Onda Anomala: L’impatto dell’industria della guerra sul clima, l’ecocidio che distrugge la Terra
“Onda Anomala” notizie eventi e movimenti dal clima che cambia, trasmissione
quindicinale in onda il martedì alle 18.45 all’interno della “Cassetta degli
attrezzi” e in replica il giorno seguente alle 6.30.
Nella puntata di oggi parliamo delle emissioni di gas serra prodotte
dall’industria della guerra. Lo facciamo prima con Stefania Divertito
giornalista e autrice del libro “Guerra e clima. L’ecocidio che distrugge la
Terra” e poi con Serena Tarabini che sull’ultimo numero dell’Extraterrestre ha
scritto un articolo sul tema dal titolo “Omissioni militari sul clima, cose
turche da Ankara”.
Si stima che le forze armate e l’industria degli armamenti a livello mondiale
siano responsabili di circa il 5,5% delle emissioni globali di gas serra. Se il
settore militare globale fosse uno Stato, avrebbe la quarta impronta di carbonio
al mondo, dopo Cina, Stati Uniti e India. Storicamente, le emissioni militari
sono state a lungo escluse o scarsamente tracciate negli accordi climatici
internazionali (come gli accordi di Parigi) a causa della segretezza legata alla
difesa.
Onda Anomala del 3 novembre Ascolta o scarica
In Guerra e clima Stefania Divertito esplora e racconta l’impatto ambientale a
lungo termine dei conflitti e le iniziative messe in campo per affrontarlo e
contrastarlo. Il suo è un reportage che attraversa le epoche e i continenti per
andare al cuore di una questione da troppo tempo ignorata e nascosta: dalla
piana di Verdun, dove il suolo conserva ancora livelli altissimi di arsenico a
oltre un secolo dalla Prima guerra mondiale, a Gaza, dove bombe e detriti
tossici hanno distrutto il 97% delle colture arboree; dalle foreste del Vietnam,
segnate dall’irrorazione dell’«agente arancio», alla pioggia nera caduta su
Teheran nel marzo 2026; dalle ricerche che misurano i danni ambientali e
climatici dei conflitti all’accusa di «ecocidio» avanzata dalla procura di Kiev,
fino ai programmi di bonifica e risarcimento per perseguire un autentico
«disarmo climatico» a livello globale.
Intervista a Stefania Divertito Ascolta o scarica
Nonostante la crescente attenzione rivolta al tema della sicurezza climatica
l’impatto delle attività delle forze armate sulle emissioni rimane un aspetto
molto poco studiato. Inoltre i Governi forniscono dati mancanti o incompleti.
Clamoroso il caso della Turchia , il paese che ospita la Cop31 dal 9 al 20
novembre sul clima, nel 2024 ha investito 25 miliardi di dollari in armamenti
senza comunicare nessun dato sulle emissioni.
Intervista a Serena Tarabini Ascolta o scarica