
Netanyahu ordina il blocco totale della Cisgiordania
L'INDIPENDENTE - Friday, October 23, 2026Da mesi, in Cisgiordania, sono in atto costanti aggressioni, ferimenti e uccisioni da parte di coloni israeliani a danno dei palestinesi. Il tutto nella totale impunità, sia interna, con esercito, governo e magistratura compiacenti, sia esterna, vista la (mancata) reazione della comunità internazionale. In questo clima, a Yehuda, nei pressi di Hebron, c’è chi avrebbe pensato di rispondere con la stessa moneta, ingaggiando un conflitto a fuoco con alcuni soldati israeliani. È bastato questo al governo israeliano, che tra pochi giorni sarà chiamato alla prova delle urne, per ordinare il blocco totale della Cisgiordania. «Attueremo il modello offensivo che abbiamo applicato nei campi profughi anche all’interno delle città», ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu, aggiungendo «qualche parola per i nostri eroici coloni: resistete in prima linea. Siete un esempio per Israele. Distruggeremo le infrastrutture terroristiche, costruiremo gli insediamenti». Quelli illegali ai sensi del diritto internazionale, che di fatto oggi spezzano la continuità territoriale dello Stato palestinese.
Di quanto successo stamattina all’incrocio di Yehuda, nei pressi di Hebron, si sa ancora poco. Le telecamere di videosorveglianza avrebbero immortalato due uomini — palestinesi secondo le ricostruzioni locali — aprire il fuoco su delle automobili, con a bordo soldati israeliani. Due sono morti, mentre altri tre risultano feriti. Nella sparatoria sono rimasti uccisi anche i due palestinesi, identificati come Hamouda al-Ja’ba e Ahmed al-Ja’ba, entrambi ventisettenni residenti a Hebron, città simbolo delle politiche coloniali e di apartheid di Israele.
Questa è la ricostruzione, ancora poco chiara, dei fatti, che si infittisce considerando l’imminente appuntamento elettorale. Martedì prossimo i cittadini israeliani saranno infatti chiamati alle urne per il rinnovo del Parlamento. Non ha perso tempo il governo Netanyahu, che ha immediatamente ordinato il lockdown su Hebron e sull’intera Cisgiordania, riprendendo di fatto l’assedio dell’anno scorso sui campi profughi, tra cui quello di Jenin, dove sono state uccise decine di palestinesi. Non a caso Netanyahu cita quel «modello offensivo», promettendo di applicarlo «anche all’interno delle città». Ci si aspetta dunque una nuova ondata di violenza da parte dell’esercito, chiamato a individuare «le infrastrutture terroristiche» (una formula vaga, con cui Israele ha indicato di tutto in questi anni, persino gli ospedali) e a distruggerle. Al loro posto «costruiremo gli insediamenti», dice Netanyahu, strizzando l’occhio al movimento dei coloni che nelle ultime settimane si è reso protagonista di una violenta escalation nei confronti delle famiglie palestinesi.
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