
Dopo le proteste, nel governo è iniziata la solita gara a chi propone le leggi più dure
L'INDIPENDENTE - Tuesday, October 20, 2026La maggioranza sfrutta il clamore degli scontri di piazza degli ultimi giorni per accelerare con una nuova stretta sulla sicurezza. Dopo un vertice tenutosi ieri, il Consiglio dei Ministri è stato convocato per oggi pomeriggio per discutere un decreto urgente sull’ordine pubblico. La Lega spinge per estendere il fermo preventivo ai minorenni, introdurre divieti di aggregazione e prevedere l’arresto differito per i danneggiamenti di gruppo, chiedendo più libertà d’azione con taser e idranti. Il sottosegretario all’Interno Molteni propone fino a 10mila militari su strade e stazioni e ipotizza di inserire i reati contro le forze di polizia tra le cause ostative alla cittadinanza. FdI invoca la «tolleranza zero», puntando all’estensione del reato di associazione a delinquere per gli «sfascisti» che trasformano i cortei in «guerriglia urbana». Nel giro di poche ore, la risposta dell’esecutivo alle mobilitazioni del fine settimana si è trasformata in un’asta al rialzo di proposte repressive, culminata nel primo provvedimento emergenziale, varato dal ministro Crosetto, che ha annunciato l’invio di 500 militari dell’Esercito a Milano.
La risposta del governo alle proteste che hanno attraversato Milano lo scorso fine settimana segue uno schema ormai ricorrente nella prassi politica dell’esecutivo Meloni: prima la condanna dei disordini e la richiesta alle opposizioni di prendere le distanze dalle violenze; poi lo sfruttamento dell’ondata di sdegno per rilanciare una nuova stretta repressiva, tra misure emergenziali e decreti sicurezza. Nel caso delle proteste milanesi siamo ormai giunti alla seconda fase, caratterizzata dalla consueta gara al rialzo tra i partiti di governo, impegnati a contendersi il primato della proposta più repressiva. Guido Crosetto, esponente di FdI, chiede di «identificare tutti gli autori delle violenze e imporre loro di pagare i danni»; Antonio Tajani invoca una «previdenza dedicata» e chiede più agenti sul posto; il ministro della Difesa rilancia annunciando l’invio di 500 militari dell’Esercito a Milano che potranno agire con le facoltà proprie della polizia; i militari dovrebbero rimanere in città per tre mesi. Matteo Salvini e il sottosegretario leghista Nicola Molteni, dal canto loro, alzano ulteriormente la posta, rispolverando il disegno di legge anti-maranza e l’estensione del principio del «chi rompe paga» per attribuire agli organizzatori delle manifestazioni la responsabilità economica per i danni provocati durante i cortei.
Dopo il vertice sulla sicurezza di ieri, al di là dell’invio di militari a Milano, sono circolate più dichiarazioni che provvedimenti concreti. Il governo, tuttavia, sembra intenzionato a intervenire rapidamente: per oggi è previsto un Consiglio dei ministri dedicato alla sicurezza, con l’obiettivo di accelerare sia sulla proposta di legge anti-maranza sia sull’annuale decreto sicurezza. Di entrambi, tuttavia, non sembrano ancora circolare bozze. Come spiegato dal sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, la prima iniziativa punta a estendere ai minorenni alcune misure già introdotte con i precedenti decreti sicurezza. Tra queste figurerebbero il fermo preventivo e il potenziamento dell’avviso orale e degli ammonimenti del questore, con l’obiettivo di imporre divieti di aggregazione in occasione di manifestazioni violente o episodi di «movida» caratterizzati da disordini anche ai minori. Molteni ha inoltre annunciato l’intenzione della Lega di presentare una proposta per includere i reati commessi contro le forze dell’ordine tra le cause che impediscono di ottenere la cittadinanza. Parallelamente, l’esecutivo starebbe valutando l’introduzione di una nuova fattispecie di danneggiamento aggravato, destinata a punire con la reclusione fino a cinque anni e una multa di 15mila euro chi commette danneggiamenti in gruppi di almeno cinque persone.
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