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Stop bloqueo a Cuba. Il governo voti per la fine del blocco
Il 28 ottobre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si riunirà per la 35esima volta per votare una risoluzione che impegni gli Stati Uniti a porre fine al blocco imposto unilateralmente contro Cuba. Nella votazione procedurale di giugno 2026, avente lo scopo di decidere se riaprire il dibattito sulla questione del […] L'articolo Stop bloqueo a Cuba. Il governo voti per la fine del blocco su Contropiano.
October 17, 2026
Contropiano
Montecitorio. Blitz di docenti e studenti contro il “ddl razzismo”
Blitz di USB Scuola a Montecitorio con gli studenti di OSA e Cambiare Rotta per dire no alla scuola razzista di Valditara e Meloni. Tetto agli alunni stranieri per classe, bambine e bambine deportate da una scuola ad un’altra in caso di raggiungimento del limite, corsi di Italiano obbligatori come […] L'articolo Montecitorio. Blitz di docenti e studenti contro il “ddl razzismo” su Contropiano.
September 25, 2026
Contropiano
Roma. Potere al Popolo a Montecitorio contro chi vuole cancellare la democrazia
Ieri giovedì 17 settembre Potere al Popolo è stato a Montecitorio contro la legge elettorale che è appena passata al Senato in cui un emendamento antidemocratico di Fratelli d’Italia porta fino a 450mila le firme necessarie per presentarsi alle elezioni sia alla Camera che al Senato (4 volte di più […] L'articolo Roma. Potere al Popolo a Montecitorio contro chi vuole cancellare la democrazia su Contropiano.
September 18, 2026
Contropiano
“VOGLIONO AMMAZZARE LA DEMOCRAZIA, ANDIAMO A MONTECITORIO!”, PAP IN PIAZZA CONTRO LA LEGGE ELETTORALE GIOVEDÌ 17 SETTEMBRE
“Vogliono ammazzare la democrazia, andiamo a Montecitorio!”, con queste parole d’ordine Potere al popolo ha lanciato una manifestazione fuori dal Parlamento di Roma per giovedì 17 settembre alle ore 17. La protesta intende opporsi all’emendamento alla legge elettorale, proposto da FdI, che impone la raccolta di 450mila firme – tramite banchetti fisici, alla presenza di una figura che le possa convalidare sul posto – alle forze politiche che oggi non hanno seggi in Parlamento per poter partecipare alle elezioni. “Questa non è una questione che attiene soltanto alle organizzazioni politiche, ma tocca il diritto al dissenso di ogni cittadino”, commenta Giuliano Granato, portavoce di Potere al popolo, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. “In gioco c’è uno dei presupposti della democrazia, cioè la partecipazione paritaria di tutti i cittadini. Fanno una mossa fortemente autoritaria e noi crediamo che serva una mobilitazione ampia nel Paese per difendere il diritto alla partecipazione“, aggiunge Granato. L’intervento di Giuliano Granato (Potere al popolo) su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
September 15, 2026
Radio Onda d`Urto
Rinviato al 2 ottobre il voto su Ddl liberticida che equipara antisionismo e antisemitismo
La seduta del 9 settembre della commissione Affari costituzionali sul DDL che imbavaglia ogni critica a Israele si è chiusa senza votazioni, dopo l’avvio della discussione generale. Per oggi è attesa la riunione di un nuovo Ufficio di presidenza della commissione, chiamato a definire il calendario. L’ipotesi è che le votazioni sugli emendamenti comincino da martedì prossimo. Il rinvio, […] L'articolo Rinviato al 2 ottobre il voto su Ddl liberticida che equipara antisionismo e antisemitismo su Contropiano.
