). -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“Dente Cariato”, la prova del nove dell’Amministrazione Gualtieri
L’articolo pubblicato sul sito del Polo Civico Esquilino L’ASSEMBLEA DEL POLO CIVICO ESQUILINO E LE RISPOSTE DELL’ASSESSORE AL PATRIMONIO ZEVI Si è riunita a Piazza Vittorio il 19 marzo 2026 l’assemblea indetta dal Polo Civico Esquilino[1] sul futuro del Dente Cariato, con vari interventi, tra i quali quello di Carteinregola, a cui ha risposto l’Assessore Zevi. In gioco c’è l’esito di un intervento fortemente simbolico, in bilico tra proposte degli operatori privati e quindi guidate dal mercato e dal profitto, e proposte nate da un percorso partecipato con le realtà territoriali e con il Municipio, che mettono al centro i bisogni sociali, culturali e civici del territorio. L’esito, ha ribadito Zevi nell’Assemblea, è ancora tutto da definire, annunciando la disponibilità dell’Amministrazione ad avviare un confronto con le associazioni per individuare “un bel progetto civico e sociale, ma anche sostenibile“. Quale sarà il percorso, se ci sanno passi indietro rispetto alle scelte finora fatte e quali saranno le destinazioni che saranno messe a base del progetto, lo vedremo nei prossimi mesi. Il tema dell’assemblea era la destinazione dell’immobile  di circa 2mila metri quadrati di proprietà del Comune che si trova in Via Giolitti accanto alla Stazione Termini, costruito a fine ottocento e demolito in parte negli anni ’30, il cui  piano terreno è rimasto in piedi. Roma Capitale il 3 marzo 2026, facendo seguito a una Memoria della Giunta Gualtieri del 19 febbraio 2026 [2] ha lanciato un Avviso di Consultazione preliminare di mercato ai sensi dell’articolo 77 del codice degli appalti [3], consultazione rivolta a operatori economici privati “volta alla conclusione di una concessione/locazione di valorizzazione … relativamente al completamento e alla gestione dell’immobile denominato “Dente Cariato“. L’avviso riguarda una prima fase, con scadenza 15 maggio 2026, per raccogliere le proposte dei privati, a cui farà seguito la gara vera e propria sul progetto che il Comune individuerà come miglior proposta. L’avviso, a cui si rimanda per maggiori dettagli[4], indica che le proposte possono prevedere la ricostruzione totale o parziale dell’immobile preesistente (fino a 6 piani fuori terra) con destinazione residenziale – prevista dal Piano Regolatore Generale – che comprende anche studentati, o, con una variante urbanistica, altre destinazioni, tra le quali quella turistico ricettiva, o un mix di entrambe. La concessione/locazione di valorizzazione” [5] prevede una “durata massima del contratto fino a 50 anni soggetti a ribasso” [6]. Questa impostazione della destinazione dell’immobile attraverso criteri di mercato, ha incontrato la contrarietà sia del Polo Civico Esquilino, sia dello stesso I Municipio. Il Polo Civico, ribadendo che, trattandosi di un bene pubblico, la rigenerazione “deve rispondere prima di tutto ai bisogni sociali, culturali e civici del territorio” ha indetto una assemblea pubblica chiedendo che si aprisse “una riflessione trasparente e condivisa“ con il coinvolgimento dei cittadini e delle realtà del territorio e che si lavorasse “a un modello che garantisca un mix funzionale equilibrato, capace di generare valore economico e coesione sociale” [7]. Il Consiglio del I Municipio ha approvato una risoluzione che, preso atto che il costo dell’intervento (dei 6 piani) è quantificato dagli uffici comunali in 30 milioni di euro, chiede che “sia riconsiderata la scelta di affidare ai privati la realizzazione e gestione dell’immobile, considerando l’opzione di un intervento diretto di Roma Capitale…, così da garantire il pieno perseguimento delle finalità pubbliche e sociali” [8]. E veniamo all’assemblea del 19 marzo e alle risposte dell’Assessore Zevi. Rispondendo agli interventi, l’Assessore ha più volte sottolineato che il citato avviso non è vincolante per il Comune, che riguarda solo una prima fase di raccolta di proposte e che la gara per la concessione/valorizzazione è ancora tutta da definire. Ha però ribadito che l’Amministrazione capitolina non intende farsi carico dei 30 milioni per ristrutturare l’immobile – nell’ipotesi della ricostruzione dei 6 piani – avendo impegnato centinaia di milioni per comprare case popolari o per rigenerare edifici pubblici per trasformarli in case per gli  sfrattati; ma ha anche ricordato che si possono formulare ipotesi più ridotte dal punto di vista edilizio (meno piani) e quindi con costi inferiori (e che non è detto quindi che non si possano trovare finanziamenti pubblici o di altro soggetto