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Festival di Sanremo: il ruolo della Polizia nella Cyber Sicurezza
La sicurezza passa anche dalla rete e il Festival di Sanremo non poteva essere che l’ennesima occasione propizia per rilanciare il ruolo della divisione informatica della Polizia di Stato: clicca qui per la notizia. Del resto, le minacce cyber sono al centro delle attenzioni governative, come si evince anche da numerose uscite del Ministero e l’occasione della 76ª edizione del Festival di Sanremo era assai appetibile. Le guerre ibride sono al centro del non papello redatto dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, come si evince chiaramente da un passaggio eloquente nel testo reperibile sul sito del Ministero della difesa: Minacce cibernetiche, attività di spionaggio e campagne di disinformazione sono tra le principali modalità con cui questi attori cercano di destabilizzare il nostro Paese.  Gli strumenti utilizzati nelle campagne ibride sono in continua evoluzione e vengono adattati al contesto specifico. Tra i più comuni,  in Italia si possono individuare:  attacchi informatici diretti contro istituzioni governative, aziende private e infrastrutture critiche, che possono compromettere dati sensibili, interrompere servizi essenziali e causare danni economici;  campagne di disinformazione mediante la diffusione di notizie false e propaganda attraverso i social media o altri canali online, finalizzate a manipolare l’opinione pubblica, alimentare tensioni sociali e influenzare i processi elettorali;  utilizzo di leve economiche – come sanzioni commerciali mirate o investimenti strategici – impiegate per esercitare pressione politica e influenzare le decisioni del governo italiano;  sabotaggi contro infrastrutture critiche (reti elettriche, sistemi di comunicazione, trasporti), capaci di provocare disagi significativi e generare panico tra la popolazione. Fin qui nulla di nuovo se non fosse per la collaborazione tra specialisti della Polizia Postale e operatori Rai per altro in occasione di un Festival Musicale. Forse si pensa di far intervenire anche i servizi segreti per tutelare il voto degli spettatori onde evitare che dalla Russia o dalla Cina si decida il prossimo vincitore di Sanremo? L’ironia non è casuale, siamo davanti alla ennesima operazione di facciata che tuttavia occulta anche la sostanza del problema ossia il progetto di far apparire la presenza della Polizia Postale come atta a salvaguardare la società stessa e i cittadini. E al contempo ricordiamo la notizia, di alcuni anni or sono, dei droni di produzione israeliana che si erano levati in volo per impedire a droni pirata delle riprese non autorizzate. Il messaggio è chiaro: senza le forze dell’ordine non ci sarebbe il supporto della manifestazione e dei profili social utilizzati nel corso dell’evento. Poi si aggiunge di tutto e di più, dalle campagne contro le truffe on line in compagnia di qualche banca e dei loro contributi. Siete certi allora che si tratti solo di canzonette? Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università --------------------------------------------------------------------------------
Sistemi legacy: problema o risorsa?
di jolek78 Martedì mattina, ore 9. Dopo una normale sessione di patching, uno storico storage ZFS con Solaris 11 smette improvvisamente di dialogare con i client Windows 10. Il colpevole è il solito, maledetto balletto dei dialetti SMB: Windows spinge su SMB 3 per ragioni di sicurezza, mentre il servizio nativo di Solaris arranca nella negoziazione. Due giorni a sbattere
January 28, 2026
La Bottega del Barbieri
Cyber Summer: come la Polizia di Stato “occupa” i centri estivi
Dalla pagina www.commissariatodips.it/notizie/articolo/parte-da-roma-la-seconda-edizione-di-cybersummer-la-polizia-di-stato-accanto-ai-giovani-per-una-re/index.htmldata apprendiamo che il 1° luglio 2025 è stata inaugurata a Roma la seconda edizione del progetto dal titolo “Cybersummer – La Polizia di Stato accanto ai giovani per una rete più sicura”. Neanche in estate, dunque, il processo di penetrazione delle forze dell’ordine (in questo caso) nell’ambito educativo si ferma. Si legge infatti nella presentazione della campagna della Polizia Postale che essa è rivolta ai ragazzi e alle ragazze che “frequentano centri estivi e altri luoghi di aggregazione alternativi alla scuola, è stata ideata per stare accanto ai ragazzi durante l’estate, quando – liberi dagli impegni scolastici – trascorrono più tempo online”. L’ennesimo spazio educativo viene dunque sottratto al personale civile competente per essere gestito da personale in divisa. Quando le scuole sono chiuse, ecco che sono i centri estivi il luogo in cui le e i giovanissim* vengono intercettat* tramite un progetto che chiaramente conquista consensi anche tra i genitori, sempre più preoccupati da pericoli in rete sicuramente esistenti, ma decisamente enfatizzati da chi si fa carico di contrastarli. Il progetto è realizzato dalla PS attraverso la rete dei Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica ed è destinato a fare tappa in diverse città, toccando temi come “cyberbullismo, adescamento, furti di identità digitali, e più in generale i rischi connessi all’uso dei social e delle piattaforme”. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo più volte denunciato l’intrusione di personale in divisa in ambito educativo e ribadiamo con forza che le questioni relative alla sicurezza (in questo caso in rete) deve essere affrontato in chiave pedagogica da chi ha gli adeguati strumenti, e non semplicemente utilizzando i rischi della rete come spauracchio a cui contrapporre una logica securitaria. É evidente il nesso tra normalizzazione della presenza dei militari in contesti che dovrebbero essere estranei alle loro attività e quella “cultura della difesa” che procede sul “doppio binario” costituito dalla creazione di nemici esterni e interni che solo una logica bellicista da un lato e repressiva dall’altra sembra (questo è il messaggio della propaganda) poter sconfiggere. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università lavora anche per ricordare che la vera sicurezza si regge su due pilastri: la giustizia e la pace. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
“Su Tekapp abbiamo riportato solo quello che scrivono nel sito”
A rispondere all’articolo “Minacciati e accusati di genocidio, Tekapp non ha rapporti con Israele”, le associazioni coinvolte (ndr leggi articolo) e i giornalisti: Su Tekapp abbiamo riportato solo quello che scrivono nel loro sito”. Dopo l’uscita, il 13 luglio sulla Gazzetta di Modena a firma Gabriele Canovi, è Linda Maggiori a specificare ciò che ha rivelato […] L'articolo “Su Tekapp abbiamo riportato solo quello che scrivono nel sito” su Contropiano.
July 18, 2025
Contropiano