September 10, 2026
Contropiano
Carteinregola aderisce all’appello contro il DDL antisemitismo basato sulla definizione IHRA
Il 9 settembre andrà in discussione in Commissione Affari Costituzionali alla Camera il Disegno di legge n. 1004 “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo” che vuole introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance) (1), la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita. Il ddl o si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante. Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia. Carteinregola aderisce all’appello e alla manifestazione promossi dalla Rete #NoBavaglio e sottoscritto da decine di realtà, tra le quali Amnesty International Italia, Arci, Articolo 21, ANPI Roma, Assopace Palestina,  CGIL Roma e Lazio, FLC-CGIL e molti altri. Vai alla pagina del Senato con l’iter e i materiali del Disegno di legge n. 1004 scarica: * Testo DDL 1004 ( PDF) * Relazione 1004, 1575, 1627, 1722, 1757, 1762 e 1765-A ( PDF) * Testo approvato 1004 (Bozza provvisoria) ( PDF) * Fascicolo emendamenti n. 1 ( PDF) APPELLO CONTRO IL DDL ANTISEMITISMO BASATO SULLA DEFINIZIONE IHRA : IL 9/09 RIPRENDE LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI (note di Carteinregola) PRESIDIO-MARATONA DAVANTI A MONTECITORIO PER CHIEDERE LO STOP DELLA NORMA LIBERTICIDA Il ddl Antisemitismo, in discussione il 9 settembre in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, vuole introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance) (1), la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita. Questo significherebbe tacciare di odio razziale la denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo palestinese – denunciato anche dall’Onu circa un anno fa – della pulizia etnica e dell’apartheid. Opporsi al DDL significa prendere sul serio l’antisemitismo e il suo riemergere nel presente in varie forme, anche violente, e credere che sia necessario contrastarlo con strumenti di lotta e solidarietà efficaci, proteggendo al contempo lo spazio per la legittima e necessaria critica a Israele e alle sue politiche. Il ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante. Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia. L’Italia sarebbe quindi il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato. A questi si aggiungono, tra i primi ad averla adottata in Europa ma con provvedimenti non vincolanti, Austria (tramite delibera del Consiglio dei Ministri) e Regno Unito (dichiarazione politica del Primo Ministro e dichiarazione scritta ministeriale). Si costruisce così un quadro che legittima misure sempre più repressive che minaccia direttamente le organizzazioni e ong impegnate nella denuncia della violazione dei diritti umani, le associazioni, i movimenti che lottano per l’autodeterminazione del popolo palestinese e in generale tutte/i le/gli attiviste/i, militanti, cittadine/i, studentesse e studenti e tutti i movimenti per la Palestina e le campagne di boicottaggio come BDS, che in questi mesi a milioni sono scese/i in piazza e si sono mobilitate/i e si mobilitano sempre più in difesa dei diritti umani, civili e politici in Palestina e della libertà di espressione, diritto di critica e la libera informazione. Il ddl Antisemitismo mette a rischio insegnanti, docenti universitari, ricercatori, giornalisti, operatori culturali e artisti, associazioni sportive e atleti, che potrebbero essere accusati di antisemitismo semplicemente per analizzare, raccontare o denunciare le politiche israeliane e il genocidio in corso o per azioni non violente di boicottaggio di Israele. La definizione IHRA inclusa nelle “Linee guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola” sta già esercitando forti pressioni contro insegnanti e docenti universitari che hanno subito provvedimenti e accuse di antisemitismo. Colpisce anche quei gruppi ebraici e internazionali che, proprio partendo dalla