non teso al profitto). In conclusione l’Assessore, a cui va riconosciuta la disponibilità a partecipare all’incontro e soprattutto a rimettere in discussione quanto fatto finora, aprendo un tavolo col Polo Civico e i cittadini, ha continuato a ribadire la necessità della sostenibilità economica delle proposte: “Come ha detto anche il Sindaco Gualtieri … noi non abbiamo paura di mediare, di tornare indietro, di fare delle correzioni se serve, però dobbiamo tenere conto del rischio principale che noi abbiamo oggi, che è quello che quell’immobile rimanga esattamente com’è. Adesso dobbiamo trovare l’alternativa tra non fare nulla e fare la cosa migliore che riusciamo a progettare insieme nelle condizioni date, con un pizzico di concretezza che noi amministratori dobbiamo portare alla discussione, e con tutta la fantasia che invece sono sicuro che voi saprete portare“. Senza nulla togliere alla indispensabile concretezza – se non si riduce solo alle mere esigenze del profitto – ci auguriamo che prevalgano le ragioni dei bisogni sociali, e anche della fantasia, visto che c’è la possibilità di ridurre le cubature e quindi gli investimenti, rendendoli più accessibili alle casse pubbliche. Noi riteniamo che questa trasformazione, più di altre, essendo un’occasione irripetibile per la città, sia davvero la prova del nove della qualità democratica di un’Amministrazione che nelle Linee programmatiche 2021-2026 ha messo nero su bianco: “Il primo passo sarà il superamento dell’impostazione verticale delle politiche edilizie, nel segno di una nuova visione di edilizia sociale orizzontale che rimetta al centro l’individuo e i suoi bisogni. È così che cambieremo il paradigma delle politiche dell’abitare, fino ad oggi tendente a concentrare le persone interessate da una condizione di disagio socioeconomico in quartieri periferici e poco serviti“. A maggio vedremo se prevarrà la “città delle persone” o “la città della rendita”, titolo del convegno per i dieci anni di Carteinregola del novembre 2022[9], una dicotomia che a Roma è sempre attuale. (in calce il comunicato del Polo Civico Esquilino) Anna Maria Bianchi Missaglia Post scriptum: a margine osserviamo la rivendicazione, da parte dell’Assessore, di aver resistito alla vendita dell’immobile proposta dai privati, adottando invece la formula di una “concessione/locazione di valorizzazione” che può raggiungere la durata di 50 anni. Va per la maggiore, anche in questa Amministrazione, considerare un’alternativa positiva alla vendita il fatto che il patrimonio pubblico sia solo “affidato” ai privati per qualche decina d’anni.  Ma il patrimonio pubblico deve essere usato per l’interesse pubblico di oggi : le persone hanno bisogno ora,  dei servizi, delle case, delle infrastrutture. Cosa sappiamo di quello che accadrà tra cinquant’anni? Senza escludere la possibilità concretissima che qualche altra amministrazione subentrante decida di cambiare le carte in tavola e prolungare ad libitum la concessione, o di passare direttamente alla vendita… Rendering dallo Studio di fattibilità Vai a “Dente Cariato” I Municipio – cronologia e materiali dal sito Polo Civico Esquilino 20 marzo 2026 : DENTE CARIATO – Assemblea pubblica Polo Civico Esquilino Dalla società civile proposte e richiesta di co-progettazione. La politica apre al confronto. Il Polo promuove un Coordinamento di tutte le realtà per una proposta che ascolti il territorio. Zevi: confronto aperto, è un’opportunità, tiriamo fuori un bel progetto civico e sociale, ma anche sostenibile Ampia partecipazione e qualità del dibattito hanno caratterizzato l’assemblea pubblica promossa dal Polo Civico Esquilino sul futuro del “Dente Cariato” a Termini, tenutasi ieri ai giardini di Piazza Vittorio. Un momento di confronto articolato, che ha messo al centro idee e soprattutto una forte richiesta di coinvolgimento attivo del territorio nelle scelte su un bene pubblico strategico per il quartiere e la città. Dalla società civile, molti spunti concreti: dalla proposta di una Casa delle Culture a una biblioteca di quartiere, da spazi per lo sport a forme di residenzialità accessibile, a modelli di commercio di qualità. Trasversale a tutti gli interventi, la richiesta di partecipazione, co-progettazione, trasparenza. La Fondazione Charlemagne ha presentato il modello del Community Land Trust, già sperimentato a Torino, come strumento capace di coniugare housing accessibile, spazi sociali e gestione condivisa: “Più che di rigenerazione urbana, dovremmo parlare di restituzione di un bene pubblico alla cittadinanza, costruendo una visione innovativa che metta insieme più soggetti”. Il Polo