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Prigionieri palestinesi
Essere a sostegno di quanto il popolo palestinese sta facendo, non solo dopo la fatidica data del 7 ottobre ma ben prima. La cosiddetta narrazione mainstream, impone quella data, mettendo il silenziatore a quanto è accaduto prima. La determinazione e la capacità di resistenza del popolo palestinese ha smontato questa […] L'articolo Prigionieri palestinesi su Contropiano.
April 14, 2026
Contropiano
ISRAELE: QUASI 10.000 PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI A RISCHIO IMPICCAGIONE. LA KNESSET APPROVA L’APARTHEID DELLA FORCA.
Il Parlamento israeliano approva definitivamente la legge che introduce la pena di morte per atti di ‘terrorismo’ – cioè…qualsiasi cosa – specificatamente contro i palestinesi. L’impiccagione potrà avvenire senza nessun appello aggiuntivo, davanti agli stessi tribunali israeliani, dove già oggi il tasso di condanne degli imputati palestinesi supera il…99 per cento. Brindano in aula i partiti dei coloni sionisti e fascisti, autori della proposta, votata pure da Netanyahu e passata con 62 sì su 120 deputati in totale. Tra i contrari il deputato comunista israeliano, Ofer Cassif, già ospite di Radio Onda d’Urto e che, commentando la votazione, avverte: “Deve essere chiaro fin da ora: Israele ha promulgato una legge sul genocidio”. Secondo il testo, infatti, è passibile di condanna a morte ‘chi causa intenzionalmente la morte di una persona nell’ambito di un atto di terrorismo’, ma solo se nello specifico vi sia ‘l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele’; un punto volto esplicitamente a circoscrivere l’accusa solo contro i palestinesi, lasciando invece fuori i coloni sionisti di estrema destra (più volte autori di atti terroristici anche dentro Israele, come nell’omicidio del premier Rabin nel 1995) e certificando lo stato di apartheid che contraddistingue la politica israeliana nei confronti della popolazione nativa, cioè i palestinesi stessi. Su questo, diverse associazioni palestinesi e israeliane annunciano ricorso alla Corte suprema. Commentando la decisione della Knesset, “Red Ribbons” – la campagna internazionale per la liberazione dei quasi 10.000 prigionieri politici palestinesi – denuncia come “la minaccia della pena di morte contro i prigionieri palestinesi non è solo una questione politica, ma una questione di vita o di morte. Dietro ogni prigioniero c’è un essere umano, una famiglia in attesa, una storia che merita di continuare. Approvare leggi che consentono l’esecuzione significa oltrepassare un limite pericoloso, un limite che priva la giustizia della sua essenza stessa e la sostituisce con un danno irreversibile. Nessun sistema dovrebbe avere il potere di togliere una vita ingiustamente. In questo giorno, ci viene ricordato che il silenzio può costare vite umane. Dobbiamo farci sentire, far sentire la nostra voce e dobbiamo chiedere giustizia. Ogni vita conta. Ogni voce conta. Giustizia deve significare protezione, dignità e umanità, non esecuzione”. Secondo Amnesty International, inoltre, la nuova legge crea inoltre esplicitamente due sistemi legali per l’uso della pena di morte nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est illegalmente annessa, e per quello in Israele. I tribunali militari nella Cisgiordania occupata saranno autorizzati a imporre la pena di morte nei confronti dei palestinesi condannati per omicidi intenzionali in atti definiti di terrorismo ai sensi delle discriminatorie leggi anti-terrorismo israeliane. Solo in circostanze speciali, non specificate dalle leggi, i tribunali potranno emettere una condanna diversa dalla pena di morte, ma solo all’ergastolo. Il ministro della Difesa sarà autorizzato a stabilire se gli imputati della Cisgiordania dovranno essere processati da tribunali civili o militari. I condannati a morte non potranno chiedere clemenza: in questo senso, la legge israeliana sulla pena di morte è una delle più estreme al mondo. Più nello specifico Erika Guevara-Rosas, alta direttrice delle ricerche e delle campagne di Amnesty International, sottolinea come “autorizzando i tribunali militari, che hanno un tasso di condanne degli imputati palestinesi del 99 per cento e che sono noti per non rispettare la garanzie sui processi equi, a imporre di fatto obbligatoriamente la pena di morte e ordinando che la condanna sia eseguita entro soli 90 giorni dalla decisione finale, Israele si sta dando carta bianca per mettere a morte palestinesi privandoli contemporaneamente delle più elementari garanzie processuali”, ha sottolineato Guevara-Rosas. Nel secondo sistema legale applicabile in Israele e a Gerusalemme Est illegalmente annessa, la possibilità che i tribunali civili emettano condanne a morte sarà ampliata fino a riguardare qualsiasi persona condannata per omicidio intenzionale “con l’obiettivo di negare l’esistenza dello stato di Israele”. Questo requisito ideologico usato a scopi pratici significa che la legge è stata redatta per essere applicata unicamente contro i palestinesi. “Nonostante qualche emendamento rispetto alle precedenti versioni, ogni condanna a morte imposta attraverso questa legge costituirà una violazione del diritto alla vita e, quando imposta contro le persone palestinesi del Territorio occupato, potrà essere un crimine di guerra. La comunità internazionale deve esercitare ogni pressione sulle autorità israeliane perché annullino immediatamente questa legge, aboliscano completamente la pena di morte e smantellino tutte le leggi e le prassi che contribuiscono a mantenere in piedi il sistema di apartheid contro le persone palestinesi”, ha concluso Guevara-Rosas. Su Radio Onda d’Urto l’avvocato e saggista Ugo Giannangeli, da anni impegnato nella solidarietà internazionale con la Palestina. Ascolta o scarica
March 31, 2026
Radio Onda d`Urto
vogliamo rompere un tabù@0
Presentazione della campagna “vogliamo rompere un tabù” in solidarietà ai prigionieri rivoluzionari rinchiusi da oltre 40 anni in carcere e alcuni sottoposti al regime di tortura del 41bis. Riportare l’attenzione sulla loro detenzione intesa come vendetta di Stato è un’occasione per opporsi alla riscrittura della memoria da parte dello Stato e dei dissociati, ma anche per ragionare attorno al mondo della detenzione e della repressione in questo periodo storico. La memoria è uno strumento vitale per affrontare le lotte del presente. Ne parliamo con Tonino per maggiori info: https://www.rompiamountabu.org/appello.html l’appuntamento di domenica 22/2: https://gancio.cisti.org/event/presentazione-della-campagna-vogliamo-rompere-un-tabu
February 18, 2026
Radio Blackout - Info
vogliamo rompere un tabù@1
Presentazione della campagna “vogliamo rompere un tabù” in solidarietà ai prigionieri rivoluzionari rinchiusi da oltre 40 anni in carcere e alcuni sottoposti al regime di tortura del 41bis. Riportare l’attenzione sulla loro detenzione intesa come vendetta di Stato è un’occasione per opporsi alla riscrittura della memoria da parte dello Stato e dei dissociati, ma anche per ragionare attorno al mondo della detenzione e della repressione in questo periodo storico. La memoria è uno strumento vitale per affrontare le lotte del presente. Ne parliamo con Tonino per maggiori info: https://www.rompiamountabu.org/appello.html l’appuntamento di domenica 22/2: https://gancio.cisti.org/event/presentazione-della-campagna-vogliamo-rompere-un-tabu
February 18, 2026
Radio Blackout - Info
Gli USA frenano i trasferimenti dei detenuti Isis in Iraq
I trasferimenti dei detenuti dello Stato islamico (ISIS) dalla Siria all’Iraq da parte dell’esercito statunitense hanno subito un rallentamento questa settimana, in seguito agli appelli di Baghdad agli altri paesi affinché rimpatrino migliaia di jihadisti stranieri. Il 21 gennaio, l’esercito statunitense ha dichiarato di aver iniziato a trasferire i detenuti. […] L'articolo Gli USA frenano i trasferimenti dei detenuti Isis in Iraq su Contropiano.