memoria dell’antisemitismo e dell’Olocausto, si oppongono apertamente al genocidio del popolo palestinese, alle politiche di apartheid (definite tali dalla Corte internazionale di giustizia) e alle politiche del governo Netanyahu. In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme (2), che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando  la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica. Serve una mobilitazione nazionale per fermare una norma che confonde deliberatamente critica politica e discriminazione, e per far rispettare le leggi già esistenti in modo  che combattano davvero ogni forma di razzismo senza diventare un bavaglio contro chi denuncia il genocidio e le politiche disumane del governo israeliano. CHIAMIAMO IL MONDO DELLA CULTURA, SCUOLA, UNIVERSITÀ, RICERCA, INFORMAZIONE, ARTE, SPORT, TUTTE LE REALTÀ SOCIALI, CULTURALI, SINDACALI, POLITICHE DAVVERO DEMOCRATICHE A FARE FRONTE COMUNE Per una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma di odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni. A tal fine è bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di più liberticide come appunto quelle previste dal Ddl Antisemitismo. SERVE UNA PRESA DI POSIZIONE PUBBLICA Una maratona di interventi davanti a Montecitorio il 9 settembre 2026, giorno in cui è prevista la votazione del ddl in Commissione Affari Costituzionali della Camera. Una pressione sul Parlamento per fermare una legge che minaccia la democrazia e la libertà di parola. 29 agosto 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com IN CALCE l’lelenco delle ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (In aggiornamento) NOTE (1) La definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance) vedi Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/International_Holocaust_Remembrance_Alliance (2) La Dichiarazione di Gerusalemme sull’Antisemitismo (da assopacepalestina 1 Aprile 2021) ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (in aggiornamento) ADIF(Associazione Diritti e Frontiere) Agorà  Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese Alkemia aps Artists for Gaza ANPI Roma ANPI sezione Don Pappagallo Rioni Esquilino, Monti, Celio (Roma) ANPI Milano Stadera Gratosoglio Amnesty International Italia Arci Arci Roma Articolo 21 Artisti #NoBavaglio  Associazione Inclusiv3 APS ETS Associazione I.t.a.c.a. Associazione culturale Liguria-Palestina Associazione Memorie & Progetti di Pieve Ligure Assopace Palestina  Associazione Stampa Romana Attac Italia AVS – Alleanza Verdi e Sinistra BDS Italia  Campagna “Ponti e non muri” Pax Christi Italia Carovane Migranti  CarteinRegola Catanesi solidali col popolo palestinese Catania NoFrontex  CdR La Repubblica  Centro Studi Sereno Regis (Torino) CNADU – Camera Nazionale Avvocati dei Diritti Umani Cobas Roma Cobas Scuola Terni Comitato di solidarietà con la Palestina in terzo Comitato Monteverde per la Pace Comitato un Aiuto per la Palestina  Comitato Pace Alto Canavese Comitato per la Palestina di Pordenone Confederazione Cobas Firenze Confederazione Cobas Umbria ControCorrente Lazio Coordinamento Scuole per la Palestina – Pistoia Coordinamento per l’Unità dei Comunisti  Coordinamento CNR contro la guerra CRED (Centro di Ricerca ed Elaborazione e per la Democrazia) CRS (Centro per la Riforma dello Stato) CGIL Roma e Lazio FLC-CGIL Cambiare Rotta Disability Pride Network  Disarma EPR4Palestine (Enti Pubblici di Ricerca per la Palestina) FNSI – Federazione Stampa Italiana  Fondazione Pangea Forum Pace e disarmo Sinistra italiana Lazio Gaza Last Day – Ultimo giorno di Gaza Giovani Democratici Roma Giuristi Democratici Global Sumud Flotilla Global Sumud Flotilla – Lazio Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS (Torino) IOCISTO-illustrAZIONI Kairos Kritica La carovana dei pacifici La Scuola per la Palestina L3A (Laboratorio Ebraico Antirazzista) Libere Cittadine