Lev Yashin, il Ragno Nero

Sport popolare - Thursday, October 22, 2026

Nell’anniversario della nascita di Lev Yashin, pubblichiamo un estratto del libro Breve storia sociale dei Mondiali di calcio di Giuseppe Ranieri, uscito per Milieu Edizioni

Ci sono calciatori che riescono a diventare il simbolo del proprio club, altri anche della propria Nazionale o addirittura di un intero ciclo generazionale… E poi c’è Lev Yashin che rappresenta tutt’ora un’unicità, essendo un mito per chiunque si approcci al ruolo del portiere, non solo per il movimento calcistico russo ma anche per tutta quell’umanità che per decenni ha coltivato (e sotto sotto magari ci spera ancora) l’idea del riscatto degli ultimi e della vittoria del proletariato mondiale. Tutte queste categorie trovavano nel portierone sovietico un simbolo di umiltà, rivincita e semplicità, lontanissimo dagli standard dei calciatori odierni.

Infatti Yashin era solito fumare una sigaretta per allentare la tensione e bere un drink forte per tonificare i muscoli. Nato da una famiglia umile, nessun altro atleta come il “Ragno nero” rappresentò l’ideale dell’uomo nuovo sovietico che accettava di confrontarsi all’interno di quella che era una contesa capitalista come il calcio, ma rivoluzionandone il sentito comune e riuscendo spesso a prevalere.