February 7, 2026
Contropiano
Solidarietà con i prigionieri di Palestine Action in sciopero della fame e le attiviste/i arrestate/i in Gran Bretagna
Esprimiamo la nostra piena solidarietà agli 8 attivisti/e di Palestine Action in sciopero della fame “a rotazione” dal 2 novembre di quest’anno e con tutti/e coloro che durante questi mesi, diverse migliaia, sono stati arrestati per avere manifestato il loro appoggio a questo gruppo di azione diretta non violenta. Palestine […] L'articolo Solidarietà con i prigionieri di Palestine Action in sciopero della fame e le attiviste/i arrestate/i in Gran Bretagna su Contropiano.
December 24, 2025
Contropiano
Gran Bretagna. Altri due prigionieri in sciopero della fame ricoverati in ospedale
Altri due prigionieri britannici legati al gruppo di attivisti Palestine Action sono stati ricoverati in ospedale il 22 dicembre dopo settimane di sciopero della fame, aumentando l’allarme da parte di famiglie, medici e sostenitori secondo cui i detenuti rischiano la morte. Amu Gib, 30 anni, detenuto presso l’HMP Bronzefield nel […] L'articolo Gran Bretagna. Altri due prigionieri in sciopero della fame ricoverati in ospedale su Contropiano.
December 23, 2025
Contropiano
PRISONERS FOR PALESTINE: SCIOPERO DELLA FAME IN FASE CRITICA – “GUERRA IBRIDA” E CONTROLLO SOCIALE – SCUOLA E A.I. – UNA COMPAGNA NELL’OMBRA@0
Estratti dalla puntata del 8dicembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia PRISONERS FOR PALESTINE Prosegue lo sciopero della fame, entrato in fase critica, mentre si moltiplicano le azioni di pressione su rappresentanti politici e ministero della giustizia. Mentre Prisoners for Palestine lottano con i propri corpi nelle carceri, nuovi scandali coinvolgono Elbit Systems: Aggiornamenti urgenti: Nel pomeriggio di martedì 16 dicembre 2025, apprendiamo di un incatenamento davanti all’ingresso della televisione di stato ceca (Ceska Televize) come pressione affinché si tratti dello sciopero della fame nelle carceri britanniche, a maggior ragione visto che Jon Cink è formalmente cittadino della Repubblica Ceca. Nelle prime ore del 17 dicembre 2025 apprendiamo che le condizioni di salute di Qesser Zuhrah sono precipitate: dopo essere collassata nei giorni scorsi continua a lamentare forti dolore al petto e – nonostante ripetute richieste di trasferimento in ospedale nel corso della notte – le autorità del carcere privato di Bronzfield (gestito da Sodexo) rifiutano il suo ricovero. Dal mattino sono in corso presidi sotto le carceri e al ministero. Link al documentario di Declassified UK sulla base RAF di Akrotiri e il suo ruolo nel genocidio a Gaza Vi segnaliamo anche una significativa intervista a Qesser Zuhrah CYBERSICUREZZA E GUERRA IBRIDA Torniamo a parlare di cybersicurezza, commentando il documento del ministro della sicurezza Crosetto “Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva”. Oltre che a contenere indicazioni operative sulla guerra d’informazione algoritmica, il documento dipinge una società perennemente minacciata dove la sovranità nazionale si estende alle menti della popolazione. Secondo il ministro Crosetto bisogna quindi superare la “visione binaria pace-guerra”, producendo una società che sia costantemente immersa nello spettro della minaccia e del conflitto. Non-paper di Crosetto Analisi ISPI su guerra ibrida e resilienza Analisi della NATO Foundation sul “Cognitive Battlefield” INTELLIGENZA ARTIFICIALE: CONTROLLO DIDATTICO E AUTOMAZIONE DELLA SCUOLA La digitalizzazione dell’esperienza umana ha raggiunto, con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, nuove frontiere di estrazione di profitto dai dati, estendendosi alla simulazione e sostituzione delle relazioni umane, come ad esempio quelle di cura ed educative. Ma che tipo di umanità é disposta ad accettare una macchina come insegnante? Commentiano insieme ad uno dei promotori l’appello “I.A. Basta” che propone a docenti, genitori, allievi e allieve una critica all’adozione calata dall’alto dell’intelligenza artificiale istituzionalizzata nelle scuole. LEGGI L’APPELLO I.A. BASTA AGGIORNAMENTO E SALUTO DI GABRIEL POMBO DA SILVA Riceviamo un saluto e degli aggiornamenti dal compagno anarchico Gabriel Pombo da Silva UNA COMPAGNA NELL’OMBRA Ricordiamo la compagna Gabriella Bergamaschini grazie al contributo di compagne e compagni del biellese e di Milano:
