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La Torino-Lione slitta al 2034: l’opera imposta che continua a fallire
Ancora uno slittamento. La Torino-Lione entrerà in funzione, secondo TELT, non prima del 2034. Fine lavori nel 2033, apertura al traffico l’anno successivo. Non è un aggiornamento tecnico: è l’ennesima […] The post La Torino-Lione slitta al 2034: l’opera imposta che continua a fallire first appeared on notav.info.
February 28, 2026
notav.info
Processo naufragio Cutro: dalla exit strategy al livello politico
Le chat tra gli ufficiali della Guardia di Finanza che delineano il tentativo di concordare una versione ufficiale finite nel fascicolo del Tribunale di Crotone. Le chat tra gli ufficiali della Guardia di Finanza che delineano il tentativo di concordare una versione ufficiale per giustificare le falle operative sono finite nel fascicolo del Tribunale di Crotone. A rivelarle durante l’udienza di martedì 24 febbraio è stato il maggiore dei carabinieri Roberto Nicola Cara, che ha firmato l’informativa delle indagini, nel corso della testimonianza.  Pochi giorni dopo la tragedia, il 3 marzo 2023, il comandante del Gan di Taranto Nicolino Vardaro, imputato nel processo, scambia messaggi con il suo vicecomandante Pierpaolo Atzori, non indagato. Il maggiore Cara definisce questi testi “rilevanti perché si parla di exit strategy.” La chat rilevante degli ufficiali Gdf Atzori riferisce a Vardaro di aver parlato con il comandante del Roan di Vibo Valentia Alberto Lippolis, il quale “mi suggeriva di cominciare a pensare a una ‘exit strategy’… un ‘brainstorming’, in modo poi da essere pronti”. L’obiettivo descritto da Atzori era “convergere tutti verso una, una decisione comune” prima delle indagini, poiché “quelli vanno, andranno a guardare tutto”. Riguardo al ritardo del pattugliatore Barbarisi, uscito dal porto di Crotone alle 2.30, il maggiore Cara illustra il contenuto dei messaggi: “Vardaro nei messaggi – ha riferito Cara – spiega ad Atzori che si poteva giustificare questo ritardo perché prima di uscire andavano valutate per bene le condizioni meteo in atto e che solo dopo un attento studio il mezzo era stato fatto uscire. Vardaro dice di aver dato incarico a Somma (il comandante del Barbarisi, non indagato) di studiare bene cosa può fare quel mezzo”. Il comandante del Gan di Taranto motiva inoltre l’uscita tardiva basandosi su un “calcolo cinematico che prevedeva l’arrivo del caicco in acque territoriali per le 3:30, ritenendo quindi sufficiente uscire un’ora prima anche per non stressare gli equipaggi mettendo anche a repentaglio la sicurezza dell’unità navale e degli equipaggi il meno possibile, riducendo diciamo i rischi”. Sul mancato utilizzo di un elicottero, Vardaro fornisce ad Atzori giustificazioni logistiche chiare: “L’aeroporto di Grottaglie di notte è chiuso, l’equipaggio non c’era e comunque noi abbiamo la piazzola in manutenzione”. Le direttive e il livello politico al processo sul naufragio di Cutro L’ultima parte della testimonianza di Cara al processo per il naufragio di Cutro si è concentrata su una direttiva del 24 giugno 2022 firmata dal capitano di vascello Gianluca D’Agostino. Il maggiore Cara chiarisce l’espressione in essa contenuta: “Il livello politico ci ha spiegato D’Agostino è da intendere come policy del mare, lui dice di aver usato quel termine livello politico per distinguerlo da quello delle attività tattiche operative”. Prendendo spunto dalla relazione di servizio di D’Agostino (che è nell’elenco testimoni del pm e dovrà deporre prossimamente), l’ufficiale dei carabinieri ha detto: “Il capitano di corvetta D’Agostino nella relazione di servizio agli atti del processo spiega la funzioni del tavolo tecnico per il coordinamento delle attività di polizia (law and enforcment). La direttiva è successiva a due precedenti incontri presso il Viminale alla presenza dell’allora ministro Luciana Lamorgese nel corso del quale il comandante generale della Guardia di Finanza aveva rappresentato una problematica relativa agli atti di polizia giudiziaria compiuti che risultavano nulli perché intervenuti oltre le 12 miglia e quindi la procura non riconosceva le competenze territoriali. Si proponeva che da 12 a 24 miglia – la cosiddetta zona contigua – la Gdf eseguisse il monitoraggio e poi intervenisse solo entro le 12 miglia, acque territoriali”. Il maggiore Cara ha aggiunto che “un precedente tavolo tecnico aveva studiato l’arretramento operativo della Gdf. D’Agostino dice che siccome la proposta avrebbe creato confusione operativa, necessitava un chiarimento e per questo invia la mail in cui parla di livello politico. A noi D’agostino spiega che il livello politico è inteso come policy, ci dice che quelle istruzioni non sono state impartite dai politici, ma usa il termine per differenziarlo da attività tattiche operative”. Il collegio penale ha già fissato il calendario delle prossime udienze, che si terranno il 10 marzo alle 14.30, il 24 marzo alle 16, il 31 marzo alle 14.30 ed il 7 aprile alle 14.30. Redazione Italia
February 26, 2026
Pressenza
Milano Cortina, Olimpiadi a consumo di suolo
