Blocchi al Sud: Salvini promette soldi già stanziati, la protesta continuaNessuno stanziamento nuovo, solo il via libera a fondi che lo Stato aveva già
messo a bilancio e che, secondo il governo, erano rimasti fermi per ritardi e
cavilli burocratici. È quanto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Matteo Salvini ha offerto ieri, 20 ottobre, nella prefettura di Milano, agli
autotrasportatori che da settimane bloccano strade, caselli e porti del
Mezzogiorno contro il caro gasolio. L’esito ha spaccato il movimento: il
Comitato Trasportatori Siciliani ha revocato il fermo, mentre la maggior parte
delle altre sigle, in Calabria, Campania, Puglia, Basilicata e Molise, rimane
sul piede di guerra e promette di andare avanti almeno fino al 27 ottobre, data
del prossimo incontro al ministero.
Salvini ha visto prima le associazioni nazionali di categoria, poi i gruppi
autonomi nati sui territori. Il viceministro Edoardo Rixi ha parlato di «circa
un miliardo» sbloccato, di cui «480 milioni per quanto riguarda tutte le
domande» presentate fino ad agosto per il credito d’imposta sul gasolio, cioè lo
sconto sulle tasse con cui lo Stato rimborsa alle imprese parte della spesa per
il carburante. Salvini, ha invece citato «i 430 milioni» che «già ci sono»,
senza che la differenza venisse chiarita. Il resto della cifra è fatto in buona
parte di arretrati e intenzioni: circa 104 milioni di contributi non ancora
pagati per il Sea Modal Shift, l’incentivo a chi carica i camion sulle navi
invece di farli viaggiare su strada, e una trattativa con Bruxelles su oltre
mezzo miliardo per rinnovare i mezzi. «Non pretendo di avere la bacchetta
magica» ha detto il ministro, chiedendo di rimuovere tutti i blocchi e
ricordando che, con il decreto sicurezza, chi occupa le strade rischia il
carcere.
A fermarsi, tuttavia, è stato solo il Comitato Trasportatori Siciliani, che
teneva bloccati i porti dell’isola. «Vogliamo tornare a lavorare e non
penalizzare ulteriormente il territorio» ha spiegato il coordinatore Salvatore
Bella, avvertendo però che la revoca «non è una cambiale in bianco». Di
tutt’altro tenore la reazione di Fedralog, la federazione di imprese di
autotrasporto che guida la protesta in Calabria: «Hanno sbloccato dei pagamenti
riferiti all’anno scorso, al 2025» ha detto il coordinatore regionale, Mario
Pansini, definendo «briciole» le poche decine di milioni aggiunte per settembre
e ottobre. «Sempre promesse che poi non verranno mantenute. Adesso basta,
continuiamo con questo fermo». Anche gli agricoltori del Ragusano, scesi in
strada accanto ai camionisti, hanno liquidato l’incontro così: «La montagna ha
partorito il topolino».
La mobilitazione era partita a inizio ottobre con presidi spontanei in Calabria
e si è allargata a tutto il Sud , complice anche la fine, il 6 ottobre, dello
sconto sulle accise del gasolio. I blocchi hanno toccato autostrade come l’A2 e
l’A30 e il porto di Napoli, ai camionisti si sono uniti agricoltori e fornai, e
in diverse Regioni si sono visti scaffali semivuoti e distributori a secco. Il
27 ottobre si capirà se il governo ha qualcosa di nuovo da offrire.
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