Unicredit, Intesa, Enel e Snam: Blackrock accumula azioni delle grandi aziende italiane

L'INDIPENDENTE - Wednesday, October 21, 2026

Il colosso finanziario Blackrock ha recentemente aumentato le sue partecipazioni rilevanti in cinque grandi società italiane — Unicredit, Intesa Sanpaolo, Enel, Prysmian e Snam — approfondendo così il controllo sull’economia e sulle aziende strategiche della Penisola. È quanto emerge dall’aggiornamento trasmesso il 15 ottobre scorso alla Consob, relativo alla situazione del 13 ottobre, che evidenzia un aumento percentuale complessivo delle partecipazioni del fondo d’investimento statunitense compreso tra il 6,82% di Snam e l’8,92% di Unicredit. Le azioni sono detenute in via indiretta da Blackrock attraverso le società di gestione del gruppo, per le quali l’obbligo di comunicazione scatta solo dalla soglia del 5%. Da tempo, quello che è considerato il “Moloch” della finanza globale ha esteso le sue mire sulle società strategiche italiane, acquisendo così un certo controllo in alcuni settori chiave dell’economia e delle aziende del Belpaese, mentre detiene quote rilevanti nelle più potenti multinazionali a livello internazionale.

L’aumento nell’azionariato di queste cinque aziende interessa settori differenti ed egualmente importanti: bancario, energetico e infrastrutturale. La crescita più consistente riguarda la banca Unicredit, dove la Roccia Nera detiene ora una partecipazione complessiva dell’8,92% contro il precedente 5,6%: la componente rappresentata da azioni passa dal 5,12 all’8,6%, mentre quella relativa agli strumenti finanziari scende dallo 0,48 allo 0,32%. La posizione del gruppo statunitense, vicina al 9% del capitale della banca, conferma il peso determinante degli investitori istituzionali internazionali nell’azionariato dell’istituto di credito guidato da Andrea Orcel e quindi l’influenza di interessi stranieri negli affari italiani. Lo stesso avviene per le altre società: in Intesa Sanpaolo la partecipazione aggregata del fondo è aumentata rispetto alla precedente notifica, passando dal 5,1 al 7,30%. La componente azionaria è salita dal 5 al 6,71%, mentre quella riferita agli strumenti finanziari dallo 0,1 allo 0,59%. L’incremento riguarda dunque entrambe le componenti, seppure con variazioni differenti.

Tra le società industriali, Prysmian presenta una partecipazione aggregata di BlackRock pari al 7,46%, rispetto al precedente 5,9%. La quota in azioni è passata dal 5,09 al 7,03%, mentre è diminuita quella relativa agli strumenti finanziari, attestandosi allo 0,43% rispetto al precedente 0,81%. Prysmian opera nel settore dei cavi e delle infrastrutture per l’energia e le telecomunicazioni. Per quanto riguarda, invece, le aziende chiave del settore energetico, gli aggiornamenti riguardano Snam ed Enel: in Snam il fondo statunitense ha raggiunto una partecipazione aggregata pari al 6,82% rispetto al precedente 5,46%, portando la quota azionaria dal 5,1 al 6,03% e quella in strumenti finanziari dallo 0,36 allo 0,79%. Per quanto riguarda Enel, invece, la posizione complessiva raggiunge il 6,96% rispetto al precedente 5,24%. Anche in questo caso è aumentata sia la componente azionaria che finanziaria, con la prima che è salita dal 5,02 al 6,46% e la seconda dallo 0,22 allo 0,5%.

Non è certo la prima volta che il colosso statunitense stringe le sue maglie sull’economia e la finanza italiana: dal 2000, infatti, dispone di una propria sede a Milano e – secondo i ricercatori Paolo Gila e Mario Miscali – a fine 2011 la Roccia deteneva il 5,7% di Mediaset, il 3,9% di Unicredit, il 3% di Enel e del Banco Popolare, il 2,7% di Fiat e Telecom Italia, il 2,5% di Eni e delle Generali, il 2,2% di Finmeccanica, il 2,1% di Atlantia (società che controlla Autostrade per l’Italia) e Terna, il 2% della Banca Popolare di Milano, di Fonsai, Intesa San Paolo, Mediobanca e Ubi. Si tratta di aziende strategiche che permettono a Blackrock di inserirsi al meglio in quel progetto di svendita degli asset pubblici italiani iniziato più di trent’anni fa con le privatizzazioni dei “gioielli” della Penisola e inaugurato dall’allora direttore generale del Ministero del Tesoro Mario Draghi sul panfilo Britannia nel 1992.

Nel 2024, invece, il fondo d’investimento statunitense – nella persona di Larry Fink, amministratore delegato del gruppo – ha incontrato a Palazzo Chigi il Presidente del consiglio italiano Giorgia Meloni. Secondo quanto dichiarato dal governo, al centro del colloquio c’è stato «un approfondito scambio di vedute su possibili investimenti del fondo USA in Italia». Si è parlato, in altre parole, della possibilità che il fondo acquisisca quote di alcuni asset strategici di proprietà dello Stato che il governo ha deciso di privatizzare. Al centro degli interessi del fondo americano ci sarebbero le infrastrutture, le aziende energetiche e le Poste.

Con un patrimonio totale di 11.500 miliardi di dollari al 31 dicembre 2024, di cui un terzo in Europa, il fondo statunitense è considerato, insieme a pochi altri, uno dei colossi finanziari più potenti a livello globale. Detiene, infatti, partecipazioni in banche, società industriali, multinazionali del farmaco e alimentari, nei media e nelle società energetiche e infrastrutturali di tutto il mondo. Fondato a New York nel 1988 in piena deregulation, ciò che ha permesso a Blackrock di diventare il colosso attuale è stato, tra le altre cose, entrare nel capitale di due delle tre maggiori agenzie di rating esistenti, acquistando il 5,44% delle azioni di Standard & Poor’s e il 6,6% di Moody’s.  Attraverso le sue attività e partecipazioni economico-finanziarie è in grado di esercitare un controllo determinante nell’economia e nelle politiche degli Stati, tra cui l’Italia, dove sembra essere intenzionato ad approfondire le sue azioni di “intelligence economica” senza incontrare alcun ostacolo.

The post Unicredit, Intesa, Enel e Snam: Blackrock accumula azioni delle grandi aziende italiane appeared first on L'Indipendente.