
Ravenna, abbattimento e ripiantumazione alberi: i cittadini fanno ricorso ma il TAR non risponde nel merito
Pressenza - Wednesday, September 30, 2026Con sorpresa abbiamo letto il recente pronunciamento del TAR relativo alla richiesta di sospensiva depositata mercoledì 23 settembre nell’ambito del ricorso presentato dai cittadini a febbraio 2025 – ad oggi non ancora discusso – contro la delibera emessa dalla Giunta comunale 656/2025 avente per oggetto: “Provvedimenti in ordine alla ripiantumazione delle alberature abbattute in via Maggiore a Ravenna”.
Riteniamo opportuni alcuni chiarimenti. Per primo cerchiamo di esporre in maniera semplice qualche passaggio: un Comune emette atti amministrativi (ordinanze, delibere, ecc.), che devono essere pubblici. Chiunque ne abbia diritto, può, entro un dato periodo, obiettare questi atti e, motivandolo, ricorrere al tribunale (TAR) per chiederne l’annullamento. Il TAR decide se l’atto amministrativo sia da annullare o meno, spesso dopo svariati mesi, in un’apposita udienza. In attesa di tale udienza, per situazioni di particolare gravità, è possibile richiedere che venga sospesa l’efficacia dell’atto contestato, attraverso una richiesta di sospensiva, che può essere accolta o meno dal TAR. È questo il caso di via Maggiore, dove i cittadini hanno richiesto il 23 settembre una sospensiva, collegata al ricorso di febbraio 2025 non ancora discusso.
Come è facile intuire leggendo l’oggetto della delibera n. 656 impugnata con il ricorso di febbraio, i cittadini, anche in base alle oltre 2500 firme raccolte nell’estate del 2024, chiedono, argomentando a fondo, che venga messa in discussione la decisione di sostituire i pini domestici con gli alberi di gran moda adesso, ovvero i lecci, snaturando per sempre il bellissimo e maestoso aspetto del viale storico e cancellando il simbolo millenario di Ravenna dalla via principale d’accesso alla città.
Altrove (Milano Marittima, Riccione, Roma, ecc.) nei viali storici che li ospitano si ripiantano nuovi pini, mentre a Ravenna, dopo secoli, sono diventati l’albero del male.
Sia il ricorso che la richiesta di sospensiva collegata depositata il 23.09, quindi, non hanno nulla a che vedere con gli abbattimenti capitati in via Maggiore la scorsa settimana.
Eppure, nel bocciare la richiesta di sospensiva non riguardante gli abbattimenti, citati solo come indizio di una sostituzione probabilmente imminente – ed infatti avvenuta – il TAR ha parlato proprio e solo degli abbattimenti, confermando che andavano eseguiti! Come sia stato possibile questo è difficile da immaginare.
Tra parentesi, lo ricordiamo, il Comune non ha mai pubblicato alcuna ordinanza per dare il via agli abbattimenti di via Maggiore, né nel 2025 né a settembre 2026, quindi non esiste alcun atto che parli di quegli abbattimenti che i cittadini avrebbero potuto contestare presso il Tribunale amministrativo regionale.
Fatto sta che qualche giorno fa la stampa ha prontamente ripreso i contenuti del pronunciamento del TAR, e, per completare lo sconcerto, subito si è scatenata una nuova passerella trionfante dell’Assessore al Verde Schiano, il quale avrebbe forse fatto meglio a leggere con attenzione prima la Delibera come imporrebbe il suo ruolo istituzionale, poi i giornali.
Il gruppo di cittadini “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna”