Civili uccisi nella Striscia di Gaza e aggrediti e arrestati in Cisgiordania

Pressenza - Tuesday, October 13, 2026

La Striscia di Gaza, dove oggi è stato ucciso un bimbo di 4 anni e ieri sono state stati uccise 5 persone, è stata dichiarata inabitabile. In Cisgiordania sono stati fermati alcuni attivisti di associazioni internazionali che documentavano le aggressioni dei civili palestinesi.

Stamattina il piccolo Ossama Ahmed Abed è stato colpito da un cecchino israeliano a Zawaydeh, nel centro della Striscia di Gaza e due palestinesi sono stati feriti dalle pallottole sparate dai soldati israeliani di stanza nel quartiere Amal di Khan Younis.

Ieri in diversi attacchi dell’esercito israeliano sono stati uccisi 5 palestinesi e feriti altri 18.

Nella serata di lunedì 12 ottobre le forze armate israeliane hanno aperto il fuoco a est di Deir al-Balah, l’artiglieria ha bombardato l’area vicino a via al-Shaymaa, a nord di Beit Lahia e un bambino è stato ferito dal fuoco israeliano nella zona di al-Maslakh, a sud di Khan Younis.

Mentre l’esercito israeliano demoliva edifici residenziali a est del campo profughi di Jabalia, un funzionario dell’UNRWA ha dichiarato: “Gaza sta diventando inabitabile“.

Il direttore del Dipartimento Sanità dell’United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East (UNWRA), Akihiro Seita, ha avvertito che le condizioni di vita a Gaza sono collassate e che la Striscia sta diventando inabitabile a causa delle estese operazioni militari israeliane: “La guerra iniziata nell’ottobre 2013 ha causato la morte di oltre 74.000 persone, mentre la ricostruzione procede a rilento a causa dei continui attacchi e del fatto che ampie aree rimangono occupate anche dopo l’accordo. Secondo le stime, l’esercito israeliano controlla circa il 70% del territorio di Gaza. Questo ha costretto quasi due milioni di persone a vivere nel restante 30% della Striscia, la maggior parte in tende. Gaza soffre anche di una cronica carenza di forniture mediche a causa delle restrizioni al loro ingresso, con un continuo deterioramento delle condizioni sanitarie e la diffusione di malattie della pelle e altre malattie infettive”.

Contemporaneamente in Cisgiordania le truppe dell’esercito di occupazione hanno invaso la città di El-Bira, devastando le infrastrutture urbane e terrorizzando la popolazione. Altri centri attaccati sono stati Toubas, Tulkarem e diversi villaggi della cintura di Ramallah.

A Qusra, dove sono passati due mesi e 4 giorni dall’inizio dell’assedio da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, tre famiglie palestinesi, 11 persone, non possono né uscire da casa, né rientrarvi.

Niente scuola e niente lavoro.

E c’è un altro caso di una famiglia nativa assediata da coloni e soldati: a Masafer Yatta da 8 giorni i coloni israeliani impongono un rigido assedio a 7 palestinesi, tra cui 4 bambini, membri della famiglia di Youssef Shanaran.

Il padre è riuscito a lasciare la casa scortato dai soldati, per acquistare viveri, ma non riesce a tornarvi.

La procedura di collegamento tra l’amministrazione comunale locale e l’esercito si è inceppata. I militari non autorizzano il ritorno di Youssef Shanaran alla sua casa vicino alla moglie e 4 figli minori.

Intanto proseguono senza freni gli attacchi dei coloni contro i contadini palestinesi nella stagione del raccolto delle olive.

Ieri sono state registrate 37 aggressioni.

Anche i soldati fanno la loro parte: 200 ulivi sono stati sradicati dai bulldozer militari dell’esercito nel villaggio Laban Sharqyia, vicino a Nablus.

L’operazione è avvenuta prima che i contadini nativi potessero raccogliere i frutti del lavoro di un anno.

Tre attivisti internazionalisti sono stati arrestati dall’esercito israeliano con l’accusa di aver fotografato i soldati mentre stavano attaccando i contadini palestinesi che tentavano di difendersi dai coloni aggressori.

Un’attivista – secondo il comunicato dell’esercito – è di nazionalità francese. Non sono state fornite le nazionalità degli altri due attivisti volontari che sostengono i contadini palestinesi nella loro resistenza non violenta contro gli attacchi di coloni e esercito. Israele non vuole testimoni ai suoi crimini contro i civili palestinesi.

ANBAMED