Civico Esquilino ha proposto di costruire un coordinamento stabile tra realtà territoriali, commercianti, sindacati, università e fondazioni, con l’obiettivo di raccogliere e sistematizzare le idee per arrivare a un confronto strutturato con le istituzioni: “L’ascolto fa bene alla città. I Poli civici esistono per questo: costruire uno spazio dove i bisogni del territorio diventino proposta”. L’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi ha confermato l’apertura al confronto, sottolineando il valore simbolico e strategico dell’area: “Questa è solo la prima tappa di un dialogo che dobbiamo implementare al meglio. Siamo nel mezzo del percorso: è un invito a confrontarci al tavolo che il presidente Trombetti ha dichiarato di voler aprire. Non abbiamo paura di mediare, tornare indietro, correggere: questa è un’opportunità su cui trovare insieme un punto di equilibrio tra ciò che è ideale e ciò che è possibile”. Zevi ha chiarito che il percorso si articolerà in due fasi: * una prima fase non vincolante, aperta alla raccolta di idee e proposte (con scadenza il 15 maggio); * una seconda fase, più strutturata, che porterà alla definizione di un progetto concreto. Ha evidenziato i vincoli economici e amministrativi: “Le risorse pubbliche sono limitate e oggi sono concentrate sull’emergenza abitativa. Dobbiamo costruire forme di collaborazione virtuosa tra pubblico e privato: dire cosa fare è importante, ma bisogna anche dire chi paga”. Tra gli elementi indicati dall’assessore: priorità alla residenzialità (anche studentesca), esclusione della funzione alberghiera, attenzione alla qualità architettonica e alla sostenibilità economica. “Il Dente Cariato è una porta della città per chi arriva a Termini. L’esternalità positiva di uno spazio abitato e vissuto è evidente: sicurezza, decoro e qualità urbana migliorano. Ma dobbiamo evitare il rischio che non arrivi alcuna proposta: trovare le risorse non è banale”. Dal Municipio I la disponibilità a rimettere in discussione il percorso. Per l’assessore Labbucci, il tema centrale deve essere la residenzialità; per il presidente della Commissione Ambiente Niccolò Camponi è fondamentale costruire una visione integrata tra patrimonio pubblico e servizi territoriali, coinvolgendo pienamente il Municipio. Secondo Giorgio Benigni, presidente della Commissione Politiche Sociali, il Comune dispone di margini di manovra nel rapporto con il privato in base a una visione più ampia: “Il tema è la residenzialità, ma dentro un’idea di città. Serve un masterplan dell’Esquilino”. Dopo l’atto dello scorso anno promosso da Camponi, è stata presentata una nuova risoluzione di maggioranza in Municipio per promuovere un reale percorso partecipativo. Presente anche Giacomo Bartoleschi (Network Giovani M5S Roma) che propone di intercettare risorse PNRR attraverso il bando attivo di Cassa Depositi e Prestiti per studentati accessibili. L’assemblea ha segnato un passaggio importante: per la partecipazione, la qualità delle proposte e la maturità del confronto, che ha mostrato come il territorio sia pronto a contribuire in modo attivo alla costruzione di un progetto condiviso. Il prossimo passo sarà un incontro operativo promosso dal Polo Civico Esquilino per trasformare le idee in una proposta strutturata da portare al tavolo istituzionale. Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com. 23 marzo 2026 Vai a “Dente Cariato” I Municipio – cronologia e materiali Il “Dente cariato”: quale è linea della Giunta Gualtieri sulla destinazione di immobili pubblici? 12 marzo 2028 NOTE [1] vedi Il “Dente cariato”: quale è linea della Giunta Gualtieri sulla destinazione di immobili pubblici? 12 marzo 2028 con il comunicato di invito all’assemblea del Polo Civico Esquilino [2] 19 febbraio  2026 La Giunta capitolina approva una Memoria di Giunta Indirizzi per la valorizzazione dell’immobile “Dente cariato” di Via Giolitti” – con cui si punta a trasformare l’immobile accanto alla Stazione Termini da “plesso incompiuto e fatiscente” a “porta della Città”. (SCARICA LA MEMORIA ) [3]Avviso di Consultazione preliminare di mercato ex art. 77 e ss. del D. Lgs. 36/2023 per lo sviluppo delle procedure di gara per la selezione di un operatore economico, volte alla conclusione di una concessione/locazione di valorizzazione ex art. 3-bis D.L. n. 351/2001, convertito, con modificazioni, in L. n. 410/2001 ed art. 13 del Regolamento per la Valorizzazione del Patrimonio Disponibile approvato dall’Assemblea Capitolina, con Deliberazione n. 128 del 28 marzo 2025, relativamente al completamento e alla gestione dell’immobile denominato “Dente Cariato” sito in