Caso Epstein: morto suicida l’uomo che svelò i legami con un ministro di Trump

L'INDIPENDENTE - Thursday, October 8, 2026

Simon Andriesz, l’ex banchiere britannico che aveva contribuito a svelare i rapporti d’affari tra Jeffrey Epstein e il segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick, è morto il 23 settembre a 57 anni: secondo quanto riferito da The Banker, si è tolto la vita. Ora la Financial Conduct Authority, l’autorità di vigilanza finanziaria britannica, deve rispondere del trattamento riservato alle sue denunce. Il regolatore ha annunciato un esame dei contatti avuti con l’ex dirigente, impegnandosi a rendere pubblici all’inizio del 2027 gli aspetti da migliorare e gli interventi che intende adottare. Una procedura interna contestata dai parlamentari, che chiedono un’indagine indipendente sull’operato della stessa istituzione.

Con oltre 35 anni di esperienza nei mercati finanziari, Andriesz era stato managing director di BGC, società allora guidata da Lutnick, imprenditore e oggi Segretario al Commercio di Trump. Nel 2016 aveva segnalato irregolarità contabili; l’anno successivo era stato licenziato, ma alcune delle sue segnalazioni contribuirono in seguito a una sanzione di 3 milioni di dollari inflitta a BGC dall’autorità statunitense di vigilanza sui derivati per «numerose violazioni in materia di supervisione, rendicontazione e tenuta dei registri». La società nega ritorsioni e contesta la ricostruzione dell’ex dipendente. Tra il 2020 e il 2021, Andriesz si era rivolto anche all’FBI, denunciando presunti legami non dichiarati tra Lutnick ed Epstein. Negli Epstein Files trovò poi tracce della loro corrispondenza d’affari. Mentre altri cercavano il cognome del ministro, lui digitò “HWL”, Howard William Lutnick: sapeva che i dirigenti usavano le iniziali nelle email. Emerse uno scambio del 2018 su Adfin, impresa di pubblicità digitale nella quale avevano investito Epstein e Cantor Fitzgerald, il gruppo finanziario statunitense allora guidato da Lutnick. Epstein chiedeva quali fossero le prospettive della società; Lutnick rispondeva che finalmente stava producendo ricavi e che nei dodici mesi successivi avrebbe dovuto raggiungere l’autosufficienza economica.

Andriesz trasmise quanto scoperto alla House Oversight Committee. La BBC ricostruì la vicenda a luglio. Dalla vigilanza britannica, invece, aveva ricevuto una risposta che metteva in discussione il suo diritto alla protezione: essendo ormai nota la sua identità, non avrebbe avuto diritto alle tutele previste per i whistleblower. Era un’indicazione errata, arrivata proprio dall’autorità alla quale chiedeva ascolto mentre denunciava presunte ritorsioni e raccontava il prezzo pagato sul lavoro e in famiglia. La FCA aveva poi riconosciuto l’errore e presentato le proprie scuse, promettendo nuove istruzioni e formazione per il personale incaricato di ricevere le segnalazioni. Per chi cercava aiuto, quella risposta poteva aggravare la sensazione di essere lasciato solo. Resta da chiarire quali conseguenze abbia avuto e che cosa sia stato fatto, dopo averla corretta, per garantire ad Andriesz un sostegno concreto.

I documenti emersi smentivano il racconto di una frequentazione occasionale tra Epstein e Lutnick, archiviata molti anni prima. Le email contenute negli Epstein Files ricostruiscono i preparativi del pranzo  sull’isola Little St. James nel dicembre 2012, con la moglie e i figli di Lutnick. Nell’audizione al Senato del 10 febbraio 2026, il Segretario al commercio ammise la visita, aggiungendo che erano presenti anche le tate e sostenendo che fosse durata soltanto un’ora. Un contratto datato 28 dicembre 2012 attesta inoltre l’ingresso in Adfin di società riconducibili ai due; il legale di Lutnick colloca però la firma di Cantor nella primavera 2013. Interrogato il 6 maggio dalla commissione della Camera, il segretario affermò di aver appreso solo quell’anno della partecipazione di Epstein all’investimento, negando di aver ingannato il pubblico. Il 14 maggio i 21 democratici della commissione ne chiesero le dimissioni, accusandolo di aver nascosto la relazione. Lutnick non è accusato dei crimini di Epstein e il Dipartimento del Commercio respinge le contestazioni, sostenendo che non vi siano prove di illeciti a suo carico.

A esaminare la gestione del caso sarà Lea Paterson, componente del consiglio della FCA. È proprio questa scelta a concentrare le critiche del gruppo parlamentare guidato da John McDonnell: il controllo resta nelle mani dell’autorità che deve rendere conto del proprio comportamento. Intanto, Andriesz si aggiunge a un elenco di morti che attraversa più ambienti della vicenda Epstein: il detective Joseph Recarey, che condusse la prima inchiesta a Palm Beach, morto nel 2018 dopo una breve malattia; lo stesso Epstein nel 2019; il finanziere ed ex socio Steven Hoffenberg e l’agente di modelle Jean-Luc Brunel nel 2022; Virginia Giuffre nel 2025; il talent scout Daniel Siad, trovato morto vicino a Parigi nel luglio 2026. Vicende diverse, che non provano una regia comune, ma hanno un effetto concreto: vengono meno persone che, da posizioni opposte, avrebbero potuto contribuire a chiarire quanto accaduto e avselrae l’intelaiatura del sistema Epstein. E mentre si perdono testimonianze e possibilità di confronto, resta ancora da accertare fino in fondo chi abbia favorito e protetto il sistema di abusi del finanziere di Brooklyn.

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