
Il parlamento UE ha approvato la revoca del piano d’addio ai motori endotermici
L'INDIPENDENTE - Friday, November 6, 2026Quarantotto voti a favore, trenta contrari e due astensioni per un «pacchetto più ampio volto a rendere il settore automobilistico europeo pulito e competitivo». È così che viene presentata la revisione degli obiettivi di riduzione delle emissioni per le nuove auto a partire dal 2035. Con il nuovo testo approvato dalla Commissione Ambiente dell’Eurocamera, le case automobilistiche non saranno più tenute a raggiungere l’azzeramento delle emissioni medie di CO₂ delle nuove auto vendute, ma potranno limitarsi a una riduzione dell’87,5%. A questa modifica si aggiunge l’equiparazione dei veicoli con motori a scoppio alimentati con biocarburanti ai veicoli elettrici, che verranno dunque considerati a emissione zero. Il provvedimento deve ancora completare un lungo iter prima di essere approvato definitivamente, ma si inserisce nel solco di altri interventi che hanno progressivamente ridimensionato i principali obiettivi del Green Deal. La proposta segna così un ulteriore passo nella revisione delle politiche comunitarie di transizione ecologica, mettendo in discussione uno degli ultimi pilastri della strategia di riduzione delle emissioni dell’UE.
La proposta di revisione delle politiche comunitarie in materia di emissioni del comparto automobilistico è stata avanzata dall’eurodeputato italiano Massimiliano Salini, del Partito Popolare Europeo (PPE), esponente di Forza Italia. Il testo è stato approvato al termine di una fase di negoziazione con S&D, l’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (in Italia rappresentata dal PD), e Renew Europe, il gruppo liberale e centrista riconducibile all’area macroniana (in Italia rappresentato da Azione). È interessante notare come, in sede di votazione, i gruppi dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR, rappresentato in Italia da Fratelli d’Italia), dei Patrioti per l’Europa (PfE, a cui aderisce la Lega), dei Verdi/ALE (in Italia rappresentati da AVS) e della Sinistra (AVS e M5S) si siano opposti al testo. La maggioranza si è dunque formata attorno a un accordo tra forze politiche comprese tra il centrodestra e il centrosinistra, escludendo le formazioni collocate alle due estremità dello schieramento parlamentare. Per quanto riguarda la delegazione italiana, M5S, Azione e Alleanza Verdi e Sinistra non hanno partecipato alla votazione poiché privi di rappresentanza in commissione.
La revisione interviene su diversi aspetti della politica europea in materia di emissioni del comparto automobilistico. In primo luogo, vengono rivisti gli obiettivi di riduzione delle emissioni per le nuove auto vendute dalle case automobilistiche, che passano dal 100% all’87,5%. Il testo prevede inoltre un ulteriore margine di flessibilità del 7,5%, riconosciuto attraverso crediti legati all’utilizzo di acciaio e altri materiali a basse emissioni di carbonio, ad esempio riciclati o prodotti ricorrendo a energia rinnovabile. In concreto, i produttori potranno compensare una parte delle emissioni delle proprie auto utilizzando materiali prodotti con processi meno inquinanti, senza ridurre le emissioni dei motori; questa flessibilità potrà coprire fino al 7,5% dell’obiettivo complessivo. Il restante 5% rappresenta invece il margine di emissioni che non dovrà essere compensato attraverso questi meccanismi, e resta dunque libero da vincoli.
Analoghe modifiche sono previste per i furgoni: i nuovi obiettivi consentirebbero ai produttori di ridurre le emissioni del 35% entro il 2030, anziché del 40% attualmente previsto, e dell’80% entro il 2035, anziché del 100%. «Anche in questo caso, sarebbe possibile utilizzare crediti per l’acciaio a basse emissioni di carbonio, entro un limite massimo del 7,5%», specifica il comunicato dell’Eurocamera. La revisione prevede inoltre incentivi per favorire la produzione e la vendita di piccole auto elettriche. Una delle novità più rilevanti, tuttavia, riguarda i cosiddetti VEEF, acronimo di Vehicles running Exclusively on Eligible Fuels, ossia “veicoli alimentati esclusivamente con combustibili ammissibili” dalla normativa europea. Tradotto: i veicoli – anche a combustione – che funzionano con biocarburanti. «La definizione di “veicoli a zero emissioni” verrebbe modificata per includere sia i veicoli che non producono emissioni di CO₂ allo scarico, sia i VEEF», scrive il Parlamento.
Con l’approvazione da parte della Commissione Ambiente, la revisione degli obiettivi sulle emissioni del comparto automobilistico dovrà ora passare al voto della plenaria, per poi affrontare il trilogo, ovvero il negoziato interistituzionale tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea, e completare il successivo iter legislativo. Il voto in commissione rappresenta tuttavia un primo passo verso la revisione di uno degli obiettivi cardine delle politiche europee di transizione ecologica. Il ridimensionamento degli obblighi e degli obiettivi ambientali è in atto da tempo e ha già interessato diversi ambiti del Green Deal, dalle politiche sulla deforestazione a quelle sui pesticidi, fino al comparto industriale. Se da una parte la revisione degli obiettivi risponde alle richieste delle case automobilistiche, messe in difficoltà dalla mancanza di programmazione, incentivi e piani industriali adeguati, dall’altra rappresenta un ulteriore passo nel progressivo smantellamento delle politiche di transizione ecologica dell’UE, che sembrano sempre più lontane dagli obiettivi inizialmente fissati.
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