In Francia la solidarietà di fronte agli eventi climatici estremi arriva dal basso

L'INDIPENDENTE - Tuesday, September 22, 2026

L’estate che ci lasciamo alle spalle in Europa è un ricettacolo di eventi climatici estremi, tra ondate di caldo anomalo, periodi di siccità prolungata e brevi, ma devastanti, alluvioni. A fine agosto, il passaggio di un tornado ha messo in ginocchio il sud della Francia, distruggendo nel giro di pochi minuti tutto ciò che si è trovato davanti, dalle case ai campi coltivati. Lo scorso anno un vasto incendio bruciò migliaia di ettari nel cuore delle Corbières, località montuosa nota per la sua produzione vinicola. Di fronte a questa devastazione, gli abitanti hanno deciso di passare all’azione e battere lo sconforto. È nata la rete Corbières Solidaires Grands Feux (CSGF), per sostenere gli agricoltori di fronte agli eventi climatici estremi. All’associazione si è aggiunto lo spontaneismo contadino, restituendo un quadro di solidarietà dal basso avulso dagli schemi del profitto.

Il tornado a Pomas e la solidarietà contadina

I danni causati dal tornado passato per Pomas

Oltre la metà delle case danneggiate, alcune delle quali completamente distrutte, centinaia di sfollati e 39 feriti. Il bilancio del passaggio del tornado a Pomas, un piccolo comune dell’Aude, è stato devastante. Era il 24 agosto scorso e, in appena due minuti, la cittadina è dovuta passare dall’euforia della preparazione dell’annuale Festival di Pomas alla paura. Neanche la produzione agricola è stata risparmiata: quintali di frutta e verdura sono andati distrutti, mettendo in ginocchio i contadini. Il dipartimento dell’Aude ha una forte tradizione viticola, e al passaggio del tornado molti produttori avevano appena finito di raccogliere l’uva per la vendemmia. Il crollo dei tetti dei depositi ha reso vane settimane di sforzi. Nei meleti vicini sono cadute a terra tonnellate di frutti, facendo sprofondare nello sconforto i proprietari. Ma è durato poco, grazie all’intervento della rete Corbières Solidaires Grands Feux, che con un giro di telefonate e un coordinamento via social è riuscita a coinvolgere decine di volontari. Giunti sul posto, hanno affiancato gli agricoltori nella raccolta, evitando che migliaia di mele marcissero. Cantine e magazzini sono stati ripuliti dalle macerie, il tutto in appena due giorni.

L’associazione si è poi impegnata a monitorare il risarcimento dovuto dalle compagnie assicurative, mettendo anche in moto un giro occupazionale per il post-emergenza. È stato infatti offerto un contratto da 12 mesi (con una retribuzione pari al 110-120% del salario minimo) per prendere parte al rilancio delle attività agricole: si passa dalla ricostruzione delle strutture danneggiate alla rigenerazione ecologica. C’è poi la dimensione della «cura e delle dinamiche collettive», con cui si punta a tenere saldi i legami tra i vari attori locali.

La rete Corbières Solidaires Grands Feux è nata soltanto lo scorso anno, emergendo da un sentimento diffuso di solidarietà. Molti dei suoi fondatori hanno preso parte alla mobilitazione dal basso scattata di fronte all’incendio partito da Ribaute ed estesosi presto ai vicini comuni dell’Aude, arrivando a distruggere più di 10mila ettari di terreno. In quell’occasione, un centinaio di volontari si riunì per distribuire acqua e aiuti alla popolazione, offrendo anche supporto psicologico a chi aveva perso tutto nell’incendio. Il successo dell’iniziativa ha portato i partecipanti a organizzarsi, con l’obiettivo di dotarsi di un coordinamento permanente di fronte alle emergenze: «CSGF agisce per la solidarietà d’emergenza, la rigenerazione e la prevenzione delle catastrofi climatiche oltre che per la resilienza del territorio e una vita dignitosa».

Lo spontaneismo che guida

Parlando di spontaneismo, non può non essere citata l’esperienza di Servian, altro comune francese colpito dal tornado del 24 agosto scorso. Thomas Mayeul, proprietario della tenuta Grassette, si è trovato a fare i conti con due ettari di vigneto abbattuti dall’evento estremo. I filari andavano rialzati per evitare di perdere il raccolto e Mayeul si è inventato un appello social, accompagnato dal più classico dei passaparola. Amici, familiari e volontari hanno risposto alla chiamata, salvando la vendemmia alla Grassette. «È un lavoro necessario perché è impossibile farlo da soli. Noi siamo di qui, questa occasione ci permette di conoscere altre persone del territorio. Sono cose che non esisterebbero nelle grandi città, dimostrando quanta solidarietà ci sia invece nei piccoli villaggi», ha affermato un volontario, Alexandre Banon, a Franceinfo. Iniziative simili sono state organizzate anche in altre località dell’Hérault, come Castries, Saint-Georges d’Orques e Capestang.

Sempre a Servian, il tornado ha causato pesanti danni alle scuderie di Saint-Bruno, gestite dal 2018 da Coline Geneves e dal suo compagno. Per far fronte alle riparazioni, la coppia ha lanciato una raccolta fondi, recuperando nel giro di poche settimane più di 3.800 euro.

Ciò che emerge dal caso francese è un forte sentimento solidale tra agricoltori e non solo, che coinvolge anche l’ampia rete di abitanti e associazioni, più o meno informali. Ciò garantisce una velocità di azione fondamentale nelle emergenze, che spesso le istituzioni faticano ad assicurare. A fine agosto, a una settimana dal passaggio del tornado, la Corbières Solidaires Grands Feux denunciava il mancato inserimento dell’evento, da parte del Ministero dell’Agricoltura, nella lista delle catastrofi naturali. Alla richiesta si è unito anche Régis Banquet, presidente di Carcassonne Agglo, l’unità urbana situata nel dipartimento dell’Aude e di cui fa parte anche Pomas.

Gli ultimi dati disponibili parlano di 61 tornado verificatisi tra il 2023 e il 2024. Non tutti rientrano tra le catastrofi naturali a causa della legislazione francese, che parte del panorama politico punta a modificare. A luglio è stata presentata una proposta di legge a firma del senatore Hussein Bourgi per equiparare gli eventi ciclonici (tipici dei dipartimenti d’oltremare) ai tornado violenti della Francia metropolitana, come quello del 24 agosto, di scala EF3. L’obiettivo è rendere più veloci le risposte istituzionali all’emergenza, soprattutto nelle fasi successive, dalla ricostruzione ai rimborsi. Di anno in anno la Francia si conferma tra i Paesi europei più colpiti dagli eventi climatici estremi. Soltanto quest’estate un’ondata di caldo estremo ha favorito il divampare degli incendi, costringendo centinaia di migliaia di persone ad allontanarsi dalla propria casa.

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