
Cisgiordania, coloni senza freni: assaltati diplomatici, Netanyahu li protegge
L'INDIPENDENTE - Sunday, October 18, 2026La violenza dei coloni israeliani in Cisgiordania non conosce più limiti, arrivando addirittura a colpire rappresentanti istituzionali europei e giornalisti internazionali. Sabato 17 ottobre, nei pressi del villaggio palestinese di Taybeh, vicino a Ramallah, un gruppo di coloni mascherati ha aggredito una delegazione nella quale erano presenti diplomatici francesi, belgi e polacchi, oltre a rappresentanti cattolici e al sindaco francese Bernard Baudoux. L’episodio è avvenuto durante la raccolta delle olive. Il governo di Benjamin Netanyahu ha messo in dubbio la ricostruzione degli eventi, minimizzando i fatti. Il giorno precedente, una fotoreporter del Washington Post era stata violentemente picchiata, portando l’ambasciatore USA in Israele a parlare di un «atto di terrorismo».
Secondo immagini e testimonianze rese pubbliche, una decina di coloni a volto coperto è arrivata a bordo di quad, ha circondato il convoglio, ha chiesto i documenti e ha poi infranto a sassate il finestrino dell’auto del consolato belga. Tra gli aggrediti c’è Bernard Baudoux, settantenne sindaco di Aulnoye-Aymeries, in Francia, ripreso in un video a terra appoggiato a una vettura. «Credo che se i coloni si comportano così ci sia una tolleranza da parte del governo israeliano», ha detto. Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot ha condannato «nei modi più forti» l’aggressione: «Un sindaco francese è stato aggredito e un veicolo belga danneggiato. Il nostro team sta bene. I palestinesi affrontano ogni giorno questa violenza». Prevot ha aggiunto che «l’impunità per i coloni deve finire» e ha chiesto sanzioni contro i responsabili e chi li sostiene.
ISRAELI SETTLERS PUT A FRENCH MAYOR ON THE GROUND
Bernard Baudoux, mayor of Aulnoye-Aymeries, was visiting Taybeh, a Christian Palestinian village, for the olive harvest.
Seven masked settlers on ATVs surrounded the European delegation from France, Belgium, and Poland. They… pic.twitter.com/rZO03wDRSt
— The Compass Report
(@Compass_Report) October 17, 2026
La risposta israeliana è però ambigua. L’esercito ha condannato «il grave atto di violenza che ha avuto luogo nell’area di Taybeh», ma ha precisato che «la visita del consolato non era stata coordinata con l’Idf» e che il coordinamento servirebbe a prevenire incidenti simili. Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar definisce «spiacevole» che la visita «non sia stata coordinata in anticipo» con l’esercito. La polizia annuncia un’indagine per identificare i sospetti, ma non è stata data comunicazione di arresti. Il premier Benjamin Netanyahu, invece, non condanna i coloni: parla di «timori per una campagna coordinata, volta a screditare Israele e i residenti ebrei in Giudea e Samaria proprio durante il periodo della raccolta delle olive». Sostiene che i filmati non chiariscono la dinamica né le responsabilità individuali e invita a respingere accuse non verificate. Nel frattempo, secondo le ricostruzioni, l’allarme è stato dato subito da un attivista, ma per tre ore nessuna unità dell’esercito o della polizia ha raggiunto i diplomatici.
L’offensiva non ha risparmiato nemmeno i giornalisti. Il giorno prima, ad Abu Falah, sempre vicino a Ramallah, circa ottanta coloni mascherati e vestiti di nero sono infatti scesi da una collina durante la raccolta delle olive, hanno incendiato ulivi e lanciato pietre, ferendo almeno dieci persone. La fotoreporter americana Heidi Levine è stata aggredita: ha riportato quattro vertebre fratturate, una costola rotta e un dito quasi amputato. «Mi hanno rubato tutta l’attrezzatura», ha raccontato, affermando di essere stata «presa a calci per 10 minuti». L’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha definito l’aggressione un «attacco vile e codardo» e ha scritto: «Questo è terrorismo perpetrato da codardi mascherati», chiedendo a Israele di processare e incarcerare i responsabili.
Gli episodi si inseriscono in un contesto di crescente violenza contro la popolazione palestinese, soprattutto durante la stagione della raccolta delle olive, quando agricoltori e attivisti si recano nei campi. Gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono considerati illegali secondo il diritto internazionale dalla maggior parte della comunità internazionale, posizione contestata da Israele. Nelle ultime ore è arrivata la «ferma condanna» del Servizio europeo per l’azione esterna rispetto ai recenti attacchi dei coloni. In realtà, il tenore della nota è molto timido: «Prendiamo atto positivamente delle dichiarazioni di diversi rappresentanti israeliani che hanno condannato gli attacchi, ma ci aspettiamo piena assunzione di responsabilità, nonché misure efficaci per prevenire ulteriori atti di violenza e molestie violente contro i palestinesi, anche durante l’attuale stagione della raccolta delle olive, e contro i giornalisti – si legge nel comunicato -. Esortiamo Israele a rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario e i diritti umani e a cessare l’espansione degli insediamenti».
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