Il governo reprime anche i camionisti: 1.339 identificati, 71 denunce

L'INDIPENDENTE - Thursday, October 22, 2026

Soltanto due giorni fa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni elogiava la protesta di agricoltori e autotrasportatori, distinguendo tra manifestazioni pacifiche e violente. Nemmeno 24 ore dopo, il Viminale ha fatto sapere di avere identificato oltre 1.300 persone impegnate nei blocchi stradali, denunciandone più di 70 e sanzionandone più di 200. D’altronde è stato proprio il governo Meloni a criminalizzare il blocco stradale, nel decreto sicurezza varato nell’aprile 2025. Un dettaglio forse sfuggito a Giorgia Meloni nel discorso pubblicato sui social. Così alla carota offerta da Matteo Salvini si affianca il bastone dell’intero esecutivo. Da un momento all’altro si è ribaltata la percezione della protesta, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha addirittura convocato prefetti e questori delle province interessate, sollecitando attenzione su possibili «infiltrazioni criminali». La repressione del governo ha sortito i primi effetti, ma parte dei lavoratori è intenzionata a continuare la protesta in tutto il Mezzogiorno, mentre i disagi dei blocchi arrivano anche al Nord.

Alla fine, contrariamente a quanto suggerivano le dichiarazioni di Meloni, il governo ha scelto la linea dura. La decisione dell’esecutivo è arrivata al termine di una riunione a Palazzo Chigi dedicata proprio ai temi del trasporto e dei blocchi stradali. La stretta ha portato all’identificazione di 1.339 persone, alla denuncia di 71 manifestanti e all’irrogazione di 242 sanzioni amministrative. L’esecutivo ha inoltre evocato possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, puntando l’attenzione sui trasportatori e sugli agricoltori impegnati nei blocchi. Non è chiaro su quali elementi si fondi l’ipotesi di un  coinvolgimento mafioso. Ciò che emerge con evidenza è invece il rapido cambiamento di approccio nei confronti dei manifestanti, inizialmente descritti come protagonisti di una protesta legittima e pacifica, poi trattati come potenziali criminali.

Dopo l’annuncio arrivato dal Viminale, Fedralog Calabria, l’associazione di categoria degli autotrasportatori, ha comunicato la sospensione dei blocchi: «Confidiamo che nell’incontro fissato per il prossimo 27 ottobre con il ministro Matteo Salvini arrivino finalmente le soluzioni concrete e tanto attese», si legge in una nota dell’associazione ripresa dai media. «Se così non dovesse essere, la nostra mobilitazione riprenderà con ancora più fermezza». Un annuncio analogo è arrivato dall’Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani, al termine di un incontro in prefettura a Catania: «Abbiamo deciso di revocare il blocco dei tir poiché abbiamo ricevuto delle rassicurazioni da parte del prefetto che anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema dell’autotrasporto». Nonostante i primi annunci di sospensione delle proteste, la situazione sulle strade resta confusa. I principali portali di informazione e monitoraggio del traffico segnalano diversi blocchi avviati nella serata di ieri, anche dopo l’annuncio dell’esecutivo. Tra le aree interessate figurano alcuni snodi del Lazio centrale, ma soprattutto diversi incroci in Campania. Anche in Calabria le proteste non sono del tutto rientrate, soprattutto per quanto riguarda la mobilitazione degli agricoltori.

Nel frattempo, da Palazzo Chigi arriva l’annuncio che il Viminale si impegnerà a garantire i rifornimenti dei beni di prima necessità e la regolarità dei trasporti. «Le Forze dell’Ordine hanno scortato circa 500 autotrasportatori. Un servizio che sarà garantito a chiunque ne faccia richiesta per poter continuare a lavorare in sicurezza», avrebbero riferito fonti dell’esecutivo. Ieri, le amministrazioni di Napoli e Bari hanno lanciato un allarme sulle scorte, segnalando scaffali vuoti nei supermercati e crescenti difficoltà nei rifornimenti presso le stazioni di servizio. Le ripercussioni hanno raggiunto anche il Nord, in particolare il Veneto, dove le «forniture di ortofrutta arrivano un po’ a singhiozzo», ha dichiarato Patrizio Bertin, presidente regionale di Confcommercio. Per oggi è prevista una riunione del Consiglio dei ministri dedicata alla questione. Tra le ipotesi sul tavolo figura l’aggiunta di 105,2 milioni di euro ai 480 milioni già annunciati da Salvini, di cui 60 milioni destinati a finanziare rimborsi sul gasolio acquistato tra il 1° settembre e il 5 ottobre. Tra le altre misure allo studio figurano compensazioni per le fatture e interventi a sostegno delle piccole imprese. Il prossimo appuntamento rilevante è fissato per il 27 ottobre, quando il ministro dei Trasporti Matteo Salvini incontrerà i rappresentanti delle associazioni di categoria degli autotrasportatori.

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