
Onda Anomala: L’impatto dell’industria della guerra sul clima, l’ecocidio che distrugge la Terra
Radio Onda d`Urto - Tuesday, November 3, 2026
“Onda Anomala” notizie eventi e movimenti dal clima che cambia, trasmissione quindicinale in onda il martedì alle 18.45 all’interno della “Cassetta degli attrezzi” e in replica il giorno seguente alle 6.30.
Nella puntata di oggi parliamo delle emissioni di gas serra prodotte dall’industria della guerra. Lo facciamo prima con Stefania Divertito giornalista e autrice del libro “Guerra e clima. L’ecocidio che distrugge la Terra” e poi con Serena Tarabini che sull’ultimo numero dell’Extraterrestre ha scritto un articolo sul tema dal titolo “Omissioni militari sul clima, cose turche da Ankara”.
Si stima che le forze armate e l’industria degli armamenti a livello mondiale siano responsabili di circa il 5,5% delle emissioni globali di gas serra. Se il settore militare globale fosse uno Stato, avrebbe la quarta impronta di carbonio al mondo, dopo Cina, Stati Uniti e India. Storicamente, le emissioni militari sono state a lungo escluse o scarsamente tracciate negli accordi climatici internazionali (come gli accordi di Parigi) a causa della segretezza legata alla difesa.
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In Guerra e clima Stefania Divertito esplora e racconta l’impatto ambientale a lungo termine dei conflitti e le iniziative messe in campo per affrontarlo e contrastarlo. Il suo è un reportage che attraversa le epoche e i continenti per andare al cuore di una questione da troppo tempo ignorata e nascosta: dalla piana di Verdun, dove il suolo conserva ancora livelli altissimi di arsenico a oltre un secolo dalla Prima guerra mondiale, a Gaza, dove bombe e detriti tossici hanno distrutto il 97% delle colture arboree; dalle foreste del Vietnam, segnate dall’irrorazione dell’«agente arancio», alla pioggia nera caduta su Teheran nel marzo 2026; dalle ricerche che misurano i danni ambientali e climatici dei conflitti all’accusa di «ecocidio» avanzata dalla procura di Kiev, fino ai programmi di bonifica e risarcimento per perseguire un autentico «disarmo climatico» a livello globale.
Intervista a Stefania Divertito Ascolta o scarica
Nonostante la crescente attenzione rivolta al tema della sicurezza climatica l’impatto delle attività delle forze armate sulle emissioni rimane un aspetto molto poco studiato. Inoltre i Governi forniscono dati mancanti o incompleti. Clamoroso il caso della Turchia , il paese che ospita la Cop31 dal 9 al 20 novembre sul clima, nel 2024 ha investito 25 miliardi di dollari in armamenti senza comunicare nessun dato sulle emissioni.
Intervista a Serena Tarabini Ascolta o scarica