Roma, nell’area compresa tra Via Giolitti, 59-81 – Via Manin, 2-4 – Via Gioberti, 5-11 – Piazza dei Cinquecento, 35 – di proprietà di Roma Capitale [4] Vedi la sintesi nella scheda di “Dente Cariato” I Municipio – cronologia e materiali – vedi l’avviso integrale: Avviso di Consultazione preliminare di mercato L’Avviso pubblico propone l’”Alternativa A”, con le destinazioni previste dallo Studio di Fattibilità*, specificando che costituisce una “traccia utile ma non un vincolo stringente di natura tecnica e tipologica dell’intervento proposto“, e che “è possibile proporre la modifica della linea progettuale del detto Studio di Fattibilità, sia attraverso una diversa distribuzione degli spazi sia attraverso la rimodulazione, eliminazione o sostituzione di alcune delle destinazioni d’uso proposte” come del resto ribadito in più passaggi delle citate Commissioni congiunte**. In sintesi la Alternativa A (tratta dallo Stduio di fattibilità) prevede: Attività commerciali e servizi alla cittadinanza (Spazi per coworking, sale riunioni e uffici anche temporanei, pubblici esercizi, piccole strutture divendita, artigianato di servizio da ubicare al piano terra e mezzanino) + Studentato universitario – Residenze temporanee per lavoratori e “working poor”– ubicati ai livelli superiori+– Servizi comuni: palestra, lavanderia, spazi didattici e culturali. La Alternativa B prevede una Destinazione alberghiera con utilizzo integrale del potenziale edificatorio, e l’Alternativa C: un Mix funzionale tra la A e la B con formula aparthotel per la parte turistico – ricettiva” . (*) vedi Allegato B) Studio di fattibilità tecnico-economico (**) vedi Dente Cariato: le Commissioni del 3/3/2026 con trascrizione intervento dell’Assessore Zevi [5] una concessione/locazione di valorizzazione ex art. 3-bis D.L. n. 351/2001, convertito, con modificazioni, in L. n. 410/2001 s.m.i (LEGGE 23 novembre 2001, n. 410 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, recante disposizioni urgenti in materia di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di investimento immobiliare.(GU n.274 del 24-11-2001) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-11-23;410) [6]“Durata massima del contratto fino a 50 anni soggetti a ribasso in fase di procedura di selezione dell’operatore privato in coerenza con il mantenimento di un equilibrio – economico finanziario, il recupero dell’investimento e la corretta remunerazione del capitale investito così come previsto dall’art. 178 comma 2 del Codice“ [7] vedi il comunicato del Polo civico in Il “Dente cariato”: quale è linea della Giunta Gualtieri sulla destinazione di immobili pubblici? 12 marzo 2028 [8]16 marzo 2026 “RISOLUZIONE Rigenerazione dell’immobile denominato “Dente Cariato” in via Giolitti – priorità dell’interesse pubblico nella valorizzazione del patrimonio comunale e attivazione di forme di partecipazione democratica” nella quale si sottolinea che “ la  consultazione (lanciata dal Comune) è rivolta esclusivamente a operatori economici privati e non prevede alcuna forma strutturata di coinvolgimento della cittadinanza, delle associazioni di quartiere, delle università e degli enti del terzo settore nella definizione degli obiettivi e delle funzioni da attribuire all’immobile” facendo presente che “ il Municipio I da anni registra un calo importante della residenzialità, ha la più alta densità di residenti universitari fuori sede e una grave carenza di alloggi a canone calmierato, problematiche strutturali che si riverberano direttamente sul tessuto sociale dell’Esquilino”. La risoluzione, preso atto che il costo dell’intervento è quantificato dagli uffici comunali in 30 milioni di euro, chiede (alla Presidente di attivarsi presso Sindaco e Assessore capitolino di attivarsi affinchè ) “sia riconsiderata la scelta di affidare ai privati la realizzazione e gestione dell’immobile, considerando l’opzione di un intervento diretto di Roma Capitale, anche in accordo con altri soggetti pubblici quali le Università e le proprie società partecipate, così da garantire il pieno perseguimento delle finalità pubbliche e sociali; e altresì la Presidente a promuovere un percorso strutturato di coinvolgimento della cittadinanza, delle associazioni e realtà di quartiere, delle università ed enti del terzo settore presenti nel territorio, con l’obiettivo di definire collettivamente le funzioni prioritarie da garantire nell’immobile”. [9] vedi La città delle persone o la città della rendita? – il Convegno dei 10 anni di Carteinregola con le nostre richieste alla politica 15 novembre 2022
March 23, 2026
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