per la Palestina Mai indifferenti – voci ebraiche per la pace Mamme Narranti MoveOn Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente Movimento Omosessuale Sardo ODV Movimento Studenti Palestinesi Newrg (New Weapons Research Group) Genova Network Giovani M5S Operatori dell’Informazione per Gaza OSA Osservatorio contro la Militarizzazione nelle scuole Parliamo di Socialismo PCI – Partito Comunista Italiano Partito della Rifondazione Comunista Per non dimenticare – OdV Potere al Popolo Pressenza – Agenzia stampa per la Pace e la Nonviolenza Presidio Palestina Montecitorio  Procida per una Palestina libera Radio Bullets Rete della Conoscenza Roma Rete #digiunogaza Rete del Dissenso Rete Giornalisti per la Costituzione  Rete Italiana Pace e Disarmo  Rete Italia-Palestina gemellaggi scuole  Rete #NoBavaglio Rete NoWar Rete dei Numeri Pari Rete Pistoia Palestiina Rete Radiè Resch Rete dei Preti contro il genocidio Rete RUP – Ricerca e Università per la Palestina Roma sa da che parte stare Roma Tre Etica Rossosispera Associazione Culturale Sanitari per Gaza Roma Saptejah (Associazione Culturale)  Scuola per la Pace Torino e Piemonte Sinistra Anticapitalista  Sinistra Anticapitalista Roma Sinistra Italiana Roma e Provincia Stop Rearm Italia Tetes de Bois Tikkun – Diaspora Ebraica Decoloniale Transform Italia Uds Roma UISP Un’altra idea di mondo Un Ponte Per Unione degli universitari  Unione Sindacale di Base Valsesia per la Palestina Venice4Palestine Voci per la Palestina 100 porti 100 città Torino – GL in supporto alla Freedom Flotilla Italia
August 29, 2026
carteinregola
Associazioni: “Criticare Israele non è antisemitismo. No alla norma-bavaglio”
Presidio-maratona il 9/09 dalle ore 13 a Montecitorio in occasione della discussione del Ddl Antisemitismo alla Camera A promuovere la mobilitazione oltre 100 organizzazioni in difesa dei diritti umani e della libertà d’espressione e informazione “Criticare Israele non è antisemitismo ma è un diritto costituzionale che va salvaguardato per il bene della nostra democrazia e dei diritti umani. Per questo la nuova ‘norma-bavaglio’, contenuta nel ddl Antisemitismo e basata sulla definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance), va fermata. Il prossimo 9 settembre, saremo dalle ore 13, in piazza Montecitorio, per un grande presidio e una maratona di interventi, in occasione dell’avvio della discussione del provvedimento in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. Invitiamo tutte le organizzazioni sociali e politiche a unirsi alla mobilitazione”. Questo, in sintesi, l’appello firmato ad oggi da oltre 100 sigle, tra organizzazioni sociali e politiche, in difesa dei diritti umani e della libertà d’espressione e informazione. A promuovere la mobilitazione contro il ddl antisemitismo un’ampia pluralità di realtà: dal mondo dell’informazione ai sindacati, dai movimenti per la Palestina alle comunità ebraiche e cattoliche, dalle campagne e reti per la pace e contro il riarmo fino alle sigle di rappresentanza di scuola e università. E ancora: dalle associazioni per i diritti dei migranti e per la giustizia sociale fino ai collettivi di artisti e comitati cittadini da tutta Italia. “Con il ddl antisemitismo, già approvato al Senato anche con i voti di alcuni senatori dell’opposizione, si vuole introdurre nella legislazione italiana la definizione IHRA, la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi di presunti atti di antisemitismo, recepiti nel provvedimento, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita – spiegano – Questo equivarrebbe a tacciare di odio razziale, e a perseguire legalmente, tutti coloro che denunciano pubblicamente le politiche coloniali, le violazioni dei diritti umani, il genocidio (riconosciuto anche dall’Onu un anno fa), la pulizia etnica e l’apartheid praticati dallo Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese”. “Il ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante. Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia. L’Italia sarebbe il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato”. “È bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di più liberticide come appunto quelle previste dal Ddl antisemitismo. In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme, che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica”. “Ci appelliamo al mondo della cultura, scuola, università, ricerca, informazione, arte, sport e tutte le realtà sociali, culturali, sindacali, politiche, davvero democratiche, a fare fronte comune. Per far rispettare una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma d’odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni”, concludono. Roma, 28 agosto 2026 LINK AL TESTO INTEGRALE DELL’APPELLO: https://docs.google.com/document/d/1J75d6Xu9bvP2otr3PggZfXsERX6TSkYOZJ7tvmXrQIw/edit?tab=t.0 ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (Elenco in aggiornamento) ADIF(Associazione Diritti e Frontiere) Agorà Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese Alkemia aps Artists for Gaza ANPI Roma ANPI sezione Don Pappagallo Rioni Esquilino, Monti, Celio (Roma) ANPI Milano Stadera Gratosoglio Amnesty International Italia Arci Arci Roma Articolo 21 Artisti #NoBavaglio Associazione Inclusiv3 APS ETS Associazione I.t.a.c.a. Associazione culturale Liguria-Palestina Associazione Memorie & Progetti di Pieve Ligure Assopace Palestina Associazione Stampa Romana Attac Italia BDS Italia Campagna “Ponti e non muri” Pax Christi Italia Carovane Migranti Catanesi solidali col popolo palestinese Catania NoFrontex Centro Studi Sereno Regis (Torino) Cobas Scuola Terni Comitato di solidarietà con la Palestina in terzo Comitato Monteverde per la Pace Comitato un Aiuto per la Palestina Comitato Pace Alto Canavese Comitato per la Palestina di Pordenone Confederazione Cobas Umbria ControCorrente Lazio Coordinamento per l’Unità dei Comunisti Coordinamento CNR contro la guerra CRED (Centro di Ricerca ed Elaborazione e per la Democrazia) CRS (Centro per la Riforma dello Stato) CGIL Roma e Lazio FLC-CGIL Cambiare Rotta Disability Pride Network Disarma EPR4Palestine (Enti Pubblici di Ricerca per la Palestina) FNSI – Federazione Stampa Italiana Fondazione Pangea Forum Pace e disarmo Sinistra italiana Lazio Giovani Democratici Roma Giuristi Democratici Global Sumud Flotilla Global Sumud Flotilla – Lazio Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS (Torino) IOCISTO-illustrAZIONI Kairos Kritica La carovana dei pacifici La Scuola per la Palestina L3A (Laboratorio Ebraico Antirazzista) Libere Cittadine per la Palestina Mai indifferenti – voci ebraiche per la pace Mamme Narranti MoveOn Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente Movimento Omosessuale Sardo ODV Movimento Studenti Palestinesi Newrg (New Weapons Research Group) Genova Network Giovani M5S Operatori dell’Informazione per Gaza OSA Osservatorio contro la Militarizzazione nelle scuole Parliamo di Socialismo PCI – Partito Comunista Italiano Partito della Rifondazione Comunista Per non dimenticare – OdV Potere al Popolo Pressenza – Agenzia stampa per la Pace e la Nonviolenza Presidio Palestina Montecitorio Rete dei Numeri Pari Rete del Dissenso Rete Giornalisti per la Costituzione Rete Italiana Pace e Disarmo Rete Italia-Palestina gemellaggi scuole Rete #NoBavaglio Rete NoWar Rete Italiana Pace e Disarmo Rete Radiè Resch Rete dei Preti contro il genocidio Rete RUP – Ricerca e Università per la Palestina Roma sa da che parte stare Roma Tre Etica Rossosispera Associazione Culturale Sanitari per Gaza Roma Saptejah (Associazione Culturale) Scuola per la Pace Torino e Piemonte Sinistra Anticapitalista Sinistra Anticapitalista Roma Sinistra Italiana Roma e Provincia Stop Rearm Italia Tetes de Bois Tikkun – Diaspora Ebraica Decoloniale Transform Italia UISP Un’altra idea di mondo Un Ponte Per Unione degli universitari Unione Sindacale di Base Valsesia per la Palestina Venice4Palestine Voci per la Palestina Redazione Italia
