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Gli USA cancellano i limiti alle emissioni di gas serra nelle centrali fossili
L’amministrazione Trump dà un nuovo impulso alla sua agenda, allentando le norme ambientali negli Stati Uniti. L’Environmental Protection Agency (EPA) ha infatti deciso di cancellare i limiti alle emissioni di gas serra prodotte dalle centrali elettriche alimentate a carbone e gas. Nel motivare la sua decisione, l’agenzia federale sostiene che eliminerà oltre 300 miliardi di dollari di costi per il settore industriale. Il risparmio economico sarà pagato da cittadini e ambiente, visto l’impatto dei gas serra sui cambiamenti climatici. Il bilancio si aggrava se si considera la mole della produzione energetica statunitense. Nel 2022, proprio uno studio dell’EPA, rivelò come il settore rappresentasse il 25% di tutte le emissioni di gas serra prodotte dal Paese — secondo solo alla Cina in termini di impatto totale. L’intervento dell’agenzia federale allontana di un altro passo l’amministrazione Trump dalle precedenti, come quella di Joe Biden, che per ultima aveva fissato limiti stringenti alle emissioni di gas serra. L’EPA ha scelto la strada della deregolamentazione totale. Saranno le varie aziende a decidere, in maniera del tutto autonoma, la gestione delle centrali elettriche, non badando più ai vincoli ambientali sui gas serra. «L’amministrazione sta tutelando l’energia americana da una guerra al carbone. Gli americani godranno di una riduzione dei prezzi dell’elettricità, ma questo è solo l’inizio. Stiamo lavorando per andare ancora oltre, affinché il potenziale dell’energia americana possa essere pienamente sprigionato. Realizzare appieno tale potenziale significa più posti di lavoro, prezzi più bassi e un’America più prospera». Con queste parole Lee Zeldin, amministratore dell’EPA scelto da Trump, ha commentato l’intervento pubblico. Soltanto due anni fa, con Joe Biden a Washington, le centrali erano state costrette a catturare il 90% delle proprie emissioni, ricorrendo a sistemi di stoccaggio, pena la chiusura degli impianti. Le centrali alimentate a carbone e gas naturale dominano il settore energetico statunitense, che rappresenta circa il 25% di tutte le emissioni di gas serra prodotte dal Paese. Il totale ammonta a oltre 4,8 miliardi di tonnellate di CO2, guadagnando il secondo posto in questa speciale classifica, guidata dalla Cina con più di 12,6 miliardi di tonnellate di CO2. Soltanto pochi giorni fa un tribunale federale aveva stabilito che l’attuale Dipartimento dell’Energia avesse oltrepassato i propri poteri imponendo la prosecuzione dell’attività della centrale a carbone J.H. Campbell in Michigan oltre la chiusura prevista. La Corte d’appello del Distretto di Columbia, chiamata in causa da tre Stati e gruppi ambientalisti, ha escluso l’esistenza di una vera emergenza che giustificasse il provvedimento. Secondo la sentenza, i poteri d’emergenza previsti dalla legge sono uno strumento eccezionale. Il mantenimento dell’impianto sarebbe costato almeno 135 milioni di dollari nel 2025. Il caso, non isolato, rientra in un disegno politico più ampio, arricchito ora dall’ultima decisione dell’EPA, che fa degli USA il simbolo della deregolamentazione ambientale. Nel primo giorno del suo secondo mandato, Trump ha ritirato il Paese dall’Accordo di Parigi, adottato nel 2015 per fermare il riscaldamento globale. Il tycoon ha poi accelerato sulle fonti fossili, potenziando ad esempio l’estrazione di petrolio, gas e minerali in Alaska. The post Gli USA cancellano i limiti alle emissioni di gas serra nelle centrali fossili appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 18, 2026
L'INDIPENDENTE
L’OndataCenter ci sommergerà?
Le riflessioni di «La Terra Trema» e un appuntamento ad Abbiategrasso (Milano). IL VOLTO REALE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LA FINE DELL’INVISIBILITÀ DEL CAPITALISMO CIBERNETICO (1)  di La Terra Trema | Folletto25603 immagini Edoardo Pellegrini Il capitalismo digitale occidentale sta facendo dell’Italia, facile terra di conquista, colonia. Big tech, fondi di investimento e società a vario titolo (per lo più di matrice
September 13, 2026
La Bottega del Barbieri
Rapporto ONU, L’intelligenza artificiale consuma come la Francia e inquinerà come il Regno Unito
Dietro i consumi dell'IA c'è una corsa da 2.500 miliardi di dollari. Un rapporto Onu ne calcola per la prima volta il prezzo ambientale Se i data center del mondo fossero considerati uno Stato, già oggi consumerebbero la stessa energia della Francia. Entro il 2030, inquinerebbero quanto il Regno Unito. Due dati che esprimono le dimensioni degli impatti ambientali dell’intelligenza Artificiale sul pianeta. Il quadro generale lo descrive il rapporto pubblicato il 3 giugno 2026 dall’Unu-Inweh (United Nations University Institute for Water, Environment and Health), il braccio accademico dell’Onu che lavora da trent’anni su sfide globali all’incrocio tra acqua, ambiente e salute. Il documento si intitola Environmental cost of AI’s energy use: carbon, water and land footprints ed è, ad oggi, la valutazione più completa degli impatti ecologici dell’intelligenza artificiale mai condotta a livello internazionale. Per capire perché i consumi crescano a questo ritmo occorre partire dall’economia. Il rapporto stima che la spesa globale per l’IA nel 2026 supererà i 2.500 miliardi di dollari, per arrivare a 5mila miliardi entro il 2033. Questa crescita si traduce direttamente in consumo di risorse energetiche. I data center hanno consumato circa 448 Terawattora (TWh) di elettricità nel 2025. Leggi l'articolo su Valori.it
Le Dita Nella Presa, Distorcere i bilanci è un videogioco da ragazzi
Uno sguardo al "report sostenibilità" di Google e alle sue molte bugie; il meglio di hackmeeting 2025; Zona Warpa 4-5 Luglio al CSOA Forte Prenestino; notiziole dal Medio Oriente. A Giugno è uscito, come ogni anno, il report sostenibilità di Google. A leggerlo, sembra che sia possibile fare il miracolo: continuare a consumare sempre più energia, eppure far diminuire l'impatto ambientale. Vediamo insieme alcuni dei trucchi utilizzati (da Google, ma non solo) per far quadrare i conti. L'Hackmeeting 2025 è stato un mese fa, vi raccontiamo alcuni dei contenuti che ci sono piaciuti... avremmo voluto farlo in modo più esteso, ma ci siamo resi conto che si stava facendo tardi e abbiamo tagliato, non ce ne voglia chi ha curato altri dei momenti interessanti! Al telefono con Kenobit parliamo di Zona Warpa - La festa del videogioco ribelle itinerante. Il mondo del videogioco è infatti troppo spesso depoliticizzato, e questo festival mira a fare da ponte tra chi gioca e chi fa videogiochi, in una cornice consapevole. Questo weekend è il turno del Forte Prenestino, qui potete vedere alcuni video di edizioni passate per farvi un'idea. Chiudiamo con delle notiziole dal Medio Oriente: * 2 giorni di blackout di internet in Iran, per "ragioni di sicurezza": di cosa si tratta? * NSO piange miseria Ascolta l'audio sul sito di Radio Onda Rossa