Incalzata dalle associazioni ambientaliste e non (Libera in testa), Simico, la Spa a partecipazione pubblica a cui è affidata la realizzazione delle opere olimpiche, riporta il loro stato di attuazione nel portale Open Milano Cortina 2026. Chiariamo subito: non è affatto agile estrarre informazioni e il file scaricabile delle opere è criptico. Questo già limita la lettura. Con pazienza occorre aprire ogni scheda-progetto e scaricare i singoli dati: due pomeriggi di lavoro che scoraggiano chiunque. Consultato il 13 gennaio 2026, il sito è aggiornato al 31 ottobre 2025. Delle 98 opere, per 3,5 miliardi di euro, solo 56 sono state terminate, il 27,1% del valore totale; altre otto, per 216 milioni, non è dato sapere quando inizieranno e quando finiranno e infine 34 devono essere ancora terminate per un importo di 2,36 miliardi, il 66,8% del valore delle opere olimpiche gestite da Simico. Ma il grande imbarazzo sta nel fatto che ben 22 opere, per un valore totale di circa 1,8 miliardi, saranno cantierizzate addirittura dopo l’inizio delle Olimpiadi. Tutto normale? Possiamo dirci soddisfatti? Il Comitato olimpico internazionale sa di questi pochi e frammentati dati su Open Milano Cortina 2026? Li ha confrontati con il documento di candidatura? Inoltre sul portale, come noto, non sono riportate alcune mega opere come il villaggio olimpico di Milano e l’enorme arena Santa Giulia dove il Comune ha speso in fretta e furia altri milioni per fare strade temporanee che si sono rese necessarie per via dei ritardi dei lavori (perché non fanno capo a Simico). Vi è poi la questione ambientale, fiore all’occhiello della candidatura ma completamente muta nel sito di Simico. Zero tracce degli effetti ambientali delle opere, zero informazioni sul consumo di suolo, zero sull’emissione equivalente di CO2, zero sugli esboschi, zero sulla perdita di biodiversità, etc.. Come si può dire che queste sono Olimpiadi a impatto zero? La quota della spesa pubblica olimpica per opere che saranno cantierizzate dopo l’inizio delle Olimpiadi 2026 è del 51,7%. Alla faccia della legacy. Non c’è festa dello sport senza trasparenza su impatti ambientali e consumo di suolo Peraltro ben 57 opere (il 58,2% per il 20% della spesa) hanno balzato ogni tipo di Valutazione di impatto ambientale (Via); otto sono state giudicate con impatto negativo ma avviate ugualmente (169 milioni) e solo nove sono state sottoposte a Valutazione d’impatto ambientale (pari a 1,57 miliardi, il 44,5% del totale). Sul fronte delle opere “minori”, avviate in autonomia da Comuni, Regioni e altri enti, nulla si sa. Eppure anche loro hanno eroso bilanci pubblici, paesaggio, ambiente e suolo. E quale sarà la legacy (maledetta parola amata dai politici) sul fronte “immateriale”? Pubblicità, allestimenti temporanei, marketing, inviti, gettoni e spese per ospiti, comparsate, “vip”, politici. Quanti soldi? Poi milioni di costi “in kind” relativi all’uso di mezzi delle Pubbliche amministrazioni durante i giochi, edifici, depositi e aree pubbliche; i costi delle forze dell’ordine, del personale sanitario, degli staff dei volontari, etc.. Con quale diritto lo sport può permettersi di spendere e degradare l’ambiente senza darci conto? Dovremmo andarne orgogliosi? A fine anno il presidente Sergio Mattarella ha detto: “Lo sport ha contribuito alla crescita del Paese, a regalarci momenti di gioia, di orgoglio, di appartenenza. Così come accade sempre ascoltando risuonare l’inno italiano in una premiazione. Tutto questo si rinnoverà ancora una volta con i Giochi di Milano Cortina”. Basta davvero lo sport e il nostro inno alle Olimpiadi per dimenticare il diritto alla trasparenza e alla partecipazione, a conoscere in dettaglio le spese pubbliche e a fingere assenza di impatti ambientali e zero consumo di suolo? All’inno io piangerò. Paolo Pileri è ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro è “Dalla parte del suolo” (Laterza, 2024) altreconomia
February 5, 2026
Pressenza
LOMBARDIA: “INFERNO TRENORD”, DAI DISSERVIZI ESTIVI ALLA RIPRESA DEGLI SCIOPERI. LA DENUNCIA DI EUROPA VERDE
Europa Verde Brescia denuncia in un comunicato, le inefficienze gestionali di Trenord, in particolare nei mesi estivi. Soltanto nel mese di giugno “Trenord ha soppresso 6.500 treni in Lombardia ben prima dell’avvio dei lavori estivi che hanno coinvolto molte linee ferroviarie e reso l’estate infernale per turisti e pendolari. Le inefficienze gestionali di Trenord “rimangono nonostante l’arrivo di oltre 200 treni nuovi”. Così migliaia di bus sostitutivi hanno allungato a dismisura i tempi di percorrenza per i viaggiatori. Dati i disagi, molti di loro, secondo Europa Verde Brescia, abbandonano il treno per riprendere a viaggiare in automobile. Non se la passa meglio il personale. Il sindacato SGB ha proclamato uno sciopero dalle ore 21.00 di giovedì 4 settembre, alle ore 18:00 di venerdì 5 settembre. Lo sciopero, informa l’azienda, potrà generare ripercussioni al servizio regionale, suburbano, aeroportuale e la lunga percorrenza di Trenord. “Gli scioperi sono almeno 12 ogni anno” come ci ha spiegato Dario Balotta, portavoce di Europa Verde Brescia. Ascolta o scarica
September 2, 2025
Radio Onda d`Urto