
Ai Paesi del Nord Europa l’austerità non basta mai: chiesti più tagli al bilancio UE
L'INDIPENDENTE - Monday, October 12, 2026La presidenza del Consiglio UE, al momento ricoperta dall’Irlanda, sta mediando le trattative sul prossimo bilancio europeo, relativo al periodo compreso tra il 2028 e il 2034. Rispetto alla proposta iniziale della Commissione, l’Irlanda ha proposto un taglio dell’8%, pari a circa 140 miliardi di euro, a fronte di un impegno complessivo da oltre 1.750 miliardi. Ma ai Paesi frugali — il blocco che oggi va dalla Germania ai Paesi Bassi passando per gli scandinavi — non basta e chiedono un maggior disimpegno pubblico all’UE. L’Irlanda ha proposto di recuperare risorse tagliando investimenti nei settori della coesione e dell’agricoltura, della competitività e dell’amministrazione. A lavorare sulla bozza sarà prossimamente il Consiglio europeo, in un vertice atteso il 15 e il 16 ottobre.
È una trattativa serrata quella che sta avvenendo in sede europea per elaborare il nuovo bilancio settennale dell’Unione. In ballo c’è il budget per finanziare i vari settori di intervento comunitario, dalle politiche di coesione all’agricoltura, passando per la difesa. La proposta presentata dalla Commissione ammonta a 1.763 miliardi di euro, in prezzi del 2025. Al momento della spesa, la cifra nominale verrà perciò “aggiustata” in base all’inflazione. Per l’UE si tratta del bilancio più oneroso della sua storia, pari all’1,26% del reddito nazionale lordo complessivo. Decisamente troppe risorse per i Paesi frugali capitanati dalla Germania, che prima hanno messo pressione sulla presidenza cipriota e poi sull’Irlanda. Il tentativo negoziale di Cipro si era limitato a dei tagli complessivi da 30 miliardi di euro. Dublino, subentrata a luglio alla guida del Consiglio UE, ha calcato la mano, effettuando tagli qua e là e presentando una bozza molto più esigua, da circa 1.620 miliardi.
Italia, Spagna e Grecia, a cui si sono aggiunte Romania e Polonia, protestano, difendendo sussidi agricoli e finanziamenti alle regioni più povere (ricompresi nelle cosiddette politiche di coesione). Entrambe le voci di spesa, accorpate per la prima volta in un programma unico, perdono circa trenta miliardi di euro rispetto alla bozza della Commissione, che fissava a quasi 950 miliardi l’impegno settennale. I trattori, già in mobilitazione per il caro gasolio, sono pronti a bloccare nuovamente le strade europee, come due anni fa.
Viene poi sacrificata la competitività, anch’essa pilastro dell’UE, diventata negli ultimi anni sinonimo di riduzione del gap tecnologico con Stati Uniti e Cina. Nella proposta irlandese, la competitività perde il 13% delle risorse stanziate dalla Commissione. Va anche peggio alla Global Europe (-17%), il programma che impegna Bruxelles nella cooperazione internazionale. Le spese per sostenere l’amministrazione calano di quasi il 9%. La mediazione irlandese restituisce un compromesso non trascurabile, a vantaggio dei Paesi frugali che tuttavia non si accontentano e annunciano battaglia nel prossimo Consiglio europeo, in programma per il 15 e il 16 ottobre. Una volta trovata l’intesa in questa sede, il bilancio dovrà essere approvato anche dal Parlamento europeo.
A ridimensionare la portata prevista del bilancio e dunque i proclami di Bruxelles sull’impegno record è una voce di spesa passata in sordina, relativa al pagamento dei debiti contratti per finanziare il Next Generation EU, il programma elaborato per rilanciare l’economia dopo la pandemia di Covid-19. «Il rimborso comincerà nel 2028, in modo da garantire una riduzione costante e prevedibile delle passività fino al 31 dicembre 2058. L’importo complessivo per il periodo 2028-2034 sarà di 149,3 miliardi di euro», scrive la presidenza irlandese. Di fatto quasi un decimo del bilancio complessivo in discussione.
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