
Albania, esplode la rabbia degli studenti: barricate, scontri e molotov
L'INDIPENDENTE - Thursday, October 15, 2026Tornano a infiammarsi le proteste in Albania. Negli ultimi due giorni la capitale Tirana è stata teatro di violenti scontri tra i manifestanti, per lo più studenti, e la polizia. In migliaia sono scesi in piazza, realizzando barricate di fortuna, poi date alle fiamme. Al lancio di pietre e molotov, gli agenti hanno risposto con idranti e lacrimogeni. Un edificio del ministero dell’Economia e una filiale della Raiffeisen Bank sono andati a fuoco. Al termine dei primi due giorni di protesta si contano oltre 30 persone fermate. I ragazzi manifestano contro il governo di Edi Rama, contestando tasse universitarie troppo alte e scarse prospettive lavorative. La rabbia studentesca si aggiunge a quella mai sopita per il progetto del resort di lusso in una riserva naturale, che ha dato il via al cosiddetto movimento dei fenicotteri.
Le proteste degli studenti albanesi sono iniziate martedì 13 ottobre e si concentrano nella capitale Tirana. Gli studenti contestano le condizioni degli atenei, gli elevati costi dell’istruzione superiore e le scarse prospettive occupazionali dopo la laurea, chiedendo le dimissioni del governo. In piazza sono scesi sia gli studenti delle scuole superiori, come quelli della scuola Partizani, sia gli universitari. La tensione sociale è alle stelle: il primo giorno di proteste è stato segnalato un incendio presso il municipio cittadino e i manifestanti hanno tentato di raggiungere la sede del ministero dell’Istruzione, bersagliandola con pietre. Le strade si sono trasformate in trincee: i manifestanti hanno eretto barricate di fortuna e scagliato sassi e petardi contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con gas lacrimogeni e idranti. Le proteste sono proseguite anche ieri, estendendosi agli atenei di Elbasan e Scutari. Le testimonianze della giornata riferiscono di nuovi scontri e dei due incendi presso il ministero dell’Economia e presso la sede della Raiffeisen Bank. Il primo bilancio parla di 33 fermi, 20 dei quali sfociati in arresti.
Le proteste albanesi si inseriscono in un contesto di mobilitazione studentesca europea, partita dalla Francia e progressivamente estesasi anche al Belgio e, in misura minore, all’Italia. Le contestazioni, pur differendo da Paese a Paese, sono accomunate dai tagli al settore e dalle condizioni di studio considerate inadeguate. In Albania, inoltre, il movimento studentesco arriva dopo mesi di proteste contro la realizzazione di un maxi resort di lusso nella riserva protetta di Vjosa-Narta, un progetto promosso da Jared Kushner. Nata come un movimento di protesta contro la svendita del demanio albanese, quella che ha preso il nome di “rivoluzione dei Fenicotteri” ha rapidamente assunto i contorni di una ribellione antisistema, arrivando a rivendicare cambiamenti radicali nella politica del Paese e a chiedere le dimissioni del governo Rama, la fine della corruzione e riforme strutturali incentrate sulla tutela del patrimonio nazionale e sul rafforzamento della partecipazione dal basso.
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