August 28, 2026
Pressenza
POLITICA: PROSEGUE ITER PARLAMENTARE AUTONOMIA DIFFERENZIATA. PRESIDIO A MONTECITORIO
Prosegue l’iter parlamentare della cosiddetta Autonomia differenziata voluta dal governo Meloni, Lega di Calderoli e Salvini in testa. Oggi pomeriggio la Camera approverà le risoluzioni della destra che impegnano il governo a concludere le intese per devolvere a Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria la competenza esclusiva su protezione civile, professioni, previdenza complementare e coordinamento della finanza pubblica sulla sanità. Dopo il via libera del Senato giovedì scorso, si chiude ora il primo passaggio parlamentare che trasformerà la Repubblica Italiana in una confederazione, i cui profili non sono ancora chiari. Il presidente della regione Puglia, Antonio Decaro, ha preannunciato un ricorso davanti alla Corte costituzionale perché la devoluzione della sanità danneggia il Mezzogiorno. Il commento di Vincenzo Miliucci, della Confederazione Cobas, che insieme ad altre realtà saranno fuori da Montecitorio, in presidio, durante il voto. Ascolta o scarica
July 21, 2026
Radio Onda d`Urto
ULTIMA GENERAZIONE: ROMA, ATTIVISTA MADRE DI TRE FIGLI SEGNALATA AI SERVIZI SOCIALI PER AVER MANIFESTATO PACIFICAMENTE DAVANTI A MONTECITORIO
Mentre il genocidio a Gaza prosegue e gli equipaggi della Sumud Flotilla subiscono sequestri e violenze in acque internazionali, Ultima Generazione denuncia quanto accaduto nei mesi scorsi ad Alina, 36 anni, madre di tre figli: al rientro dallo sciopero della fame che aveva condotto a Roma tra il 20 settembre e il 4 ottobre 2025 davanti a Montecitorio, Alina è stata segnalata ai servizi sociali dalle forze dell’ordine per presunto abbandono dei figli minori. “Segnalare ai servizi sociali una madre che chiede la fine di un genocidio non è tutela dei minori: è intimidazione di stato. Questo governo dovrebbe pensare ai bambini di Gaza che vengono uccisi anche per complicità italiana, e non a quelli di Alina” scrive UG in un comunicato. La segnalazione ha portato alla convocazione di Alina per un colloquio sui suoi figli e alla visita dei servizi sociali nelle scuole frequentate dai ragazzi. Alina e le altre due aderenti al movimento — Beatrice e Serena — avevano fatto uno sciopero della fame di 15 giorni per chiedere al governo Meloni il riconoscimento del genocidio di Israele a Gaza, e la protezione della Sumud Flotilla.  Alina, 36 anni, madre di tre figli, racconta: “Quello che mi è successo è veramente una cosa sconvolgente. Dopo essere stata bloccata tutti giorni dalle forze dell’ordine, siamo state trascinate in questura, identificate, denunciate diverse volte — il tutto per un cartello in mano e una bandiera. Come se questo non bastasse, per me che sono anche mamma, hanno pensato bene di prepararmi un’altra sorpresa. Al mio ritorno a casa, sono stata contattata dai servizi sociali che mi hanno informata che era stata aperta una segnalazione da parte delle Forze dell’Ordine di Roma nella quale si chiedeva di verificare che io non avessi abbandonato a casa da soli i miei figli mentre ero a Roma a fare lo sciopero della fame. È stata coinvolta anche la loro scuola. Questa cosa mi sembra profondamente ingiusta, perché i miei figli non vivono in una famiglia problematica, ma in un mondo problematico, che non è quello che io vorrei lasciare a loro. “ Ultima Generazione ricorda che sono al momento 75 i provvedimenti di assoluzione emessi dalla magistratura per azioni dirette nonviolente del movimento, in cui viene riconosciuta la legittimità della protesta. Alina ai nostri microfoni Ascolta o scarica  Le considerazioni di Stefano Bertoldi nostro collaboratore ed ex comandante della Zefiro GSF  Ascolta o scarica 
June 6, 2026
Radio Onda d`Urto