December 17, 2025
Radio Blackout - Info
PRISONERS FOR PALESTINE: SCIOPERO DELLA FAME IN FASE CRITICA – “GUERRA IBRIDA” E CONTROLLO SOCIALE – SCUOLA E A.I. – UNA COMPAGNA NELL’OMBRA@1
Estratti dalla puntata del 8dicembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia PRISONERS FOR PALESTINE Prosegue lo sciopero della fame, entrato in fase critica, mentre si moltiplicano le azioni di pressione su rappresentanti politici e ministero della giustizia. Mentre Prisoners for Palestine lottano con i propri corpi nelle carceri, nuovi scandali coinvolgono Elbit Systems: Aggiornamenti urgenti: Nel pomeriggio di martedì 16 dicembre 2025, apprendiamo di un incatenamento davanti all’ingresso della televisione di stato ceca (Ceska Televize) come pressione affinché si tratti dello sciopero della fame nelle carceri britanniche, a maggior ragione visto che Jon Cink è formalmente cittadino della Repubblica Ceca. Nelle prime ore del 17 dicembre 2025 apprendiamo che le condizioni di salute di Qesser Zuhrah sono precipitate: dopo essere collassata nei giorni scorsi continua a lamentare forti dolore al petto e – nonostante ripetute richieste di trasferimento in ospedale nel corso della notte – le autorità del carcere privato di Bronzfield (gestito da Sodexo) rifiutano il suo ricovero. Dal mattino sono in corso presidi sotto le carceri e al ministero. Link al documentario di Declassified UK sulla base RAF di Akrotiri e il suo ruolo nel genocidio a Gaza Vi segnaliamo anche una significativa intervista a Qesser Zuhrah CYBERSICUREZZA E GUERRA IBRIDA Torniamo a parlare di cybersicurezza, commentando il documento del ministro della sicurezza Crosetto “Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva”. Oltre che a contenere indicazioni operative sulla guerra d’informazione algoritmica, il documento dipinge una società perennemente minacciata dove la sovranità nazionale si estende alle menti della popolazione. Secondo il ministro Crosetto bisogna quindi superare la “visione binaria pace-guerra”, producendo una società che sia costantemente immersa nello spettro della minaccia e del conflitto. Non-paper di Crosetto Analisi ISPI su guerra ibrida e resilienza Analisi della NATO Foundation sul “Cognitive Battlefield” INTELLIGENZA ARTIFICIALE: CONTROLLO DIDATTICO E AUTOMAZIONE DELLA SCUOLA La digitalizzazione dell’esperienza umana ha raggiunto, con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, nuove frontiere di estrazione di profitto dai dati, estendendosi alla simulazione e sostituzione delle relazioni umane, come ad esempio quelle di cura ed educative. Ma che tipo di umanità é disposta ad accettare una macchina come insegnante? Commentiano insieme ad uno dei promotori l’appello “I.A. Basta” che propone a docenti, genitori, allievi e allieve una critica all’adozione calata dall’alto dell’intelligenza artificiale istituzionalizzata nelle scuole. LEGGI L’APPELLO I.A. BASTA AGGIORNAMENTO E SALUTO DI GABRIEL POMBO DA SILVA Riceviamo un saluto e degli aggiornamenti dal compagno anarchico Gabriel Pombo da Silva UNA COMPAGNA NELL’OMBRA Ricordiamo la compagna Gabriella Bergamaschini grazie al contributo di compagne e compagni del biellese e di Milano:
December 17, 2025
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